L'Italia vince e fa tre su tre, ma senza Verratti è più bella
Tre vittorie su tre partite, dieci gol fatti e nessuno subito, tutti i giocatori utilizzati (tranne Meret) perché il gruppo deve sentirsi coinvolto nella sua interezza, senza distinzioni o dimenticanze.
Roberto Mancini e la sua Italia non potevano fare meglio contro il Galles per issarsi in testa alla classifica e guardare all’immediato futuro con ottimismo. Sabato a Wembley gli azzurri affronteranno l’Ucraina o l’Austria negli ottavi di finale. Poi arrivi chi deve: il Belgio, quasi sicuramente, e, se passassimo ancora, la Francia (ma chissà).
Ma facciamo un passo alla volta, come è accaduto nel girone e poi tiriamo le somme. Prossima fermata Londra per la prima delle partite da dentro o fuori. Finora non siamo mai andati sotto e sarà importante capire che cosa accadrà quando dovesse succedere (se succede). Per adesso siamo ben forniti di titolari e riserve. Contro il Galles ha segnato Pessina, su punizione-assist di Verratti, due nuovi innesti degli otto che Mancini ha effettuato a dimostrazione che, cambiando i fattori, il risultato non cambia.
Cambia, però, il gioco. Un po’ perché il Galles si è difeso anche quando è stato sotto, ovvero dal 38’ del primo tempo, un po’ perché nella ripresa l’Italia ha rallentato e non ha cercato il raddoppio con la determinazione conosciuta.
C’era molta curiosità per il rientro di Verratti e la verifica della compatibilità con Jorginho. Intendiamoci, i due hanno giocato insieme decine di volte e, con Mancini, sempre bene. Tuttavia, questa volta, c’era il paragone con Barella o Locatelli, per non dire con entrambi.
Ebbene, pur giudicando in maniera estremamente positiva la prestazione dei due centrali, la squadra è apparsa un po’ più piatta e prevedibile. Logico, perché Barella e Locatelli hanno caratteristiche specifiche, palleggiano e si inseriscono e, quando vanno, spesso lasciano il segno. Questa tipologia di giocatori, ovvero due mezzali di grande movimento, è senz’altro più congeniale alla varietà del gioco di una Nazionale che pratica e intende praticare una manovra d’attacco.
Perciò, se devo confrontare la qualità delle prestazioni, preferisco di gran lunga l’Italia con un centrale e due interni d’assalto (Barella e Locatelli, per l’appunto).
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