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LONDRA (Inghilterra), 19 dicembre 2009 - Il West Ham ha individuato la causa di tutti i suoi mali di classifica (è penultimo con 14 punti): la pessima campagna acquisti. E così, come scrive il “Daily Mirror”, a finire nel mirino è il direttore sportivo, Gianluca Nani, a cui si imputano gli acquisti di Savio (venduto per disperazione alla Fiorentina dopo neanche sei mesi) e Alessandro Diamanti (tre gol in undici apparizioni, ma niente a che vedere con l’infortunato Carlton Cole) e, non a caso, definiti “cocenti delusioni”.
delusioni — In pratica, rincara la dose il “Daily Telegraph”, al dirigente ex Brescia si contesta il fatto di aver preso dei giocatori non all’altezza di quelli che se ne sono andati. Vero, Nani ha dovuto fare i conti con un budget risicato e, quindi, poco avrebbe potuto fare di diverso, ma in società preferiscono puntare il dito contro di lui piuttosto che contro Gianfranco Zola e Steve Clarke che, al contrario, avrebbero incassato la piena fiducia dei vertici nell’incontro di tre ore avuto con l’amministratore delegato, Scott Duxbury, dopo la sconfitta di martedì contro Bolton.
FIDUCIA A ZOLA E CLARKE — A quanto pare, nel corso della riunione Zola avrebbe analizzato ogni singola partita, sottolineando come 9 punti siano stati persi a causa di errori individuali (vedi quello di Robert Green a Bolton), mentre in caso di vittoria sul Chelsea (d’accordo, l’impresa sulla carta sembra impossibile) il West Ham si ritroverebbe con un punto in più rispetto alla passata stagione. Il tecnico si è poi detto convinto di avere una squadra tecnicamente migliore rispetto a quella dell’anno scorso, anche se non ha nascosto la speranza di poter fare acquisti a gennaio.
VENDERE — Ma perché ciò accada, prima bisogna vendere e il nome caldo in uscita è quello di Matthew Upson che non vuole rinnovare con gli Hammers e ha dietro da tempo il Manchester City, prontissimo a sborsare i 13,5 milioni di euro che vogliono i londinesi per privarsi del loro capitano. Tornando alla sfida di domani contro il Chelsea, per la prima volta Zola si ritroverà di fronte Carlo Ancelotti, ovvero colui che diede il via libera alla sua cessione ai Blues nel 1996, quand’era sulla panchina del Parma.
lo sbaglio — Una decisione che giusto ieri il tecnico di Reggiolo ha definito “sbagliata”. “Ho fatto un errore a farlo andare via – ha spiegato Ancelotti al “Daily Star” – ma era la mia prima esperienza in serie A e non ero ancora in grado di cambiare il mio sistema di gioco. Io volevo giocare con il 4-4-2 e avevo messo i giocatori nei posti giusti, ma lui (Zola, n.d.r.) voleva fare l’attaccante. Se avessi avuto maggiore esperienza, avrei magari potuto trovare una soluzione migliore, ma a quel punto arrivò il Chelsea che gli offrì un buon contratto e lui decise di andarsene. Ma la sua partenza è stata esclusivamente per motivi tattici e dopo i nostri rapporti sono sempre rimasti buoni”.
gazzetta.it
Forse Carletto ci poteva mettere un po' meno di tredici anni ad ammetterlo, ma meglio tardi che mai...