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Senegalese ucciso, il poliziotto
indagato per omicidio volontario

I cugini della vittima accusano: «Ha sparato due volte
Non c'era stata alcuna lite, ha fatto fuoco senza motivo»
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Gli amici del senegale ucciso a Civitavecchia (foto Luciano Giobbi)
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ROMA (1° febbraio) - È indagato per omicidio volontario l'ispettore di polizia Paolo Morra, vicedirigente dell'ufficio immigrazione del commissariato di Civitavecchia, da sabato in carcere per aver ucciso con un fucile a pompa un ambulante senegalese di 42 anni, suo vicino di casa, Chehari Behari Diouf, che viveva da 20 anni nella città a nord di Roma.

Morra - è l'accusa di Dagne Mory e Modou Balla (uno dei due testimone diretto del colpo mortale), cugini e coinquilini della vittima - avrebbe sparato due volte e con consapevolezza. I due sostengono che ieri non c'è stata alcuna lite e che l'ispettore ha fatto fuoco due volte senza alcun motivo apparente.

Oggi le indagini, coordinate dal pubblico ministero della Procura di Civitavecchia Bianca Maria Cotronei, sono proseguite con una serie di interrogatori. Gli inquirenti stanno cercando di accertare con sicurezza i motivi dell'omicidio di fronte alle versioni divergenti fornite dall'ispettore e dai due connazionali della vittima. L'attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sul movente dell'omicidio, ancora da chiarire, avvenuto nella prima mattinata di ieri in via Leonardo Sposito, all'estrema periferia della città portuale.

Morra, difeso dall'avvocato Giuseppe Di Chirico, anche di fronte al pm avrebbe ribadito di aver sparato accidentalmente con il fucile a pompa mentre tentava di sedare una lite tra i senegalesi. Una versione smentita dai cugini della vittima, che hanno inoltre ricordato i frequenti contrasti con il poliziotto, il quale non voleva che i suoi vicini si intrattenessero in giardino che era tra le due abitazioni.

L'avvocato dei senegalesi: colpito da un'arma da guerra. «Il fucile a pompa è un'arma da guerra micidiale. Per questo spero che si indaghi anche sulle eventuali responsabilità di chi dovrebbe vigilare sul rilascio di porto d'armi», ha detto l'avvocato Luca Santini, incaricato dai cugini e dalla comunità senegalese di Civitavecchia di tutelare gli interessi del connazionale. Sabato il fucile a pompa (detenuto legalmente) è stato sequestrato insieme con la pistola d'ordinanza. Nei prossimi giorni sarà sottoposto a perizia.

All'ispettore Morra le armi erano già state tolte in due circostanze. La prima volta avvenne nel 1994, quando venne sospeso dal servizio e processato per aver sparato a due uomini che molestavano una donna. La seconda un paio di anni fa, quando venne denunciato dalla figlia per lesioni, attestate da un referto medico. Nello stesso periodo, l'ispettore presentò ai superiori un certificato in cui risultava affetto da uno stato ansioso. Diagnosi che comportò la consegna delle armi.

A qualche settimana di distanza, la figlia ritirò la denuncia e Morra produsse un secondo certificato in cui si diceva che era guarito, con conseguente restituzione delle armi. L'ispettore, proprietario di un allevamento di cani di razza corsa e allenatore di "full contact", negli ultimi due mesi si era assentato spesso dal servizio, sembra per problemi gastrici.

La città intanto si è stretta intorno ai familiari e ai connazionali della vittima, molto conosciuta per la sua attività di ambulante. L'omicidio sabato aveva dato origine alla protesta della comunità senegalese, che dal pomeriggio fino a tarda sera ha protestato di fronte al commissariato, chiedendo giustizia per il connazionale.

il messagero


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All'ispettore Morra le armi erano già state tolte in due circostanze. La prima volta avvenne nel 1994, quando venne sospeso dal servizio e processato per aver sparato a due uomini che molestavano una donna. La seconda un paio di anni fa, quando venne denunciato dalla figlia per lesioni, attestate da un referto medico. Nello stesso periodo, l'ispettore presentò ai superiori un certificato in cui risultava affetto da uno stato ansioso. Diagnosi che comportò la consegna delle armi.


Beh, bisogna capire adesso chi ha deciso per la restituzione delle armi.

Che paghi anche lui.

Byez


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