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 Oggetto del messaggio: LA DEA DELLA GLORIA.
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TRATTO DAL LIBRO IL MIO RE DI PAOLO PAOLETTI.


Citta' del Messico , un luogo degno del mago di Oz , con mangiatori di fuoco , venditori di cartocci miserabili ,storpi d'ogni specie , taxi e auto senza sportelli , smog micidiale e lussi sfrenati e inimmaginabili.
Quel viaggio a Citta' del Messico per seguire il campionato mondiale di calcio dell' Argentina fu una specie di regalo di Maradona , ed anche di Coppola.
Diego aveva stipulato un contratto con la Nacion di Buenos Aires per un diario della sua avventura mondiale. Coppola penso' che si potesse fare la stessa cosa anche in Italia , con il suo assenso consultai il Guerin Sportivo e proposi il reportage , che fu accettato con entusiasmo.
Quando giunsi davanti ai cancelli del club Amarica , l'entrata era presidiata da 2 poliziotti , mostrai l'accredito all'agente che mi sembrava meno truce e attesi fiducioso , il poliziotto guardo' e riguardo' il documento , sorrise , confabulo' con il collega e poi sussurro': << mi spiace , oggi non e' giorno di visita >>.
Cercai di fare appello alle mie deboli risorse di cortesia << capisco , ma io non sono in visita alla nazionale argentina , ho un'esclusiva con Maradona , devo parlare solo con lui>>.
<<Lei e' un giornalista Senor ?>> fece quello con l'aria piu' truce...
<< si naturalmente >>.
<<Allora torni solo dopodomani , quando saranno ammessi i giornalisti.>>
Stavo per maledire il mondiale , Citta' Del Messico e il Guerin Sportivo..quando vidi comparire Galindes con la sua faccia azzimata.
<< Galindes...ehi Galindes..gridai..agitando una mano >>.
Lo vidi strabuzzare gli occhi e poi infilarsi esattamente da dove era venuto , dopo un po' ricomparve con Carmando al fianco che appena mi vide prese un'espressione felice , quasi radiosa e insieme perplessa come a dire : che cavolo ci fai qui ?.
<< Carmando chiamami qualcuno che mi faccia passare questo maledetto cancello>>.
Mi guardo' imbambolato e poi torno' con Fernando Signorini , Signorini si comporto' come non poteva diversamente , in conformita' cioe' con il suo cognome.
Getto' un'occhiata ai poliziotti , mi poggio' una mano sulla spalla , mi fece varcare il cancello e sussurro' lievemente , ma non tanto da non farsi sentire ai due agenti : << andiamo , Diego ci aspetta >>.

Entrammo in un immenso salone , al centro vi era un grande tavolo , attorno al quale l'intera nazionale argentina stava mangiando , ricordo che mi sembrava di aver messo piede nel refettorio di un convento , quando Signorini esclamo' :
<<Ecco Diego >>
Guardai verso il tavolo , riconobbi qualcuno , accennai un vago sorriso di saluto , ma non vidi Diego.
<< Ma... Dove' ? >>
<< Eccolo ! >>
Lo vidi alzarsi , capelli cortissimi , magrissimo , gli zigomi appuntiti , il naso e gli occhi che sembravano intagliati su un sottile strato di pelle , il volto che emanava un senso di forza , di risolutezza , di concentrazione giovanile , i suoi occhi emanavano inaudita determinazione , emanavano una luce che non saprei descrivere.
Era irriconoscibile.
Rimasi impietrito a cercare con sbalordimento su quel volto , qualche traccia , qualche resto della faccia indecisa , gonfia e spaurita di numerose notti passate con lui a Napoli.
Ma non trovai nulla , ero davanti ad una persona completamente diversa , sconosciuta.
<< ciao >> mi fece.
<<Ciao >> risposi.
<< che ci fai qui ?>>
<< come che ci faccio qui ? te lo sei scordato?>>
<< scordato cosa ? >>
Gli ricordai la faccenda del Guerin Sportivo.
Lo vidi guardarmi con aria distratta ...<< Ah bene , fai tu...fai tutto tu >> sussurro'.


FINE PRIMA PARTE


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MessaggioInviato: lun 1 mar 2010, 21:13 
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0 risposte...poi ci si lamenta che uno non scrive piu' di calcio...e quando ci sono risposte sono facce lollose stile Zorzy...bella soddisfazione per chi si fa il #@*§ per scrivere qualcosa di decente.


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MessaggioInviato: lun 1 mar 2010, 21:29 
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epico mi sorprendo di lei che legge le immondizie che scrive quell'icompetente di paolo paoletti,che dopo 5 anni e mezzo sta ancora rosicando perchè dela non gli ha dato un posto in società...


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MessaggioInviato: mar 2 mar 2010, 1:17 
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Cita:
FINE PRIMA PARTE



a me piace. ma difficile commentare in quanto non conosco come va afine... quando la seconda parte?


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MessaggioInviato: mar 2 mar 2010, 2:04 
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a presto.


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seconda parte...

Fernando , Galindes , li faccio entrare in questa storia come da una quinta di un teatro , dove si recita una divertente commedia.
Fernando Signorini , cosi chiuso e riservato , uno di quegli argentini in cui l'orgoglio sudamericano abbraciava una compitezza quasi tedesca.
Lo rivedo ancora con il suo volto serio e riflessivo , dirigersi a mezzogiorno in via Scipione Capece e andare a svegliare Maradona per l'allenamento.
Era L'unico insieme a Claudia ad aver accesso alla stanza di Diego , al santuario privato delle sue bizze ,dei suoi sonni interminabili . dei suoi ozi e delle sue sconosciute divagazioni.
Quando lui entrava in quella stanza , un dilemma passava per la testa di tutti : ci riuscira '? non ci riuscira'?.
Ricordo ancora quella volta che Diego si chiuse a chiave in camera sua per 3 giorni di fila , nessuno piu' riusciva a stanarlo ,nemmeno la moglie ; finche' non arrivo' Signorini , ufficialmente preparatore atletico ma in realta' balia d'un bambino capriccioso ed impertinente.
Usci' da quella stanza trascinandosi Diego e sulla sua faccia non c'era il segno del trionfo , ma solo una specie di pieta' per le miserie del mondo.

a presto terza parte.


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Terza parte.


Il giorno precedente il mio arrivo Bilardo aveva convocato l'intera squadra in mezzo al campo e , davanti ai giocatori col capo chino aveva annunciato che il capitano dell'avventura mondiale sarebbe stato Maradona.
I giocatori avevano esultato e si erano stretti attorno a Diego , tutti eccetto 2 che erano rimasti a capo chino : Passarella E Bochini .
Quando lo vidi Diego portava in faccia i segni della delusione , non tanto per il comportamento di Passarella , ma Di Bochini.
Bochini era stato l'idolo di Diego , che propio lui gli avesse voltato le spalle era qualcosa che feriva profondamente Maradona.
Bochini e Passarella finirono col dormire in un'ala separata del centro sportivo e con l'allenarsi per loro conto , separati dal resto della squadra , e perlomeno nella delimitazione degli spazi vitali la convivenza tra i 2 ribelli e il resto della squadra non presento' grossi problemi.
Il Club America era un enorme convento , con camere minuscole come cellette , Diego dormiva con Pasculli , si conoscevano gia' e furono messi insieme ; buona parte della squadra era composta da gente che Diego vedeva per la prima volta , ricordo che aveva un certo rispetto per Valdano , che era considerato l'intellettuale del gruppo , perche' andava sempre in giro con un libro in mano e parlava in toni oracolari , fece poi amicizia con Batista che era davvero un tipo singolare , dormiva su un materasso adagiato per terra.

A presto la quarta parte.


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Tifoso
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Bello ;)


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MessaggioInviato: sab 20 mar 2010, 17:53 
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Stando li si capiva che il destino di quella comunita' claustrale non poteva che essere nelle mani del suo sacerdote maggiore , del resto ne erano tutti coscienti.
La forza , la sottile sensazione di potere qualcosa , di entrare in campo spavaldamente , pronti a qualsiasi sfida , derivava da un'unica certezza : avere in squadra Maradona , il giocatore piu' forte del mondo.
Al club America questa certezza la si poteva toccare con mano , Maradona era al centro di tutto , come in una caserma , quando qualcuno riceveva una lettera , l'andava a leggere nella camera di Diego , se Maradona ascoltava musica tutti l'ascoltavano , se vedeva la televisione tutti la vedevano.
E in questo ricordo che non c'era nessun servilismo , era semplicemente il riconoscimento di un centro di forza , di un'energia superiore.
Questa cosa e' successa anche a Napoli , e tutti i giornalisti si sono sempre chiesti perche' il resto dei giocatori ha sempre assecondato Diego anche nei suoi capricci.
E' gente che posso dirlo con certezza , non ha mai capito niente , non ha mai capito che in qualsiasi sfida ci vuole un centro di forza.
O forse ha sempre finto di non capirlo , poiche' oggi anche il cronista sportivo , sopratutto quello che vuole apparire intelligente e brillante , ha nella zucca il vuoto vocabolario del nostro tempo : il marketing , l'efficenza dell'impresa , la professionalita' di giocatori e dipendenti.
A queste zucche liberal sfugge completamente che una squadra di calcio puo' essere dal punto di vista dell'impresa , completamente scalcagnata , ma nondimeno comportarsi come un esercito antico che , avendo davanti a se' il Re e il suo corpo visibile , sbaraglia il campo.


Continua...


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Non un giocatore per Napoli, ma una RELIGIONE.


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