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Indiano picchiato e bruciato a Nettuno:
è grave. «Raid xenofobo e premeditato»
Fini: «Sono indignato per questa vile aggressione»
Casini: «La solidarietà non basta, riflettiamo sulla violenza»
Approfondimenti
■ Nettuno si interroga dopo il raid, paura e incredulità tra gli indiani
■ La gente di Nettuno: «Siamo senza parole»
■ Udine, giovane immigrato bengalese ferito da un colpo di fucile
■ Sono 77mila in Italia gli immigrati dall'India
NETTUNO (1 febbraio) - Un immigrato indiano è stato picchiato e bruciato nell'atrio della stazione ferroviaria di Nettuno (Roma). L'immigrato è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Sant'Eugenio di Roma. L'aggressione è avvenuta alle 4 di stamani e ieri pomeriggio sono stati fermati con l'accusa di tentato omicidio tre giovani incensurati, tra i quali un minorenne.
L'immigrato, di 35 anni, dormiva solitamente nell'atrio della stazione. Questa notte era su una panchina di marmo della stazione, gli aggressori sono arrivati con una bottiglia di liquido infiammabile: prima hanno selvaggiamente picchiato l'uomo poi lo hanno cosparso di benzina e hanno appiccato il fuoco. I carabinieri di Anzio ipotizzano si sia trattato di un'aggressione xenofoba ma non escludono anche una rapina.
Azione premeditata Gli investigatori propendono per l'ipotesi di un'azione premeditata: il raid è stato compiuto da due o più persone che per fare hanno organizzato tutto portando la benzina, in un contenitore, che non è stato però trovato dai carabinieri. Quando sono arrivati, allertati da una persona rimasta ignota che ha telefonato al 112, i carabinieri hanno trovato l'indiano ancora con gli abiti in fiamme, le gambe già completamente ustionate. L' uomo è riuscito a dire pochissime parole poi ha perso i sensi per il dolore. Nella stazione di Nettuno gli immigrati trovano spesso riparo per la notte. Ma stamani, al momento dell'aggressione razzista, l'indiano era l'unico trovato dai carabinieri che dormiva nella sala d'aspetto.
Razzismo e teppismo. Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, appresa la notizia del gravissimo episodio di «violenza razzista e di teppismo criminale» compiuta ai danni di un cittadino di origine indiana questa mattina a Nettuno, esprime «solidarietà alla vittima e indignazione per la natura particolarmente vile dell'aggressione». Questo episodio, aggiunge Fini, «è un sintomo allarmante della presenza all'interno della società italiana, in particolare in alcuni settori giovanili, di un senso di disprezzo per la vita umana e della dignità delle persone più deboli».
Il rischio di rigurgidi razzisti. «La criminale aggressione deve suscitare non solo una immediata condanna, ma una profonda riflessione sul rischio di rigurgiti razzisti che oggi sorgono nel Paese. Non bastano le esecrazioni e le solidarietà di rito». È quanto afferma il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, in una nota. «È il momento di porsi una domanda più seria - aggiunge - non sono i nostri atteggiamenti contro gli extra-comunitari che legittimano queste “imprese” da parte di delinquenti? Chi governa ha il dovere di imporre il rispetto delle leggi a tutti, ma non può in alcun modo eccitare gli animi sistematicamente e far passare nel paese l'idea che gli extra-comunitari sono tutti delinquenti e come tali vanno trattati. Penso che sia giunto il momento di un esame di coscienza soprattutto da certi rappresentanti locali delle istituzioni che seminano sistematicamente germi di eccitazione e di intolleranza». «Chi semina vento, rischia di raccogliere tempesta», conclude Casini.
Il sindaco: presto telecamere in città «È un gesto gravissimo sul quale esprimo la mia condanna e quella di tutta la città di Nettuno», il sindaco di Nettuno ha così condannato l'aggressione all'immigrato. «Pensare che qualcuno sia andato alle 4 del mattino ad aggredire un immigrato, evidentemente indigente, che dormiva nella stazione, dà molto da pensare e fa rimanere sgomenti. Garantire la sicurezza di notte in un territorio vasto come il nostro non è facile. Abbiamo chiesto un aumento di organico delle forze dell'ordine e presto installeremo telecamere di controllo in vari punti della città».
Stazione senza controlli La stazione ferroviaria di Nettuno non ha telecamere e tutta l'area rimane aperta quando, dopole 23, il capostazione finisce il turno di notte. «Sono stati installati dei cancelli - dice un ferroviere mostrandoli - per evitare gli atti di vandalismo contro le macchinette erogatrici e altre attrezzature. Ma nessuno li chiude. Non so se questo avrebbe potuto evitare l'aggressione a quel poveretto, ma certo la stazione sarebbe meno penetrabile. Quando sono arrivato al lavoro, sono rimasto sconvolto nel vedere quei vestiti bruciati aterra, le bottiglie in frantumi, il sangue, la benzina».
Sit-in antirazzista La gente si interroga sull'atroce gesto e con il passaparola e gli sms è statao organizzato un sit-in antirazzista. «È un gesto che lascia senza parole - commenta il vice sindaco Alberto Andolfi – vedere quella macchia sul marciapiede e pensare che lì c'era un uomo che stava bruciando perchè qualcuno gli aveva dato fuoco, fa rabbrividire. Serve una maggiore sorveglianza. Devo dire che sono sempre stato scettico sulle telecamere nelle città, ma ormai si deve essere in grado di controllare tutto». Anche l'assessore agli affari generali, Carlo Conte, si informa sconvolto. «Come è accaduto? - chiede - Voglio capire. È un fatto gravissimo. Nettuno deve isolare e rifiutare simili situazioni e sarò tra i primi alla manifestazione di solidarietà di questo pomeriggio». Marina Leonori, una delle organizzatrici del sit-in davanti al palazzo municipale commenta: «Qualunque sia la motivazione, se così si può definire, di questo gesto, è una cosa così grave che lascia senza fiato».
Veltroni: frutto predicazioni xenofobe Il segretario del Pd Walter Veltroni ha condannato il gesto attribuendolo al clima che si è creato contro gli immigrati: «Episodi di intolleranza criminale come questo sono il frutto di predicazioni xenofobe, di un clima creato ad arte di odio e di paura».
Alemanno: rabbia e dolore Dure parole di critiche arrivano anche dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che parla di «rabbia e dolore» e avverte : «Prima di lanciare teorimi politici bisognerebbe conoscere la matrice del gesto. Se qualcuno pensa che i recenti fatti di violenza che hanno visto come presunti colpevoli delle persone immigrate, possano essere un alibi per ritorsioni xenofobe, si sbaglia di grosso. A nessuno è consentito farsi giustizia con le proprie mani e tanto meno strumentalizzare politicamente il dolore delle donne che sono state violentate nei giorni scorsi».
Marrazzo: atto barbarico e vigliacco «Un'aggressione vigliacca e per questo ancora più vergognosa e intollerabile. L'aggressione è il frutto avvelenato di una demonizzazione del fenomeno immigrazione. Prendersela con una persona già costretta a dormire nell'atrio di una stazione non è solo incivile ma vigliacco». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. «E vigliacchi sono tutti quelli che, da sempre, pensano di risolvere i propri limiti individuando il capro espiatorio più facile. Nella speranza che la vittima dell'aggressione possa riprendersi mi auguro che i responsabili di questo atto vengano immediatamente assicurati alla giustizia», ha concluso.
il messagero
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