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DDL SICUREZZA: SENATO, GOVERNO BATTUTO 3 VOLTE IN AULA
di Anna Laura Bussa

ROMA - Governo e maggioranza battuti al Senato per tre volte sul ddl sicurezza. E proprio sulla parte piu' calda del provvedimento: quella che riguarda la tassa sul permesso di soggiorno e la permanenza di 18 mesi nei Centri di identificazione per gli stranieri. In mattinata i senatori approvano in tutta tranquillita' l'articolo del testo che inasprisce il regime del 41-bis.

La soddisfazione e' bipartisan e il clima e' ancora abbastanza disteso. Il numero legale manca due volte, ma il centrodestra ostenta ottimismo: entro questa sera, spiegano alcuni senatori all'ora di pranzo, si potrebbe concludere l'esame degli emendamenti, mentre il voto e le dichiarazioni di voto slitteranno a domani, giusto in tempo per la diretta televisiva. Quando la seduta riprende nel pomeriggio, tra le varie norme che si approvano, c'e' anche quella voluta dalla Lega che esclude arresti domiciliari e benefici carcerari per gli stupratori.

Il centrosinistra, a cominciare dal presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, avverte che non si legifera ''spinti dall'emotivita'''. Non si possono fare le leggi, interviene il capogruppo dell'Udc Giampiero D'Alia, ''sull'onda dai piu' recenti fatti di cronaca''. ''Cosi' facendo - incalza Luigi Li Gotti (Idv) - si sta trasformando il diritto penale ordinario in tanti diritti penali speciali''. Ma il 'clou' della giornata arriva quando si mettono in votazione gli emendamenti all'articolo 39 del ddl. Su alcuni di questi, quelli che riguardano la tanto contestata tassa di soggiorno, che ora il governo vuole tra gli 80 e i 200 euro, si arriva addirittura alla parita': 129 si' contro 129 no, piu' tre astenuti.

I senatori dell'opposizione prendono continuamente la parola per criticare norme che, dicono, ''metterebbero l'Italia fuori dall'Europa'' e che ''sono davvero una vergogna''. Ma e' forse l'intervento di Giovanni Procacci (Pd) ad aprire una breccia nella maggioranza perche' si appella ''ai valori cristiani che vengono calpestati'' e punta l'indice contro ''una disumanita' nei confronti degli immigrati'' denunciata anche ''dai vescovi e da tutto il mondo cattolico''.

Molti senatori del Pdl gli vanno a stringere la mano e a congratularsi per l'intervento. Il presidente del Senato Renato Schifani contingenta i tempi nella speranza di accelerare le cose e di finire in tempo per la diretta Tv fissata domani alle 12. Ma dopo un po' arriva il colpo di scena: sul voto segreto, richiesto dal capogruppo del Pd in commissione Giustizia Felice Casson, su tre dei suoi emendamenti, la maggioranza viene battuta. Due norme non sono fondamentali: una riguarda i ricongiungimenti familiari e un'altra la revoca del permesso di soggiorno anche per reati contro il diritto d'autore, ma a infliggere un colpo a governo e centrodestra e' la soppressione della disciplina che regola la permanenza nei Cie.

Invece che restare per un massimo di 18 mesi, come proponeva il governo, per gli stranieri si torna alla Bossi-Fini, e cioe' la permanenza nei Centri non potra' durare piu' di 60 giorni. Casson esulta: ''E' un segnale fortissimo contro la politica dell'immigrazione del governo''. Mentre Finocchiaro parla di ''grande malessere nella maggioranza''. I senatori della maggioranza invece, scuri in volto, lasciano l'Aula. Il Pdl convoca subito una riunione di gruppo per ''fare il punto'' e per invitare ''a serrare le fila''.

Ma il commento piu' duro arriva dal leghista Roberto Castelli: ''Sono tornati i franchi tiratori di memoria Dc''. E se la prende in particolare con le ''sette luci verdi'' che si sono accese in alcuni settori della destra quando, per un errore tecnico, per qualche istante si e' illuminato il tabellone nonostante la votazione (poi ripetuta) fosse segreta. Quindi aggiunge: ''Le opposizioni sono 122. Noi eravamo 136. La contabilita' e' facile da fare''. Chi sono? ''Non mi faccia fare congetture, rischio di entrare in polemica'', ma i voti, precisa, erano ''sulla destra...''.


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Tiriamo lo sciacquone


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Sanzioni ai siti che incitano al crimine
Emendamento al ddl sicurezza: i provider blocchino le pagine web incriminate. Nel mirino Facebook

ROMA - Il braccio della legge entra deciso anche nel web. Il Senato ha approvato infatti, nell'ambito del disegno di legge sulla sicurezza, un emendamento del presidente dei senatori dell'Udc, Giampiero D'Alia, che prevede la repressione dei casi di apologia e incitamento via internet di associazioni mafiose, criminose, eversive, terroristiche, oltre che di violenza sessuale, discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale e religioso. Lo ha reso noto lo stesso D'Alia.

INTERRUZIONE E FILTRAGGIO - «In caso di accertata apologia o incitamento, il ministro dell'Interno - si legge nel testo - dispone con proprio decreto l'interruzione dell'attività indicata, ordinando ai fornitori di servizi di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine, applicando sanzioni pecuniarie per gli inadempienti». «In questo modo - commenta D'Alia - diamo concretezza alle nostre iniziative per ripulire la rete, e in particolare il social network «Facebook», dagli emuli di Riina, Provenzano, delle Br, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri cattivi esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio».

corriere della sera

finalmente


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:asd: incredibile l'ipocrisia di certa gente in parlamento.


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Clandestini denunciati dai medici
Sì del Senato alla norma contestata

Nel decreto sicurezza approvati anche schedatura dei clochard e ronde padane
Veltroni: "Dottori-poliziotti, idea inumama e razzista". Il provvedimento va ora alla Camera

Clandestini denunciati dai medici Sì del Senato alla norma contestata</b>
ROMA - I medici potranno denunciare all'autorità giudiziarie gli immigrati clandestini. Le persone senza fissa dimora saranno schedate. La tassa per il permesso di soggiorno è fissata da 80 a 200 euro. Autorizzate inoltre le "ronde padane" ma non armate. Dopo che il governo ieri è stato battuto tre volte sulla stretta sui centri di permanenza e sui ricongiungimenti familiari, oggi il Senato è andato avanti rapidamente nelle votazioni degli ultimi dei 55 articoli e ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza pubblica con 154 voti favorevoli, 114 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

Carcere e tassa permesso di soggiorno. Il Senato ha cominciato con l'emendamento della Lega che cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. L'emendamento, passato con 156 sì, 132 no, un astenuto, oltre a dare la possibilità ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie pubbliche, prevede il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l'espulsione e fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno.

Veltroni: "Dottori-poliziotti, inumano e razzista". Prima che il Senato desse il via libera alla possibilità del medico di denunciare i clandestini, l'opposizione si è appellata al "buonsenso" per non introdurre una norma che "riduce il medico a fare il delatore", costringendo i clandestini a "non farsi curare per paura". Venendo così contro ai più elementari diritti umani che vengono prima di quelli della cittadinanza.

A voto avvenuto, Walter Veltroni ha duramente criticato la norma, definendo l'idea dei medici-poliziotti "inumana e razzista". "Considero questo emendamento - ha detto il segretario del Pd - una cosa vergognosa. L'idea di creare le condizioni per le quali persone che sono ammalate abbiano paura di farsi curare è un'idea inumana, è un'idea che meriterebbe una risposta, da parte di tutti coloro i quali hanno a cuore la vita, molto forte e determinata".

Il senatore Daniele Bosone, ha osservato che questa norma "straccia il codice deontologico dei medici" e si corre "il concreto rischio di incentivare una medicina parallela che gli illegali utilizzeranno per non essere denunciati se vanno in ospedale o da un medico". Secondo Bosone, peraltro, il rischio che "clandestini con malattie che portano dal loro paese non si faranno curare" con conseguenze per la stessa sanità pubblica.

Nasce il registro dei clochard. I clochard che vivono in Italia dovranno essere iscritti in un registro nazionale che verrà istituito presso il ministero dell'Interno. L'Aula di palazzo Madama ha approvato l'articolo 44 del ddl sicurezza che prevede la schedatura dei senza fissa dimora da avviare entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge.

Sì alle "ronde padane". Il Senato ha approvato l'articolo 46 del ddl sicurezza che istituzionalizza le cosiddette "ronde padane". Nella norma si prevede, infatti, che gli enti locali saranno "legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale". Ma, grazie a un emendamento del Pd, primo firmatario Felice Casson, le ronde non potranno girare armate e non potranno "cooperare nello svolgimento dell'attività di presidio del territorio" così come era stato previsto invece nel testo licenziato dalla commissione Giustizia del Senato.

Ok a norma contro apologia mafia sul web. Il Senato ha approvato nel ddl sicurezza l'emendamento proposto dal capogruppo Udc Gianpiero D'Alia, riformulato e quindi accolto dal governo, che vieta l'apologia o l'incitamento via Internet o telematica in genere dell'attività della criminalità organizzata, delle associazioni eversive, nonché di incitamento alla violenza sessuale, all'odio etnico, razziale e religioso. Fenomeni come quelli dei gruppi pro-Riina apparsi su Facebook, quindi, non saranno più ammessi.

Non più carcere per i writers. Alla fine la Lega la spunta e per i writers non si prevede più il carcere. Mentre le multe si riducono a meno della metà. L'Aula del Senato ha infatti approvato alcuni emendamenti del Carroccio che eliminano dal ddl del governo la previsione del carcere per chi imbratta i muri delle città. Si stabilisce anche che chiunque venda bombolette spray a minorenni con vernici non biodegradabili venga punito con una sanzione amministrativa fino a 1.000 euro. La nuova formulazione dell'articolo 7 del ddl, dunque, prevede che sia necessaria la querela di parte solo nel caso in cui vengano imbrattati "beni mobili"; per tutti i beni immobili e per i mezzi di trasporto pubblici o privati, si procederà d'ufficio. La multa per i writers va da 300 a mille euro; ma se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, la multa sale da 1.000 a 1.500 euro (nel testo licenziato dalla commissione era fino a 3.000).

Niente tasse arretrate su beni mafia sequestrati. Nel caso in cui lo Stato confischi beni, aziende o società alla criminalità organizzata si estingueranno i crediti erariali, cioè non si dovranno più pagare le tasse arretrate. L'Aula di palazzo Madama ha infatti approvato un emendamento al ddl sicurezza presentato dai relatori Carlo Vizzini e Filippo Bertelli.

La Repubblica.it


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Geniale 'sta cosa della denuncia dei clandestini da parte dei medici.
Così nessun clandestino andrà più all'ospedale a curarsi, moriranno per le strade e si riduce finalmente il numero degli irregolari.


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ilDave ha scritto:
Geniale 'sta cosa della denuncia dei clandestini da parte dei medici.
Così nessun clandestino andrà più all'ospedale a curarsi, moriranno per le strade e si riduce finalmente il numero degli irregolari.


bisogna trovare qualcuno che tolga i cadaveri dai marciapiedi


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finalmente il mio commercio di medicinali scaduti prenderà quota!


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ilDave ha scritto:
Geniale 'sta cosa della denuncia dei clandestini da parte dei medici.
Così nessun clandestino andrà più all'ospedale a curarsi, moriranno per le strade e si riduce finalmente il numero degli irregolari.


Votato e voluto dalla Lega.


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