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wop82 ha scritto:
Lud, concedici la pausa per le festività :asd


.Cantona ha scritto:
Sto scrivendo il mio post ora :sisi


Il contropiede :asd


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 Oggetto del messaggio: FF1 - 1. Turno - wop82 vs .Cantona
MessaggioInviato: sab 2 gen 2016, 16:31 
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Bene possiamo riprendere le operazioni? O state ancora a festeggià?


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 Oggetto del messaggio: FF1 - 1. Turno - wop82 vs .Cantona
MessaggioInviato: lun 4 gen 2016, 15:34 
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Sono terminati i festeggiamenti, appena posso inizio replicare a Cantona.


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MessaggioInviato: mar 5 gen 2016, 2:10 
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.Cantona ha scritto:
Non mi esprimo sulla citazione di Schopenhauer, che ritengo cronologicamente inadatto al dibattito.


Atteggiamento tipico di chi non concepisce altro che la contemporaneità!



.Cantona ha scritto:
Riguardo al video di Pif: esso dimostra che vi sia una parte di speculatori nell'arte contemporanea, e ciò è sicuramente vero, ma è legittimo punire anche quegli stessi artisti per questo? L'arte stessa è riflesso della società dell'artista, in modo più o meno diretto: va da sè che in una società come la nostra, basata principalmente sul guadagno, sia inevitabile che anche l'arte inizi a rispondere alle logiche di mercato. Ma anche considerando la risposta alle logiche di mercato come negativa, ci sono dozzine di esempi che dimostrano che non è sempre piegata a tali logiche.


L'arte che inizia a rispondere soprattutto e/o solo e soltanto alle logiche di mercato non è più arte, bensì un prodotto come tanti altri, esattamente come la confezione di acqua Rocchetta presente negli scaffali dei supermercati, ma anche nelle teche delle mostre!
L'arte (?) contemporanea è quindi come una commodity, vale a dire un bene che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, cioè è sempre merda d'artista indipendentemente da chi la produce.
Accettare tutto ciò significa abiurare all'emotività, all'estetica e all'essenza stessa dell'arte.


.Cantona ha scritto:
Riguardo alla corrispondenza tra arti visive e letterarie, propongo anche una differente interpretazione (in origine ero indeciso fra questi due esempi): sarebbe come dire che i cartonati per l'infanzia sono meglio degli altri libri perchè le lettere più grandi permettono a chi ha difetti visivi di leggere ugualmente avendo delle lettere molto più grandi. Va da sè che tale posizione sia totalmente assurda.


Meno male che riconosci da solo quanto siano assurde, prive di logica e di senso le similitudini che tu stesso scrivi, al pari delle opere d'arte (?) contemporanee.
Continuare a replicare in questo modo non ti aiuta di certo a confutare la mia distinzione tra arti visive e letterarie, poichè è inequivocabilmente apodittica!


.Cantona ha scritto:
Mi trovo poi in completo disaccordo sul fatto che l'arte debba essere espressione anche per quanto riguarda il fatto che l'arte visiva debba essere comprensibile anche a chi non ha i mezzi culturali: questo poteva essere valido qualche secolo fa, quando l'arte aveva anche un compito istruttorio (ad es. le storie della Bibbia nelle Chiese citate prima): esse avevano lo scopo di istruire il popolo illitterato su quanto contenuto nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, ma nella società moderna, con una alfabetizzazione praticamente totale, questa funzione è ovviamente stata rimpiazzata da altri mezzi.


Evidentemente ignori completamente cosa sia l'analfabetismo funzionale, senza considerare che essere comprensibile non significa necessariamente avere anche una funzione istruttiva di qualche tipo.
Inoltre le opere d'arte (?) contemporanea sono spesso incomprensibili ai più e, come è stato evidenziato dal video di Pif, guai a chiedere la spiegazione!!! Non si fa!!!
D'altra parte cosa vuoi che ci sia da dire su 4 ombrelli sgangherati incastrati insieme?


.Cantona ha scritto:
Passando poi sul conformismo degli artisti odierni, mi viene quasi da sorridere: per secoli l'arte è stata una forma di celebrazione del potere, in quanto gli unici in grado di finanziare gli artisti stessi erano figure di spicco e di grande potere economico, politico e sociale su varia scala (la Chiesa, re, signori cittadini), questo però (ovviamente) non squalifica centinaia di anni di produzione artistica, quindi perchè dovrebbe farlo oggi? Anche i passati artisti avevano, spesso, una maggiore notorietà quanto più grandiosamente riuscivano a rappresentare i loro committenti od a portare lustro e splendore presso di questi, ma non mi pare che nessuno si indigni perchè la Cappella Sistina ha portato dei guadagni a Michelangelo (anche perchè risulterebbe un mentecatto :asd).


L'arte in precedenza era un'espressione originale (vedi Cappella Sistina da te citata) derivante da un sistema formale (natura, regnanti, chiesa, borghesia, ecc.), mentre nell'ultimo secolo è diventata un'espressione identica frutto di un sistema teoricamente eterogeneo e libero.
Il conformismo attuale dell'arte (?) contemporanea si basa quindi su altri elementi e più precisamente:

- sul criptocitazionismo di comodo, affinché il piacere non derivi dalla contemplazione dall'opera in sé, ma dall'autocompiacimento dell'io una volta che si scopre il riferimento;
- sulla tattica del colpo di scena, come nel caso delle grandi installazioni, delle varie provocazioni, dell'architettura destrutturata, delle opere disseminate a caso in giro per le città, ecc., però tutto inizia e finisce nell'effimero effetto di stupore iniziale;
- sulla banalità dell'eventuale messaggio da veicolare, che tra l'altro è sempre in ritardo rispetto alla società stessa, poiché ciò a cui si riferisce o è già avvenuto o è già ampiamente noto.

Questo purtroppo è lo stato dell'attuale (non-)arte.


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MessaggioInviato: mar 5 gen 2016, 3:22 
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.Cantona ha scritto:
Molta retorica, ma pochi, pochissimi concetti, e tutti che vanno proprio nella direzione del feticismo di cui sopra. Ci sono ovviamente rischi nella superdigitalizzazione, ma non è questo l'argomento del topic: io ho ribattuto alla tua affermazione secondo cui non sia possibile mantenere "vive" le opere di certi artisti: ciò è chiaramente falso, al di là di ipotetici rischi: oggi se non ho modo di andare a vedere il Guggenheim a NYC posso comunque vedere le opere in esso contenute al computer: non avrà la stessa valenza di vedere dal vivo tali opere, ma quanta parte dello studio di una materia come l'arte viene fatta tramite, ad esempio, libri? La differenza sostanziale è pressocchè nulla.



Se ti chiedessi sull'arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti..: Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c'è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto... (Cit.)

Immagine


.Cantona ha scritto:
Anche il discorso sugli artisti passati disinteressati al denaro è fallace, addirittura questi avevano delle botteghe nel medioevo :asd più commercializzante di così si muore :asd


Non tutti gli artisti del passato avevano una bottega, solo in alcuni periodi storici, molti comunque hanno vissuto di stenti e sono morti poveri, quindi è sbagliato generalizzare.
In ogni caso le botteghe svolgevano anche una funzione educativa e formativa nei confronti degli allievi, oggi invece l'artista (?) moderno incassa e basta, non arricchisce professionalmente gli altri, non tramanda alcunché, non ha nulla da insegnare...forse perchè la sua semplicemente non è arte!
Gli stessi artisti (?) contemporanei mettono tranquillamente in risalto come ormai sia solo una questioni di soldi e nient'altro:

Immagine



.Cantona ha scritto:
Se per le Soprintendenze italiane è un problema restaurare i graffiti poi, questo è dovuto al feticismo per il passato di cui parlavo prima: in base a cosa si stabilisce che i mezzi di espressione dell'individuo di oggi non siano degne di essere tramandate, mentre lo sono quelle passate, soltanto perchè sono lì da più tempo? Se hanno l'urticaria per questo è un problema loro. L'idea della damnatio memoriae per l'arte odierna, che piaccia o meno è poi aberrante: si sta dicendo che l'espressione dei nostri giorni non valga nulla, ed è un concetto che mi rifiuto di accettare, così come dovrebbe rifiutarsi chiunque dotato di buonsenso.


Le opere odierne non sono degne di essere tramandate perchè non hanno quasi mai alcun un valore intrinseco e inoltre sono fatte su dei supporti non adeguati per trascendere il tempo.
Senza considerare i casi in cui sono dei rifiuti e giustamente vengono scambiate per tali :asd:

Cita:
Museion di Bolzano, l’addetta alle pulizie scambia l’opera d’arte per sporcizia. E la butta. Episodi simili accaduti altrove anche in passato


“Ma che disordine!”. Questo deve aver pensato l’addetta delle pulizie del Museion di Bolzano quando, domenica mattina, si è apprestata a pulire le sale del museo come ogni settimana. In terra c’era una distesa di bottiglie vuote di champagne, bicchieri, ghirlande e coriandoli: “Saranno i resti di una festa…”. E via, tutto pulito con i “resti” posti in un sacco nero dell’immondizia. Invece no. Quelle bottiglie e quei bicchieri erano invece i componenti di una installazione di arte contemporanea, un’opera intitolata “Dove andiamo a ballare questa sera?” firmata dalle artiste Goldschmied Chiari. “I precedenti illustri ci sono tutti, dalla vasca di Joseph Beuys alla porta di Duchamp”, ironizzano gli organizzatori del Museion su Facebook. L’opera, finita nella raccolta differenziata, verrà riallestita al più presto, promette il museo. (Foto Facebook/Museion di Bolzano)


http://www.corriere.it/foto-gallery/cul ... 55d1.shtml


L'estemporaneità che colpisce la contemporaneità anche in ambito artistico è impossibile da tramandare, è lapalissiano, non feticismo per il passato!


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MessaggioInviato: mar 5 gen 2016, 4:30 
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.Cantona ha scritto:
wop82 ha scritto:
.Cantona ha scritto:
A parte l'aforisma, il quale contrasta apertamente con il parallelo tra qualità dell'arte e impatto sui bambini, ritengo assurdo, sebbene comprendo la necessità di farlo, il postare opere di basso impatto visivo. L'arte al giorno d'oggi è ovviamente conservata ad ogni livello, mentre di quella del passato abbiamo solamente tracce, presumibilmente le più meritevoli, in quanto erano queste quelle tento maggiormente in conto e conservate. Insomma: anche qua molta mistificazione, sarebbe come prendere un cesto di mele marce e, mostrando solo quelle, sostenere che tutte le mele siano una schifezza.


Il fatto è che nell'arte pre-contemporanea non ci sono mele marce, poichè giustamente non si basava su "Communication, conoscenze, relazioni" (cit.) e cene a casa di qualche snob radical chic che non sa come sperperare i propri soldi.
Oggi l'arte è un sottoprodotto del marketing e delle pubbliche relazioni, l'opera in sé infatti non conta, non vale e non rappresenta nulla.
Per capirlo è sufficiente entrare in qualunque museo di arte contemporanea, o vogliamo negare anche l'evidenza?



No, infatti si andava nelle case di potenti per glorificarli: se questo è sintomo di libero pensiero, secondo te, ti invito a prenderti un periodo di meditazione. Peraltro chi ti dice che non ci sono mele marce nell'arte passata? Il misero campione di opere selezionate che si sono salvate nel corso dei secoli alla rovina e all'incuria? Peraltro usando la #@*§ D'Artista come primo esempio, hai citato un opera che critica l'arte moderna proprio nei termini in cui lo stai facendo tu :asd



Nessuno era ed è obbligato a fare l'artista, inoltre il problema non è tanto la libertà di pensiero o meno, bensì la qualità della produzione artistica.
Come ho scritto in precedenza si è passati dall'opera alla commodity, quindi significa che i fattori di partenza non sono i medesimi, poiché cercare un committente, intento a glorificare se stesso o la propria famiglia/dinastia/istituzione/ecc., non è come cercare qualcuno che ha dei contatti con qualche speculatore disposto a vendere qualsiasi merda d'artista pur di guadagnare. E' chiara la differenza o no?
Nell'arte pre-contemporanea le mele marce venivano giustamente lasciate marcire, a volte insieme anche a qualcuna buona, ma non venivano di certo valorizzate ed esaltate come accade oggi, anche perchè quale persona dotata di buon senso si vanterebbe di avere in casa qualcosa del genere?

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Ho utilizzato la merda d'artista, ma anche la banconota di prima, per dimostrare l'auto-referenzialità dell'arte contemporanea.
Quando si inizia a fare dell'arte (?) che ha come oggetto l'arte (?) stessa, allora significa che si è arrivati alla frutta, intesa ovviamente non come natura morta.
E dunque perchè non approfittarne?
Mi adeguo alla contemporaneità del ready-made!
Distruggere, o forse sarebbe meglio dire smerdare, l'arte moderna con l'arte moderna stessa magari mi renderà un artista! :asd


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MessaggioInviato: mer 6 gen 2016, 14:02 
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Maronn che pippotto :asd oggi cerco di trovare tempo per scrivere :sisi


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MessaggioInviato: lun 11 gen 2016, 23:47 
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wop82 ha scritto:
Atteggiamento tipico di chi non concepisce altro che la contemporaneità!

Beh, dato che si sta parlando di arte contemporanea, non vedo di cosa dovrei parlare :asd

wop82 ha scritto:
L'arte che inizia a rispondere soprattutto e/o solo e soltanto alle logiche di mercato non è più arte, bensì un prodotto come tanti altri, esattamente come la confezione di acqua Rocchetta presente negli scaffali dei supermercati, ma anche nelle teche delle mostre!
L'arte (?) contemporanea è quindi come una commodity, vale a dire un bene che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, cioè è sempre #@*§ d'artista indipendentemente da chi la produce.
Accettare tutto ciò significa abiurare all'emotività, all'estetica e all'essenza stessa dell'arte.

Trovo questo commento oltremodo fazioso.

Intanto come ho detto prima non tutta l'arte vi risponde, come sostieni, ma solo una parte. In secondo luogo questa risposta alle logiche di mercato ha attraversato tutta la nostra società, l'arte pertanto dovrebbe essere esclusa da questo processo, ma le motivazioni che hai proposto affinchè si arrivi questa esclusione sono totalmente aleatorie. Valutiamo pecuniariamente ogni aspetto della nostra società (o quasi), si premiano in molti campi la capacità di avere successo economico, ma nell'arte, a quanto dici, ciò è intollerabile: gli artisti devono morire ignomignosamente di fame sotto i ponti, perchè quello dell'artista ovviamente non è un lavoro, al massimo un hobby :asd ma per piacere. Per qualcuno potrà essere (anche) una passione, ma non mi sembra credibile questo snobismo verso un lavoro perchè il prodotto non piace: se l'arte moderna/contemporanea non piace, nessuno ci obbliga a comprarla o ad interessarcene, ovviamente ci sono opere che colpiscono il nostro gusto, come ce ne sono altre che ci lasciano indifferenti o, addirittura, ci disgustano. Il mercato artistico, a vedere lo stesso documentario pluricitato, pare avere chi è disposto ad investirvi, non sta mica scritto da nessuna parte che si debba appartenere per forza ad un movimento artistico nella propria vita, nè che si debba sostenere l'arte che non ci piace. Ciò però non sminuisce la produzione stessa.

wop82 ha scritto:
Meno male che riconosci da solo quanto siano assurde, prive di logica e di senso le similitudini che tu stesso scrivi, al pari delle opere d'arte (?) contemporanee.
Continuare a replicare in questo modo non ti aiuta di certo a confutare la mia distinzione tra arti visive e letterarie, poichè è inequivocabilmente apodittica!

Ma io non ho proprio detto che siano assurde le mie similitudini, è assurdo il ragionamento per cui la difficile interpretazione delle opere d'arte moderna è un difetto inumano, perchè i bambini non la capiscono, è assolutamente risibile. Il paragone mi pare proprio che regga, se poi vuoi usarlo per far sfoggio di paroloni per impressionare i lettori fai pure, ma almeno non mettermi in bocca parole che non ho detto :asd

wop82 ha scritto:
Evidentemente ignori completamente cosa sia l'analfabetismo funzionale, senza considerare che essere comprensibile non significa necessariamente avere anche una funzione istruttiva di qualche tipo.
Inoltre le opere d'arte (?) contemporanea sono spesso incomprensibili ai più e, come è stato evidenziato dal video di Pif, guai a chiedere la spiegazione!!! Non si fa!!!
D'altra parte cosa vuoi che ci sia da dire su 4 ombrelli sgangherati incastrati insieme?

L'analfabetismo funzionale ha inerenza piuttosto ridotta in questo contesto: dovremmo porci rimedio facendo quadri semplici che anche chi non è in grado di comprendere un semplice testo (nonostante un sistema scolastico che impiega oltre dieci anni a formare le conoscenze dell'individuo) possa capire? A che scopo? Questa sparata sull'analfabetismo funzionale non vedo come giovi al dibattito tra la possibilità o meno di includere quella contemporanea nella produzione artistica dell'umanità. E poi ancora parzialismo, basando l'impanto argomentativo su un documentario di un'ora: questo perchè ovviamente ad essere apodittica (tiè!) non è la tua versione, ma la reale appartenenza dell'arte moderna alla continuità storica dell'arte nella storia dell'uomo, se si vanno ad indagare le cose nel dettaglio e senza superficialità.

wop82 ha scritto:
L'arte in precedenza era un'espressione originale (vedi Cappella Sistina da te citata) derivante da un sistema formale (natura, regnanti, chiesa, borghesia, ecc.), mentre nell'ultimo secolo è diventata un'espressione identica frutto di un sistema teoricamente eterogeneo e libero.
Il conformismo attuale dell'arte (?) contemporanea si basa quindi su altri elementi e più precisamente:

- sul criptocitazionismo di comodo, affinché il piacere non derivi dalla contemplazione dall'opera in sé, ma dall'autocompiacimento dell'io una volta che si scopre il riferimento;
- sulla tattica del colpo di scena, come nel caso delle grandi installazioni, delle varie provocazioni, dell'architettura destrutturata, delle opere disseminate a caso in giro per le città, ecc., però tutto inizia e finisce nell'effimero effetto di stupore iniziale;
- sulla banalità dell'eventuale messaggio da veicolare, che tra l'altro è sempre in ritardo rispetto alla società stessa, poiché ciò a cui si riferisce o è già avvenuto o è già ampiamente noto.

Questo purtroppo è lo stato dell'attuale (non-)arte.

Visto che parli di arte dell'ultimo secolo, addirittura, quando io pensavo mettessi in dubbio quella degli ultimi 40-50 anni (che pure è assurdo, ma raggiunge il limite della stupidità se si cerca di estendere questo periodo), aggiungo un paio di opere pieni di citazionismo e banalità dell'ultimo secolo:
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Invece, molto meglio l'eccezionale, libera e fuori dalle logiche di mercato arte medievale:
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Adesso si che mi sono rifatto gli occhi !.

wop82 ha scritto:
Se ti chiedessi sull'arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti..: Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c'è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto... (Cit.)

Immagine

wop82 ha scritto:
altri elementi e più precisamente:

- sul criptocitazionismo di comodo, affinché il piacere non derivi dalla contemplazione dall'opera in sé, ma dall'autocompiacimento dell'io una volta che si scopre il riferimento;
- sulla tattica del colpo di scena, come nel caso delle grandi installazioni, delle varie provocazioni, dell'architettura destrutturata, delle opere disseminate a caso in giro per le città, ecc., però tutto inizia e finisce nell'effimero effetto di stupore iniziale;
- sulla banalità dell'eventuale messaggio da veicolare, che tra l'altro è sempre in ritardo rispetto alla società stessa, poiché ciò a cui si riferisce o è già avvenuto o è già ampiamente noto.

Forse in questo punto volevi riferirti al contenuto dei tuoi post :refl

wop82 ha scritto:
Non tutti gli artisti del passato avevano una bottega, solo in alcuni periodi storici, molti comunque hanno vissuto di stenti e sono morti poveri, quindi è sbagliato generalizzare.
In ogni caso le botteghe svolgevano anche una funzione educativa e formativa nei confronti degli allievi, oggi invece l'artista (?) moderno incassa e basta, non arricchisce professionalmente gli altri, non tramanda alcunché, non ha nulla da insegnare...forse perchè la sua semplicemente non è arte!
Gli stessi artisti (?) contemporanei mettono tranquillamente in risalto come ormai sia solo una questioni di soldi e nient'altro

Quindi è sbagliato generalizzare, ma invece erigere a verità assoluta un documentario di MTV di un'ora è più che corretto :asd

Riguardo al non trasmettere le proprie conoscenze, ci sono poi molti artisti che in verità curano anche l'aspetto didattico, ovviamente la bottega come era concepita una volta non esiste più, ma ciò non significa che nella nostra società si sia perduto, esistono molte forme "moderne" di andare a bottega: stage, apprendistati ecc. che possono essere eseguiti anche al giorno d'oggi, come in tutto il resto del confronto generalizzi il comportamento di una parte per stigmatizzare l'intero corpus di opere e di artisti moderni.

wop82 ha scritto:
Le opere odierne non sono degne di essere tramandate perchè non hanno quasi mai alcun un valore intrinseco e inoltre sono fatte su dei supporti non adeguati per trascendere il tempo.
Senza considerare i casi in cui sono dei rifiuti e giustamente vengono scambiate per tali :

Cita:
Museion di Bolzano, l’addetta alle pulizie scambia l’opera d’arte per sporcizia. E la butta. Episodi simili accaduti altrove anche in passato


“Ma che disordine!”. Questo deve aver pensato l’addetta delle pulizie del Museion di Bolzano quando, domenica mattina, si è apprestata a pulire le sale del museo come ogni settimana. In terra c’era una distesa di bottiglie vuote di champagne, bicchieri, ghirlande e coriandoli: “Saranno i resti di una festa…”. E via, tutto pulito con i “resti” posti in un sacco nero dell’immondizia. Invece no. Quelle bottiglie e quei bicchieri erano invece i componenti di una installazione di arte contemporanea, un’opera intitolata “Dove andiamo a ballare questa sera?” firmata dalle artiste Goldschmied Chiari. “I precedenti illustri ci sono tutti, dalla vasca di Joseph Beuys alla porta di Duchamp”, ironizzano gli organizzatori del Museion su Facebook. L’opera, finita nella raccolta differenziata, verrà riallestita al più presto, promette il museo. (Foto Facebook/Museion di Bolzano)


http://www.corriere.it/foto-gallery/cul ... 55d1.shtml


L'estemporaneità che colpisce la contemporaneità anche in ambito artistico è impossibile da tramandare, è lapalissiano, non feticismo per il passato!

Cosa intendi con valore intrinseco? La questione è tutt'altro che chiara, ed aggiunge confusione al poco senso dei tuoi precedenti post. Riguardo all'impossibilità di conservare le opere, mi sono già espresso ampiamente prima, e trovo di dubbia utilità il tuo insistere su tale punto: puntare il dito sull'eventualità del collasso digitale, quando le evidenze vanno in tutt'altra direzione mi pare protocomplottista e di poca utilità al dibattito. Sullo slogan a fine post manco mi esprimo :asd

wop82 ha scritto:
Nessuno era ed è obbligato a fare l'artista, inoltre il problema non è tanto la libertà di pensiero o meno, bensì la qualità della produzione artistica.
Come ho scritto in precedenza si è passati dall'opera alla commodity, quindi significa che i fattori di partenza non sono i medesimi, poiché cercare un committente, intento a glorificare se stesso o la propria famiglia/dinastia/istituzione/ecc., non è come cercare qualcuno che ha dei contatti con qualche speculatore disposto a vendere qualsiasi #@*§ d'artista pur di guadagnare. E' chiara la differenza o no?
Nell'arte pre-contemporanea le mele marce venivano giustamente lasciate marcire, a volte insieme anche a qualcuna buona, ma non venivano di certo valorizzate ed esaltate come accade oggi, anche perchè quale persona dotata di buon senso si vanterebbe di avere in casa qualcosa del genere?

La qualità della produzione artistica non è una questione inerente al dibattito. Intanto perchè la percezione del "bello" varia col passare del tempo. Magari fra 300 anni quella della banconota sarà vista come una geniale provocazione, e l'arte del 1500 come una bambocciata. Dal momento che l'argomento su cui stiamo discutendo è però l'ascrivibilità della produzione moderna/contemporanea e della sua continuità con la produzione artistica precedente, i pareri sul bello e sul brutto penso non debbano essere considerati. Così come è assurdo utilizzare come argomentazione il buon senso, che può avere interpretazioni ed implicazioni diversissime, se non opposte, anche solo in base al background culturale del singolo individuo.

wop82 ha scritto:
Ho utilizzato la #@*§ d'artista, ma anche la banconota di prima, per dimostrare l'auto-referenzialità dell'arte contemporanea.
Quando si inizia a fare dell'arte (?) che ha come oggetto l'arte (?) stessa, allora significa che si è arrivati alla frutta, intesa ovviamente non come natura morta.
E dunque perchè non approfittarne?
Mi adeguo alla contemporaneità del ready-made!

Beh, ma questa critica è assurda: in moltissimi campi dell'ingegno umano si sono utilizzate tecniche analoghe: Shakespeare ha utilizzato il metateatro 400 anni fa, eppure non mi pare che la produzione teatrale ne abbia particolarmente risentito, così come esistono espedienti analoghi in letteratura. Negare questa possibilità alle arti grafiche arbitrariamente è assurdo e senza senso.

Per tutte le risposte fin qui date e per altri motivi non possiamo dunque che inserire l'arte moderna e contemporanea nel novero della produzione artistica umana, soltanto una grave miopia intellettuale potrebbe decretare altrimenti: non sovvengono infatti reali ragioni per cui si possa eliminare in toto quanto avvenuto fino ad oggi, se non bieco passatismo e critiche riconducibili ad una minima percentuali degli artisti.

Mi sembra che stiamo iniziando un po' a ripeterci... la chiudiamo qua (e mi portate in trionfo a Basilea)?


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Mi sta piacendo un sacco sto scontro ma non è possibile riformulare l'argomento del dibattere? :asd


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