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 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: mar 18 lug 2017, 15:54 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Le nazionalizzazioni consentono solo di fare i gay con i soldi degli altri, se non cambia la gestione concreta del potere.

Il problema non è la natura pubblica o privata del potere (l'UE è un ente pubblico eh), ma la sua gestione, riservata nelle mani di chi può gestirlo a proprio uso e consumo, con danno per chi non decide.

La classe dirigente italiana è onnipotente tanto nel privato quanto nel pubblico, si tratta di due facce della stessa medaglia. Nazionalizzare de plano oggi significa solo fare la fine di Ferrovie dello Stato, Autostrade S.p.A., o creare buchi enormi (mondiali di nuoto a Roma, Italia 1990: che dio ce ne scampi e liberi), ovvero massimizzare guadagni privati e costi pubblici.

Prima bisogna smontare in concreto le strutture su cui il potere si poggia: se combatti contro ogni forma di sfruttamento, chiunque ne sia la vittima, costringi chi paga a fare un passo indietro. Devi impedire che questo gruppo di potere - che non è apolide né astratto, è strettamente legato alle strutture nazionali pubbliche e private - possa fare sempre e comunque la voce grossa, senza ostacoli di sorta.
Se evidenzi che determinate strutture che consideriamo naturali, ovvie, immutabili (la nazione e la famiglia del capitalismo) non sono un dogma della natura, ma una realtà (buona e cattiva) contingente, metti in discussione lo status quo, senza demonizzarlo in modo generico e astratto (ci sono anche tanti aspetti positivi).

Qui sta la vera e massima colpa di una sinistra vergognosa: è complice di questo gruppo dirigente, anzi ne è parte essenziale. La destra dal canto suo per statuto lo difende, anche in modo indiretto, ma a me sta bene, è il suo compito. La sinistra invece vi ha quasi completamente abdicato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: mar 18 lug 2017, 21:56 
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Tifoso
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Reg. il: lun 18 mar 2013
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Messaggi: 528
E' apolide tutto ciò che caratterizza culturalmente il mercato nell'era della globalizzazione.
Sono apolidi, per fare un ponte fra il pensiero che mi accomuna a Fusaro e l'oggetto principale di questo forum, i calciatori, che militano in multinazionali prive di qualsivoglia identità nazionale, sradicate finanche nella decisione di dare al proprio stadio (privato) il nome di una impresa, caso mai qualcuno si fosse sognato di chiamarlo Gaetano Scirea, tanto per dire. Io poi sarei rimasto convintamente un ex Juventino ed un ex appassionato, come lo sono a partire da quasi 20 anni, ma almeno avrei dato meno motivi al mio stomaco di agitarsi.
E niente meglio del calcio può essere preso ad epifenomeno di questo skyfo di tempi.


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 Oggetto del messaggio: Diego Fusaro
MessaggioInviato: mar 18 lug 2017, 22:22 
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Reg. il: ven 23 nov 2012
Alle ore: 11:00
Messaggi: 7439
Lo Stato Nazionale ha avuto una funzione indubbiamente progressiva nella storia del genere umano. Lo Stato nazionale è infatti sorto grazie alla Rivoluzione Francese e la sua istituzione ha permesso in prima istanza l'esproprio di beni e ricchezze da clero e nobili e la loro ridistribuzione nei confronti del terzo stato. Senza lo Stato Nazionale oggi saremmo ancora con il Papa o i vari Metternich di turno a dettare legge indisturbati!

Questo processo, a tappe alterne, si è prolungato per due secoli quasi fino al 1970 circa con il terzo stato che ha eroso sempre più ricchezze ai vari Rockfeller (modelli Metternich) di turno che, causa la presenza dell'Unione Sovietica alle loro spalle quale colosso ideologico, militare e geopolitico, hanno allargato i cordoni delle loro borse con il cosiddetto "compromesso keynesiano": più lo Stato stampa moneta e più riesce a soddisfare i bisogni della borghesia e delle classi disagiate.

Si trattava tuttavia di una situazione di stallo perché dalla fine degli Anni Settanta le solite elite, con il venir meno della funzione di "cuscinetto" esercitato dall'URSS, sono tornate prepotentemente alla carica con i soliti mantra che ormai sono sulla bocca anche delle nostre sinistre più estreme (tutte vergognosamente antiborghesi ma ultracapitaliste): meno stato e più efficienza, pareggio di bilancio, Stato che va gestito come un'azienda, spesa pubblica = corruzione, spesa pubblica = debito pubblico, eccetera, eccetera.

Ecco perché basta che uno Stato torni ad avere la propria moneta e le proprie prerogative per ridistribuire e creare ricchezza. per fare ciò però uno Stato deve essere libero e sovrano, cosa che non si può dire dell'Italia e dell'Europa disseminata da basi americane. ma tanto per il sinistro comune il problema è sempre il "fascista" Berlusconi e non le 180 basi americane sparse sul nostro territorio...


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 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: mar 18 lug 2017, 22:49 
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Reg. il: mar 20 mag 2014
Alle ore: 20:50
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Mi trovo abbastanza d'accordo con Ciccio.


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 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: mer 19 lug 2017, 12:02 
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Reg. il: lun 20 feb 2012
Alle ore: 18:19
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cercherò di essere il più neutrale e rispettoso possibile , ma è necessario sfuggire dal rischio di riscrivere totalmente la storia su non si sa quali basi

gli stati nazionali sono nati a fine medioevo e coesistevano tranquillamente col feudalismo e i privilegi , cosa c'entra la rivoluzione francese? con la rivoluzione francese è nato lo stato liberale , quello si uno stato in mano alla borghesia , ma non per la redistribuzione (che non è affatto un fine borghese , l'odio comunista per la borghesia è notissimo) di cui non mi risulta affatto ci sia traccia nella rivoluzione francese o nel mutamento della società inglese , bensi per il liberamento della borghesia dagli oneri imposti da nobiltà e clero
quello stato ha liberato l'individualità in nome di una eguaglianza formale , e in quella situazione oltre a essere stati fatti progressi pesantissimi in campo etico coi diritti civili, economicamente ne hanno beneficiavato i mercanti o professionisti liberi di esercitare le stesse professioni ma senza vincoli
questo lo dice qualsiasi libro di storia e la legislazione del tempo , nel code civil del 1804 non si parlava in alcun modo di redistribuzione anzi il fine primario era la tutela della proprietà privata (soprattutto immobiliare)
l'800 è stato il secolo del liberismo , una società pesantemente più liberista ( e quindi ai suoi estremi anche diseguale ) di oggi
il liberalismo e l'individualismo( e in generale la razionalità) hanno abbattuto l'ordine delle cose fondato su privilegi ingiustificati e una concezione praticamente mistica dell'amministrazione , non il nazionalismo che non c'entra assolutamente niente

le ( giuste in genere) richieste socialiste sono arrivate dopo , e il socialismo non si rivolge alla borghesia ma al proletariato e pure al sottoproletariato
cioè a chi si suppone non abbia un valore economico sufficiente e quindi soccomberebbe in una società libera
queste idee sono state applicata totalmente e associate all'autoritarismo negli stati comunisti , e hanno fallito crollando dall'interno per la spinta del popolo che teoricamente dovevano difendere , nel frattempo sono state applicate anche senza fini egualitari in quelli fascisti , e pure hanno fallito
anche questi sono fatti che non si possono ignorare

ne è venuto fuori uno stato sempre democratico e con economia di mercato , lo stato sociale insomma ispirato a principi keynesiani (ma vi invito a leggere cosa pensasse keynes di marx , in effetti marx non è affatto considerato in economia ma fa leva solo su disperati affascinati dall'uguaglianza totale e filosofi che di economia vera e propria non hanno mai letto nulla , questo se volete levatelo dai fatti neutrali , ma più o meno è cosi) ma non è stato affatto un processo immediato e non c'è nessun passato a cui tornare , nel primo dopoguerra l'italia perseguiva davvero il pareggio di bilancio ( questo è un fatto , ci sono i dati a dimostrarlo) e la legislazione sul lavoro era molto deficitaria ( il progesso era stato bloccato dal corporativismo , anche se adesso sembra che fosse nato per tutelare i lavoratori )
fino agli anni 70 l'italia cresce molto velocemente sotto l'influenza americana e agevolata dal fatto che crescere partendo da 0 è più facile
sul finire degli anni 60 si realizza davvero lo stato sociale (vedasi lo statuto dei lavoratori del 1970 o tutte le riforme dell'epoca) infatti il debito pubblico comincia a salire , e sale ininterrottamente ( solo con una pausa negli anni 90) oggi più velocemente pure di allora
(e anche questo è un fatto che smentisce totalmente le tesi secondo cui saremmo in una era ultraliberista)
non è affatto vero che questo processo è rallentato in seguito all'89 , gli stati uniti e la gran bretagna era profondamente più liberisti di oggi negli anni 80 , è un falso incredibile (talmente incredibile che davvero si legge solo qua) che l'america di obama fosse più liberista di quella di reagan o che lo fosse il regno unito di blair rispetto a quello della thatcher (anche questo è dimostrato dai fatti , riforme sanitari , sussidi , salvataggio a spese pubbliche delle aziende in fallimento)
inoltre dopo la crisi economica mondiale il liberismo è visto con ancora maggiora diffidenza , ad esempio il FMI dal 2007 è retto da socialisti

questi sono tutti fatti storici in cui non ho messo un briciolo delle mie posizioni personali e che spero abbiate voglia di leggere seriamente


Ultima modifica di JC il mer 19 lug 2017, 12:46, modificato 7 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: mer 19 lug 2017, 12:18 
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Reg. il: lun 20 feb 2012
Alle ore: 18:19
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a seguito di questo piccolo prospetto storico che secondo me deve far capire quanto non ci sia nessun processo che si è arrestato nè nessun passato più giusto a cui ritornare voglio concentrarmi su un altro aspetto più strettamente economico

prima di tutto non c'è nessun motivo per cui anche l'unione europea non possa attuare politiche di redistribuzione , possono fare quello che gli pare volendo , il problema dell'unione non è relativo a un solo tipo di politiche , semplicemente gli stati sono troppo diversi e non sono pronti ad agire in collaborazione e infatti non lo fanno , questo resta qualsiasi poi sia l'ideologia dietro agli interventi
il problema non è che l'unione europea non possa insomma anche attuare politiche volte alla redistribuzione ma che semplicemente oggi come oggi senza una vera unione sarebbe meglio che la scelta fosse data ai singoli stati ( e infatti sono perfettamente d'accordo sulla necessità di decentralizzare il potere se questo è il massimo di unione che si può fare e anche su un'eventuale sparizione dell'euro , riguardo alla quale però bisogna prima valutare i rischi , sarebbe stato meglio ovviamente non adottarlo affatto e non era per niente un'idea solo di sinistra questa eh)
è una questione funzionale , non ideologica

inoltre ho letto che la possibilità che viene preclusa è quella di stampare più moneta per agevolare i proveri , il che mi ha lasciato abbastanza spiazzato ,in che modo?
da quel che ne so stampare più moneta genera inflazione e questo semmai aiuta chi ha debiti (ammesso che non siano vincolati all'inflazione come credo avvenga più che altro nei contratti bancari)
ma in che modo aiuterebbe i poveri?

le politiche che vengono precluse ( o meglio come detto , vengono deputate a un organo che non può coprire contemporaneamente le esigenze di tutti i paesi con una sola scelta) non riguardano semplicemente "stampare più soldi" ma agire sui tassi di interesse per stimolare il risparmio o gli investimenti
anche questo comunque non ha fini esplicitamente redistributivi ma più in generale di controllo sull'equilibrio del mercato per evitare crisi

le politiche più strettamente redistributive e keynesiane sono un vasto intervento dello stato nell'economia volta a creare posti di lavoro e fornire servizi a basso costo ( ma attenzione , i soldi provengono dalle tasse cioè dalla borghesia, e c'è rischio comunque di aiutare alcuni privati assimilabili ai vari rockfeller a guadagnarci in maniera sproporzionata e indebita) o misure molto più estreme tipo il prelievo forzoso o le redistribuzioni dei fondi
al momento l'unione scoraggia queste scelte vista l'enfasi sulla concorrenza ,ma poi d'altro canto si rende protagonista di scelte esplicitamente dirigiste e qui torniamo al vero problema , l'unione non è un'unione , non è rappresentativa , non rema dalla stessa parte ed è in generale un grosso equivoco al quale ( senza rinunciare alla libera circolazione di merci e persone , il che sarebbe probabilmente solo dannoso) si potrebbe tranquillamente rinunciare
ma in tutto questo cosa c'entra quanti soldi si stampano? sono davvero curioso perchè è possibilissimo che sia una mia mancanza

vorrei sottolineare che anche qui , tolte forse un paio di parentesi , non ho mai scritto cosa credo sia giusto ma solo cosa credo sia vero e da premettere alle scelte su cosa è giusto


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 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: gio 20 lug 2017, 15:04 
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Reg. il: gio 28 giu 2012
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JC ha scritto:
quindi il fatto che abbiano adesso sostegno economico e mediatico ( ovvio che sia cosi man mano che aumenta la tolleranza verso queste idee) rende meno valide le loro richieste?

ma non si può semplicemente discutere delle richieste e del se sono giuste o meno?

poi non capisco la parte sulle famiglie , quindi per te la famiglia va dissolta?


Le richieste o, meglio, gli ordini che impartiscono ai governi queste associazioni sono diretta emanazione del loro potere comunicativo, finanziaro e mediatico. Coerentemente con l'agire di qualsiasi lobby, anche i nostri variopinti e chiassosi esponenti delle associazioni lgbt non accettano punti di vista diversi dai loro e pretendano che il legislatore metta a tacere con provvedimenti adeguati ogni voce dissenziente. Per il momento è sufficiente la gogna social: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... id=AB8PVB8. Illiberalità e intolleranza assurte a strumento di lotta contro l'omofobia. Normale così che le persone più limitate e sentimentali raccolgano da questa quotidiana propaganda, fatta di belle parole che descrivono grandi cause, un sentimento di odio ideologico che fa di ogni opinione difforme una professione di avversione ai gay.

C'è un passaggio interessante del mio link che spiega l'alleanza Capitale - associazioni gay: questa penosa religione per deficienti si è sviluppata l’idea per cui il capitalismo può soltanto svilupparsi sulla base del paternalismo maschilista, razzista, omofobo ed antisemita. Rimosso questo bestione conservatore si sarebbe fatto un passo avanti anche verso una società più giusta ed egualitaria.
L’esperienza degli ultimi quaranta anni (1968-2008), un periodo storico abbastanza lungo per permettere già un bilancio di fondo, dimostra esattamente il contrario. In quarant’anni il capitalismo ha liberalizzato il costume, ha contrastato razzismo, omofobia, maschilismo ed antisemitismo [...] e nello stesso tempo ha creato una società oligarchica in cui le diseguaglianze sociali sono molto maggiori, provocatorie e schifose di quaranta anni fa.


Difendere il matrimonio nei suoi elementi fondativi tradizionali è un diritto che non può essere messo in discussione soprattutto da parte di chi non si è mai posto la questione degli effetti di tipo comunitario che produrrebbe il matrimonio gay, e quindi non fa altro che avere un punto di vista dettato da un acritico individualismo. Il fatto che oggi le coppie che si sposano non siano in grado di rispettare un qualsiasi impegno non invalida l'importanza dell'istituto matrimoniale nel suo assetto tradizionale.


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 Oggetto del messaggio: Diego Fusaro
MessaggioInviato: gio 20 lug 2017, 15:07 
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Reg. il: sab 6 dic 2008,
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"Le nazionalizzazioni consentono solo di fare i gay con i soldi degli altri, se non cambia la gestione concreta del potere".

Questa frase non ha senso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: gio 20 lug 2017, 17:13 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Spiego meglio: nazionalizzare consente solo alla stessa cerchia di potere che governa oggi (Montezemolo e mille altri) di investire utilizzando i soldi pubblici, cioè di fare i soldi a spese nostre anziché rischiando in proprio, di fare i frocci con il nostro #@*§ senza rimetterci nulla.

È sempre andata così negli ultimi decenni, quindi chi invoca un maggior potere dello stato sta invocando la morte.


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 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: gio 20 lug 2017, 17:15 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
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Basilio: senza offesa, non sai di cosa stai parlando.
La famiglia tradizionale non esiste, è una struttura che si è consolidata con lo sviluppo della società capitalista.
Il che non è un bene né un male, è un dato di fatto.


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