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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 18:44 
ilDave ha scritto:
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:rofl :rofl


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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 19:07 
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ragazzi guardate questo spot se non l'avete già visto (è stato cancellato dai palinsesti) e ditemi se non è un pò inquietante, visto che la prima messa in onda è stata ieri sera :omg

http://www.youtube.com/watch?v=IG2cJdzsMxM


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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 19:41 
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Dispiace la tv l'ha inventata lui in fin dei conti.
RIP


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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 20:48 
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penso che prima tocchi alla montalcini...

mah...io non ne sarei cosi sicuro;Rita Levi vive immersa in naftalina :asd

cmq si sarebbe anche Oscar Luigi Scalfaro (91 anni domani,auguri!) sulla buona strada :grin


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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 20:55 
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va beh ma a questo punto rinominate il topic in "chi sarà il prossimo a morire?" :asdrulez


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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 21:43 
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Il caso più vistoso di riduzione del superman all'every­man lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna. Idolatrato da milioni di persone, quest'uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta uni­ta (questa è l'unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o fin­zione scenica: sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore, neppure il più sprovveduto. Lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti.
Per capire questo straordinario potere di Mike Bongior­no occorrerà procedere a una analisi dei suoi comporta-menti, ad una vera e propria "Fenomenologia di Mike Bongiorno", dove, si intende, con questo nome è indicato non l'uomo, ma il personaggio.
Mike Bongiorno non è particolarmente bello, atletico, coraggioso, intelligente. Rappresenta, biologicamente parlan­do, un grado modesto di adattamento all'ambiente. L'amore isterico tributatogli dalle teen-agers va attribuito in parte al complesso materno che egli è capace di risvegliare in una giovinetta, in parte alla prospettiva che egli lascia intrav­vedere di un amante ideale, sottomesso e fragile, dolce e cortese.
Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all'apatia e alla pigrizia mentale. Pone gran cura nel non impressio­nare lo spettatore, non solo mostrandosi all'oscuro dei fat­ti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla.
In compenso Mike Bongiorno dimostra sincera e primiti­va ammirazione per colui che sa. Di costui pone tuttavia in luce le qualità di applicazione manuale, la memoria, la me­todologia ovvia ed elementare: si diventa colti leggendo molti libri e ritenendo quello che dicono. Non lo sfiora minimamente il sospetto di una funzione critica e creativa della cultura. Di essa ha un criterio meramente quantitativo. In tal senso (occorrendo, per essere colto, aver letto per molti anni molti libri) è naturale che l'uomo non predesti­nato rinunci a ogni tentativo.
Mike Bongiorno professa una stima e una fiducia illi­mitata verso l'esperto; un professore è un dotto; rappre­senta la cultura autorizzata. È il tecnico del ramo. Gli si demanda la questione, per competenza.
L'ammirazione per la cultura tuttavia sopraggiunge quan­do, in base alla cultura, si viene a guadagnar denaro. Allora si scopre che la cultura serve a qualcosa. L'uomo mediocre rifiuta di imparare ma si propone di far studiare il figlio.
Mike Bongiorno ha una nozione piccolo borghese del denaro e del suo valore ("Pensi, ha guadagnato già centomila lire: è una bella sommetta!").
Mike Bongiorno anticipa quindi, sul concorrente, le im­pietose riflessioni che lo spettatore sarà portato a fare: "Chissà come sarà contento di tutti quei soldi, lei che è sempre vissuto con uno stipendio modesto! Ha mai avuto tanti soldi così tra le mani?".
Mike Bongiorno, come i bambini, conosce le persone per categorie e le appella con comica deferenza (il bambino dice: "Scusi, signora guardia...") usando tuttavia sempre la qualifica più volgare e corrente, spesso dispregiativa: "si­gnor spazzino, signor contadino".
Mike Bongiorno accetta tutti i miti della società in cui vive: alla signora Balbiano d'Aramengo bacia la mano e dice che lo fa perché si tratta di una contessa (sic).
Oltre ai miti accetta della società le convenzioni. È pa­terno e condiscendente con gli umili, deferente con le per­sone socialmente qualificate.
Elargendo denaro, è istintivamente portato a pensare, senza esprimerlo chiaramente, più in termini di elemosi­na che di guadagno. Mostra di credere che, nella dialettica delle classi, l'unico mezzo di ascesa sia rappresentato dalla provvidenza (che può occasionalmente assumere il volto della Televisione).
Mike Bongiorno parla un basic italian. Il suo discorso realizza il massimo di semplicità. Abolisce i congiuntivi, le proposizioni subordinate, riesce quasi a tendere invisibile la dimensione sintassi. Evita i pronomi, ripetendo sem­pre per esteso il soggetto, impiega un numero stragrande di punti fermi. Non si avventura mai in incisi o parentesi, non usa espressioni ellittiche, non allude, utilizza solo metafore ormai assorbite dal lessico comune. Il suo linguaggio è ri­gorosamente referenziale e farebbe la gioia di un neo-posi­tivista. Non è necessario fare alcuno sforzo per capirlo. Qualsiasi spettatore avverte che, all'occasione, egli potreb­be essere più facondo di lui.
Non accetta l'idea che a una domanda possa esserci più di una risposta. Guarda con sospetto alle varianti. Nabuc­co e Nabuccodonosor non sono la stessa cosa; egli reagisce di fronte ai dati come un cervello elettronico, perché è fer­mamente convinto che A è uguale ad A e che tertium non datur. Aristotelico per difetto, la sua pedagogia è di con­seguenza conservatrice, paternalistica, immobilistica.
Mike Bongiorno è privo di senso dell'umorismo. Ride perché è contento della realtà, non perché sia capace di deformare la realtà. Gli sfugge la natura del paradosso; come gli viene proposto, lo ripete con aria divertita e scuote il capo, sottintendendo che l'interlocutore sia simpaticamente anormale; rifiuta di sospettare che dietro il paradosso si na­sconda una verità, comunque non lo considera come vei­colo autorizzato di opinione.
Evita la polemica, anche su argomenti leciti. Non man­ca di informarsi sulle stranezze dello scibile (una nuova corrente di pittura, una disciplina astrusa... "Mi dica un po', si fa tanto parlare oggi di questo futurismo. Ma cos'è di preciso questo futurismo?"). Ricevuta la spiegazione non tenta di approfondire la questione, ma lascia avvertire anzi il suo educato dissenso di benpensante. Rispetta comunque l'opinione dell'altro, non per proposito ideologico, ma per disinteresse.
Di tutte le domande possibili su di un argomento sceglie quella che verrebbe per prima in mente a chiunque e che una metà degli spettatori scarterebbe subito perché troppo banale: "Cosa vuol rappresentare quel quadro?" "Come mai si è scelto un hobby così diverso dal suo lavoro?" "Com'è che viene in mente di occuparsi di filosofia?".
Porta i clichés alle estreme conseguenze. Una ragazza educata dalle suore è virtuosa, una ragazza con le calze co­lorate e la coda di cavallo è "bruciata". Chiede alla prima se lei, che è una ragazza così per bene, desidererebbe di­ventare come l'altra; fattogli notare che la contrapposizione è offensiva, consola la seconda ragazza mettendo in risalto la sua superiorità fisica e umiliando l'educanda. In questo vertiginoso gioco di gaffes non tenta neppure di usare pe­rifrasi: la perifrasi è già una agudeza, e le agudezas ap­partengono a un ciclo vichiano cui Bongiorno è estraneo. Per lui, lo si è detto, ogni cosa ha un nome e uno solo, l'artificio retorico è una sofisticazione. In fondo la gaffe nasce sempre da un atto di sincerità non mascherata; quan­do la sincerità è voluta non si ha gaffe ma sfida e provo­cazione; la gaffe (in cui Bongiorno eccelle, a detta dei cri­tici e del pubblico) nasce proprio quando si è sinceri per sbaglio e per sconsideratezza. Quanto più è mediocre, l'uo­mo mediocre è maldestro. Mike Bongiorno lo conforta por­tando la gaffe a dignità di figura retorica, nell'ambito di una etichetta omologata dall'ente trasmittente e dalla nazione in ascolto.
Mike Bongiorno gioisce sinceramente col vincitore perché onora il successo. Cortesemente disinteressato al perdente, si commuove se questi versa in gravi condizioni e si fa promotore di una gara di beneficenza, finita la quale si manifesta pago e ne convince il pubblico; indi trasvola ad altre cure confortafo sull'esistenza del migliore dei mondi possibili. Egli ignora la dimensione tragica della vita.
Mike Bongiorno convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo. Egli rap­presenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiun­gere perché chiunque si trova già al suo livello. Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti.

Da: Umberto Eco, Diario Minimo, 1961


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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 22:26 
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mi dispiace moltissimo...

si vedeva che da un po' di tempo non stava molto bene...

RIP


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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 22:35 
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Mi dispiace tantissimo :(

Rip :(


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ilDave ha scritto:
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:asdrulez


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MessaggioInviato: mar 8 set 2009, 23:35 
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Reign In Blood ha scritto:
PhilippeMexes5 ha scritto:
Reign In Blood ha scritto:
PhilippeMexes5 ha scritto:
Kerzhakov91 ha scritto:
Doveva appena iniziare la sua carriera su SKY...

Comunque, sarei un ipocrita se dicessi che era un personaggio che stimavo, etc... mi è sempre stato antipatico, sfido chiunque a trovare (pur in un mondo con pochi valori come quello della tv) una persona più attaccata ai soldi di lui.


Bonolis.

Se Bonolis regge fino ad 85 anni in tivvù ti darò ragione, ma al momento non c'è storia. ;)

Rip per Mike, ma neanche io lo amavo particolarmente.


Ma hai letto bene? :asd

Kerzhakov chiedeva il nome di uno più attaccato ai soldi di Mike Bongiorno e io gliel'ho dato,non ho mica detto che Bonolis è più bravo di Bongiorno. :asd

Ma ragazzo, io ho letto benissimo. ;)

Non ho MAI detto che Bonolis è meglio di Mike nel mio messaggio. Volevo solo sottolineare che non si può considerare Bonolis attaccato alla grana quanto Mike se non quando si farà la tivù anche ad 80 e fischia anni. ;)

Questo per dire che ne deve mangiare di pasta Paolino per diventare un arrivista come Mike. :grin ;)


Allora io ne faccio un altro di nome: Aldo Biscardi :grin


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