Pigio, ti risponderò come fece un mio amico ad una domanda che gli rivolsi tempo fa. Stavamo prendendo il caffè e lui non mise lo zucchero, stupito dissi :"ma come fai a berlo senza?" e lui rispose "e tu come fai a berlo con?"
Si può applicare a tutti i campi della vita, quindi anche nel tifo. C'è chi si innamora della squadra della propria città, chi di quella che tifa il padre, chi di una nella quale gioca il proprio idolo, ecc..
Non esiste una regola, come non esiste una ragione od un torto. Ad esempio per me da sempre il tifo è anche estremo "gufaggio", e siamo milioni e milioni così. Cioè meraviglioso quando la tua squadra vince, ma quando quelle che odi perdono è una goduria.
Poi c'è chi tifa la nazionale del proprio paese, perché legato al territorio, alla patria. Chi invece la gufa, dato che odia i propri connazionali ed il loro modo di ragionare, chi è del tutto indifferente e magari tifa altre nazionali.
Non cercare spiegazioni a semplici punti di vista diversi, è come chiedersi perché nel sesso esista chi preferisce i trans o gli uomini alle donne, o chi adori fetish e varie perversioni strane invece di sane chiavate.
È così e basta, tu il Clasico lo vedi solo per ammirare qualche giocatore, per spiare i futuri avversari di Coppa, mentre io ad esempio nutro un odio viscerale per tutto quello che è Barcellona, Messi, catalano od azulgrana. Di riflesso, i loro nemici diventano simpatici, adorabili, anche quando sono il Real Madrid, che tolto Cristiano, non ha un solo giocatore tra i miei preferiti (la stima è un'altra cosa, tipo per Modric e Marcelo, ma simpatia meno di zero).