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MessaggioInviato: dom 27 dic 2020, 0:31 
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Al prossimo finto cieco che viene sgamato propongo l'abolizione in toto delle pensioni di invalidità. :sisi


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MessaggioInviato: lun 28 dic 2020, 12:00 
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Nel 2020, a causa del Covid con un crollo dei consumi del 10,8% (pari ad una perdita di 120 miliardi di euro sul 2019) si stima la chiusura definitiva di più di 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi a fronte di 85mila nuove aperture. Pertanto, la riduzione delle aziende in questi settori sarebbe di quasi 305mila imprese (-11,3%). La valutazione è di Confcommercio attraverso i dati Movimprese Unioncamere.

TgCom


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MessaggioInviato: lun 28 dic 2020, 13:25 
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Non sapevo se scriverlo qui o nell'altro. Ad ogni modo, avendo amici qua e là nel globo, in Texas palestre e ristoranti sono aperti regolarmente. Da noi tutto sprangato da due mesi (e chissà fino a quando).


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MessaggioInviato: ven 8 gen 2021, 13:41 
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Istat: deficit terzo trimestre al 9,4% con misure anti-Covid
Nel terzo trimestre 2020 il rapporto deficit-Pil è balzato al 9,4% dal 2,2% nello stesso trimestre del 2019. Lo rende noto l'Istat spiegando che "in termini assoluti, il peggioramento dei saldi è dovuto sia alla riduzione delle entrate, sia al consistente aumento delle uscite, dovuto alle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti dell'emergenza economica e sanitaria su famiglie e imprese". Complessivamente, nei primi tre trimestri del 2020 le amministrazioni pubbliche hanno registrato un indebitamento netto pari al 10,1% del Pil, in deciso aumento rispetto al 2,8% del corrispondente periodo del 2019.


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MessaggioInviato: gio 14 gen 2021, 12:31 
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AGI - L'economia della Germania nel 2020 si è contratta del 5% a causa della pandemia da Covid-19. E' quanto emerge dai dati preliminari dell'ufficio federale di statistica, che sono sostanzialmente in linea con l'atteso -5,1%.

Il dato è meno grave della contrazione record del 5,7% subita nel 2009 durante la crisi finanziaria globale.

"L'economia tedesca è entrata in una profonda recessione dopo un decennio di crescita", ha commentato l'istituto di statistica Destatis.

"Tuttavia, l'indicatore sta andando meglio delle previsioni del governo, che aveva previsto un calo del 5,5%", aggiunge.

A contenere il crollo del Pil ha sicuramente contribuito l'azione del governo di coalizione della cancelliera Angela Merkel, il quale dallo scorso marzo ha lanciato una serie di misure di salvataggio e di stimolo senza precedenti per aiutare le aziende e i consumatori a superare la pandemia.

Dai dati di Destatis ricaviamo che nel 2020 i consumi privati sono crollati del 6%, cosi' come gli investimenti. L'export e' sceso di quasi il 10%, mentre l'import e' diminuito dell'8,6%.

Cio' suggerisce che l'ampio surplus commerciale della Germania e il piu' ampio avanzo delle partite correnti, si sono entrambi ridotti a causa della pandemia. Gli unici dati positivi emersi oggi sono stati quelli della spesa pubblica, che hanno spinto al rialzo i consumi statali del 3,4%, e quelli dell'edilizia, con gli investimenti in costruzioni che sono aumentati dell'1,5%.

Secondo Destatis il settore pubblico, inclusi gli Stati federali, i comuni e i sistemi di protezione sociale, hanno registrato un deficit di bilancio di 158,2 miliardi di euro, pari al 4,8% del Pil, registrando un forte rosso della finanza pubblica a fronte del surplus di 52,5 miliardi di euro, pari all'1,5% del Pil, registrato nel 2019.


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MessaggioInviato: lun 1 feb 2021, 21:02 
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A dicembre, certificano i dati Istat, l’occupazione diminuisce, interrompendo il trend positivo che tra luglio e novembre aveva portato a un recupero di 220 mila occupati. A pagare il prezzo più alto sono le donne e, soprattutto, gli autonomi: 79 mila posti in meno in un mese. Inversione di tendenza anche per la disoccupazione che, dopo quattro mesi di progressivo calo, torna a crescere portando il tasso al 9%. I livelli di occupazione e disoccupazione sono inferiori a quelli di febbraio 2020 - rispettivamente di oltre 420 mila e di quasi 150 mila unità - e l'inattività risulta superiore di oltre 400 mila unità.

Su base annua l'occupazione cala di 0,4 punti per gli uomini e 1,4 punti per le donne e l'inattività cresce, seppur in maniera più accentuata tra le donne (+2,0 punti contro l'aumento di +0,9 punti degli uomini). Gli occupati a dicembre erano 22.839.000. Se si guarda alle fasce di età si rileva la crescita degli over 50 (+197.000) a 8.938.000 unità grazie anche all'effetto demografico e al blocco dei licenziamenti. La fascia di lavoratori più giovani (15-24 anni) ,spesso impegnati in lavoro più precari, perde 145.000 unità (il 13,%) e scende sotto il milione rispetto a dicembre 2019 mentre quella tra i 25 e i 34 anni perde 181.000 unità. La fascia tra i 35 e i 49 anni perde 315.000 unità e arriva a 9.069.000 unità, un livello vicinissimo a quello degli over 50.

https://www.lastampa.it/economia/2021/0 ... 1.39846966


Continuiamo così, chiudiamo tutto!


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MessaggioInviato: gio 4 mar 2021, 18:50 
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Risorse a fondo perduto a 2,7 milioni di imprese e professionisti - Arrivano i nuovi ristori a fondo perduto per 2, 7 milioni tra imprese e professionisti con fatturato fino a 5 milioni senza più l'indicazione dei codici Ateco: per accedere al contributo dovrebbe dunque far fede la sola perdita registrata a causa dell'emergenza. L'indennizzo sarà pari al 30% della perdita di fatturato per imprese e professionisti con un fatturato di 100mila euro annuo, al 25% della perdita con fatturato da 101mila a 400mila euro, al 20% da 401mila a 1 milione euro annuo, al 15% con un fatturato da 1 a cinque milioni. Da valutare un indennizzo per le start up.

Blocco dei licenziamenti - Lo stop chiesto a gran voce dai sindacati dovrebbe essere prorogato fino al 30 giugno ma potrebbe non essere generalizzato :rofl



Cassa integrazione - L'intenzione del governo è di non ragionare più come è stato finora a blocchi di settimane ma coprire l'intero anno. Valutazioni sono in corso sulla possibilità di introdurre nuovi paletti all'accesso.



Comparto sci - Alla filiera della neve andrebbero 600 milioni ripartiti dalla conferenza Stato-Regioni, in aggiunta al fondo perduto che spetta alle categorie colpite dalle chiusure.



Proroga stop invio cartelle - Sospensione fino al 30 aprile, data in cui è attualmente fissata la fine dello stato emergenziale, dell'invio di nuove cartelle e pagamento della "rottamazione ter" e "saldo e stralcio". In magazzino ci sono 130 milioni di cartelle.



Stralcio cartelle fino a 5mila euro - Si ragiona anche sullo stralcio per le cartelle fino a 5mila euro comprensivo di sanzione e interessi dagli anni 2000 al 2015. La misura riguarderebbe circa 60 milioni di cartelle, per un costo di 1 miliardo nel 2021 e 1 miliardo nel 2022.



Piano vaccini - Due miliardi per il finanziamento dei vaccini, comprendendo anche il trasporto e la somministrazione che nella prima fase dovrebbe coinvolgere i medici di famiglia e poi nella seconda anche i farmacisti.


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MessaggioInviato: mer 17 mar 2021, 12:49 
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Un video molto interessante che fa chiarezza sulla situazione greca e smentisce(con fatti)la narrazione dell'Europa cattiva e malvagia https://youtu.be/0yIqENj86tU

I greci hanno fatto i furbi e mentito spudoratamente e serialmente, truccando i conti pubblici. La realtà è che l'Europa gli sta aiutando ad uscire da una situazione impossibile in cui si sono infilati da soli.


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MessaggioInviato: ven 26 mar 2021, 19:18 
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Un video molto interessante che consiglio di vedere che spiega il declino italiano(con fatti), che pare venga da molto lontano.
https://youtu.be/0PvljQR8_Ds

Non è per fascisti o gente permalosa.

Boldrin mi sta sulle palle a pelle, ma ascolto sempre di più i suoi video. :asd


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MessaggioInviato: mer 24 nov 2021, 0:40 
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Copio direttamente da un post letto su Fb che cita comunque un articolo del Corriere
Magari qualcuno che ne capisce di più può controbattere… ma il Giappone è così #@*§ da fare una cosa del genere a #@*§ di cane.. o ha semplicemente ragione?

INTANTO IN GIAPPONE

56 mila miliardi yen. Circa 430 miliardi di euro.

A tanto ammonta il nuovo piano di stimoli messo in campo dal Governo giapponese per aiutare l’economia del Paese, il terzo degli ultimi 2 anni.

Una cifra, quella messa in campo dal Giappone, che ammonta al 57% di tutto il Recovery Fund che è destinato però a ben 27 Paesi.

E di cui all’Italia spettano, realmente a fondo perduto, solo una manciata di miliardi.

E che comunque, tenendo conto anche dei prossimi contributi al bilancio europeo, non saranno sufficienti a far diventare per la prima volta l’Italia percettore netto.

Una ventina di miliardi in cambio dei quali il Governo Draghi si è impegnato a portare avanti un abnorme piano di riforme lacrime e sangue: svendita dei beni pubblici rimasti, ritorno della riforma Fornero, taglio della spesa pubblica (a partire da quella sanitaria), riforma del catasto e via dicendo.

Le solite riforme che da 30 anni ci vengono chieste dall’Unione Europea.

Le solite riforme che la nostra classe politica non vede l’ora di realizzare.

E che spiegano perché avesse bisogno, la nostra classe politica, della scusa del vincolo esterno.

Sono passati quasi 10 anni dall’articolo di Zingales sul Sole 24 Ore in cui sosteneva che la differenza tra Giappone e Grecia fosse di soli 3 anni.

In cui sosteneva cioè che il Giappone sarebbe fallito entro il 2015 a causa del suo grande debito pubblico.

Quando uscì quell'articolo il rapporto debito/PIL del Giappone era del 230%.

Oggi è del 256,9%.

Ma il Giappone, lungi dal fallire, non ha problemi di sostenibilità del debito.

Né di tassi di interesse sul debito.

Perché?

Perché la Banca Centrale del Sol Levante compra titoli di stato come se non ci fosse un domani.

Garantendo quindi sia la sostenibilità del debito, sia il mantenimento dei tassi di interesse intorno allo 0%.


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