arres82 ha scritto:
Secondo me i problemi fondamentali sull'immigrazione in Italia sono diversi, vado in ordine sparso.
Si tende a ragionare per slogan contrapposti "tutti gli immigrati sono buoni" vs "tutti gli immigrati sono cattivi", slogan a cui nessuna persona intelligente può credere.
Si fa l'equiparazione immigrazione=sbarchi quando non è così, e la maggioranza (se non sbaglio, sicuramente gran parte) degli immigrati non arriva tramite una barchetta che attraversa il mediterraneo (tutta l'immigrazione dall'America Latina, dall'est Europa e dall'Asia non passa dalla Libia, per evidenti questioni geografiche).
Quando si dice "non bisogna farli sbarcare" non si ha il coraggio di dire che le alternative sono farli morire in mare o rimandarli nell'inferno dei campi libici. Peraltro, quando qualcuno ha scelto di bloccare una nave per farne un capro espiatorio, ha costretto in condizioni disumane per settimane centinaia di persone, ma questo non ha minimamente bloccato gli sbarchi di tutte le altre navi.
Si cerca di far passare la Libia come un paese normale in cui si può rimandare la gente facendo finta di non sapere le situazioni dei campi di cui sopra (questa è una cosa assolutamente bipartisan).
Non ci si pone la domanda di quanto deve essere disperato qualcuno per attraversare il sahara con mezzi di fortuna, arrivare in Libia, passare mesi nei campi di cui sopra, e poi tentare la traversata del Mediterraneo su una barchetta su cui non attraverserei il lago di Garda.
Si urla a gran voce contro il trattato di Dublino, ma quando si è al governo non si va alle riunioni per modificare il trattato in questione (questo invece è solo della Lega), segnale che si preferisce avere un problema di cui lamentarsi anziché risolvere il problema. Del resto, ci si allea in Europa con ungheresi e simili che sostengono fortemente il trattato di Dublino, che avvantaggia i paesi interni e danneggia quelli con confini marittimi. Mi pare superfluo specificare in quale categoria appartiene l'Ungheria e in quale categoria appartiene l'Italia.
L'arrivo di persone straniere in un paese culturale omogeneo come l'Italia è una cosa che destabilizza la società. E' più comodo avere un vicino che ha il tuo stesso background culturale anziché uno che ne ha uno completamente diverso.
Gli immigrati sono assolutamente fondamentali nell'economia italiana.
I lavori che gli italiani non vogliono più fare ci sono, e non solo per le paghe misere.
Il rimpatrio degli immigrati irregolari è fisicamente quasi impossibile, oltre che costoso. Ci vuole un accordo con il paese di origine, e poi per rimpatriare gli irregolari bisogna organizzare un volo che prenda tutti quanti e li recapiti al mittente. Per quante persone a volo? Con quali costi? Chi paga? Tutto ciò ovviamente supponendo di avere i documenti dei rimpatriandi.
L'immigrazione arricchisce il paese dal punto di vista economico (magari non il singolo, ma il paese nel complesso), se gestita bene lo può arricchire dal punto di vista culturale, ma è un problema a livello sociale.
Le diverse narrazioni esaltano uno o più di questi punti di vista, ignorando gli altri, o mentendo sugli altri.
Il problema è che la classe politica piena di cialtroni che c'è in Italia preferisce parlare per slogan, puntando su uno solo di questi punti di vista, anziché riconoscere che si tratta di un problema complesso per cui non ci sono risposte semplici e che trattare questo tema con slogan equivale a mentire in malafede.
Il problema è che molti elettori italiani sono convinti che l'immigrazione sia un problema semplice e che gli slogan siano un modo efficace per affrontare il problema.
Complimenti per la disamina.
Credo che tu abbia analizzato al meglio l'intera questione. Diciamo che condivido (quasi) tutto.
Il problema di fondo della politica italiana (e anche sul forum se ne vedono lampanti esempi) è quello di essersi incredibilmente appiattita sul tema immigrazione (pro o anti, stessa faccia della medaglia). In pratica è come se non esistesse altro tema. E tu hai ben sottolineato come per alcune forze politiche l'esistenza del problema è una sorta di vitalizio sul consenso elettorale (e permette di "mascherare" altre magagne programmatiche) mentre per altre fonte di clientelismo derivante dal sistema dell'accoglienza.
In definitiva, in qualsiasi caso non ne usciremo indenni.