Romeo ha scritto:
Ma le testate accreditate quali sarebbero?
Che hai citati il New York Times?

Che pure fosse, senza numeri non potresti dimostrare in alcun modo che in Germania la mafia è radicata come in Italia.
Beh se la mafia è un fenomeno nostrano come lo sono la pizza e il melodramma, più autorevoli dei giornali italiani non ce ne sono.
Ti agevolo la lettura dell'Espresso che ti avevo linkato qualche post fa:
Cita:
I clan tra la capitale tedesca e Duisburg sono sempre più potenti. Una forza che nasce dopo la caduta del muro, quando i boss hanno sfruttato le privatizzazioni fatte nella ex Ddr. L'inchiesta finanziata da Journalismfund.eu
"Arrivavano con valigette piene di contanti, volevano comprare edifici e terreni agricoli. I funzionari la ritenevano una cosa curiosa, ma non era nulla di illegale all’epoca - ricorda Bernd Finger ex investigatore capo della BKA, l’ufficio federale della la polizia criminale.- All’epoca non ci furono indagini, nulla di quello che veniva registrato era illegale».
Finger racconta per la prima volta ai giornalisti le infiltrazioni legate al meccanismo di privatizzazione. La Treuhand o Treuhandgesellschaft era un’azienda fiduciaria incaricata dal governo della DDR in transizione di vendere le proprietà pubbliche della Germania Est. I suoi dipendenti, estremamente impreparati alla mole di lavoro che avevano davanti, furono soggetti a pesanti critiche, minacce, accuse di corruzione. La Treuhand continuò comunque nel suo sforzo di cambiare l’economia della Germania Est, arrivando a vendere compagnie a ritmo di 20 al giorno. Era incaricata di privatizzare 22mila imprese, due terzi delle foreste, 8mila compagnie, innumerevoli edifici, e il 28% dei terreni agricoli
Fu un'opera di privatizzazione senza precedenti. Alle accuse di avere un approccio morbido sulla corruzione, l’allora presidente della Treuhand rispose: «Non è evitabile quando si lavora con migliaia di aziende - sbottò Birgit Breuel, presidente dal 1991 - Se si prendessero altrettante aziende della Germania ovest e si revisionassero, si troverebbe corruzione anche lì». Le mafie italiane questo lo capirono presto e cominciano ad acquistare. «Nei periodi di transizione economica, di crisi congiunturali o strutturali, si sono presentate occasioni prontamente sfruttate dalle organizzazioni criminali di tipo mafioso per trarre motivi di più ingenti profitti, di ulteriore arricchimento, di più profonda penetrazione nell'economia e nella finanza».
[...]
Gli investimenti di Cosa Nostra in territorio tedesco, secondo quanto riportato dal pentito Gaspare Mutolo alla Commissione parlamentare antimafia, cominciano già negli anni Ottanta. «Quando si parlava della legge di Pio La Torre – racconta il pentito riferendosi a quello che poi è diventato il 416 bis –, siamo nei primi mesi del 1982, Madonia (Nino, boss del mandamento di Resuttana, alleato dei Corleonesi, ndr) ci consigliò, a me e a Micalizzi, poiché sapeva che lavoravamo a pieno ritmo con l'eroina, di non correre rischi. Ci disse che, se avessero approvato questa legge, ci avrebbero tolti i soldi e ci proposero di investirli in Germania dove c'era tranquillità». E precisa: «La maggior parte degli investimenti consiste in terreni».
La 'ndrangheta è sicuramente la mafia più attiva in territorio tedesco. E proprio la caduta del muro di Berlino è stato il momento in cui ha fatto il salto di qualità. Ma gli atti giudiziari al riguardo sono pochi perché la ‘ndrangheta all’epoca era ancora vista come una mafia di serie B. Molte risposte potrebbero trovarsi, invece, nei documenti della Treuhandgesellschaft presenti nell’archivio di Stato di Berlino: se si allineassero tutti si conterebbero 70 chilometri di polverosa carta ingiallita. Il vincolo legale che per 30 anni rende secretati i documenti, non permette di accedere a nomi e date.
[...]
Cita:
Quindi se non ci sono questi motivi specifici, significa che la mafia non è grande problema in Germania come lo è in Italia e quindi ho ragione io. Se fosse un grande problema in Germania le forze dell'ordine e i giudici avrebbero molto da fare, quindi la mafia dovrebbe comportarsi come in Italia.
Avevo linkato anche un articolo del FattoQuotidiano di qualche anno fa, agevolo anche il passaggio conclusivo di quello per rispondere:
Cita:
Dopo la risonanza internazionale della strage di Duisburg del 2007, infatti, sia la ‘ndrangheta che Cosa Nostra hanno cambiato tattica: si spara solo sul suolo italiano, così da non rovinare gli affari in Germania.
Perché qui, denunciano gli investigatori del BKA durante una tavola rotonda per addetti ai lavori svoltasi a Palermo il 28 ottobre scorso, le mafie vanno ben oltre i mercati illegali come armi, droga, estorsioni, banconote false. Ormai sono presenti nei mercati leciti ottenendo appalti pubblici, infiltrando il mercato alimentare, offrendo servizi sanitari, gestione rifiuti e accedendo anche ai sussidi pubblici per queste attività. Wolfgang Rham, ispettore tedesco che dedica la sua carriera alla lotta alla mafia nel Baden-Württemberg, durante l'incontro la definisce “mafia borghese” e crede che per combatterla si debba “sconfiggere l'omertà”.
Parla dei cittadini tedeschi, non degli italiani. Crede che l'omertà sia un fenomeno umano che va di pari passo con la diffusione delle mafie, e per questo ha creato un portale web per le segnalazioni, con tanto di numero verde. “Fra le autorità e gli stessi poliziotti, molti pensano di avere tutto sotto controllo, che la mafia non sia un problema. Ma non è così. I mafiosi si sono ramificati molto bene e hanno infiltrato la vita sociale del paese, stringendo la mano alle classi dirigenti”, conclude Rahm. “Politici, magistrati, giudici, poliziotti, giornalisti. E' un fenomeno silenzioso ma dilagante.
Questo l'inizio:
Cita:
La locomotiva d'Europa rischia di essere un paradiso per le mafie italiane, che possono investire soldi e vederli fruttare senza rischiare di essere indagate sulla base di un sospetto di appartenenza mafiosa, né di vedere i propri ristoranti, case e aziende confiscati e restituiti alla collettività. Solo una piccolissima parte delle istituzioni locali percepisce il pericolo dell'infiltrazione mafiosa, in un paese che, data l'economia stabile e in crescita, è di grande attrazione per chi – come i mafiosi italiani – deve riciclare e investire enormi capitali senza troppi controlli. Come nel resto dell'Ue eccetto l'Italia, alla legislazione tedesca manca il reato di associazione mafiosa, che permette di aprire indagini anche solo sulla base di una sospetta appartenenza a uma cosca. Le indagini indipendenti, ovvero non legate ad una richiesta d’aiuto in rogatoria dall’Italia, nei rari casi in cui si fanno, per potersi concludere con successo richiedono che si riesca a dimostrare la colpevolezza rispetto a reati previsti dall’ordinamento giuridico del Paese - come traffico di droga, riciclaggio, banda armata, rapina e così via.
A quanto Irpi ha potuto ricostruire, la Bundeskriminalamt (Bka), la polizia federale tedesca, ha identificato circa 500 mafiosi che vivono e operano nel paese, di cui 300 ‘ndranghetisti, 100 tra mafiosi e stiddari, 90 camorristi e un piccolo drappello di pugliesi della Sacra Corona Unita. La Bka crede però che il numero totale degli affiliati che delinquono su suolo tedesco sia almeno di 1200, piu del doppio di quelli “schedati”.
Il profilo odierno dei clan delle mafie italiane in Germania corrisponde a quello di un’azienda di successo, a conduzione familiare, il cui capitale spazia in molte direzioni, tanto nelle attività legali (come ristoranti, investimenti immobiliari etc) quanto in quelle illegali (droga, armi, riciclaggio). L'obiettivo principale di questo piccolo “esercito” è riciclare e investire nel paese, ma non solo. La polizia tedesca registra forme di controllo del territorio, citando come esempi i ristoranti che alcuni ‘ndranghetisti legati alla cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone) hanno aperto in luoghi strategici, come la torre della televisione di Stoccarda.
Le indagini sulla mafia in Germania di matrice tedesca sono però diminuite drasticamente dal 1998. In quell'anno si contavano 50 indagini, 56 nel 99, 63 nel 2000, scese a 42 nel 2001 per rimanere in una media tra le 30 e le 20 fino al 2013. Eppure i dati sulla presenza dei mafiosi specialmente nelle regioni del Baden-Württemberg, Nord-Reno Westfalia, Hessen e Bayern sono rilevanti.
Questi sono solo alcuni esempi, anche Repubblica si è occupata della questione.
Cita:
Traspare dal tuo discorso un problema tipico dell'Italia e cioè il bisogno di raccontarsi bugie per sentirsi in questo caso come gli altri o meglio.
No, ho voluto solo smontare l'equazione Mafia=Italia, dalla quale traspare solo la pigrizia intellettuale di chi la propone. Non mi interessa ora valutare in termini numerici la dimensione del fenomeno mafioso specificamente tedesco, né di istituire paragoni tra questo e quello italiano, solo chiedo che la prossima volta che qualche pirlacchione del di Welt si diverte a dare dei mafiosi agli italiani, beh ricordatevi che un fiorente giro d'affari esiste anche da loro e che quel pirlacchione farebbe bene ad aggiornare il suo repetorio di fregnacce.