Berlusconi promette, case per tutti, una nuova Milano 2 nel giorno dei funerali. Il corriere della sera online questa sera addirittura titola.
"Berlusconi: le mie ville a disposizione"
Al tempo stesso si promette una nuova Milano 2
http://www.corriere.it/cronache/09_apri ... aabc.shtml
«LE MIE CASE AGLI SFOLLATI» - Concretamente, ha promesso che gli sfollati avranno al più presto sistemazioni più confortevoli, mettendo a disposizione anche le sue proprietà: «Già molte persone hanno offerto le proprie case per aiutare gli sfollati del terremoto, e anche io farò quello che potrò offrendo delle mie case. Il governo farà di tutto per allocare in situazioni degne le persone senza tenerle in tende o costruendo baraccopoli o roulotte che sono cose precarie e drammatiche per i cittadini, i giovani e gli anziani. Le sistemazioni in albergo che stiamo organizzando sono una sistemazione degna, niente a che vedere con le tende». Alle esequie era presente il segretario del Pd Dario Franceschini (oltre al presidente Napolitano e tutte le massime cariche dello Stato) e Berlusconi ha sottolineato, al termine della cerimonia, la necessità di un clima di unità politica: «Di fronte a un accadimento come questo, non solo è necessario ma indispensabile un clima di unità». I leader dei due schieramenti si sono stretti la mano. Terminati i funerali Berlusconi ha salutato Napolitano e il segretario di Stato vaticano Bertone, poi ha visitato la sala operativa della Protezione civile allestita alle spalle del palco dove si è tenuta la cerimonia. In mattinata il presidente del Consiglio aveva detto che il governo «si impegna davanti agli italiani per far rinascere il territorio e garantisco che troveremo tutti i fondi indispensabili».
«COME MILANO 2 E MILANO 3» - «Tutte le case distrutte saranno ricostruite» ha poi ribadito il premier. Rispondendo alle domande di un ingegnere a L'Aquila, Berlusconi ha assicurato che la «new town» da costruire a fianco della vecchia città («richiesta dal vostro sindaco») non sarà un ghetto, ma anzi sarà costruita, «con il linguaggio architettonico locale», sul modello di Milano2 e Milano3. Un gruppo di esperti russi sarà in Italia domenica 12 aprile per valutare la stabilità degli edifici nelle zone colpite dal terremoto: sarà il primo aiuto dall’estero accettato dal nostro Paese dopo il sisma che ha colpito l'Abruzzo.
Occasione è stata per il sottoscritto di andare a verificare cosa accadde in precedenti simili, con l'ausilio degli archivi dei quotidiani online che sono una fonte inestimabile per verificare la coerenza e l'onestà dei politici. A San Giuliano di Puglia nel 2002 si verificava un forte terremoto con molti bambini morti e case danneggiate o distrutte. Ecco cosa diceva il premier dell'epoca al giorno dei funerali, sembra una fotocopia di quanto ha promesso oggi, stesse frasi, stesse promesse, tutto sembra uguale, manca solo la promessa di oggi di mettere a disposizione le proprie ville, quella è una novità ed inoltre per la ricostruzione non ha fatto previsioni in termini di lunghezza. Nel caso di San Giuliano si dice che in 24 mesi sarà ricostruita la nuova cittadina.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... verno.html
ROMA -Palazzo Chigi, ore 10. Mentre a San Giuliano di Puglia si celebravano i funerali di Stato, il Consiglio dei ministri straordinario osservava un minuto di silenzio. «Questa è una giornata di dolore e di lutto», ha spiegato il premier. «Il Consiglio dei ministri è stato convocato stamane proprio come atto simbolico in ricordo delle vittime».
San Giuliano sarà ricostruita in ventiquattro mesi, promette Silvio Berlusconi; non ci saranno ritardi e inefficienze come in Umbria. Ed è subito polemica: Berlusconi, accusa l' opposizione, strumentalizza la tragedia. E' lo stesso premier ad illustrare in una conferenza stampa le misure adottate e i progetti in cantiere. Con un decreto legge il governo ha destinato 50 milioni di euro all' emergenza-Molise, 10 milioni di euro per l' emergenza-Etna e congelato fino a marzo il pagamento delle imposte nelle aree colpite dal sisma. Nello stesso decreto, il progetto di un monumento da erigere al posto della scuola distrutta «per ricordare il sacrificio di quei bambini e della loro maestra». Berlusconi ha voluto poi pubblicamente ringraziare il responsabile del Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, designato ieri commissario governativo per tutte le fasi della ricostruzione. Tutti, assicura Berlusconi, hanno operato nella zona «con tempestività assoluta ed efficacia davvero esemplare». Adesso, però, bisogna guardare avanti, al futuro dei sangiulianesi. «Mi piacerebbe si facesse in modo diverso da quanto si è fatto in Umbria e in altre parti», confessa il premier, provocando l' immediata reazione del presidente della regione Umbria. «Bisogna smettere di strumentalizzare in modo così immorale drammi come quello del terremoto», protesta Maria Rita Lorenzetti, «i due sismi non sono paragonabili». «E' una polemica vergognosa», denunciano i Ds.
Comunque sia, per il Molise Berlusconi ha progetti diversi: vuole fondare una «nuova» San Giuliano accanto al vecchio paese distrutto. Un intervento sulle case danneggiate, osserva infatti, non consentirebbe «né tempi certi né preventivi certi». Meglio senz' altro rifare tutto da capo. Bastano ventiquattro mesi, assicura l' uomo che prima di fare il presidente del Consiglio ha tirato su Milano Due, per consegnare ai sangiulianesi «un quartiere pieno di verde, con la separazione completa dei percorsi delle automobili da quelli per i pedoni e le biciclette», con «nuovi appartamenti funzionali e innovativi, costruiti secondo le nuove tecniche della robotica». Il premier pensa anche ad «un centro commerciale, negozi tradizionali, una piazza, un grande campo giochi verde, una scuola materna, di fianco una nuova scuola media, una nuova scuola elementare, una chiesa». Berlusconi non ha perso tempo, e rivela che mentre si metteva in moto la macchina degli aiuti lui ha già parlato del progetto con alcuni «amici architetti», anche se, ovviamente, l' ultima parola spetterà agli abitanti di San Giuliano. Quello che conta è che tutto si svolga con «tempestività ed efficienza», che le risposte siano «concrete» e rapide senza nessun ritardo burocratico.
23 GIUGNO 2008 (6 anni dopo il sisma), si parla di baraccapoli, prefabbricati di legno che ospitano 2000 residenti che presto avranno accesso ad internet, recita così uno slogan del governo stesso che implicitamente ammette che la new town non è stata costruita e di anni non ne sono passati 2, ma quasi 6.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... wi-fi.html
SAN GIULIANO DI PUGLIA - Saranno pure terremotati, costretti ancora oggi a vivere nei prefabbricati di legno, costruiti dalla protezione civile subito dopo il sisma. Saranno pure trascorsi quasi sei anni da quel maledetto terremoto del 31 ottobre 2002 che ha portato morte e distruzione in Molise, ma adesso i quasi duemila residenti delle baraccopoli di San Giuliano, Colletorto e Bonefro sono "cittadini digitali". Proprio così recita infatti lo slogan del progetto Silcra. Un milione di euro di fondi pubblici per portare il sistema wi-fi (una connessione veloce ad Internet attraverso la banda larga) nei comuni più danneggiati dal terremoto del Molise. Il problema è che per far tornare queste famiglie nelle loro abitazioni, pare occorra ancora tempo. E così, per ora, sono "cittadini digitali", ma tra le baracche. Per completare le nuove case servono altri fondi pubblici.
Eppure dei 550 milioni di euro erogati dallo Stato per il sisma (fino ad oggi), solo 248 sono stati effettivamente investiti per la ricostruzione, mentre 170 milioni sono stati utilizzati per il "programma di ripresa produttiva" e per "promuovere il territorio". Un calderone nel quale sono finiti anche finanziamenti alle attività più stravaganti: dalle selezioni per Miss Italia, passando per il progetto di ricerca sulla patata turchesca, agli impianti sciistici di Capracotta, al monitoraggio delle api, agli esperimenti per il ripopolamento delle seppie, al museo del profumo, fino alla sponsorizzazione di un reality show estivo di Mediaset. Una serie di investimenti discutibili, ora al vaglio del procuratore capo della Repubblica di Larino, Nicola Magrone, che ha aperto un' inchiesta. Ma se da un lato per finanziare la ripresa, si continua a concedere soldi facilmente e in velocità, dall' altro, per la ricostruzione si procede molto lentamente.
Gli anni passano ma Berlusconi rimane sempre lo stesso. O forse questa volta mi smentirà? Dubito fortemente.