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 Oggetto del messaggio: Dell'Utri rivaluta Mussolini....
MessaggioInviato: lun 4 mag 2009, 17:58 
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Tifoso
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Reg. il: gio 18 ago 2005
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Dopo aver rivalutato Craxi sembrerebbe iniziare la campagna di rivalutazione di un altro personaggio storico responsabile di un momento buio della storia italiana ed Europea.
Da notare che il commento di Dell'Utri su una persona onesta come di Pietro. Certamente Dell'Utri apprezza più Mussolini che Di Pietro. Questo la dice lunga sullo stato della democrazia in Italia se un membro della maggioranza braccio destro del presidente del consiglio reputa più meritevole di rispetto un dittatore che un ex magistrato. Cose di questo tipo, se fossero accaduto in qualsiasi altro paese occidentale avrebbero scatenato un putiferio di vaste dimensioni. In Italia invece sarà una notizia che non desterà scalpore. Addirittura il Duce è paragonato uno scrittore dal calibro di Montanelli!

www.corriere.it
ROMA - Benito Mussolini visto con gli occhi di Marcello Dell’Utri. Il senatore del Pdl, tra i fondatori di Forza Italia, ne parla a lungo in una intervista alla trasmissione web-tv Klauscondicio di Klaus Davi. «Mussolini - sostiene Dell’Utri - ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin ("notare come nomina Stalin dimenticando Hitler, dimenticanza voluta?"). Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal ’35 al ’39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare - spiega - che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto». «Non è colpa di Mussolini - aggiunge l’esponente azzurro - se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. (che spasso Il suo fascismo era di natura socialista». Secondo Dell’Utri «sono state le sanzioni a costringere Mussolini a trovare un accordo con la Germania di Hitler. Se non ci fossero state le sanzioni, probabilmente non si sarebbe mai alleato con Hitler che non stimava per niente, anzi temeva. Ci sono pagine inedite, scritte da Mussolini su questi anni, che faranno discutere molto e che dimostrano la disaffezione del duce nei confronti del Furher, tanto che definisce il suo Mein Kampf un rigurgitevole testo».

LE LEGGI RAZZIALI - Quanto alle leggi razziali, «nei suoi diari - afferma il parlamentare del centrodestra - Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande. Tra gli Ebrei, il duce, spiega di avere i suoi più cari amici e si chiede perché seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono». «Non ho paura - dice ancora Dell’Utri - di diventare impopolare con queste rivelazioni, perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori». Ultimo argomento al quale Dell’Utri dedica la sua attenzione, quelo del rapporto del dittatore con le donne: "A palazzo Venezia, con le donne il duce usava la tecnica musica e magia. Negli anni, dal ’35 al ’39 Mussolini non aveva amanti, ma solo fugaci incontri e faceva quello che oggi si riassume in: musica (tromba) e magia (sparisci). L’unica donna che lo colpì profondamente fu Claretta che viene descritta, in una pagina del 16 Ottobre del ’36, in maniera straordinaria e si capisce quanto Mussolini ne fosse innamorato».

REPUBBLICHINI PARTIGIANI - I repubblichini di Salò? «Erano al 100% partigiani di destra», ha risposto Dell'Utri a Klaus Davi. «Non è che fossero delle persone da cancellare dalla storia, perché hanno avuto la loro parte e credevano - sostiene l’esponente del Pdl - in alcuni valori. I repubblichini sbagliavano sicuramente, perché la Repubblica di Salò non è certo stata una gran bella cosa, però sono esseri umani che hanno lottato al pari degli altri per una loro idealità».

LA RAI - Ma durante l'intervista Marcello Dell'Utri ha risposto anche su altri temi. Ad esempio sulla Rai. «Occupare la Rai? Perché no, ma naturalmente speriamo di non doverla occupare». «La tv di Stato ha grandi professionalità, ma un po' ha ragione Gasparri: è ancora in mano alla sinistra», ha spiegato, «non so come la Rai stia in piedi, non essendo un'azienda a tutto tondo, i presidenti, gli amministratori delegati, i direttori generali vengono scelti dalla politica e non dal mercato».

VELINE - Le veline? Per Marcello Dell'Ultri sono meglio di alcune giornaliste televisive. «Le veline laureate e preparate politicamente ("mi piacerebbe sapere quante veline laureati ci sono, così, visto che dice come se ce ne fossero tante") sono di gran lunga più apprezzabili di alcune tele giornaliste che non conoscono l'italiano. Spesso alcuni commenti dimostrano l'invidia degli altri», ha aggiunto, «noi del Pdl siamo sempre presi di mira su questo tema».

DI PIETRO - «Di Pietro non mi sembra un anti-utopista, ma esattamente l'opposto, un fanatico. Come politico- ha spiegato il senatore- lo metto insieme a tutte quelle persone fanatiche che non posso stimare. Fa proteste più che proposte».

FERRERO(PRC) - Le parole di Dell'Utri hanno scatenate dure reazioni, soprattutto nell'estrema sinistra: «Passate le convenienze del 25 aprile, la continuità fascistoide della destra nostra con il Ventennio fascista torna fuori chiaramente nelle parole di Marcello Dell'Utri, ideologo della Pdl e intimo del premier», dice Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Il problema - afferma Ferrero - è che quelle che Dell'Utri definisce le "idealità" dei repubblichini sono state condannate in modo netto e senza possibilità di appello dalla Storia, da tutte le persone democratiche e dal Tribunale di Norimberga, che li ha definiti crimini contro l'umanità. Dell'Utri è un fascista che dovrebbe vergognarsi delle sue parole e non inquinare il dibattito democratico».


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MessaggioInviato: lun 4 mag 2009, 18:05 
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Esordiente
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Reg. il: mar 17 ago 2004
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bah, ti posso soltanto dire che ahimè vedo in giro una marea di "fascistelli".. :roll


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The Dude
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Mussolini - sostiene Dell’Utri - ha perso la guerra perché era troppo buono.


Cita:
Non è colpa di Mussolini se il fascismo diventò un orrendo regime.


Cita:
Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori


Cita:
Di Pietro lo metto insieme a tutte quelle persone fanatiche che non posso stimare.


va bene tutto, ma :rofl :rofl :rofl


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MessaggioInviato: lun 4 mag 2009, 18:25 
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non se ne può più


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MessaggioInviato: lun 4 mag 2009, 19:14 
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Tifoso
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Reg. il: gio 18 ago 2005
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aprile 1939, ops 2009
http://archivio.lastampa.it/LaStampaArc ... id=9217396
MINZOLINI AUGUSTO
Snocciola un numero infinito di cifre Silvio BERLUSCONI. Morti (272), soccorritori (8500), sfollati (28 mila). Poi con in mano le gigantografie delle foto scattate dall'aereo evidenzia con l'indice le parti piu' colpite. Fa previsioni sui tempi necessari per stimare i danni («almeno un mese e mezzo»). E per tirare su il morale dei presenti di fronte alla disgrazia e alla morte che ha colpito questo pezzo d'Italia si concede una battuta: «Sono 44 ore che non dormo. Un record di resistenza per uno che ha 35 anni». Indossa un maglione blu e ha il piglio deciso del direttore dei lavori, del comandante dei pompieri, del capo militare, ma anche la comprensione del PRETE. Silvio BERLUSCONI nelle emergenze si esalta. La sua attitudine e' la politica del «fare». Ci ha costruito l'immagine del governo, quella che gli ha permesso di stare su nei sondaggi in una stagione di emergenze mentre gli altri governi vanno giu'. Dai rifiuti di Napoli («il termovalorizzatore di Acerra e' stato un dono di Dio») al salvataggio di Alitalia, dalla crisi economica al terremoto in Abruzzo. Quando e' alle prese con problemi pratici il premier si intriga. Quando gli raccontano dei franchi tiratori che hanno silurato una parte del decreto sicurezza (l'obbligo di 180 giorni nei Cpt), dell'ira di Bossi, invece, il premier si lagna. E' andato a Napoli tante volte per i rifiuti e sicuramente in Abruzzo sara' presente ancora di piu'. I presidenti del consiglio della Dc di una volta sarebbero arrivati dopo una settimana. Lui si e' recato li' a 9 ore dal terremoto e ha continuato andarci nei due giorni seguenti. «Domani (oggi ndr) - spiega - non vengo, viene il presidente Napolitano e non voglio complicare la vita a chi e' qui». Alla fine tutto il governo ha seguito il suo esempio. Magari anche esagerando visto il via vai di auto blu. Solo che mentre lui si sente a suo agio, gli altri ministri che sono con lui restano in silenzio. Del resto il personaggio ha un identikit piu' complesso rispetto ai suoi colleghi di governo: se questi per la maggior parte sono politici nati o stanno per diventarlo, lui ha quell'identikit di cui e' geloso, che da 14 anni propina ogni due per tre, quello dell'imprenditore prestato alla politica. In questi frangenti si vede. Dalla sua bocca escono idee su idee. Quando e' arrivato ha chiesto ai collaboratori del governatore, Chiodi, uno slogan. Ci hanno pensato e ripensato: dall'«Aquila rinasce», all'«Aquila torna a volare». Non se ne e' fatto niente. Al posto dello slogan il premier ha lanciato una miriade di proposte. La politica del fare. All'Aquila come a Napoli. Sfoggia il consueto «pragmatismo». Servono soldi per affittare alberghi o ricostruire scuole? E allora il premier e' diretto anche con chi manda aiuti: «Ci sono arrivate offerte di derrate alimentari, giubbotti, scarpe. Sono cose che abbiamo. Siamo congestionati. Magari chi vuole potrebbe venderle e indirizzare all'organizzazione i soldi ricavati». Forse e' un ragionamento crudo, ma il Cavaliere e' un tipo che bada al sodo. Lo ha fatto anche con i Capi di Stato: da Obama, a Putin, da Lula a Mubarak. Un po' per orgoglio nazionale («abbiamo la protezione civile migliore del mondo»), un po' per razionalizzare. E tira fuori un'altra idea dal cappello: «I Paesi stranieri potrebbero adoperarsi per restaurare i beni culturali colpiti. E gli edifici potrebbero prenderne il nome per ringraziarli: avremo il Palazzo di Israele, la Chiesa americana o il Palazzo di Polonia» . Gioca sulla velocita' delle decisioni. «Questa notte - racconta il Premier - abbiamo trasferito dal supercarcere dell'Aquila in altri penitenziari 141 detenuti. Ci hanno ringraziato, si sentivano come ''topi in trappola''». Ed ancora: «Istituiremo il reato di sciacallaggio con pene severe». Forse sara' un decreto, lui se lo augura, sperando di non essere bloccato dai soliti rituali. Non basta. Per la ricostruzione ha un'altra idea su cui non e' d'accordo Bertolaso, il sottosegretario, ma lui ci crede («una volta su mille ho ragione»): affidare alle 100 province italiane (quegli enti per molti inutili) l'elaborazione e la realizzazione di 100 progetti di ricostruzione. Saranno in gara: «Chi non rispetta i tempi assegnati e la certezza del risultato verra' esposto al pubblico ludibrio». Gia', c'e' il premier-ingegnere che spiega le tecniche anti-sismiche giapponesi («una piastra di cemento armato staccata dal terreno attraverso dei dissipatori su cui si realizzano le costruzioni»). C'e' il premier-generale: «Blinderemo la citta' con l'esercito - ordina durante il giro a L'Aquila - e chiudiamo tutto». Il premier-PRETE che si commuove di fronte all'anziana signora che lo invoca: «Silvio aiutaci, non ho piu' nulla, non ho nemmeno i denti». «L'Italia risponde - le spiega - facciamo il possibile». Come dire: abbi fede. E il premier-psicologo che risponde alla corrispondente della tv tedesca che giudica «fuori luogo» (come il Times e il Guardian) una sua frase di ieri («la vita nella tendopoli e' come fare campeggio»): «Non lo e'. Dovevamo riavviare ieri i ragazzini al sorriso, all'ottimismo, al gioco. Lo abbiamo fatto anche con medici e clown» . Le solite polemiche. Ma il premier-mille mestieri e' convinto di aver ragione: «Sono rimasto colpitissimo - ha confidato ai suoi - dall'accoglienza ricevuta. Dopo un terremoto ai governanti vengono addossate tutte le inefficienze, anche quelle fisiologiche. Io ho avuto quasi la ola. Per questo dobbiamo essere presenti».

aprile 1939, ops 2009
http://archivio.lastampa.it/LaStampaArc ... id=9218061
GRAMELLINI MASSIMO
Ci voleva un incubo per realizzare il sogno degli elettori di Berlusconi. Vederlo fare finalmente il Berlusconi. Assieme alle case dell'Aquila, il terremoto si e' portato via il Palazzo della politica che lo teneva imprigionato da quindici anni, con qualche breve intervallo ludico nei summit internazionali. Per la prima volta lo abbiamo visto all'opera non come politico ne' come imprenditore, ma come imprenditore dotato di potere politico. Il capufficio dell'azienda Italia. Un presidente del Consiglio, si', ma d'amministrazione. Forse il mestiere che gli riesce meglio. Di sicuro quello che gli piace di piu'. Abbandonato il doppiopetto dei traffici romani che tanto lo annoiano, ha rispolverato il maglione della liberta', gli ha arrotolato le maniche e sopra ci ha messo il timbro istituzionale di una giacchetta. E cosi', maglione piu' giacchetta, il presidente-imprenditore e' sceso in campo. Il suo campo, quello del «fare», dove puo' esprimere la personalita' debordante senza i vincoli delle procedure formali. Come ai tempi eroici della tv, quando spostava personalmente le telecamere negli studi, ha fatto del centro devastato dell'Aquila il suo posto di lavoro quotidiano. Per tre giorni ha ispezionato luoghi, preso decisioni e dato ordini a persone che non erano li' per vanificarli o sottoporli agli estenuanti riti della democrazia, ma per eseguirli celermente. Ha stretto mani e consolato telespettatrici ideali del Tg4, indossando il casco da Mazinga dei vigili del fuoco. Ha sciorinato numeri, la sua ossessione - 2962 tende, 24 cucine da campo, 14 ambulatori operativi - e dispensato consigli terra-terra che mai erano fioriti sulla bocca di un premier: spedite soldi e non viveri, quelli piuttosto vendeteli e mandateci il ricavato. L'emergenza lo ha rivitalizzato con la furia di mille lifting, spingendolo a gesti innovativi - ha dato disposizioni ai ministri in diretta tv durante «Porta a Porta» - e ad altri imprevedibili: ha tenuto le sue conferenze stampa in una caserma della Guardia di Finanza, uno di quei luoghi davanti ai quali, un tempo, sarebbe passato facendosi il segno della croce. Ci eravamo dunque sbagliati sul suo conto, quando profetizzavamo che il capofila dei berluscottimisti non potesse sopravvivere al declino del capitalismo arrembante e fosse la persona meno adatta a governare la tristezza. Per qualche strana alchimia che si identifica con l'arci-italianita' della sua natura, nei momenti difficili l'uomo della cuccagna riesce a riproporsi come uomo della provvidenza. Gigione con Obama, ma efficiente fra le macerie, in un alternarsi di barzellette e di decreti, di sorrisoni e di decisioni. Pero' sempre spiazzante rispetto alle regole del cerimoniale e alle profezie dei suoi detrattori. La sua diversita', che a volte fa piacere e altre fa paura, procede di pari passo con la sua imprevedibilita'. Il tedesco Schroeder aveva ribaltato l'esito di un'elezione presentandosi in stivaloni fra gli alluvionati dell'Elba, come l'indimenticabile vicesindaco Carpanini nella Torino allagata dalla Dora. Ma da noi nessun leader politico nazionale si era mai sognato di affrontare una catastrofe con questo piglio, conquistando da subito il centro della scena con una presenza fisica che indicava la volonta' di agire e di metterci, e' il caso di dirlo, la faccia. Quella faccia da generale insonne che la televisione ha proiettato in tutti i tinelli del Paese e che e' diventata la faccia di uno Stato che non pontifica da lontano, ma in maglione arrotolato e giacchetta si presenta su un territorio distrutto per stare accanto ai cittadini che soffrono. Una esibizione del genere azzera tutte le altre e fa risaltare ancora una volta le difficolta' dell'opposizione nell'adattarsi a un «format» che non le e' proprio: il giorno della tragedia Franceschini non e' andato in Abruzzo ma in Parlamento, altrimenti tutti avremmo scritto che aveva voluto copiare il rivale. Cosi' in Abruzzo e' andato ieri e non se n'e' accorto nessuno. Se fosse un elemento, Berlusconi sarebbe l'acqua che allaga ogni spazio dove non e' in funzione una diga. Il terremoto d'Abruzzo ha rotto la diga. Adesso vedremo chi riuscira' a riportare il premier dentro gli antichi argini. Magari la Lega. Di certo non i suoi elettori, che da qualche giorno sono probabilmente un po' di piu'.

Autori diversi, stili uguali, giornale uguale. Stile imposto dall'alto?


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MessaggioInviato: lun 4 mag 2009, 19:47 
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Non è colpa di Mussolini se il fascismo diventò un orrendo regime.


Non credo che fosse proprio all'oscuro di tutto ciò che succedeva allora..... :roll :roll


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ROMA - Benito Mussolini visto con gli occhi di Marcello Dell’Utri. Il senatore del Pdl, tra i fondatori di Forza Italia, ne parla a lungo in una intervista alla trasmissione web-tv Klauscondicio di Klaus Davi. «Mussolini - sostiene Dell’Utri - ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin ("notare come nomina Stalin dimenticando Hitler, dimenticanza voluta?"). Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal ’35 al ’39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare - spiega - che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto». «Non è colpa di Mussolini - aggiunge l’esponente azzurro - se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. (che spasso Il suo fascismo era di natura socialista». Secondo Dell’Utri «sono state le sanzioni a costringere Mussolini a trovare un accordo con la Germania di Hitler. Se non ci fossero state le sanzioni, probabilmente non si sarebbe mai alleato con Hitler che non stimava per niente, anzi temeva. Ci sono pagine inedite, scritte da Mussolini su questi anni, che faranno discutere molto e che dimostrano la disaffezione del duce nei confronti del Furher, tanto che definisce il suo Mein Kampf un rigurgitevole testo».


Tutti i torti non ce l'ha,certo non si può dire che furono i suoi seguaci a fotterlo,ma hitler si
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LE LEGGI RAZZIALI - Quanto alle leggi razziali, «nei suoi diari - afferma il parlamentare del centrodestra - Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande. Tra gli Ebrei, il duce, spiega di avere i suoi più cari amici e si chiede perché seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono». «Non ho paura - dice ancora Dell’Utri - di diventare impopolare con queste rivelazioni, perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori». Ultimo argomento al quale Dell’Utri dedica la sua attenzione, quelo del rapporto del dittatore con le donne: "A palazzo Venezia, con le donne il duce usava la tecnica musica e magia. Negli anni, dal ’35 al ’39 Mussolini non aveva amanti, ma solo fugaci incontri e faceva quello che oggi si riassume in: musica (tromba) e magia (sparisci). L’unica donna che lo colpì profondamente fu Claretta che viene descritta, in una pagina del 16 Ottobre del ’36, in maniera straordinaria e si capisce quanto Mussolini ne fosse innamorato».

Vero,era tutt'altro che razzista...
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LA RAI - Ma durante l'intervista Marcello Dell'Utri ha risposto anche su altri temi. Ad esempio sulla Rai. «Occupare la Rai? Perché no, ma naturalmente speriamo di non doverla occupare». «La tv di Stato ha grandi professionalità, ma un po' ha ragione Gasparri: è ancora in mano alla sinistra», ha spiegato, «non so come la Rai stia in piedi, non essendo un'azienda a tutto tondo, i presidenti, gli amministratori delegati, i direttori generali vengono scelti dalla politica e non dal mercato».

VELINE - Le veline? Per Marcello Dell'Ultri sono meglio di alcune giornaliste televisive. «Le veline laureate e preparate politicamente ("mi piacerebbe sapere quante veline laureati ci sono, così, visto che dice come se ce ne fossero tante") sono di gran lunga più apprezzabili di alcune tele giornaliste che non conoscono l'italiano. Spesso alcuni commenti dimostrano l'invidia degli altri», ha aggiunto, «noi del Pdl siamo sempre presi di mira su questo tema».


Anche qui avrebbe anche ragione,peccato che pure il suo partito sia tra quelli che controlla la rai...


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MessaggioInviato: mar 5 mag 2009, 0:07 
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Vero,era tutt'altro che razzista...

non diciamo kazzate per favore..............
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Anche qui avrebbe anche ragione,peccato che pure il suo partito sia tra quelli che controlla la rai...

peccato ehh :asd
ma ha ragione o no? insomma sta ancora troppo a sinistra la rai? :asd


Cita:
Tutti i torti non ce l'ha,certo non si può dire che furono i suoi seguaci a fotterlo,ma hitler si

babbo natale no?


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MessaggioInviato: mar 5 mag 2009, 0:12 
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Reg. il: gio 21 apr 2005
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Località: Genova
Cita:
non diciamo kazzate per favore..............

E allora perchè c'erano decine di ebrei iscritti al PNF?Ripassa!
Cita:
peccato ehh
ma ha ragione o no? insomma sta ancora troppo a sinistra la rai?

Ha ragione che è troppo occupata dai partiti
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babbo natale no?

può darsi


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MessaggioInviato: mar 5 mag 2009, 1:20 
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Tifoso
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Mussolini e le leggi razziali, filmato di un discorso dell'epoca. Non era razzista? :O_O
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=oPQnbvZPT4U


http://www.youtube.com/watch?v=3gftU2xL ... re=related


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