Logan ha scritto:
Di Fedez mi interessa poco. È evidente che in primis la sua è una battaglia egotica cavalcando ciò che va di moda.
Sul DDL Zan io sono anche d'accordo con l'idea di fondo, ovvero equiparare gli insulti/discriminazioni contro LGBT a quelli razziali, una sorta di estensione della legge Mancino.
Non sono d'accordo con il DDL così come è. C'è un po' di grigiore sulla libertà di opinione (ed è una cosa che va vista sul lungo termine, è chiaro che nel 2021 nessuno ti dirà nulla se dici che per te una coppia omo non deve adottare, ma nel 2035 chissà, già rispetto a 12/15 anni fa molte opinioni comuni sono diventate omofobe) e il "problema" della definizione di Gender, davvero complesso nei suoi risvolti. Più l'equiparare le donne ad una minoranza.
Mi sento di condividere ad esempio gran parte della posizione di Francesca Izzo.
https://www.google.com/amp/s/m.huffingt ... efb6fed66/Questo un estratto interessante:
Nel dibattito pubblico si tende a una semplificazione inaccettabile: da una parte ci sarebbe la cultura del progresso civile e dei diritti, dall’altra la sua negazione, da una parte la sinistra e dall’altra la destra omofobica e bigotta. Non è così, anche una posizione come la mia (che vi assicuro non è numericamente trascurabile) deve avere ascolto nell’ area del centro sinistra che ambisce a governare l’Italia.
Per venire ai punti critici, le donne ci hanno messo decine e decine di anni, impegnandosi in lotte molto dure, per essere riconosciute come la metà dell’umanità e non considerate un’appendice inferiore dell’Uomo. Nel testo della legge Zan, con un balzo all’indietro, vengono di nuovo ricondotte a uno dei tanti gruppi e sottogruppi che costellano la variamente svantaggiata umanità. Non solo ma con l’uso del termine “identità di genere” si dà alle donne un altro colpo e non da poco. Con questa espressione si intende affermare e legittimare che l’attribuzione dell’identità sessuale di una persona(uomo/donna) si fonda sulla semplice manifestazione della sua volontà soggettiva, indipendentemente dal suo sesso. Per essere chiara: un uomo, con il suo integro apparato genitale, basta che dichiari la sua volontà di essere donna per ottenere tale riconoscimento e vi. Le conseguenze sono davvero paradossali. Uomini transgender possono esigere di usufruire delle pari opportunità, di partecipare alle competizioni femminili, di accedere a luoghi e spazi riservati alle donne. Inoltre, in base al dettato della legge Zan, chiunque rivendicasse la differenza tra una donna di sesso femminile e una donna di gender femminile potrebbe essere accusato di omotransfobia, come accade già nei paesi in cui sono in vigore norme simili. Le cronache ne sono piene.Questa è una questione rilevante ma secondo me non è toccata direttamente dal ddl Zan, almeno a patto che venga applicato in maniera razionale e che ad esempio come dicevo prima affermare che un trans non sia una donna o che addirittura io non posso svegliarmi la mattina e decidere di essere donna e viceversa non corrisponda alla realtà biologica non diventi reato.
è anche vero che alla lunga si può arrivare pure a quello, e del resto altrove un po' già succede, ma più per le vie extragiuridiche che dicevo.
Comunque si insomma lo considero condivisibile ma non è una conseguenza diretta.
Purtroppo secondo me qui (dove guardate secondo me c'è un clima anche reazionario in maggioranza eh, cosi come un po' sul Facebook popolare italiano, ovviamente a seconda dei casi) in pochi conoscono realmente le estensioni di queste tendenze, ad esempio questa sarebbe un'opinione da "TERF" e se stessi lavorando per Google magari verresti licenziato.
Però ripeto è giusto parlarne ma è anche giusto collegare eventi direttamente alle loro conseguenze e non allargarsi troppo, sebbene io penso tu lo faccia in assoluta buona fede.