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accursio ha scritto:
termopiliano ha scritto:
Siamo diventati un caso nazionale :asd

Umbria caso nazionale: «Sotto la lente di ISS e ministero»

Umbria, fra ‘zona rossa’ e possibili varianti

Perché ci troviamo di fronte a questo andamento? Ci sono tre ragioni possibili: comportamenti individuali, capacità di contenimento attivo dell’infezione e caratteristiche del virus. La ‘variante inglese’, ad esempio, pesa da sola circa 0,8 sull’indice RT. Se il virus circola con un RT pari a 0,3, con la ‘variante inglese’ siamo già ad 1,3. È chiaro che eventuali interventi di mitigazione si rivelerebbero inefficaci per contenere l’indice al di sotto di 1, se fossero presenti varianti tali da spingere l’incidenza così in alto. In Umbria le misure applicate con successo a novembre, non hanno prodotto lo stesso esito, in termini di contenimento, a gennaio. Questo è un dato di fatto e vogliamo capire il perché».

Perché l’Umbria è ‘caso nazionale’
Sulla ‘variante brasiliana’, Claudio Dario ha aggiunto che «è stata descritta per la prima volta il 10 gennaio in Giappone, poi segnalata in altri continenti e, da quello che risulta, in Italia ci sono stati 3 casi in Abruzzo ed 1 a Varese di persone tornate dal Brasile. Nei nostri casi, con tamponi datati 8 gennaio, non è così: si tratta di soggetti di età avanzata, uno dei quali deceduto, che non hanno evidenziato contatti così ‘esterni’. Il dubbio, a questo punto, è se il fenomeno sia più ampio e precedente. Fra l’altro, non è ancora noto quanto questa variante ‘brasiliana’ possa impattare sull’indice RT». Sulla possibile ‘zona rossa’, l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha spiegato che «le valutazioni verranno fatte dalla cabina di regia nazionale. La situazione è molto particolare perché con la probabile presenza di varianti, brasiliana piuttosto che inglese, c’è una forte attenzione da parte dell’ISS. E la valutazione sarà in accordo con il ministero. Preoccupano anche le forti differenze territoriali, ma l’Umbria avrà tutte le garanzie del caso perché ci siano le migliori azioni possibili. In questo senso non escludiamo un intervento deciso sul Perugino». «Ogni parola – ha aggiunto Claudio Dario – va pesata: lunedì sono state emanate le ordinanze nei comuni ad elevata incidenza e la cabina di monitoraggio nazionale ha ritenuto coerenti tali misure. Ora vedremo come andranno i prossimi giorni, le due settimane rappresentano un periodo standard per valutare l’efficacia dei provvedimenti. A breve sapremo anche l’esito degli altri 42 tamponi inviati all’ISS per individuare eventuali varianti. La situazione è, come potete capire, complessa e in divenire. In questo momento in Umbria – ha spiegato il direttore regionale della sanità umbra – la situazione è notevolmente attenzionata, non solo da noi, ma anche dal livello nazionale. Situazione che sarà oggetto di ulteriori valutazioni quotidiane e approfondimenti rispetto all’evoluzione». Fra l’altro in Umbria sono stati registrati 220 sanitari su circa 10 mila – fra medici, infermieri ed operatori – positivi al Covid dopo la vaccinazione, per la maggior parte dopo la prima dose: «Non vorremo ci fosse anche un eccessivo ‘rilassamento’ sul piano delle misure da parte di chi ha ricevuto la prima dose del vaccino. In ogni caso il ragionamento su possibili varianti del virus deve riguardare anche tali numeri. Fermo restando che la copertura del vaccino arriva al 96% e quindi ogni 100 persone, 4 possono non essere immuni alla patologia. Non dimentichiamo, infine, che l’immunità arriva 10 giorni dopo l’inoculazione della seconda dose».

https://www.umbriaon.it/umbria-caso-nazionale-sotto-la-lente-di-iss-e-ministero/

Sarà. A me sto ricorso alle varianti mi sa tanto di presa per il #@*§ e giustificazione per tappare le falle. Sarà. Intanto tutta l'Italia (o quasi) è gialla e noi si rischia seriamente il rosso (ci hanno "graziato", fin qui). Evidentemente, qualcosa non è andato come si pensava e sperava.


Anche in Abruzzo e nel Pescarese in particolare la situazione è critica.


Critica secondo questi folli parametri... in Abruzzo le terapie intensive sono al 25%.


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MessaggioInviato: ven 5 feb 2021, 14:37 
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il Mister ha scritto:
accursio ha scritto:
termopiliano ha scritto:
Siamo diventati un caso nazionale :asd

Umbria caso nazionale: «Sotto la lente di ISS e ministero»

Umbria, fra ‘zona rossa’ e possibili varianti

Perché ci troviamo di fronte a questo andamento? Ci sono tre ragioni possibili: comportamenti individuali, capacità di contenimento attivo dell’infezione e caratteristiche del virus. La ‘variante inglese’, ad esempio, pesa da sola circa 0,8 sull’indice RT. Se il virus circola con un RT pari a 0,3, con la ‘variante inglese’ siamo già ad 1,3. È chiaro che eventuali interventi di mitigazione si rivelerebbero inefficaci per contenere l’indice al di sotto di 1, se fossero presenti varianti tali da spingere l’incidenza così in alto. In Umbria le misure applicate con successo a novembre, non hanno prodotto lo stesso esito, in termini di contenimento, a gennaio. Questo è un dato di fatto e vogliamo capire il perché».

Perché l’Umbria è ‘caso nazionale’
Sulla ‘variante brasiliana’, Claudio Dario ha aggiunto che «è stata descritta per la prima volta il 10 gennaio in Giappone, poi segnalata in altri continenti e, da quello che risulta, in Italia ci sono stati 3 casi in Abruzzo ed 1 a Varese di persone tornate dal Brasile. Nei nostri casi, con tamponi datati 8 gennaio, non è così: si tratta di soggetti di età avanzata, uno dei quali deceduto, che non hanno evidenziato contatti così ‘esterni’. Il dubbio, a questo punto, è se il fenomeno sia più ampio e precedente. Fra l’altro, non è ancora noto quanto questa variante ‘brasiliana’ possa impattare sull’indice RT». Sulla possibile ‘zona rossa’, l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha spiegato che «le valutazioni verranno fatte dalla cabina di regia nazionale. La situazione è molto particolare perché con la probabile presenza di varianti, brasiliana piuttosto che inglese, c’è una forte attenzione da parte dell’ISS. E la valutazione sarà in accordo con il ministero. Preoccupano anche le forti differenze territoriali, ma l’Umbria avrà tutte le garanzie del caso perché ci siano le migliori azioni possibili. In questo senso non escludiamo un intervento deciso sul Perugino». «Ogni parola – ha aggiunto Claudio Dario – va pesata: lunedì sono state emanate le ordinanze nei comuni ad elevata incidenza e la cabina di monitoraggio nazionale ha ritenuto coerenti tali misure. Ora vedremo come andranno i prossimi giorni, le due settimane rappresentano un periodo standard per valutare l’efficacia dei provvedimenti. A breve sapremo anche l’esito degli altri 42 tamponi inviati all’ISS per individuare eventuali varianti. La situazione è, come potete capire, complessa e in divenire. In questo momento in Umbria – ha spiegato il direttore regionale della sanità umbra – la situazione è notevolmente attenzionata, non solo da noi, ma anche dal livello nazionale. Situazione che sarà oggetto di ulteriori valutazioni quotidiane e approfondimenti rispetto all’evoluzione». Fra l’altro in Umbria sono stati registrati 220 sanitari su circa 10 mila – fra medici, infermieri ed operatori – positivi al Covid dopo la vaccinazione, per la maggior parte dopo la prima dose: «Non vorremo ci fosse anche un eccessivo ‘rilassamento’ sul piano delle misure da parte di chi ha ricevuto la prima dose del vaccino. In ogni caso il ragionamento su possibili varianti del virus deve riguardare anche tali numeri. Fermo restando che la copertura del vaccino arriva al 96% e quindi ogni 100 persone, 4 possono non essere immuni alla patologia. Non dimentichiamo, infine, che l’immunità arriva 10 giorni dopo l’inoculazione della seconda dose».

https://www.umbriaon.it/umbria-caso-nazionale-sotto-la-lente-di-iss-e-ministero/

Sarà. A me sto ricorso alle varianti mi sa tanto di presa per il #@*§ e giustificazione per tappare le falle. Sarà. Intanto tutta l'Italia (o quasi) è gialla e noi si rischia seriamente il rosso (ci hanno "graziato", fin qui). Evidentemente, qualcosa non è andato come si pensava e sperava.


Anche in Abruzzo e nel Pescarese in particolare la situazione è critica.


Critica secondo questi folli parametri... in Abruzzo le terapie intensive sono al 25%.


Guarda, non conosco quei parametri, ma si sa per certo che la struttura Covid presso l'ospedale di Pescara è in esubero e parecchi pazienti sono stati trasferiti in altre province.

E anche nelle scuole la situazione è preoccupante, molti plessi (parzialmente e/o totalmente) hanno classi in quarantena.

Gli epidemiologi locali hanno detto che la variante inglese si è molto diffusa nelle province di Chieti e Pescara.


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In Umbria invece pare siano stati effettivamente riscontrati casi di variante brasiliana (tipo una 40ina tra quelli fin qui analizzati).
Ma così come staranno in Umbria sti casi di varianti immagino ci possano essere anche in altre regioni. A meno che non si voglia far credere che ci sia un filo diretto tra Rio de Janeiro e Perugia :asd
Però ecco, faccio fatica a credere che l'aumento dei casi fatti registrare soprattutto nel perugino dipenda solo da questa variante.
E' evidente che qualcosa sul fronte dei comportamenti individuali o dei protocolli per le lezioni in presenza (tanti casi nelle scuole) deve essere sfuggito (fosse pure in buona fede).
A quanto pare anche la situazione delle T.I. non è molto rassicurante (al momento ci sono 66 posti occupati sui 97 e spiccioli totali).

Che poi in altre regioni i numeri siano considerati in maniera esageratamente negativa per via di parametri eccessivamente al ribasso non stento a crederlo e "ci sta", ma qui in Umbria (ripeto, soprattutto nel perugino) qualcosa che non torna c'è.

Il problema di fondo è, secondo me, che tra una zona rossa e una zona gialla concretamente cambia poco in termini di contagi effettivi. Cioè pensare che per qualche ristorante o bar chiuso i contagi possano scendere in maniera drastica mi sembra una previsione eccessivamente ottimistica. Non è che in zona gialla vado al ristorante senza mascherina o al bar con 50 amici (quello, semmai, posso farlo anche in zona rossa, seppur "di sotterfugio", e con controlli inesistenti).
Anzi, direi che è più pericolosa una zona rossa con controlli blandi o "minimal" di una zona gialla dove controlli effettivamente i posti e le situazioni a rischio "assembramenti".

L'Umbria ora è arancione (da una settimana) eppure non mi aspetto dei cali significativi dei contagi e anzi ho l'impressione che la curva andrà un pò per conto suo a prescindere dalla colorazione prestabilita.


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MessaggioInviato: ven 5 feb 2021, 15:23 
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Il fatto è che una "situazione preoccupante" per alcuni, spaventati da quelli che leggono, non lo è nei fatti (e per altri). Focolai a destra e a manca, ma ricoverati? Morti? Morti under 80 e senza malattie pregresse? Quasi tutti asintomatici.
Un minimo di contagi se la vita "ricomincia" è fisiologico che ci siano, però questo porta a più ricoveri? A più morti? Non mi pare proprio.


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il Mister ha scritto:
Il fatto è che una "situazione preoccupante" per alcuni, spaventati da quelli che leggono, non lo è nei fatti (e per altri). Focolai a destra e a manca, ma ricoverati? Morti? Morti under 80 e senza malattie pregresse? Quasi tutti asintomatici.
Un minimo di contagi se la vita "ricomincia" è fisiologico che ci siano, però questo porta a più ricoveri? A più morti? Non mi pare proprio.

Mister, però delle due l'una: o dici che non te ne frega nulla dei morti over 80 o con malattie pregresse, o eviti di continuare a fare questa distinzione.


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MessaggioInviato: ven 5 feb 2021, 16:28 
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In effetti no, non me ne frega quanto evidentemente frega a te.

Nel senso: se fregasse pure a loro di sé stessi e ai familiari, ci sarebbero tanti modi per evitare il contagio. E allora anche io me ne fregherei.

Invece a quanto pare nessuno fa davvero niente per evitare di essere contagiato (adesso a quanto pare bisogna assolutamente frequentare gli anziani, meglio ancora vivere insieme a loro).

Dunque perché dovrei fregarmi io di anziani che non si fregano di loro stessi?

E come si può non fare distinzione tra over 80 (magari con altre patologie) e un esercito di under 40, magari positivi ma sani come dei pesci, a cui viene impedito da mesi di vivere?

Ad ogni modo, a livello regionale la percentuale di occupazione delle terapie intensive è ridicola. Ma pure in Toscana, solo che adesso c'è un focolaio a Chiusi (praticamente in Umbria) e allora panico, paura, etc... bisogna chiudere tutta la regione.


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Sono mesi che vado dicendo che non ha senso chiudere regioni intere. Esistono le province e i comuni, non capisco la difficoltà.

In Abruzzo ci saranno 3 comuni in zona rossa da domani.


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 Oggetto del messaggio: Coronavirus cinese: la seconda ondata
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Ristoranti aperti la sera in zona gialla e a pranzo in zona arancione (dal 5 marzo)

https://www.corriere.it/cronache/21_feb ... ZUVSM4lq_Y


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Ma sempre con coprifuoco alle dieci in modo tale che uno è costretto ad andare a cena alle sei di sera?


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