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 Oggetto del messaggio: Terremoto ad Haiti, 7,3 di magnitudo
MessaggioInviato: mer 13 gen 2010, 2:08 
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http://www.repubblica.it/esteri/2010/01 ... i-1923723/

Tre forti scosse colpiscono Haiti
la prima 7,3 Richter, allerta tsunami
L'ambasciatore haitiano in Usa: "E' un enorme catastrofe"

PORT-AU-PRINCE - "Un'enorme catastrofe". Così l'ambasciatore di Haiti negli Stati Uniti ha definito le tre potenti scosse di terremoto - la prima alle 16.53 locali (22.53 italiane) di magnitudo 7,3, la seconda di 5,9, la terza di 5,5 - che hanno fatto tremare nel giro di un'ora l'isola caraibica. Secondo l'Usgs (l'Istituto Geologico statunitense) che monitora i terremoti, il sisma ha avuto epicentro sulla terraferma, a 15 chilometri a sudovest della capitale Port-au-Prince e ad una profondità di 10 chilometri.

La scossa ha provocato il crollo di diversi edifici nella capitale haitiano. Tra questi anche un ospedale, ha riferito l'Associated Press ripresa dai quotidiani americani online e il palazzo presidenziale. Non si hanno al momento dettagli più precisi, ma il corrispondente dell'Ap ha parlato di urla, con richieste di aiuti, provenienti dall'ospedale in questione, mentre diverse case o capanne della città sarebbero finite in un burrone.

Si temono molte vittime. Le comunicazioni cellulari sono fuori uso su buona parte dell'isola. "Tutto ha cominciato a tremare, la gente urla, le case hanno cominciato a crollare. Il caos è totale", ha detto un giornalista dell'agenzia Reuters. Secondo la testimonianza ci sono dozzine di persone apparentemente morte o ferite sotto le macerie che bloccano le strade della capitale. Gli abitanti stanno scavando con le mani tra i detriti per cercare di salvare chi è intrappolato.

Il primo rappresentante delle autorità caraibiche a parlare è stato l'ambasciatore negli Usa Raymond Alcide Joseph, intervistato dalla Cnn dopo aver parlato al telefono con suoi colleghi diplomatici nella capitale: "Credo che si tratti davvero di un'enorme catastrofe".


Il presidente Usa Barack Obama ha detto che gli Usa sono pronti ad aiutare il popolo di Haiti colpito da un forte terremoto. In una dichiarazione diffusa in serata dalla Casa Bianca, Obama scrive che "i miei pensieri e le mie preghiere vanno a chi è stato colpito dal terremoto. Stiamo seguendo la situazione da vicino e siamo pronti ad aiutare il popolo di Haiti". Secondo la Casa Bianca, Obama è stato informato del terremoto poco prima della mezzanotte italiana, quasi in tempo reale, e ha chiesto che siano verificate immediatamente le condizioni del personale diplomatico americano sul posto. Il presidente ha chiesto al Dipartimento di Stato, all'Usaid (l'agenzia per gli aiuti umanitari) e al Southern Command del Pentagono, da cui dipende l'area dei Caraibi, di prepararsi ad assistere Haiti con aiuti d'emergenza.

Immediatamente dopo la prima forte scossa è stato diramato l'allarme tsunami per tutta la regione delle Antille: Cuba, Haiti, Repubblica Domenicana e Bahamas. Il centro di vigilanza tsunami ha chiarito che l'allerta è stato diramato a titolo precauzionale perché "nella storia della zona non esistono precedenti di onde anomale distruttive. Tuttavia esiste la possibilità della formazione di uno tsunami locale che potrebbe investire le coste a non più di 100 chilometri dall'epicentro".

Intanto sono in corso verifiche circa l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani nel sisma. Lo precisa la Farnesina che, attraverso l'Unità di crisi, è in stretto contatto con l'ambasciata italiana a Santo Domingo, competente per Haiti. Per quanto riguarda l'allerta tsunami, la Farnesina interpellata dall'Ansa ha precisato che sono state immediatamente attivate le ambasciate a santo Domingo e a Cuba, nonché il consolato italiano a Miami, per allertarle per una eventuale assistenza a connazionali che si dovessero trovare in difficoltà nel caso si sviluppasse uno tsunami.

Il terremoto è stato avvertito con molta intensità anche nella Repubblica Domenicana, riferiscono i media on-line locali, precisando che la scossa si è sentita nella capitale, Santo Domingo, tra l'altro anche nella sede del Parlamento. "Molte delle persone che si trovavano dentro l'edificio sono uscite, e alcuni si son affacciati dalle finestre e dei balconi", afferma il sito web del quotidiano Listin. Negli uffici del giornale il terremoto ha fatto muovere le scrivanie e i lampadari.


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La prima catastrofe del 2010, non ha perso tempo :uhm


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Che dire,condoglianze a tutte le vittime e massima solidarietà a loro :|


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Crollato il palazzo presidenziale
Il Palais National, che ospita la presidenza di Haiti, oltre a numerosi edifici pubblici, sono crollati a Port-Au-Prince, capitale di Haiti, in seguito alle forti scosse di terremoto che hanno colpito l'isola caraibica. Lo ha riferito una televisione haitiana. Secondo un giornalista della catena Haitipal, che interveniva al telefono in diretta da Port-Au-Prince, "il Palais National, il ministero delle Finanze, il ministero dei Lavori pubblici, il ministero della Comunicazione e della Cultura, il Palazzo di giustizia, la Scuola normale superiore" sono crollati. Il giornalista ha anche affermato che sono ugualmente crollati gli edifici del Parlamento e la cattedrale di Port-Au-Prince.
unionesarda.it


Haiti, il paese più povero del continente americano

PORT-AU-PRINCE - Il paese più povero dell'intero continente americano: è la caratteristica principale di Haiti, paese scosso ieri sera da un fortissimo terremoto, in particolare nella capitale Port-Au-Prince, dove vivono oltre 2,3 milioni di abitanti. Secondo il World Factbook della Cia, la Repubblica di Haiti ha 9.035.536 abitanti, dei quali solo il 3,4% ha speranza di superare i 64 anni di età. Il paese, con una superficie pari a circa 27 mila chilometri quadri, si trova a circa 80 km da Cuba. Oltre alla capitale, le altre città principali sono Cap-Haitien e Gonaives.

Il reddito annuale pro capite è di appena 1.300 dollari, dato che pone Haiti al 203/o posto tra i 229 paesi del mondo. Alle sue spalle tre stati asiatici (Burma, Nepal, Afghanistan), uno dell'Oceania (Tokelau) e 22 africani (con lo Zimbabwe ultimo, con appena 200 dollari di reddito annuo pro capite).

Haiti occupa la metà occidentale dell'isola di Hispaniola, dove Cristoforo Colombo attraccò al termine del suo primo viaggio, nel 1492. Il tasso di alfabetizzazione è del 45 per cento e l'aspettativa di vita, circa 50 anni. La popolazione totale è per il 95 per cento di neri e per il cinque per cento di mulatti e bianchi.

Il paese è spesso al centro del passaggio di uragani, che provocano morte e distruzione. Nel 2008, se ne sono abbattuti quattro (Fay, Gustav, Hanna e Ike), provocando 330 morti e molti dispersi in tutto il paese: il passaggio dei quattro uragani nel giro di un mese è stato considerato dalle autorità la principale catastrofe degli ultimi anni, prima del terremoto di ieri.

Nonostante le cospicue esportazioni di zucchero, caffè, banane e mango, Haiti rimane uno dei Paesi più poveri e arretrati del mondo. La disoccupazione colpisce oltre il 60% della popolazione. Fondata nel 1749 da coloni francesi piantatori di zucchero, la capitale, Port-au-Prince, si trova nella baia del golfo di La Gonave. Il paese, inizialmente possedimento spagnolo, divenne colonia francese nel 17/o secolo e nel 1804 è stato la prima repubblica 'nera' ad ottenere l'indipendenza. Gli haitiani sono cattolici per il 70 per cento e protestanti per il 23, ma molto praticato tra le classi popolari è anche il vudù, rituale magico semipagano.
La Repubblica


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Tratto da corrieredellasera.it

Terremoto devasta Haiti,
migliaia di persone tra le macerie

L'epicentro a 15 km dalla capitale Port-au-Prince. Nell'isola vivono un centinaio di italiani

MILANO - Un terremoto di magnitudo 7 ha devastato martedì pomeriggio - la notte tra martedì e mercoledì in Italia-, l'isola di Haiti. Il sisma, un vero e proprio sciame sismico che ha fatto registrare una decina di scosse nel giro di poche ore (la prima attorno alle 23 italiane), ha avuto il suo epicentro ad una quindicina di chilometri dalla capitale Port-au-Prince e ha provocato numerosi crolli di edifici. Nell'area densamente popolata colpita dal sisma vivono almeno 1,8 milioni di persone su circa 9 milioni di abitanti dell'intera nazione. Nella notte era anche stato diramato un allarme tsunami per tutto il quadrante caraibico, ma per fortuna non si sono avute ricadute e conseguenze in alcuno dei Paesi potenzialmente interessati da un'eventuale onda di rimbalzo e quindi l'allerta è rientrata.

MIGLIAIA SOTTO LE MACERIE - Per un bilancio delle vittime è ancora troppo presto, le informazioni, anche a causa della rete delle telecomunicazioni andata completamente in tilt, arrivano con difficoltà. Quello che è certo, però, è che migliaia di persone sono rimaste sepolte sotto le macerie e i soccorritori stanno cercando di estrarne vive quante più possibile: gli Stati Uniti, che fin dall'inizio hanno monitorato da vicino la situazione, parlano di un probabile elevato numero di morti. Tra gli immobili collassati ci sono numerosi ospedali (nella capitale solo uno è rimasto in funzione e ha già esaurito la capacità di accoglienza di feriti; la Croce Rossa internazionale si sta attrezzando per allestire alcuni punti di pronto soccorso da campo) e anche il palazzo presidenziale di Port-au-Prince. Il presidente Rene' Preval è tuttavia vivo, secondo quanto hanno confermato fonti diplomatiche haitiane a Città del Messico.

GLI ITALIANI NELL'ISOLA - Sarebbero circa una settantina gli italiani che vivono stabilmente nell'isola, secondo la stima diramata dalla nostra ambasciata di Santo Domingo. La Farnesina ha già attivato le proprie strutture per verificare se i nostri connazionali abbiano riportato conseguenze. Accertamenti sono poi in corso per verificare quanti possano essere gli italiani presenti nell'area per motivi turistici o di lavoro. «Ci sono grosse difficoltà di comunicazione e di raccolta di informazioni» ha però fatto sapere Ludovico Camussi, dell'unità di crisi del ministero degli Esteri, secondo cui gli italiani, tra residenti e persone che lavorano presso attività turistiche o presso le sedi delle Nazioni Unite, sarebbero complessivamente un centinaio, a cui aggiungere quanti dovessero risultare solamente «in transito». Una prima stima che tiene conto anche dei turisti e di coloro che hanno segnalato la propria presenza tramite il sito Dovesiamonelmondo (il portale che fa capo alla Farnesina) parla di un totale di circa 190 italiani nell'area. Al momento, tuttavia, non risultano connazionali morti o feriti.

SCIACALLI IN AZIONE - Nel frattempo, c'è già chi ha iniziato ad approfittare del dramma collettivo che sta vivendo la nazione. Un gruppo di uomini e donne ha assaltato e depredato un supermercato nella Capitale, approfittando dei varchi apertisi nei muri e del fuggi fuggi generale. Altre azioni di sciacallaggio, secondo quanto hanno riferito fonti locali alle agenzie di stampa, si registrano in varie zone della città. Il sisma ha danneggiato anche gli edifici che ospitano la polizia e questo rende più difficoltose le operazioni di coordinamento dell'attività di controllo e repressione delle azioni criminali. Le condizioni di indigenza di gran parte della popolazione - Haiti è uno dei Paesi più poveri del mondo, il più povero in assoluto di tutto il continente americano - rischiano di rendere esplosiva la situazione. Nel Paese opera dal 2004 anche una forza militare multinazionale sotto l'egida dell'Onu e guidata dal Brasile. Undici di loro, otto cinesi e tre giordani, sarebbero morti sotto le macerie; una decina di soldati risulta invece dispersa.

GLI AIUTI INTERNAZIONALI - Il segretario di stato Hillary Clinton ha detto che gli Stati Uniti faranno subito la loro parte per assicurare ad Haiti la massima assistenza possibile. «Siamo pronti a inviare mezzi civili e militari per aiutare le persone colpite dal disastro - ha spiegato la Clinton -. Siamo inoltre pronti a mandare la assistenza umanitaria necessaria». Parole poi ribadite anche dallo stesso presidente Usa, Barack Obama Ma è stata tutta la macchina internazionale dei soccorsi a mettersi subito in moto. Oltre che dagli Usa, anche da Italia, Francia, Canada sono stati annunciati aiuti e soccorsi a destinazione Port-au-Prince. Sul fronte Onu, il portavoce dell’Uffico per il coordinamento delle questioni umanitarie (Ocha), Stephanie Bunker, ha indicato che l’organizzazione ha diramato un messaggio di allerta a tutti gli uffici nel mondo per preparare una mobilitazione massima dei soccorsi a destinazione Haiti. Gli Stati uniti hanno già assicurato l’invio di una squadra dell’agenzia di aiuti allo sviluppo UsAid con 72 operatori e 6 cani specializzati nella ricerca di persone prigioniere delle macerie. Con loro porteranno ad Haiti 48 tonnellate di attrezzature ed equipaggiamento di primo soccorso, accompagnati da esperti di catastrofi naturali.

L'INTERVENTO DELL'ITALIA - Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, ha spiegato che l'italia «non lesinerà sforzi per essere in concreto vicina alla popolazione haitiana, e naturalmente agli italiani presenti nell’area del terremoto». Il governo venezuelano ha annunciato l’invio di «una squadra di aiuto umanitario» composta di cinquanta uomini con beni alimentari e medicinali. Anche Parigi ha fatto sapere che invierà «immediatamente» nella capitale haitiana, Port au Prince, devastata dal sisma, aiuti d’urgenza. Tutti i paesi dell’America latina hanno mostrato la loro disponibilità ad inviare aiuti. In particolare dal Brasile il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha espresso la sua "grande inquietudine", in particolare per la sorte dei 1.200 soldati brasiliani che lavorano per la missione di stabilizzazione dell’Onu nel paese (Minustah). La Banca interamericana di sviluppo (BID) ha sbloccato aiuti d’urgenza per 200.000 dollari.


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Molleggiato ha scritto:
La prima catastrofe del 2010, non ha perso tempo :uhm

Molla, quando ti rassegnerai al fatto che i disastri naturali, e la morte più in generale, sono cose che fanno -purtroppo, ma così è- parte di questo mondo?


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Ma io sono già rassegnato, è dalla notte dei tempi che è così :asd

Però non è certo piacevole sentirne parlare.

MIGLIAIA SOTTO LE MACERIE - Per un bilancio delle vittime è ancora troppo presto, le informazioni, anche a causa della rete delle telecomunicazioni andata completamente in tilt, arrivano con difficoltà. Quello che è certo, però, è che migliaia di persone sono rimaste sepolte sotto le macerie e i soccorritori stanno cercando di estrarne vive quante più possibile: gli Stati Uniti, che fin dall'inizio hanno monitorato da vicino la situazione, parlano di un probabile elevato numero di morti.
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Le prime notizie parlano di migliaia di vittime, speriamo che si sbaglino.

Byez


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Nessuna notizia si ha degli almeno 190 italiani che si trovano ad Haiti. L'ambasciata in Italia del paese caraibico è intanto tempestata di email e telefonate di studenti haitiani che vivono qui e che cercano notizie delle loro famiglie.

ansa


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Un terremoto devasta Haiti
Premier: «Più di 100mila morti»

L'epicentro a 15 km dalla capitale Port-au-Prince. Molte vittime tra i Caschi blu. Onu: colpiti 3 milioni di persone

MILANO - Il terremoto che ha devastato Haiti potrebbe aver ucciso più di centomila persone. La tragica previsione è del premier Jean Max Bellerive, intervistato dalla Cnn: «È difficile fare una valutazione precisa del numero delle vittime - ha ammesso -, di quanti edifici e quante costruzioni siano crollati con le persone dentro. Credo che siamo al di sopra delle centomila vittime. Spero che non sia vero, spero che la gente abbia avuto il tempo di uscire in strada. Alcuni quartieri sono stati distrutti completamente, non si vede più una persona».

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