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MessaggioInviato: dom 17 gen 2010, 22:06 
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Enri ha scritto:
Al 14 novembre 2009 il numero degli sfollati risultava pari a 21.874, di cui 671 in 17 tendopoli, 13.224 presso strutture alberghiere (delle quali 8.832 fuori della provincia dell'Aquila) e 7.979 in case private. Vi sono poi 4.764 persone che hanno avuto una sistemazione nelle C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) e 480 nei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori)

Certo che vien quasi da ridere a pensare che sia crollata pure la facoltà di ingegneria :asd


Dai miei conti risulta che solo il 21% degli sfollati ha avuto una sistemazione "definitiva" mentre tutti gli altri sono ancora in strutture di "fortuna" quali alberghi e case private.

Byez


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MessaggioInviato: dom 17 gen 2010, 22:20 
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In realtà eran la metà,su wiki eran tipo 48mila subito dopo il terremoto...La mia fonte è quella...


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MessaggioInviato: dom 17 gen 2010, 22:27 
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Reg. il: sab 19 ago 2006
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dipende di che fede politica è l'autore della fonte.

fai una media e quella è la verità :sisi


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MessaggioInviato: dom 17 gen 2010, 23:18 
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Reg. il: lun 23 mag 2005
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ANNUNCIÒ IL SISMA: “NESSUN ALLARME”

Prosciolto il geologo de L’Aquila che ora fa lezione negli Usa

IL FATTO QUOTIDIANO – 24 dicembre 2009 pag. 8

Giampaolo Giuliani, il ricercatore aquilano denunciato per procurato allarme per aver previsto il terremoto de L’Aquila, è stato prosciolto. Il gip di Sulmona Massimo Di Cesare usa parole chiare: “La relazione tra accumulo di radon e terremoti è ritenuta attendibile. L’evento sismico annunciato sulla scorta delle proprie indagini impedisce di considerare inesistente il pericolo di terremoto”. Dunque Giuliani non è un ciarlatano come era stato apostrofato. Ma non solo: oggi ha la certezza, che il suo metodo, assieme ad altri metodi di ricerca sui precursori sismici, permette di attivare un sistema di prevenzione grazie al quale è possibile intervenire in tempo per salvare vite umane. “Le case che non sono state costruite secondo criteri antisismici cadono ugualmente, ma le persone possono abbandonarle in tempo e restare vive” spiega Giampaolo Giuliani, che definisce la decisione del gip ragione di una gioia immensa che riconosce merito al suo lavoro e alla sua immensa passione. Seppure si tratti di una felicità interrotta dal ricordo di non essere stato creduto e di non aver potuto salvare tante vite.

E’ appena rientrato da San Francisco dove è stato invitato a presentare la sua relazione scientifica alla conferenza Agu Fall Meeting: “Ho illustrato tutti i dati ottenuti, tutte le osservazioni effettuate davanti a ricercatori internazionali. La mia relazione è stata accettata con molto interesse, poiché siamo stati gli unici a fare rilevamenti prima, durante e dopo un terremoto, mi riferisco a quello che ha colpito L’Aquila”.

E il suo studio è stato finanziato, ottenendo la collaborazione scientifica di un ricercatore giapponese e di uno americano e l’installazione dei suoi strumenti negli Stati Uniti e a Tokyo. Mentre l’Italia resta a guardare. “Il nostro studio non viene neppure preso in considerazione dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia” continua Giuliani, 62 anni, diplomato perito chimico, specializzazione in meccanica fine in Inghilterra, vincitore di concorso al Cnr, specializzazione in Scozia su fotografia astronomica. Ha lavorato presso l’osservatorio di Edimburgo e per 20 anni in quello di Campo Imperatore ,ed ora ha pubblicato il suo primo libro, “L’Aquila 2009, la mia verità sul terremoto”. “Dal 2000 portiamo avanti questa ricerca partendo dall’assunto scientifico che in prossimità di forti terremoti la scienza misurava forti incrementi di radon (gas inerte radioattivo, incolore, inodore, insapore) che nasce dal radio 226 per decadimento radioattivo. In prossimità del terremoto de L’Aquila, le nostre stazioni di osservazione in funzione sul Gran Sasso, a Coppito e alla scuola De Minicis de L’Aquila, dimostravano forti incrementi di radon. Dunque sapevamo che ci sarebbe stato un forte terremoto. Ma dopo che il 29 marzo il sindaco di Sulmona mi ha denunciato per procurato allarme e i suoi avvocati mi hanno diffidato dal continuare a dare informazioni, in quanto avrei rischiato l’arresto, ho smesso; nel frattempo però ho continuato a monitorare la situazione, che diceva chiaramente che vi era nell’aquilano un incremento di scosse sia come numero sia come intensità. Centinaia di persone a Paganica, a Poggio Picenze, a L’Aquila, quel 6 aprile, vedendo i nostri grafici su Internet, si sono messe in salvo. Sapevo che sarebbe arrivato, che sarebbe stato fortissimo intorno ai 5.8, 6. E’ stato di 6.3 ma con una potenza dieci volte maggiore per l’accelerazione delle onde sismiche, causata dalla natura del territorio. Ho fatto andare i miei familiari in auto ed io sono rimasto ad attenderlo a casa con la finestra e la porta aperte, impalato davanti al sismografo”. Il resto è cronaca di dolore e di amarezza.


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MessaggioInviato: dom 21 feb 2010, 21:06 
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Reg. il: lun 23 mag 2005
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Turyo ha scritto:
Visto che la TV continua bellamente ad ignorare i fatti ed i giornali raccontano quello che più fa comodo ad ognuno, mi farebbe piacere sapere com'è realmente la situazione sia in Abruzzo sia in Sicilia...se c'è qualcuno del posto, testimone diretto, che ce lo può chiarire... :roll


Bene, finalmente stasera vedremo a che punto è la situazione...Presa diretta - Raitre...


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MessaggioInviato: dom 21 feb 2010, 21:10 
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Reg. il: gio 21 apr 2005
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Bah,secondo me l'ideale è andarci di persona e toccare con mano...del resto ho sempre avuto il sospetto sia con napoli che con l'abruzzo che le tv enfatizzassero...


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MessaggioInviato: mar 23 feb 2010, 1:30 
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Reg. il: lun 23 mag 2005
Alle ore: 17:56
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L'Aquila: la protesta delle chiavi dei cittadini nel centro storico. A una troupe del Tg1 «Scodinzolini! Scodinzolini!». La Busi prende le distanze: «Qui la situazione è grave»



L'AQUILA - Replica della manifestazione della scorsa settimana all'Aquila. Un migliaio di cittadini hanno forzato la zona rossa del centro storico - chiusa dall'epoca del terremoto - e hanno appendeso le chiavi dei propri appartamenti che devono ancora essere ristrutturati. Una protesta simbolica per la ricostruzione del centro storico del capoluogo abruzzese, fortemente danneggiato dal sisma del 6 aprile dello scorso anno. Stavolta però i manifestanti non si sono accontentati di varcare le transenne per raggiungere piazza Palazzo, ma hanno proseguito raggiungendo via Sallustio, una delle arterie principali e poi tutti i vicoli interdetti ai cittadini da dieci mesi.


SINDACO CONTESTATO - Insieme ai manifestanti questa volta c'era anche il sindaco Massimo Cialente e la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane. Cialente, vice commissario della ricostruzione, è stato contestato da alcuni partecipanti per i ritardi negli interventi nel centro storico e nella rimozione delle macerie. Il centro era presidiato dalle forze dell'ordine, che però non sono intervenute visto il carattere pacifico della manifestazione.

CIALENTE - «Con l'atmosfera che si sta creando a livello nazionale per le inchieste sugli appalti, sta partendo un meccanismo negativo e problematico per la ricostruzione», ha detto il sindaco. «Bisogna mettersi nei panni dei dirigenti del Comune dell'Aquila, che sono intimoriti di fronte a un sistema che interviene al primo sbaglio o, addirittura, interviene senza sapere chi ha sbagliato o meno». Ma secondo il sindaco, i cittadini hanno ragione a protestare: «Gli aquilani esprimono la loro rabbia e hanno ragione: c'è una preoccupazione crescente per i ritardi e nulla è stato fatto per affrontare il problema del lavoro». Il primo cittadino aquilano riconosce che la rimozione delle macerie è oggi il problema principale: «Da soli non ce la possiamo fare, non è possibile smaltire 4 milioni di tonnellate di macerie come se fossero sacchetti di immondizie. Neanche la Protezione civile è stata in grado di risolvere il problema, ma se non si rimuovono le macerie non è possibile la ricostruzione».

CONTESTATA TROUPE DEL TG1 - Decine di persone hanno contestato anche una troupe del Tg1 guidata da Maria Luisa Busi per un servizio per il settimanale di approfondimento Tv7. I manifestanti, parafrasando il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, hanno gridato «Scodinzolini! Scodinzolini!» accusando l'emittente di avere diffuso un'immagine falsata della situazione in Abruzzo. Maria Luisa Busi, che ha ammesso una contestazione «molto forte nei confronti del Tg1», ha preso le distanze: «Capisco la situazione e capisco gli aquilani. Posso dire che io sono qui per fare il mio lavoro onestamente e non posso rispondere dell'informazione a livello generale che il Tg1 ha fatto dopo il terremoto. Posso solo dire che quello che ho visto all'Aquila in questi giorni con i miei occhi, è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato: migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita» . Il segretario aquilano del Pd, Michele Fina, ha espresso in una nota "solidarietà" "alla giornalista Maria Luisa Busi" e a chi lavorava con lei "per essersi trovati nel bel mezzo di una contestazione durante lo svolgimento del proprio lavoro" ma sottolinea che «ovviamente le critiche non erano rivolte a chi oggi si è recato a L’Aquila per raccontare l’ennesima manifestazione pacifica organizzata dai cittadini aquilani, ma al direttore del Tg1 Minzolini che negli ultimi mesi ha letteralmente scherzato con la nostra tragedia».


corriere.it

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Adesso ho le idee più chiare! :/


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MessaggioInviato: mar 23 feb 2010, 9:32 
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Se non ricordo male bertolaso promise"un tetto"per tutti entro fine anno...Se cosi fosse la promessa è mantenuta,anche se si sta in una bettola :asd


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MessaggioInviato: mar 23 feb 2010, 12:27 
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Reg. il: lun 23 mag 2005
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Enri ha scritto:
Se non ricordo male bertolaso promise"un tetto"per tutti entro fine anno...Se cosi fosse la promessa è mantenuta,anche se si sta in una bettola :asd



Si, certo però a spese nostre e a fondo perduto, mentre tutta questa gente sarebbe ben disposta a rientrare nelle loro case e ricostruirle (quelle inagibili) con notevole risparmio di soldi per tutti! :/

Se hai visto la trasmissione sai benissimo di cosa parlo... :yes


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MessaggioInviato: lun 1 mar 2010, 15:22 
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Reg. il: lun 23 mag 2005
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L'Aquila protesta Carriole portano via le macerie; L'ira dei cittadini: «Ridateci il centro»


L’AQUILA
Ci voleva la colorita «rivolta delle carriole» all’Aquila per rianimare il dibattito sulla destinazione delle macerie lasciate dal terremoto di quasi un anno fa. E se da una parte Legambiente afferma che «fare piazza pulita si può», individuando siti di stoccaggio e avviando misure di defiscalizzazione, il Dipartimento di Protezione Civile ricorda che «spetta ai Comuni identificare i siti e realizzare le aree per la gestione delle macerie».

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, da un mese anche vicecommissario delegato alla ricostruzione post-sisma in Abruzzo, giudica opportuno predisporre siti provvisori di stoccaggio e dice che per risolvere il problema serve semplicemente cambiare la normativa attuale. «È sufficiente un decreto legge, da approvare attraverso una semplice seduta in Senato o una Commissione del Ministero dell’Ambiente». La Protezione Civile precisa che già a pochi giorni dal sisma la struttura commissariale aveva redatto «le procedure per la gestione ad uso dei Comuni», nonchè «individuato aree ritenute idonee nel territorio aquilano», una delle quali scelta dal Comune per il deposito temporaneo.

Il sito, l’ex Teges, fa sapere ancora la Protezione Civile, «al 31 dicembre scorso, data di chiusura della prima fase dell’emergenza, aveva gestito circa 40.000 tonnellate di macerie» ed è l’unico attivo. Quindi, «stante il perdurare dell’inerzia degli enti locali nella scelta di aree da destinare allo scopo», ha condotto indagini ambientali e geotecniche per realizzare un altro deposito temporaneo nel nucleo industriale di Bazzano. I risultati delle indagini sono stati consegnati al Commissario delegato, presidente della Regione Abruzzo, «per avviare le fasi di affidamento della realizzazione».
Se da una parte, con il dossier «Bugie, numeri, responsabilità. Come uscire dalla paralisi delle macerie», Legambiente invita a «sgomberare il campo dalle false informazioni» e propone soluzioni operative per trattamento e riciclo dei detriti nel territorio abruzzese, dall’altra la Provincia dell’Aquila annuncia che domani consegnerà al commissario delegato alla ricostruzione post-sisma, Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, una proposta di ordinanza per creare un servizio integrato unico, che riconduca «attività gestionali e impiantistiche a un solo soggetto pubblico, che potrà avvalersi di tutte le deroghe previste, garantendo anche uno smaltimento differenziato, da sempre linea guida del programma della Provincia». «Per rispetto di questa gente, il problema va affrontato in fretta, consapevoli che le macerie possono costituire fonte di reddito per la nostra terra, non per speculatori» commenta la presidente, Stefania Pezzopane. «La città - aggiunge - può essere ricostruita anche con le macerie, lavorate da cooperative di nostri giovani. Basta con tavoli sfinenti e con l’illusione di bandi europei che rinviano solo il problema».



LaStampa.it


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Si, si....la Protezione Civile fiore all'occhiello.... :bla :bla


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