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 Oggetto del messaggio: Coronavirus cinese: la seconda ondata
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Nelle ultime 24 ore sono stati 7.925 i test positivi al coronavirus registrati in Italia, con 329 vittime. Lo rende noto il ministero della Salute. Ieri i test positivi erano stati 11.252, i morti 237.
Le persone ricoverate in terapia intensiva in Italia sono 2.252, quindi 37 in più rispetto a ieri, nel saldo tra ingressi e uscite; gli ingressi giornalieri sono 145. I ricoverati con sintomi sono invece 20.260, quindi 164 in più di ieri. Il totale delle vittime da inizio pandemia è di 88.845. I guariti sono in totale 2.024.523 (+13.975 da ieri).


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La Lombardia mette il turbo: "Tutti vaccinati entro giugno"

La Moratti accelera: "Il 24 febbraio partiamo con gli over 80". E Bertolaso fissa già la "data x" per la copertura totale

Letizia Moratti accelera e detta il cronoprogramma della campagna vaccinale. La prima fase del piano di somministrazione dei vaccini anti-Covid in Lombardia, riservata agli operatori sanitari e ai residenti delle Rsa, dovrebbe concludersi entro il "23 febbraio".
Poi, dal "24 febbraio" si parte con gli over 80. Ne è sicura, riporta Adnkronos, l’assessora al Welfare e vicepresidente della Regione, intervenuta in Consiglio regionale, spiegando quanto è stato fatto e, sopratutto, quali saranno i prossimi obiettivi nella corsa all'immunizzazione dei lombardi.

A gestire la campagna vaccinale — ha annunciato Moratti — sarà un "comitato guida" formato dal governatore Fontana, dall’assessore alla Protezione civile, Pietro Foroni, da Guido Bertolaso, già arrulato per l'aspetto logistico-organizzativo, e dalla stessa Moratti. Al 31 gennaio, erano state somministrate "305 mila dosi", di cui "68 mila seconde dosi". Ma l'obiettivo della Lombardia è correre. "Nel mese di febbraio - ha anticipato la vicepresidente - , in base all'attuale piano di consegne, arriveranno in Lombardia 675.952 dosi di vaccino anti Covid (378 mila Pfizer, 115 mila Moderna e 182.952 Astrazeneca). In particolare 95 mila dosi complessive sono previste nella settimana 1-7 febbraio, 178.904 dall'8 al 14 febbraio, 215.048 nella settimana 15-21 febbraio e 187 mila nella settimana 22-28 febbraio"


Oltre alle tempistiche della tabella di marcia, c'è già anche una "prima idea" di "categorie prioritarie" a cui sarà somministrato il vaccino, una volta disponibile. "La nostra ipotesi — ha detto Letizia Moratti ai consiglieri regionali lombardi di maggioranza e opposizione — prevede il vaccino alle forze dell’ordine, al personale scolastico per la didattica in presenza, agli addetti alla giustizia e al personale del trasporto pubblico locale".

Idee chiare anche sulla fase dedicata alla somministrazione di massa del vaccino anti Covid: informazione e procedure di adesione digitalizzate con forte coinvolgimento della medicina territoriale. Moratti annuncia l'avvio di "un’azione capillare di informazione da parte della Regione" rivolta agli oltre 6,5 milioni di persone da vaccinare. "Nella prima settimana si inizierà con l’invio di lettere e materiale informativo — ha aggiunto —. Entro due settimane ci sarà l’accesso al portale delle vaccinazioni. Le adesioni saranno raccolte anche dal portale aperto dai farmacisti e dei medici di medicina generale e al contatto diretto con il call center". E l'assessora alla Sanità lombarda annuncia battaglia per potenziare il portafoglio vaccinale della Regione, lamentando l'inadeguatezza del criterio demografico a soddisfare le esigenze della Lombardia. "Ho chiesto - dice Moratti - una riunione della commissione Salute per chiedere a Bonaccini la convocazione di una conferenza Stato-Regioni per verificare i criteri distribuzione dei vaccini". Poi, l'ultima parola sul criterio del "target" spetterà al super commissario Arcuri.

Alla conferenza di presentazione del piano vaccinale lombardo, Guido Bertolaso, membro del comitato guida della campagna, mette nel mirino l'estate come limite per l'immunizzazione di massa. "Se ci danno i vaccini che ci servono - sottolinea Bertolaso a margine della conferenza stampa a Milano - concludere la vaccinazione di massa in Lombardia entro fine giugno è un'ipotesi che non possiamo assolutamente trascurare: l'importante è avere la disponibilità di avere tutti i vaccini per vaccinare 10 milioni di italiani che vivono in Lombardia". Un obiettivo raggiungibile attraverso una pianificazione dettagliata che sia poi un modello di efficienza da esportare in tutto il Paese.

"Sono qui - continua il consulente della Regione per il comitato guida della gestione del piano vaccinale anti-Covid - per realizzare la più grande operazione di protezione civile che si sia mai organizzata in Italia, daremo una mano a un'operazione che mi auguro che si realizzi in tutta Italia". Bertolaso ha, poi, precisato che la sua consulenza sarà a titolo gratuito come già era stato per l'Ospedale in Fiera. "Mi sono abbassato lo stipendio anziché un euro non prenderò neanche un euro".



https://www.ilgiornale.it/news/cronache/moratti-accelera-sui-vaccini-sanitari-entro-23-poi-over-80-1921065.html


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 Oggetto del messaggio: Coronavirus cinese: la seconda ondata
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Nelle ultime 24 ore in Italia si sono registrati 9.660 nuovi contagi da coronavirus e 499 morti. Sono i dati odierni comunicati dal ministero della Salute. Ieri i nuovi contagi sono stati 7.925 (i tamponi 142.419), le vittime 329. Oggi, con 244.429 tamponi, il tasso di positività scende al 3,95%.

Calano i ricoveri in terapia intensiva: sono 38 in meno rispetto a ieri. Il totale dei ricoverati in situazione critica è di 2.214. Aumentano, invece, i ricoveri nei reparti ordinari: +19 rispetto a ieri. Il totale dei ricoverati è 22.531.


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termopiliano ha scritto:
La Lombardia mette il turbo: "Tutti vaccinati entro giugno"

La Moratti accelera: "Il 24 febbraio partiamo con gli over 80". E Bertolaso fissa già la "data x" per la copertura totale

Letizia Moratti accelera e detta il cronoprogramma della campagna vaccinale. La prima fase del piano di somministrazione dei vaccini anti-Covid in Lombardia, riservata agli operatori sanitari e ai residenti delle Rsa, dovrebbe concludersi entro il "23 febbraio".
Poi, dal "24 febbraio" si parte con gli over 80. Ne è sicura, riporta Adnkronos, l’assessora al Welfare e vicepresidente della Regione, intervenuta in Consiglio regionale, spiegando quanto è stato fatto e, sopratutto, quali saranno i prossimi obiettivi nella corsa all'immunizzazione dei lombardi.

A gestire la campagna vaccinale — ha annunciato Moratti — sarà un "comitato guida" formato dal governatore Fontana, dall’assessore alla Protezione civile, Pietro Foroni, da Guido Bertolaso, già arrulato per l'aspetto logistico-organizzativo, e dalla stessa Moratti. Al 31 gennaio, erano state somministrate "305 mila dosi", di cui "68 mila seconde dosi". Ma l'obiettivo della Lombardia è correre. "Nel mese di febbraio - ha anticipato la vicepresidente - , in base all'attuale piano di consegne, arriveranno in Lombardia 675.952 dosi di vaccino anti Covid (378 mila Pfizer, 115 mila Moderna e 182.952 Astrazeneca). In particolare 95 mila dosi complessive sono previste nella settimana 1-7 febbraio, 178.904 dall'8 al 14 febbraio, 215.048 nella settimana 15-21 febbraio e 187 mila nella settimana 22-28 febbraio"


Oltre alle tempistiche della tabella di marcia, c'è già anche una "prima idea" di "categorie prioritarie" a cui sarà somministrato il vaccino, una volta disponibile. "La nostra ipotesi — ha detto Letizia Moratti ai consiglieri regionali lombardi di maggioranza e opposizione — prevede il vaccino alle forze dell’ordine, al personale scolastico per la didattica in presenza, agli addetti alla giustizia e al personale del trasporto pubblico locale".

Idee chiare anche sulla fase dedicata alla somministrazione di massa del vaccino anti Covid: informazione e procedure di adesione digitalizzate con forte coinvolgimento della medicina territoriale. Moratti annuncia l'avvio di "un’azione capillare di informazione da parte della Regione" rivolta agli oltre 6,5 milioni di persone da vaccinare. "Nella prima settimana si inizierà con l’invio di lettere e materiale informativo — ha aggiunto —. Entro due settimane ci sarà l’accesso al portale delle vaccinazioni. Le adesioni saranno raccolte anche dal portale aperto dai farmacisti e dei medici di medicina generale e al contatto diretto con il call center". E l'assessora alla Sanità lombarda annuncia battaglia per potenziare il portafoglio vaccinale della Regione, lamentando l'inadeguatezza del criterio demografico a soddisfare le esigenze della Lombardia. "Ho chiesto - dice Moratti - una riunione della commissione Salute per chiedere a Bonaccini la convocazione di una conferenza Stato-Regioni per verificare i criteri distribuzione dei vaccini". Poi, l'ultima parola sul criterio del "target" spetterà al super commissario Arcuri.

Alla conferenza di presentazione del piano vaccinale lombardo, Guido Bertolaso, membro del comitato guida della campagna, mette nel mirino l'estate come limite per l'immunizzazione di massa. "Se ci danno i vaccini che ci servono - sottolinea Bertolaso a margine della conferenza stampa a Milano - concludere la vaccinazione di massa in Lombardia entro fine giugno è un'ipotesi che non possiamo assolutamente trascurare: l'importante è avere la disponibilità di avere tutti i vaccini per vaccinare 10 milioni di italiani che vivono in Lombardia". Un obiettivo raggiungibile attraverso una pianificazione dettagliata che sia poi un modello di efficienza da esportare in tutto il Paese.

"Sono qui - continua il consulente della Regione per il comitato guida della gestione del piano vaccinale anti-Covid - per realizzare la più grande operazione di protezione civile che si sia mai organizzata in Italia, daremo una mano a un'operazione che mi auguro che si realizzi in tutta Italia". Bertolaso ha, poi, precisato che la sua consulenza sarà a titolo gratuito come già era stato per l'Ospedale in Fiera. "Mi sono abbassato lo stipendio anziché un euro non prenderò neanche un euro".



https://www.ilgiornale.it/news/cronache/moratti-accelera-sui-vaccini-sanitari-entro-23-poi-over-80-1921065.html


Questo non creto (cit.)


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Dubito fortemente che riusciranno nell'impresa, ma spero ancor più fortemente di sbagliarmi.


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Umbria caso nazionale: «Sotto la lente di ISS e ministero»

Umbria, fra ‘zona rossa’ e possibili varianti

Perché ci troviamo di fronte a questo andamento? Ci sono tre ragioni possibili: comportamenti individuali, capacità di contenimento attivo dell’infezione e caratteristiche del virus. La ‘variante inglese’, ad esempio, pesa da sola circa 0,8 sull’indice RT. Se il virus circola con un RT pari a 0,3, con la ‘variante inglese’ siamo già ad 1,3. È chiaro che eventuali interventi di mitigazione si rivelerebbero inefficaci per contenere l’indice al di sotto di 1, se fossero presenti varianti tali da spingere l’incidenza così in alto. In Umbria le misure applicate con successo a novembre, non hanno prodotto lo stesso esito, in termini di contenimento, a gennaio. Questo è un dato di fatto e vogliamo capire il perché».

Perché l’Umbria è ‘caso nazionale’
Sulla ‘variante brasiliana’, Claudio Dario ha aggiunto che «è stata descritta per la prima volta il 10 gennaio in Giappone, poi segnalata in altri continenti e, da quello che risulta, in Italia ci sono stati 3 casi in Abruzzo ed 1 a Varese di persone tornate dal Brasile. Nei nostri casi, con tamponi datati 8 gennaio, non è così: si tratta di soggetti di età avanzata, uno dei quali deceduto, che non hanno evidenziato contatti così ‘esterni’. Il dubbio, a questo punto, è se il fenomeno sia più ampio e precedente. Fra l’altro, non è ancora noto quanto questa variante ‘brasiliana’ possa impattare sull’indice RT». Sulla possibile ‘zona rossa’, l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha spiegato che «le valutazioni verranno fatte dalla cabina di regia nazionale. La situazione è molto particolare perché con la probabile presenza di varianti, brasiliana piuttosto che inglese, c’è una forte attenzione da parte dell’ISS. E la valutazione sarà in accordo con il ministero. Preoccupano anche le forti differenze territoriali, ma l’Umbria avrà tutte le garanzie del caso perché ci siano le migliori azioni possibili. In questo senso non escludiamo un intervento deciso sul Perugino». «Ogni parola – ha aggiunto Claudio Dario – va pesata: lunedì sono state emanate le ordinanze nei comuni ad elevata incidenza e la cabina di monitoraggio nazionale ha ritenuto coerenti tali misure. Ora vedremo come andranno i prossimi giorni, le due settimane rappresentano un periodo standard per valutare l’efficacia dei provvedimenti. A breve sapremo anche l’esito degli altri 42 tamponi inviati all’ISS per individuare eventuali varianti. La situazione è, come potete capire, complessa e in divenire. In questo momento in Umbria – ha spiegato il direttore regionale della sanità umbra – la situazione è notevolmente attenzionata, non solo da noi, ma anche dal livello nazionale. Situazione che sarà oggetto di ulteriori valutazioni quotidiane e approfondimenti rispetto all’evoluzione». Fra l’altro in Umbria sono stati registrati 220 sanitari su circa 10 mila – fra medici, infermieri ed operatori – positivi al Covid dopo la vaccinazione, per la maggior parte dopo la prima dose: «Non vorremo ci fosse anche un eccessivo ‘rilassamento’ sul piano delle misure da parte di chi ha ricevuto la prima dose del vaccino. In ogni caso il ragionamento su possibili varianti del virus deve riguardare anche tali numeri. Fermo restando che la copertura del vaccino arriva al 96% e quindi ogni 100 persone, 4 possono non essere immuni alla patologia. Non dimentichiamo, infine, che l’immunità arriva 10 giorni dopo l’inoculazione della seconda dose».

https://www.umbriaon.it/umbria-caso-nazionale-sotto-la-lente-di-iss-e-ministero/

Sarà. A me sto ricorso alle varianti mi sa tanto di presa per il #@*§ e giustificazione per tappare le falle. Sarà. Intanto tutta l'Italia (o quasi) è gialla e noi si rischia seriamente il rosso (ci hanno "graziato", fin qui). Evidentemente, qualcosa non è andato come si pensava e sperava.


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arres82 ha scritto:
Dubito fortemente che riusciranno nell'impresa, ma spero ancor più fortemente di sbagliarmi.



entro giugno vorrebbe dire

10 milioni di persone e 20 milioni di dosi in 6 mesi (180 giorni)

non so a quanto siano adesso, ma vuol dire quindi fare circa 110 K di dosi al giorno (tra primo e secondo richiamo)

mi sembra che questi numeri non siano fatti nemmeno a livello nazionale, quindi la vedo molto dura


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chernosamba ha scritto:
arres82 ha scritto:
Dubito fortemente che riusciranno nell'impresa, ma spero ancor più fortemente di sbagliarmi.



entro giugno vorrebbe dire

10 milioni di persone e 20 milioni di dosi in 6 mesi (180 giorni)

non so a quanto siano adesso, ma vuol dire quindi fare circa 110 K di dosi al giorno (tra primo e secondo richiamo)

mi sembra che questi numeri non siano fatti nemmeno a livello nazionale, quindi la vedo molto dura

Tu stai ipotizzando tre cose:
1. Che la regione Lombardia sia in grado di fare questi calcoli
2. Che li abbia fatti
3. Che abbia fatto una dichiarazione sulla base di questi calcoli

Sono ipotesi molto forti, spero che tu te ne renda conto.

L'altra ipotesi è una conversazione di questo tipo:
AF: Letizia, quando riusciamo a vaccinare tutti?
LM: Con i ritmi attuali, si va al 2022
AF: E' troppo in là... non riusciamo ad accelerare?
LM: Al massimo fine 2021.
AF: E se fosse giugno?
LM: Sarebbe un risultato straordinario, ma non è fattibile
AF: Fa niente, dichiariamo lo stesso giugno che siamo la regione più importante e dobbiamo vincere la gara contro le regioni governate dai comunisti come Piemonte e Veneto
LM: E se non ci riusciamo?
AF: Chi vuoi che se lo ricordi da qui a quattro mesi? Le dichiarazioni dei politici scadono in tre giorni, come lo yogurt
LM: In effetti hai ragione
AF: Dici tu a Guido di sostenere l'idea?
LM: Va bene.

LM: Guido, posso chiederti un favore?
GB: Dimmi pure Letizia
LM: Devi appoggiare la dichiarazione che per giugno vacciniamo tutta la Lombardia
GB: Ma sono più di 100k dosi al giorno
LM: Sì, ma la gente non se lo ricorda. L'importante è che ci dai ragione
GB: Ok, va bene.

GB alla stampa: "Entro giugno vaccineremo tutta la Lombardia"


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termopiliano ha scritto:
Siamo diventati un caso nazionale :asd

Umbria caso nazionale: «Sotto la lente di ISS e ministero»

Umbria, fra ‘zona rossa’ e possibili varianti

Perché ci troviamo di fronte a questo andamento? Ci sono tre ragioni possibili: comportamenti individuali, capacità di contenimento attivo dell’infezione e caratteristiche del virus. La ‘variante inglese’, ad esempio, pesa da sola circa 0,8 sull’indice RT. Se il virus circola con un RT pari a 0,3, con la ‘variante inglese’ siamo già ad 1,3. È chiaro che eventuali interventi di mitigazione si rivelerebbero inefficaci per contenere l’indice al di sotto di 1, se fossero presenti varianti tali da spingere l’incidenza così in alto. In Umbria le misure applicate con successo a novembre, non hanno prodotto lo stesso esito, in termini di contenimento, a gennaio. Questo è un dato di fatto e vogliamo capire il perché».

Perché l’Umbria è ‘caso nazionale’
Sulla ‘variante brasiliana’, Claudio Dario ha aggiunto che «è stata descritta per la prima volta il 10 gennaio in Giappone, poi segnalata in altri continenti e, da quello che risulta, in Italia ci sono stati 3 casi in Abruzzo ed 1 a Varese di persone tornate dal Brasile. Nei nostri casi, con tamponi datati 8 gennaio, non è così: si tratta di soggetti di età avanzata, uno dei quali deceduto, che non hanno evidenziato contatti così ‘esterni’. Il dubbio, a questo punto, è se il fenomeno sia più ampio e precedente. Fra l’altro, non è ancora noto quanto questa variante ‘brasiliana’ possa impattare sull’indice RT». Sulla possibile ‘zona rossa’, l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha spiegato che «le valutazioni verranno fatte dalla cabina di regia nazionale. La situazione è molto particolare perché con la probabile presenza di varianti, brasiliana piuttosto che inglese, c’è una forte attenzione da parte dell’ISS. E la valutazione sarà in accordo con il ministero. Preoccupano anche le forti differenze territoriali, ma l’Umbria avrà tutte le garanzie del caso perché ci siano le migliori azioni possibili. In questo senso non escludiamo un intervento deciso sul Perugino». «Ogni parola – ha aggiunto Claudio Dario – va pesata: lunedì sono state emanate le ordinanze nei comuni ad elevata incidenza e la cabina di monitoraggio nazionale ha ritenuto coerenti tali misure. Ora vedremo come andranno i prossimi giorni, le due settimane rappresentano un periodo standard per valutare l’efficacia dei provvedimenti. A breve sapremo anche l’esito degli altri 42 tamponi inviati all’ISS per individuare eventuali varianti. La situazione è, come potete capire, complessa e in divenire. In questo momento in Umbria – ha spiegato il direttore regionale della sanità umbra – la situazione è notevolmente attenzionata, non solo da noi, ma anche dal livello nazionale. Situazione che sarà oggetto di ulteriori valutazioni quotidiane e approfondimenti rispetto all’evoluzione». Fra l’altro in Umbria sono stati registrati 220 sanitari su circa 10 mila – fra medici, infermieri ed operatori – positivi al Covid dopo la vaccinazione, per la maggior parte dopo la prima dose: «Non vorremo ci fosse anche un eccessivo ‘rilassamento’ sul piano delle misure da parte di chi ha ricevuto la prima dose del vaccino. In ogni caso il ragionamento su possibili varianti del virus deve riguardare anche tali numeri. Fermo restando che la copertura del vaccino arriva al 96% e quindi ogni 100 persone, 4 possono non essere immuni alla patologia. Non dimentichiamo, infine, che l’immunità arriva 10 giorni dopo l’inoculazione della seconda dose».

https://www.umbriaon.it/umbria-caso-nazionale-sotto-la-lente-di-iss-e-ministero/

Sarà. A me sto ricorso alle varianti mi sa tanto di presa per il #@*§ e giustificazione per tappare le falle. Sarà. Intanto tutta l'Italia (o quasi) è gialla e noi si rischia seriamente il rosso (ci hanno "graziato", fin qui). Evidentemente, qualcosa non è andato come si pensava e sperava.


Anche in Abruzzo e nel Pescarese in particolare la situazione è critica.


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arres82 ha scritto:
chernosamba ha scritto:
arres82 ha scritto:
Dubito fortemente che riusciranno nell'impresa, ma spero ancor più fortemente di sbagliarmi.



entro giugno vorrebbe dire

10 milioni di persone e 20 milioni di dosi in 6 mesi (180 giorni)

non so a quanto siano adesso, ma vuol dire quindi fare circa 110 K di dosi al giorno (tra primo e secondo richiamo)

mi sembra che questi numeri non siano fatti nemmeno a livello nazionale, quindi la vedo molto dura

Tu stai ipotizzando tre cose:
1. Che la regione Lombardia sia in grado di fare questi calcoli
2. Che li abbia fatti
3. Che abbia fatto una dichiarazione sulla base di questi calcoli

Sono ipotesi molto forti, spero che tu te ne renda conto.

L'altra ipotesi è una conversazione di questo tipo:
AF: Letizia, quando riusciamo a vaccinare tutti?
LM: Con i ritmi attuali, si va al 2022
AF: E' troppo in là... non riusciamo ad accelerare?
LM: Al massimo fine 2021.
AF: E se fosse giugno?
LM: Sarebbe un risultato straordinario, ma non è fattibile
AF: Fa niente, dichiariamo lo stesso giugno che siamo la regione più importante e dobbiamo vincere la gara contro le regioni governate dai comunisti come Piemonte e Veneto
LM: E se non ci riusciamo?
AF: Chi vuoi che se lo ricordi da qui a quattro mesi? Le dichiarazioni dei politici scadono in tre giorni, come lo yogurt
LM: In effetti hai ragione
AF: Dici tu a Guido di sostenere l'idea?
LM: Va bene.

LM: Guido, posso chiederti un favore?
GB: Dimmi pure Letizia
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GB: Ma sono più di 100k dosi al giorno
LM: Sì, ma la gente non se lo ricorda. L'importante è che ci dai ragione
GB: Ok, va bene.

GB alla stampa: "Entro giugno vaccineremo tutta la Lombardia"



hai ragione su tutto, ma non volevo essere polemico e volevo solo fare una riflessione matematica

tra l'altro ne parlavo precedentemente con red e non capivo il perchè il ritmo non fosse sostenibile (non parlo di lombardia ma di italia)

cioè capisco che non ci sono dosi abbastanza ed i problemi di conservazione, ma al netto di questo:

1 persona che vaccina (penso che le stesse persone che fanno i prelievi siano in grado di vaccinare. sbaglio su questo?) e lavorando 8 ore al giorno, pensavo potesse vaccinare circa 80 persone (1 ogni 6 minuti di lavoro. troppo ottimista come numerica?)

quindi avendo 10000 persona a livello italia che fanno sto lavoro, se tutta la filiera funzionasse, avremmo 800K di vaccini giornalieri.

da ignorante e senza contare il problema della mancanza dei vaccini (che è colpa dell'italia ma non del sistema sanitario), sono numeri così difficile da fare?


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