carl ha scritto:
Poi dice che in Irlanda questa variante ormai è predominante, secondo altre fonti (
https://www.thejournal.ie/covid-19-vari ... 5-Jan2021/) rappresenta il 60% dei contagi.
Ma in Irlanda da settembre ad oggi è stato fatto un lockdown dopo l'altro.

Sono ancora in lockdown adesso, da Natale, e lo saranno almeno fino al 5 marzo (
https://www.irishmirror.ie/news/irish-n ... t-23501287), addirittura qua parlano di estendere le restrizioni fino ad aprile

(
https://timesofindia.indiatimes.com/wor ... 847599.cms). Follia pura.
Quindi non è vero che le restrizioni, anche quando rigide e prolungate, impediscono o rallentano significativamente il diffondersi di varianti, anzi.
Nell'articolo del NY Times dice anche che pure in Israele la variante inglese è predominante. Israele è un altro Paese che da settembre ha già fatto 2 lockdown nazionali, di cui il primo è durato 1 mese ed è finito il 19 ottobre (
https://www.ilpost.it/2020/10/19/israele-fine-lockdown/), l'ultimo è durato 5 settimane ed è finito il 7 febbraio (
https://www.repubblica.it/esteri/2021/0 ... 286499506/). Eppure ciò non ha frenato la variante inglese.
Però se Cartabellotta ci dice che con un lockdown di 2 settimane freniamo le varianti...che dire? Io gli credo senz'altro.

Tra l'altro, tornando su questo aspetto, qui c'è una tabella che mostra la diffusione della variante in vari Paesi, di settimana in settimana, come percentuale sui contagi sui contagi totali (fonte Wikipedia, alla voce sulla variante inglese:
https://en.wikipedia.org/wiki/Variant_o ... read_in_UK la fonte è quella che è ma la tabella sembra aggiornata e si può risalire alle fonti).

La tabella mostra ancora una volta come in Irlanda, nonostante un lockdown dopo l'altro negli ultimi 4 mesi, la variante inglese sia ormai diventata nettamente predominante (75% dei contagi totali). Ma concediamo il beneficio del dubbio all'Irlanda, che ha molti contatti con l'Inghilterra e magari si è isolata troppo tardi.
Il caso che mi interessa maggiormente è quello della Danimarca.
In Danimarca sono state imposte per la prima volta restrizioni severe con chiusura di molte attività per circa metà del territorio il 7 dicembre 2020 (
https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/c ... 002a.shtml), poi il 15 dicembre queste misure sono state estese a tutta la nazione fino al 3 gennaio (
https://www.adnkronos.com/covid-danimar ... HeRxwZ7e0q).
Poi hanno prorogato il lockdown

fino al 17 gennaio (
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/ ... dd06b.html).
Poi, tanto per cambiare

l'hanno prorogato fino al 28 febbraio (
https://ambcopenaghen.esteri.it/ambasci ... nline.html).
Insomma, doveva durare 2 settimane, sta durando più di 2 mesi.
Le chiusure, come si può notare dall'ultimo link, riguardano molte attività e locali pubblici: pub, ristoranti, bar, musei, cinema, teatri, palestre, piscine, biblioteche, anche le scuole dalla quinta elementare in su. Non credo ci siano particolari restrizioni alla mobilità individuale, ma le attività sono tutte chiuse da metà dicembre 2020.
Il risultato qual è stato? I contagi sono calati (ma come sono calati in tutta Europa nello stesso periodo, anche in Svezia dove non han chiuso quasi nulla) ma la variante inglese non è stata frenata! A fine 2020 la variante inglese rappresentava il 2% dei contagi in Danimarca, adesso rappresenta il 47% dei contagi, quindi anche lì sta diventando il ceppo predominante.
La stessa tabella mostra anche che in Svezia (dove però i dati sono ancora parziali), senza tutte queste chiusure la variante inglese sembra rappresentare il 15% dei contagi totali; in Svizzera, nonostante i famigerati impianti sciistici aperti tanto temuti da Ricciardi, la variante inglese rappresenta il 26% dei contagi; in Italia, nonostante dal 7 gennaio in poi non abbiamo fatto nessun lockdown nazionale, e anzi in mezza Italia ristoranti e bar sono stati aperti, i contagi son calati e la variante inglese rappresenta circa il 20% dei contagi totali. Nettamente meno del 47% della Danimarca.
Altro breve esempio: in Germania (dove come sappiamo è in atto un lockdown nazionale da 2 mesi) nelle ultime 2 settimane la variante inglese è passata dal 6% dei casi al 22% dei casi.
https://www.ansa.it/europa/notizie/rubr ... 458fa.htmlQuindi ancora una volta non si capisce come Cartabellotta, Crisanti e Ricciardi possano sostenere che con un lockdown di 2-4 settimane possiamo frenare le varianti.
PS: la variante inglese è arrivata anche in Nuova Zelanda (
https://www.reuters.com/article/us-heal ... SKBN2AE0R8) e in Australia (
https://www.abc.net.au/news/2021-02-12/ ... s/13128514). Due nazioni molto isolate geograficamente, e che pensavano di essere addirittura Covid-free...e invece pure là è arrivata la variante inglese.
PPS: in questo studio, pubblicato su Lancet -
https://www.thelancet.com/journals/lani ... 73-3099(21)00007-4/fulltext - sembra che un ceppo molto simile alla variante inglese circolasse in Italia già ad agosto 2020. Se così fosse, si potrebbe quasi ipotizzare che abbia avuto un ruolo nell'impennata di casi di ottobre (ma allora però oggi la percentuale sarebbe superiore al 20% credo..quindi è solo una mia ipotesi da prendere con le pinze

). Di certo, a prescindere da questo studio, fare il lockdown adesso per limitare la diffusione di una variante che rappresenta già il 20% dei contagi totali (considerato che altrove questa variante non è stata limitata neanche facendo un lockdown mentre era il 2% dei contagi totali) mi sembra un po' tardivo.

Il discorso è sempre lo stesso, bisogna "far vedere che si fa qualcosa" anche se quel qualcosa, dati alla mano, non sembra di particolare utilità.