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Da un Clasico all’altro, si è ribaltato il mondo
Il 26 ottobre scorso, la luna di miele tra Carlo Ancelotti e il Real Madrid era finita ufficialmente. A mandare i titoli di coda era il Clasico del Camp Nou, una sconfitta tanto nella sostanza quanto nella forma.
Perché il Barcellona così manteneva il primo posto della classifica facendo scivolare i Merengues al terzo con sei punti di ritardo (28 su 22). Ma soprattutto, era Carletto a finire nel banco degli imputati per una formazione scellerata che, tra le cose, prevedeva Sergio Ramos davanti alla difesa. Sembrerebbe passata un’eternità, invece si tratta soltanto della decima giornata della Liga.
Domenica sera alle 21, si va in scena per l’atto secondo al Bernabeu. L’ultima prova d’appello per i blaugrana, nel frattempo slittati al terzo posto con un -4 dal Real capolista. Non però l’ultimo Clasico stagionale se si considera che il 16 aprile le due si affronteranno nuovamente nella finale di Coppa del Re e che venerdì prossimo l’urna di Nyon potrebbe mettere di fronte le due contendenti anche tra quarti e semifinali di Champions League. Trattasi però di un crocevia fondamentale. Al quale Ancelotti arriva in netta posizione di forza. Un pareggio lo manterrebbe in testa al campionato anche se nel frattempo l’Atletico Madrid dovesse battere il Betis Siviglia ultimo in classifica. Una vittoria, invece, significherebbe lanciarsi verso le ultime dieci giornate senza più reali scontri diretti da affrontare.
Domenica sera alle 21, si va in scena per l’atto secondo al Bernabeu. L’ultima prova d’appello per i blaugrana, nel frattempo slittati al terzo posto con un -4 dal Real capolista. Non però l’ultimo Clasico stagionale se si considera che il 16 aprile le due si affronteranno nuovamente nella finale di Coppa del Re e che venerdì prossimo l’urna di Nyon potrebbe mettere di fronte le due contendenti anche tra quarti e semifinali di Champions League. Trattasi però di un crocevia fondamentale. Al quale Ancelotti arriva in netta posizione di forza. Un pareggio lo manterrebbe in testa al campionato anche se nel frattempo l’Atletico Madrid dovesse battere il Betis Siviglia ultimo in classifica. Una vittoria, invece, significherebbe lanciarsi verso le ultime dieci giornate senza più reali scontri diretti da affrontare.

Come sia accaduto tutto ciò è sotto gli occhi di tutti.
Ancelotti ha toccato il punto più basso al Camp Nou, ma ha saputo spingere i tasti giusti. Bale ha trovato la propria collocazione tattica, Xabi Alonso una volta ripreso dai malanni fisici si è insediato nel trono di centrocampo. E ciò non ha impedito a Modric e Di Maria (o Isco) di giocargli affianco. Ne è nato un 4-3-3 di primissima qualità, ancora più moderno dello storico albero di Natale. Perché qui la fase difensiva non la fanno più i Gattuso di turno, ma il possesso palla dei Blancos. Un pizzico di tiki-taka al quale si sono aggiunti gli sprint in ripartenza dei fenomenali Cristiano Ronaldo e Bale. Il tutto funziona tanto bene da permettere a Benzema di sentirsi nuovamente un attaccante di classe Mondiale.
Chi l’avrebbe mai detto?
Dopo il Clasico, il Real Madrid ha totalizzato 48 punti in 18 partite (2,66 di media, fino al Clasico era stata di 2,11) ed è salito al primo posto della classifica. Ma anche in generale il rendimento si è impennato. Alle 18 partite di imbattibilità nella Liga si aggiungono infatti anche tutte quelle nelle altre competizioni, per un totale di 31 match senza sconfitta.

Calcolando tre punti per vittoria anche per i match di Coppa del Re e Champions League, gli uomini di Ancelotti sono passati
da una media di 2,58 a partita a una di 2,61 per un totale di 81 punti. Il Barcellona, si ferma a 38 in campionato (casualmente, la stessa media punti del Real Madrid prima dello scontro diretto: 2,11) e 73 totali, sintomo del fatto che l’unica differenza sostanziale l’abbia segnata proprio la Liga.
La sensazione di fondo è dunque che il progetto di Martino sia venuto meno non tanto nei picchi qualitativi (il doppio confronto con il Manchester City lascerebbe intendere che nelle serate di gala i blaugrana Messi e compagni rispondono alle aspettative), quanto nella
gestione ordinaria. Anche per questo il Clasico atto secondo sarà da prendere con le pinze. Perché se il Real Madrid confermerà la propria forza anche contro l’avversario più temibile si preparerà a un finale di stagione sontuoso. E, se Martino dovesse perdere punti anche qui, dovrebbe prepararsi a ricevere il fuoco incrociato proprio nel momento più importante dell’anno. Anche per questo, la partita di domenica vale doppio.