Francè ti dico la mia: io sono d'accordo con Pascal. Mi spiego. Per me la squadra sistematica è quella con un'impronta marcatamente collettivistica. Poco sopra ne ho fatto diversi esempi. Nella squadra-sistema c'è quasi un'"ortopedia del talento", il talento viene convogliato e indotto a giocare più in un certo modo. Van Basten ha detto molte volte di non essere andato d'accordo con Sacchi perchè da un punto di vista tattico era un fanatico, mentre capello lasciava invece più molta più libertà di iniziativa.
Quando il sistema è tagliato addosso alle caratteristiche dei giocatori, il collettivo si sublima e riesce a dare anche molto di più rispetto a quello che è il potenziale della mera somma delle individualità (basti pensare al foggia di Zeman). Il barca del tiki taka dominava perchè aveva creato un sistema unico come pochi altri nella storia del pallone: però secondo me questo non toglie che quel sistema sia poco replicabile e che avesse successo proprio perchè aveva giocatori per mettere in pratica quell'utopia (la santa trinità e Dani alves fondamentalmente). Giocare in quel modo così estremo ed estremista esige giocatori siderali negli spazi stretti.
Oggi, venuti meno quasi tutti tranne uno i veri pezzi del motore (solo Messi, Iniesta calato per età, Xavi e alves non ci sono più), è nato un gioco più vario. Tutti gli altri giocatori, pur essendo stati bravi a giocare in un certo modo (Bousquets, Pique, Pedro quando c'era) non sono bastati nè bastano ad assicurare la perpetrazione di quell'idea. Perchè non credo sia mai esistito sinora nella storia del calcio un quadrilatero di giocatori capaci giocare nello stretto a quelle velocità come Messi-Xavi-Alves-Iniesta. Peraltro si sottovaluta spesso secondo me l'importanza dell'asse di fascia destra Messi-Alves per il barca di Guardiola.
Gli stessi acquisti di guardiola testimoniano la sua volontà di giocare sempre e comunque in un certo modo: punte molto tecniche e brevilinee come Villa e Sanchez, Fabregas,; le sue stesse preferenze, quando ha progressivamente accantonato proprio i giocatori meno sistematici e sistematizzabili in assoluto (Ronaldinho, Henry, Ibrahimovic, Tourè). Ricordo ancora peraltro quando arrivato tata Martino a Barcellona, Piquè in maniera sibillina disse "finalmente adesso si può fare qualche lancio o un cross"
Per me il gioco di contropiede invece è per sua stessa natura poco sistematico ed affidato per lo più alla sortita individuale: palla avanti che tanto ci pensa l'attaccante bravo o veloce è il massimo dell'esaltazione della singolarità. Per me il Real non è un sistema (e non lo è neanche più del tutto il Barca ormai per i motivi che ho detto), ma è una squadra in cui l'allenatore mette in campo 11 individualità alcune delle quali fortissime che risolvono le partite con la propria bravura. Il Real ha un'impronta identitaria molto forte, questo sì: ma solo a livello per così dire di filosofia di club, non su un piano tattico come ad esempio il Barca o l'atletico con simeone. E non è un caso che abbiano avuto infatti allenatori di tutte le risme e tutte le scuole (mourinho, Ancelotti, pellegrini, Benitez).