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MILANO - Il termovalorizzatore di Acerra è entrato in funzione. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inaugurato ufficialmente l'impianto - che dovrebbe essere seguito da altre strutture analoghe in altre aree della Campania - che smaltirà circa 600 mila tonnellate all'anno di rifiuti urbani (due tonnellate al giorno, un terzo di quelli prodotti in tutta la regione) e che, grazie alle tecnologie di recupero del calore, potrà fornire energia a circa 200 mila abitanti grazie ad una convenzione con la Gse (Gestore servizi elettrici).

LA GESTIONE - Ad accogliere il premier i militari che hanno contribuito ad affrontare l'emergenza nella fase di raccolta dei rifiuti dalle strade. Il pattume era stato stoccato temporaneamente in alcune discariche disseminate sul territorio e dovrebbe ora essere gradualmente trasferito al nuovo impianto per l'incenerimento. L'impianto, realizzato dall'Impregilo (i cui vertici sono stati definiti dal premier «veri eroi che qualcuno ha cercato di ostacolare»), sarà gestito per due anni dalla A2A, la società che già gestisce i termovalorizzatori di Milano e Brescia.

«LO STATO C'E'» - «Lo Stato c'è - ha commentato soddisfatto Berlusconi -. Oggi possiamo inaugurare il termovalorizzatore di Acerra perchè lo Stato è ritornato a fare lo Stato. Con i precedenti governi della sinistra - ha sottolineato il premier - si intendevano come dimostrazioni di democrazia le azioni che minoranze organizzate facevano interrompendo un'autostrada, bloccando un aeroporto, occupando un'area per impedire la realizzazione di un impianto, cioè andando contro le decisioni assunte democraticamente da istituzioni democratiche dello Stato. La sinistra valutava queste azioni come espressioni di democrazia diretta. Noi la pensiamo esattamente al contrario, queste erano e sono azioni contro gli altri cittadini, contro le istituzioni e contro lo Stato, contro la vera democrazia». «Certo - ha aggiunto - c'è ancora molta strada da fare. Se ci fosse uno striscione ideale ci sarebbe scritto: "Questa è una partenza". Da qui si parte per risolvere il problema dei rifiuti in tutta Italia».

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA - Ma non c'è solo il termovalizzatore alla base della nuova strategia anti-rifiuti. In Campania è stata incrementata la raccolta differenziata e oggi la regione, per dirla con le parole del sottosegretario Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, «è passata dall'essere la Cenerentola che era al terzo posto in Italia, dietro a Lombardia ed Emilia Romagna». Bertolaso ha anche diffuso alcune cifre, spiegando come la percentuale di rifiuti che oggi viene smaltita attraverso il riciclaggio è cresciuta nell'area campana del 20% in un anno: «Grazie alla raccolta differenziata la produzione di rifiuti quotidiana è calata da 7.034 a 5.688 tonnellate».

I COMPLIMENTI DI NAPOLITANO - Anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, si è voluto congratularsi con il premier per l'inaugurazione dell'impianto: «Desidero complimentarmi con Lei - ha detto il Presidente in un telegramma letto durante la cerimonia inaugurale dal prefetto di Napoli, Alessandro Pansa - per il successo ed il forte impegno che ha reso possibile l'avvio dell'attività del termovalorizzatore di Acerra a conclusione di un lungo e contrastato iter».

Corriere della sera


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Ultima modifica di Molleggiato il sab 28 mar 2009, 3:45, modificato 1 volta in totale.

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[...]

"L'impianto che andiamo ad inaugurare oggi -ha rivendicato il premier- è stato fortemente voluto da me e dal Governo contro tutta una serie di resistenze delle popolazioni locali, gli interventi della magistratura, una tragedia e un calvario. Io l'ho voluto fortissimamente e alla fine siamo riusciti a vararlo e farlo operare.
E' un impianto straordinario e complesso, sarà bissato e triplicato in Campania, anzi vorremmo addirittura realizzarne altri quattro, è un impianto modernissimo che non dà inquinamento dell'aria, è straordinario da vedere. Spero -ha concluso Berlusconi- che la televisione abbia il tempo di far vedere agli italiani come sono gli impianti di smaltimento dei rifiuti che si possono realizzare oggi e che realizzeremo in tante altre regioni, perchè questo è un problema non soltanto della Campania, ma di tutte le regioni italiane".


[...]

La Repubblica


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Rifiuti, inaugurata Acerra. Ma è emergenza nel Lazio

Ad Acerra, in pompa magna, è stata inaugurata la prima linea del termovalorizzatore. A tagliare il nastro, c'era il premier Silvio Berlusconi. Per lui, confessa, quest'inaugurazione è il terzo motivo di felicità della settimana: il primo – ha spiegato – è la linea veloce delle ferrovie Milano-Roma, il secondo «la nascita del Pdl che porterà l'Italia verso il bipolarismo», il terzo è proprio il termovalorizzatore di Acerra.

Le preoccupazioni dei cittadini, che anche oggi sono tonati in piazza, per Berlusconi sono tutte fandonie: «Hanno fatto credere alla gente – dice – che ci fosse un avvelenamento». Anzi, dice ancora, l'unico avvelenamento vero in questa storia, è quello delle «delle menti e delle coscienze dei cittadini».

D'altronde, che «l'inaugurazione della prima linea dell'inceneritore di Acerra è sicuramente un fatto positivo», lo dice anche il responsabile Ambiente del Pd, Ermete Realacci, che però, a differenza del premier, non dimentica che il termovalorizzatore non è «l'unico anello del processo di smaltimento dei rifiuti: serve incrementare la raccolta differenziata – ricorda Realacci – bisogna sorvegliare con la massima attenzione per garantire la legalità e il buon funzionamento dell'impianto, così come serve un massiccio investimento per bonificare l'area, da decenni ferita e avvelenata dall'azione criminale delle ecomafie». E a questo proposito, sottolinea ancora il deputato Pd, «Berlusconi farebbe bene a rivedere le sue posizioni sul decreto intercettazioni, che nell'attuale versione renderebbe inutilizzabile questo fondamentale strumento di indagine nella lotta ai trafficanti di rifiuti, che tanto male fanno alla Campania e all'Italia».

Insomma, le rose e i fiori li vede solo il presidente del Consiglio. Che invece farebbe bene ad ascoltare l'allarme lanciato oggi da Federlazio Ambiente, l'associazione che riunisce le piccole e medie imprese del Lazio: a Roma, denunciano, dal primo aprile prossimo si potrebbe profilare il rischio di un'emergenza rifiuti come quella che c'è stata a Napoli «se i comuni morosi non avranno pagato il debito alle aziende che gestiscono lo smaltimento dei rifiuti». Senza una soluzione, tra una settimana «i camion dell'Ama non potranno più conferire nella discarica di Malagrotta e soltanto nei cassonetti di Roma rimarrebbero 4.500 tonnellate di rifiuti al giorno per un totale di 20 mila metri cubi di immondizia. Cifra che salirebbe a 5.500 tonnellate a Roma e nel Lazio». Tra i Comuni con un maggior debito sono: Roma, Pomezia, Nettuno, Mentana e Monterotondo. «Il debito complessivo dei comuni morosi - ha spiegato il direttore generale di Federlazio, Giovanni Quintieri - ammonta ad oltre 230 milioni di euro».

Dal canto suo, l'Ama - l'azienda dei rifiuti della Capitale - fa sapere che «sta trattando le modalità di estinzione del proprio debito con il CoLaRi, proprietario della discarica di Malagrotta». «Pertanto - aggiunge - l'eventuale sciopero delle discariche paventato da Federlazio non coinvolgerà Ama e il territorio del Comune di Roma. Il servizio di raccolta dei rifiuti nella Capitale verrà quindi svolto in modo del tutto regolare».

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Come no, se lo facevano ad Arcore era meglio.

Comunque ne riparliamo tra una decina di anni.

byez


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Nel frattempo..... sotto il tappeto....

La monnezza scomparsa della Campania? E' finita nella discarica di Ferrandelle

Una squadra di attivisti di Legambiente è riuscita a compiere un sopralluogo a Ferrandelle, una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Ecco le immagini e il servizio che documentano come i rifiuti scomparsi dalle città della Campania siano tenuti 'sotto sorveglianza' in una grande discarica a cielo aperto, in un'area completamente recintata. L'area, dichiarata sito di interesse strategico nazionale e strettamente vigilata, era stata confiscata al boss Francesco Schiavone, detto Sandokan. Doveva diventare una fattoria, invece è stata requisita dal Commissario straordinario per i rifiuti. E ora ospita, secondo le stime di Legambiente, almeno un milione di metri cubi di rifiuti indifferenziati


Sono finiti a Ferrandelle i rifiuti scomparsi dalle città della Campania. Una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Sono tenuti sotto stretta sorveglianza in un'area completamente recintata di diversi ettari. Nessuno si può avvicinare più di tanto perché tutto il perimetro è stata dichiarato sito di interesse strategico nazionale e c'è una vigilanza molto attenta che allontana tutti quelli che cercano di guardare più da vicino.


Ieri notte una squadra di attivisti di Legambiente, guidati dal direttore dell'associazione ambientalista, Raffaele Del Giudice, sono arrivati sul posto per fare "un sopralluogo". "Ci sono montagne di rifiuti ammassate senza alcun controllo sui possibili danni sanitari e ambientali – spiega Del Giudice – mentre continua ad arrivare quotidianamente la monnezza da ogni parte della Campania". L'area dove sono depositati i rifiuti fu sequestrata al boss Francesco Schiavone, Sandokan, ed affidata al Consorzio Agrorinasce per farne una fattoria di prodotti tipici. Ma, nonostante l'avvio dei primi lavori per dare vita all'iniziativa, il terreno fu requisito in piena emergenza rifiuti.

I sindaci di Santa Maria La Fossa e Grazzanise, poco più di un anno fa, guidarono una clamorosa protesta alla testa delle popolazioni locali. Dopo un braccio di ferro con il Commissario per l'emergenza rifiuti, diedero il via libera alla costruzione di due piazzole che dovevano "ospitare" all'incirca 90 mila metri cubi di rifiuti. Ma in via temporanea e con l'impegno a bonificare il sito entro breve tempo. "Qui ce ne sono almeno un milione di metri cubi di rifiuti – spiega il professor Stefano Tonziello, di Legambiente - e continuano a crescere giorno dopo giorno, perché l'emergenza non è finita, ma è stata solo spostata dalle città.


Qui arrivano rifiuti "tal quale", cioè senza essere selezionati a monte. E dunque non potranno mai essere bruciati nell'inceneritore di Acerra. Inceneritore che, peraltro, ora è in pieno collaudo e per vederlo operativo se ne parlerà almeno tra sei mesi." Nell'area tutt'intorno vi sono caseifici, allevamenti di bufale, campi coltivati a foraggio, pescheti, ortaggi, fragole, irrigati con le falde acquifere inquinate. Poco più in là, vi sono almeno altre sei discariche. Qualcuna dismessa, ma non morta definitivamente. "Forse il vero miracolo di Berlusconi – aggiunge Tonziello – è quello di aver messo a tacere tutto e tutti. Qui, lasciatemi usare il paradosso, è tutto fuorilegge per legge. Se queste cose le avessero fatte i privati, si sarebbero aperte sicuramente le porte del carcere.

Tenere in questo modo i rifiuti è da criminali. Senza considerare che tra poco con l'arrivo della stagione calda, tutt'intorno l'aria sarà irrespirabile, ma ci sarà anche un pericolo sanitario immediato per la salute delle persone". Non lontano da qui, a Santa Maria La Fossa, dovrebbe sorgere anche l'altro inceneritore previsto in Campania. Nei campi intorno a Ferrandelle, intanto, la vita scorre come sempre: I contadini sui trattori, gli immigrati nei campi a lavorare, il foraggio che cresce rigoglioso, il percolato che continua a scorrere nella falda acquifera e le montagne di rifiuti che continuano a crescere.
(12 maggio 2009)


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Io come una tantum avrei prima bruciato i rifiuti e poi gettati in mare,magari nell'atlantico.Il mare è il 70%del pianeta e per una singola occasione avrebbe potuto accogliere la monnezza.
Per il resto è ovvio che silvio l'abbia portata in altre discariche.Era meglio come con prodi che era in ogni angolo della città??


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Ora non sono un esperto di ecologia ma se solo per risolvere l'emergenza si fossero lanciati in mare avrebbe compromesso l'ecosistema?


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usare il mare per buttarci la monnezza è una cosa da non pensare, già lo fanno in fiumi e laghi (che poi riversano tutto nel mare) figuriamoci se andiamo a buttare tonnellate di monnezza in pieno mare

già lo stiamo distruggendo l'ecosistema marino, non c'è bisogno di incrementare


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No ma infatti io dicevo di farlo solo stavolta per toppare l'emergenza,chiaramente cercando poi soluzioni di smaltimento alternative e sopratutto l'operazione"rifiuti zero"lanciata dalle liste di grillo


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