Per chi ha voglia di leggere
[align=center]Aspetta e spera..che ti passi il "mal di testa"
Villa Park, minuto ottanta di Aston Villa-Chelsea. La regia inglese inquadra un Ancelotti inespressivo - e inconcludente - di fronte a ciò che scruta: la sua squadra sotto di un goal in virtù delle reti messe a segno da Ricard Dunne e James Collins; entrambi "bollati" di
testa su calcio d'angolo. La mente di Carlo è occupata da nient'altro che quei pensieri, che si rincorrono, e rincorrono; almeno due volte. Tiro dalla bandierina: Lampard a vuoto, goal. Tiro dalla bandierina - anche se sarebbe il caso di dire corner - Cech a vuoto: goal!
Sono scene che un allenatore non può accettare, e infatti se ne lamenta chiaramente ai microfoni del cronista a fine match:" I don't like to lose the game on the set-plays. We have to pay more attention to those situations in the box. We work every time on the set-plays but we have to maintain more focus on these situations." Parole sante, tre degi ultimi cinque goal subiti sono arrivati su calcio piazzato.
Eppure gli episodi non erano stati solo a sfavore dei Blues. Dopo un avvio targato Villans infatti, Drogba, tra lo sconcerto e l'ilarità del pubblico - a seconda dei punti di vista - aveva trovato impreparato il veterano Friedel; goffamente protagonista di un liscio da dilettante. Il tutto all'inizio di una frazione che ha visto un sostanziale equilibrio tra le due contendenti, con gli ospiti che però mettono a rapporto più possibilità da goal: Deco con un morbido lob salvato da Friedel, Drogba restio e tardivo alla conclusione dopo un giro palla degno di una squadra di basket; e Ashley Cole con uno slalom in velocità che lo porta al tiro; rappresentativo del momento di forma del terzino inglese.
D'altro canto gli avversari non stanno a guardare, e guidati dai pur imprecisi Young e Carew, tentano anche loro il goal ad effetto con il norvegese. E' una sponda di testa di Milner - poi ritenuta fallosa dal direttore di gara - a dare alla torre la possibilità di cercare la conclusione al volo magistrale. La palla finisce alta, e il fischio dell'arbitro vanifica tutto; ma gli applausi dei supporters non mancano ugualmente.
La tenacia della squadra di casa può essere identificata dal silenzioso capitano che, nonostante un dubbio rigore non concesso nei primi minuti, la guida: Stiliyan Petrov. Qualità e quantità al servizio dei compagni. Lavora sotto traccia, passa inosservato. Così come l'angolo che porta al pareggio che risveglia subito i Blues, per la prima volta recuperati e superati - ad inizio ripresa - dall'inizio della stagione.
Ne segue un tempo all'inesorabile rincorsa di un goal che riapra il match, ma sembra non avere fretta il Chelsea. Lo stesso Ancelotti, memore di un'infanzia trascorsa nelle tranquille campagne reggiane, si vanta spesso della sua calma. Contro il Liverpool, per fare un esempio opposto, l'aver dato fiducia ai titolari anche dopo l'ora di gioco ha ben pagato, 2-0 per la precisione. Contro l'Aston Villa invece no, ed è così che Ancelotti si è ritrovato a perdere contro il suo più grande pregio: la pazienza. Causa dell'unico tardivo cambio - per scelta tecnica - che effettua: Joe Cole per Malouda, con l'arretramento di Deco sul centro sinistra e l'inglese nella posizione che la sua maglia invoca da anni. Purtroppo però i tifosi invocavano un altro Joe nei minuti precedenti al cambio. A distanza di nove mesi dall'ultimo incontro disputato in Premier League, è sembrato un po' in ritardo di condizione. Senz'altro quest'utilizzo a singhiozzo non lo stà aiutando, ma Joe Cole a parte, questa partita andava gestita in un'altra maniera.
Tuttavia non si possono non considerare le clamorose ed identiche occasioni che capitano sui piedi di Deco prima, ed Anelka poi: due gentili doni al non certo imbattibile portiere avversario. Si rischia così di passare dal 2-2- al 3-1, quando su un cambio di gioco di Young, Milner serve al volo Carew che in spaccata manca il colpo del ko.
E se contro il wigan l'inferiorità numerica aveva fatto passare inosservata quest'inermità, alla seconda sconfitta stagionale c'è da chiedersi se sia lecito o meno domandarsi: sono i calci piazzati l'unico problema di questa squadra? Senz'altro il più evidente, in questa giornata di metà ottobre. In cui non t'aspetti l'ennesimo errore di Cech, una difesa guardinga, e un attacco buono di cuore. Bensì la caduta di O'Neill. L'ironia vuole che ad essa si assista solo nel primo tempo, complice uno sfortunato scontro con Anelka. Il fato invece vuole che a cadere, e perdere il primato in classifica, sia il Chelsea di Ancelotti. Non è difficile immaginare per chi tiferà domenica prossima alle 15 (ora italiana).[/align]
autocritica: non mi piace il pezzo su joe cole, troppo complicato! non mi piace neanche trovare l'ispirazione solo se c'è da criticare

ma domani scrivo qualcosa anche su quella con l'atletico dai
byez