Un morto, 3 dispersi. «Ma non c'è più speranza»Ricerche sospese: pericolo di nuove esplosioni per via di polvere interrata in bunker. Colpita anche squadra di vigili
Violenta esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio nel pescarese, a Villa Cipressi di Città Sant'Angelo. Al momento il bilancio è di un morto, tre feriti gravi e tre dispersi. Ma per questi ultimi sono gli stessi soccorritori del 118 a dire che non c'è più speranza di ritrovarli vivi. Non solo. La situazione è talmente tanto pericolosa, per via di altro esplosivo interrato in specie di bunker, che le ricerche, e la bonifica della zona, sono state sospese. Mezza collina è stata rasa al suolo, pezzi di cemento, mattoni, tegole sono sparse nel raggio di almeno un chilometro mentre campi, sterpaglie e perfino olivi sono in fiamme. Un primo scoppio è avvenuto alle 10.30 ma poi c'è stata una seconda esplosione che ha colpito anche una squadra dei vigili del fuoco che era intervenuta sul posto per i soccorsi. Danneggiati degli edifici nell'area circostante. La questura di Pescara ha comunicato poco fa che è stato estratto dalle macerie un morto, Alessio Di Giacomo, figlio del titolare della ditta, Mauro, 45 anni, attualmente disperso assieme a Federico Di Giacomo, fratello del titolare, e Roberto Di Giacomo, di cui al momento non si conosce il grado di parentela con il proprietario dell'azienda. Sempre secondo la questura ci sono tre feriti gravi.
GRADISSIMO INCENDIO - I vigili del fuoco stanno operando con 5 squadre e un elicottero. Gli effetti dell'esplosione avrebbero coinvolto anche due abitazioni e innescato un incendio molto vasto. Si sta allestendo anche un ospedale da campo. Intanto si cercano altri mezzi di soccorso da inviare sul posto.
VIGILE FERITO - «Un nostro vigile è rimasto ferito», ha detto al telefono a Reuters Paolo D'Angelo, funzionario responsabile della comunicazione del comando provinciale dei vigili del fuoco pescaresi. «Non sono in grado di dire l'esatta situazione: dobbiamo usare estrema cautela nell'avvicinarci alle fiamme in quanto nella fabbrica c'è ancora parecchio materiale inesploso». Sul posto sono in azione una decina di mezzi dei vigili del fuoco
BOATO SENTITO A 20 KM - Si tratta della maggiore fabbrica di questo tipo della zona, e si chiama «Pirotecnica abruzzese» di Mauro di Giacomo. Era in attività stamane, quando è avvenuta l'esplosione, e dentro si trovavano degli operai al lavoro. La detonazione è stata così forte che il boato è stato sentito anche a 20 chilometri di distanza.
«C'erano mio marito, mio figlio e mio nipote»
«COME UN TERREMOTO» - Sono decine le richieste di intervento arrivate al 118 di Pescara dopo l'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio. Lo scoppio ha provocato crisi di panico e stati d'ansia, soprattutto nelle persone anziane, e una situazione generale di agitazione, spiega il 118, simile a quella provocata da un terremoto.
DEPOSITO GIUDIZIARIO -La Procura di Pescara, ha riferito il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, a Villa Cipressi dopo l'esplosione insieme al pm Giusti, ha aperto un fascicolo per incendio colposo, disastro colposo e omicidio colposo forse plurimo, considerato che ci sono tre dispersi. L'area è stata sottoposta a sequestro. Si tratta, è stato spiegato, anche di un'area di deposito giudiziario: qui venivano depositati i botti illegali sequestrati dalle forze dell'ordine
http://www.corriere.it/cronache/13_lugl ... 318c.shtmlbotto pazzesco.... io non l'ho sentito perchè ero più lontano a lavoro, ma a casa mia si è sentito eccome... per non parlare poi della colonna di fumo... poveracci...