Lore88 ha scritto:
Certamente. L'importante è che siano condizioni reali e non ideali.

Io sono consapevole della mia situazione e so che dovrei fare tutto da solo, partendo da zero, quindi preferisco una società che tende meno ad emarginare chi può andare in difficoltà (e partendo da zero il rischio di andare in difficoltà c'è

).
Se uno, ad esempio, è ricco di famiglia e ha papino che gli paga il college di alto livello, capisco che gli Usa siano una prospettiva fantastica.
Ognuno ha gusti, capacità, possibilità diverse e chiaramente sono diverse le scelte. L'importante è che ci sia consapevolezza su quello a cui si va incontro.
cioè, tu reputi realistica l'ipotesi di andare all'estero e finire a fare il barbone, e dunque preferiresti andare in Danimarca o in Belgio, dove i barboni vengono accuditi, e non in America, dove vengono lasciati a se stessi?
non voglio certo fare i conti in tasca a te e alla tua famiglia, ma tendo a credere che, se la tua eventuale esperienza all'estero non fosse fortunata, non saresti abbandonato al tuo triste destino di accattone, ma faresti le valigie e torneresti indietro (in aereo e non come clandestino su un mercantile)

insomma, non mi sembra un motivo molto razionale.
e sull'integrazione, mi sa che ti sbagli di grosso: molto più complicato integrarsi nei paesi nordici, in particolar modo la Germania, dove l'italiano è ancora guardato con un certo sospetto, che in America.