chernosamba ha scritto:
Ma che #@*§ di paragone è?
beh se parliamo di paragone con la vicenda di roggero, allora questa mi sembra piu che attinente:
"I gestori cinesi di un bar condannati per aver ucciso un ladro con 44 forbiciate: il confronto con l'altro "caso Roggero"
C’è una vicenda recente che presenta molte analogie con quella del gioielliere di Grinzane Cavour: quella di Shu Zou e Liu Chongbing, i due commercianti che nell’ottobre del 2024 hanno inseguito e assassinato il 37enne Eros Di Ronza a Milano, dopo il tentato furto di alcuni blocchetti di gratta e vinci. Due sentenze analoghe, che segnano il confine netto tra la legittima difesa e la vendetta privata
La condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il gioielliere Mario Roggero ha scatenato un ampio dibattito sulla linea sottile che separa la legittima difesa dalla vendetta privata. Meloni e Nordio hanno chiesto la grazia per il 72enne di Grinzane Cavour, con la Lega che vorrebbe anche cambiare la legge attualmente in vigore, per rendere legittima qualsiasi reazione. Ma il caso di Roggero è un unicum? In realtà no, anzi. Esiste una vicenda recente e drammaticamente simile. Dalla reazione violenta dei commercianti all'inseguimento in strada, fino alle condanne per omicidio.
Il caso di Milano
I protagonisti di questo avvenimento analogo sono Shu Zou, di 33 anni, e Liu Chongbing, di 52 anni, gestori di un bar di origini cinesi, che lo scorso 4 maggio sono stati condannati dalla corte d'assise di Milano a 17 anni di reclusione ciascuno per l'omicidio volontario in concorso di Eros Di Ronza. Il 37enne milanese, con precedenti penali, poco prima aveva tentato di rubare alcuni tagliandi dal punto vendita di viale Giovanni da Cermenate. I giudici hanno stabilito anche un risarcimento danni da 200mila euro a favore dei familiari della vittima.
Il furto e l'omicidio
I fatti risalgono alle prime ore del mattino del 17 ottobre 2024. Poco dopo le 5, le telecamere di videosorveglianza dell'attività riprendono Di Ronza mentre forza la saracinesca per rubare alcuni blocchetti di gratta e vinci. I gestori del locale, Shu Zou (nipote della titolare) e Liu Chongbing (marito della titolare), vengono svegliati dal sistema d'allarme ed escono immediatamente dall'appartamento in cui vivono, situato sopra al bar. Il 37enne, accortosi dell'arrivo dei due, abbandona la refurtiva e tenta di fuggire a piedi, prima di essere raggiunto, gettato a terra e colpito da 44 colpi di forbice, risultati poi fatali.
La condanna
Una sequenza brutale che, come nel caso di Roggero, viene ripresa dalle telecamere poste in strada. Immagini che poi si riveleranno fondamentali in tribunale. Infatti, la decisione dei giudici ruota attorno al concetto di proporzionalità tra offesa e difesa e alla netta distinzione tra la tutela dei beni materiali e la sacralità della vita umana. Il passaggio più significativo delle motivazioni evidenzia una grave distorsione etica e civile nell'azione dei due commercianti. Nelle motivazioni della sentenza, la corte ha sottolineato come i due imputati abbiano dimostrato una "scala dei valori alterata", anteponendo la tutela del proprio patrimonio economico alla salvaguardia della vita altrui. Basandosi sulla ricostruzione dei fatti, la corte d'assise ha giudicato "inaccettabile" il comportamento dei due, escludendo l'ipotesi della legittima difesa. Eros Di Ronza non stava aggredendo i commercianti, né minacciava la loro incolumità, ma stava fuggendo ed era disarmato. Nel momento in cui il ladro ha abbandonato la refurtiva per scappare, l'esigenza di difendersi era terminata. L'inseguimento in strada non è stato dettato da finalità difensive, ma dalla volontà di raggiungere l'uomo per punirlo. Una vera e propria vendetta privata, un atto violentissimo, come testimoniano le 44 forbiciate sferrate contro Di Ronza. Un comportamento che, secondo la corte, confermava la piena volontà di uccidere.
Le attenuanti
Durante il processo i giudici hanno comunque tenuto conto delle attenuanti e del contesto di esasperazione. La corte ha respinto l'aggravante della crudeltà, richiesta dal pm, ritenendo che l'azione efferata sia stata figlia del momento frenetico e non del desiderio gratuito di infliggere sofferenze aggiuntive. Ai due è stata invece concessa l'attenuante della provocazione, riconoscendo che i commercianti hanno agito in uno stato di fortissima frustrazione, rabbia ed esasperazione accumulata a causa dei numerosi furti subiti dal loro locale in passato. Un dettaglio che ha fatto la differenza tra l'ergastolo e la condanna, in primo grado, a 17 anni di carcere.
Il caso di Roggero
Il caso di Milano presenta profonde analogie giuridiche con quello di Mario Roggero, destinatario invece di una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per gli omicidi di Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli e per il tentato omicidio di un terzo rapinatore. Sebbene le dinamiche di partenza fossero diverse, la magistratura italiana ha applicato i medesimi principi sull'inapplicabilità della legittima difesa al di fuori dei locali commerciali. Il 72enne ha subito una rapina diurna a mano armata con coltello e pistola finta nel 2021, mentre il caso di Milano è nato da un tentato furto notturno. Anche le armi usate cambiano, passando dal revolver calibro 38 del gioielliere alle forbici da ufficio dei baristi. Il bilancio delle vittime vede due morti e un ferito nel caso Roggero e un morto nel caso di viale Cermenate.
I punti in comune
Eppure, i due eventi di cronaca viaggiano su binari giuridici speculari. In entrambi gli episodi, l'azione violenta dei commercianti è iniziata fuori dal negozio, in strada, quando i criminali stavano già scappando e non costituivano più una minaccia immediata per l'incolumità fisica dei titolari o dei loro familiari. Come sottolineato dai giudici, era evidente che i malviventi fossero in fuga. In entrambe le sentenze viene rimarcato come, secondo l'ordinamento italiano, non sia consentito uccidere per tutelare i beni materiali e che, nel momento in cui il pericolo di aggressione fisica decade, l'uso della forza diventa vendetta privata.
La differenza tra le pene
A differire tra le due vicende sono le pene e la valutazione del dolo. I commercianti cinesi di Milano sono stati condannati a una pena più alta in primo grado rispetto a quella definitiva di Roggero, proprio a causa della diversa modalità con cui è stato compiuto l'omicidio. L'uso prolungato di un'arma da taglio contro un corpo a terra, colpito con ben 44 fendenti, ha spinto i giudici a ravvisare un dolo d'impeto particolarmente marcato, anche al netto dell'attenuante della provocazione.
In realtà un'altra differenza ci sarebbe, visto che per i due commercianti cinesi nessuno ha chiesto la grazia, ma questa è tutta un'altra storia…https://www.today.it/cronaca/commercian ... ggero.html