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MessaggioInviato: lun 27 lug 2009, 11:39 
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Reg. il: mer 6 apr 2005,
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MTV vi ha deviato

Certo, consideriamo Michael Jackson un grande perché mtv lo censurava in quanto nero ;)


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MessaggioInviato: lun 27 lug 2009, 15:30 
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Reg. il: sab 6 dic 2008,
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beh non che certa musica sia la mia preferita, ma Jacko ha scritto alcuni pezzi immortali (personale top three: beat it-billie jean-thriller) e, soprattutto, è stato anche un ballerino perfetto. che ha influenzato il pop moderno, ma anche il modo di essere un cantante pop... gente come justin timberlake adesso è osannata, ma nn potrebbe nemmeno legare le scarpe a michael jackson. poi che avesse perso la testa e che fosse un tipo "bizzarro", beh, non ci piove..


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MessaggioInviato: lun 27 lug 2009, 15:45 
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Reg. il: mar 20 mag 2008
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beat it :love

di gran lunga il suo miglior pezzo imho...


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MessaggioInviato: lun 27 lug 2009, 15:59 
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Ultras
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Reg. il: mar 20 mag 2008
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Località: Reggio Emilia
Anche We are the world... dimenticavo... ma in quella non so quanta farina di Lionel Richie ci sia nel sacco...

(in generale non so quanta farina del sacco di MJ ci sia nella sua musica)

Sicuramente il primissimo MJ è stato qualcosa di rivoluzionario e fuori dal mondo... soprattutto dal lato dello "show" applicato alla musica, annessi video spettacolari...

Poi con gli anni è diventato una roba mieloso-zuccherata, ricca di gran effetti speciali e poca sostanza musicale...


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MessaggioInviato: lun 27 lug 2009, 18:29 
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Reg. il: mer 18 mag 2005
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ma date risposta anche a certa gente ?.


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MessaggioInviato: lun 27 lug 2009, 20:41 
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Reg. il: ven 7 ott 2005,
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E, in termini di musica, Michael Jackson era pressapoco una nullità.


Fuori completamente di melone.


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MessaggioInviato: lun 27 lug 2009, 22:47 
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Primavera
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Reg. il: dom 20 mag 2007
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Messaggi: 3660
Località: Firenze
Va be', sorry. Ho sbagliato intervento: son discussioni sterili. Ognuno rimarrà della propria opinione: sia chi studia musica da venticinque anni, sia chi ascoltando una canzone non distingue neppure quanti e quali strumenti stiano suonando.


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MessaggioInviato: mar 28 lug 2009, 22:22 
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Er Pupone Russo
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Reg. il: mar 11 mar 2008
Alle ore: 21:07
Messaggi: 5675
Località: Roma...Romano..della Roma..
Articolo che più veritiero e ben scritto non si poteva trovare.... :roll

E' da poco trascorso un mese dalla scomparsa di Michael Jackson. Precedenza alla cronaca, d’accordo. Ma in un mese in cui si è detto tutto e il contrario di tutto, poche parole sono state spese per il grande cantante e il musicista e il ballerino geniale, pochissime per il grande personaggio, nessuna per il grande pacifista.

Passando sopra due candidature al Premio Nobel per la Pace, intere tournée devolute in beneficenza, valanghe di donazioni, parchi, ospedali, strutture volute e finanziate laddove i governi locali nemmeno lontanamente avrebbero potuto sognarsi di sopperire in maniera autonoma a determinate necessità. In Italia, gossip a parte, se n’è parlato meno che altrove. Poche riviste, tolta qualche eccezione, nessun speciale televisivo, a esclusione della serata che Italia Uno gli ha dedicato una decina di giorni orsono ritrasmettendo il suo concerto di Bucarest del 1992 e lo speciale “Living with Michael Jackson” di cui lo stesso autore, ora, ritratta la buona fede. Va bene, non era italiano: ma tanti sono gli italiani che nel mondo dello spettacolo e della musica in particolare hanno un debito forte nei suoi confronti.

Eppure, nemmeno di questo si parla in giro e neanche del fatto che Michael Jackson fosse una persona colta e appassionata, che possedesse un milione di libri e che più volte avesse messo a disposizione i propri utili per salvare teche e biblioteche. Ma tant’è. Non si parla dell’uomo simbolo, dello stesso che a metà degli anni Ottanta con le sue canzoni e col pluricelebrato spot della Pepsi-Cola costituiva il canale privilegiato per il passaggio della cultura occidentale – più o meno popolare – nella ex-Unione Sovietica. Da nessuna parte si parla in maniera critica e argomentata delle peculiarità che hanno determinato l’eccellenza della sua produzione almeno quanto non lo si fa delle associazioni benefiche o delle visite negli ospedali. Insomma, di tutto quello che, dati, e non pettegolezzi, alla mano, era realmente Michael Jackson.

No, niente di tutto questo. Si preferisce, eventualmente, parlare di tutto quello che Jackson non era. Certo, da che mondo è mondo, il bene e il meglio non fanno notizia, non aumentano la tiratura delle copie vendute o le visite ai siti Internet.
C’è un equivoco di fondo che avvolge le persone particolarmente ricche o famose agli occhi di una vasta fetta dell’opinione pubblica: quello che la ricchezza o la popolarità abbiano il potere di cancellare lo stesso status di esseri umani e che dunque per questi individui siano definitivamente banditi sentimenti, passioni, dolori, emozioni, comprese quelle che riescono a dare attraverso la propria opera. Ci si preoccupa del loro conto in banca, pensando che sia la pietra miliare del loro sapersela cavare sempre e comunque, anche a fronte delle situazioni più drammatiche, come la morte o le malattie.

Figuriamoci poi quando si tratta di giustizia: per quella stessa fetta di persone Michael Jackson era colpevole, irrimediabilmente e irrevocabilmente colpevole dei reati di cui fu accusato in misura direttamente proporzionale agli zeri del suo patrimonio. Che importa poi se a suo carico venne imbastito – con gli esiti che conosciamo - uno dei processi più atroci a memoria d’uomo e soprattutto che importa se egli fu in grado di affrontare quella tragedia con dignità rara ed esemplare. Quello che più fa parlare è quel che importa: lo scandalo, l’infamia. O meglio, la calunnia. Le accuse che furono rivolte a Jackson dovrebbero portare ciascuno di noi a riflettere, almeno una volta nella vita, di quanto sia tremendamente facile cadere in una trappola come quella che venne imbastita sei anni fa alle sue spalle. Di solito basta una dichiarazione a effetto.

“Tizio ha fatto questo”. “Credere”, “sapere” e “convincersi” si mescolano a questo punto pericolosamente: più l’accusa è pesante più rapidamente si confondono i confini tra l’esitazione e l’assenso assoluto. Un dettaglio, un passaggio, una presenza che fino a poco prima avevamo giudicato in maniera innocente o addirittura positiva improvvisamente diventano la prova lampante del reato, quella a cui ci appigliamo in modo inoppugnabile per dimostrare che le cose non possono essere andate in maniera assolutamente diversa rispetto al peggio che adesso proponiamo. Oltre la logica, oltre l’oggettività, talvolta oltre i nostri stessi sensi, forzati a imporsi per autosuggestione quello che sappiamo essere andato diversamente e che in questa forma fino a poco prima abbiamo sostenuto.

Ma queste cose, signori, non si sopravvive. Ed è per questo che un mese fa – al di là di quella che può essere stata o meno la causa accidentale – il mondo ha perso il grande perseguitato Michael Jackson, il cui unico scopo su questa terra è stato quello di donare felicità agli altri attraverso la propria musica e servirsi delle proprie favole e della propria generosità per restituire il sorriso a chi lo aveva perduto. Era questo il prezzo da pagare?


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MessaggioInviato: gio 30 lug 2009, 14:22 
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Tifoso
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Reg. il: gio 30 lug 2009
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Delorenzo ha scritto:
epico ha scritto:
Un Paese che reagisce in maniera cosi' indecorosa nei confronti dell'arte e dell'umanita'


Figlioli... ma ci rendiamo conto di cosa voglia dire il termine ARTE?! Senza addentrarci nelle polemiche sul Jackson-uomo e senza nulla togliere al dispiacere che si può provare per la morte di un essere umano (più o meno stimabile)... ma vogliamo definire Jacko un artista? MTV vi ha deviato. Tutti pretendono di parlare di musica e di cinema perché son due forme d'arte che passano attraverso i mezzi di comunicazione di massa... ma l'arte, per capirla, bisogna studiarla. Come si studia la letteratura, la pittura o la scultura. E, in termini di musica, Michael Jackson era pressapoco una nullità. Se si definisce lui un artista... come dovremmo chiamare Lou Reed o - tanto per restare in casa nostra - Paolo Conte? Dei giganti?
Contemporaneamente a Jackson agivano personaggi come Nick Cave, i Clash, i Talking Heads... su, un po' di serietà.


Ciao, sono appena arrivato e il mio interesse qui dentro verte prima di tutto nel parlare di calcio e di Genoa. Però, da appassionato di certa musica, soprattutto nera ma non solo, non capisco cosa intendi per arte. Perché non dovremmo considerare Jackson un artista? Questo tuo intervento mi sembra alla stregua dello snobismo dei tanti che vorrebbero creare un confine fra musica pop "alta" e "bassa", e quindi Michael Jackson era solo un performer e i Talking Heads artisti in base a non si sa bene quale regola. Pensi che lavorare con Quincy Jones non valga come lavorare con Brian Eno? Jackson non suonava strumenti, ma curava le coreografie (è arte anche quella) e la propria immagine al 100%, in più parecchie fonti raccontano che si presentava in studio con tutti gli arrangiamenti delle canzoni in testa e li insegnava ai musicisti, non è certo un caso se molte delle sue canzoni sono creditate soltanto a lui e non al solito battaglione di musicisti di studio. Bisogna solo suonare rudimentalmente una chitarra come Lou Reed per essere artisti? E per quanto riguarda lo studio, ha dedicato anni ad osservare certo cinema, certi artisti venuti prima di lui, da Fred Astaire a Charlie Chaplin, non a caso è stato il primo a definire il concetto di video promozionale. E' anche per questo che trovo ingenuo il commento "MTV vi ha deviato", quando sono stati proprio i video innovativi di Jackson a dare una direzione al canale. Certo, essendo un artista "pop" Jackson ha dovuto seguire certe mode e non è riuscito a reinventarsi in modo convincente, finché certe sue ossessioni e stranezze si sono messe sulla strada della musica, ma non considerare Off The Wall e Thriller due vere e sentite opere d'arte mi sembra eccessivo. E' chiaro, Jackson ha lasciato un'impronta che poi ha portato ai vari Britney Spears e Justin Timberlake, loro sì manifatturati da capo a piedi, ma questa colpa non può essere imputata ad uno che possedeva controllo e visione artistica. Chiudo facendoti notare i tributi di stima che sono arrivati a Jackson anche da musicisti underground e "alternativi" (tipo Questlove dei Roots, lui va bene come artista?), a volte è proprio vero che i musicisti hanno orecchie ben più aperte di fan e sedicenti critici.


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MessaggioInviato: gio 30 lug 2009, 15:30 
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Primavera
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Reg. il: dom 20 mag 2007
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black_skin ha scritto:
Questo tuo intervento mi sembra alla stregua dello snobismo dei tanti che vorrebbero creare un confine fra musica pop "alta" e "bassa"

Premesso che non faccio alcun mistero di essere moooolto snob, il confine non è che si crea: esiste. Una cosa è il pop degli Smiths e una cosa quello di Den Harrow... t'ho fatto un esempio estremo, certo, ma credo possa servire a chiarire al meglio il concetto

black_skin ha scritto:
Michael Jackson era solo un performer e i Talking Heads artisti in base a non si sa bene quale regola.

In base alla regola che non mi pare che i Talking Heads abbiano mai fatto canzoncine come "Bad" e "Smooth criminal" :)

black_skin ha scritto:
Jackson non suonava strumenti, ma curava le coreografie (è arte anche quella) e la propria immagine al 100%

Mi pare di aver espresso perplessità sul valore del Jackson musicista/compositore. Di danza, in tutta sincerità, non ci capisco nulla e mi guardo bene dal fare valutazioni.

black_skin ha scritto:
in più parecchie fonti raccontano che si presentava in studio con tutti gli arrangiamenti delle canzoni in testa e li insegnava ai musicisti, non è certo un caso se molte delle sue canzoni sono creditate soltanto a lui e non al solito battaglione di musicisti di studio. Bisogna solo suonare rudimentalmente una chitarra come Lou Reed per essere artisti?

Assolutamente, non mi sognerei mai di definire Lou Reed un grande strumentista. Ma, perdonami, nel mio infinito snobismo, uno che ha composto metà del repertorio dei Velvet Underground - band che ha tracciato le coordinate da cui si sono sviluppati almeno trent'anni di musica a venire, come chiunque sappia distinguere un pianoforte da un citofono potrà confermare - lo trovo un filino più degno di considerazione (sempre in termini musicali) di un pur eccellente ballerino/coreografo. Gli arrangiamenti non fanno mai parte dei credits di una canzone, in cui compaiono semplicemente autore del testo e della musica.

black_skin ha scritto:
E per quanto riguarda lo studio, ha dedicato anni ad osservare certo cinema, certi artisti venuti prima di lui, da Fred Astaire a Charlie Chaplin, non a caso è stato il primo a definire il concetto di video promozionale.

Infatti hai dato un parere argomentato che apprezzo molto. Non dirmi, però, che non sei mai incappato in un esponente della miriade di soggetti che si mettono a parlare di cinema senza avere idea dei concetti di "montaggio", "sceneggiatura", "fotografia", etc.
Per carità, i gusti personali son tutti rispettabili, e se uno sta bene a guardare i film di Neri Parenti lo faccia pure. Ma la presunzione di ritenersi "competenti" senza aver mai visto un Welles o un Lang o un Truffaut e senza saper distinguere uno zoom da un carrello mi infastidisce alquanto.
Io posso dire che un'opera architettonica mi piace o meno, ma non ho gli strumenti per valutarne l'incidenza artistica, tanto per intenderci.

black_skin ha scritto:
E' anche per questo che trovo ingenuo il commento "MTV vi ha deviato", quando sono stati proprio i video innovativi di Jackson a dare una direzione al canale.

Eh... cosa che per me non è un merito, avendo contribuito a trasformare la musica da espressione artistica a prodotto di mercato.
Ma poi, scusa, se il famoso video di John Landis anziché a "Thriller" fosse stato abbinato a - che so - "Brutta" di Alessandro Canino, ora dovrei definire quest'ultimo un genio della musica? La capacità di Jackson (o del suo entourage) di proporsi non l'ho mai messa in discussione: ho sempre e solo parlato di musica.

black_skin ha scritto:
non considerare Off The Wall e Thriller due vere e sentite opere d'arte mi sembra eccessivo.

Due discreti album di musica pop che senza il corredo mediatico che si portavano dietro godrebbero di tanta considerazione in meno.

black_skin ha scritto:
E' chiaro, Jackson ha lasciato un'impronta che poi ha portato ai vari Britney Spears e Justin Timberlake, loro sì manifatturati da capo a piedi, ma questa colpa non può essere imputata ad uno che possedeva controllo e visione artistica.

Mai mi sognerei di paragonarlo a Britney Spears, per carità. Su questo ti do pienamente ragione. Intendiamoci... pare che io voglia dire «Jackson faceva ca'are»... semplicemente lo trovo uno che ha fatto qualche discreta canzone e altrettante (se non di più) cose tranquillamente prescindibili e che la sua impronta sull'evoluzione della musica sia assai più profonda relativamente agli aspetti del marketing e della confezione che non in quelli prettamente artistici (laddove per arte intendo comporre una canzone trovando soluzioni armoniche non scontate e ricercare sonorità che non siano necesseriamente quelle che la moda del momento impone).

black_skin ha scritto:
Chiudo facendoti notare i tributi di stima che sono arrivati a Jackson anche da musicisti underground e "alternativi" (tipo Questlove dei Roots, lui va bene come artista?), a volte è proprio vero che i musicisti hanno orecchie ben più aperte di fan e sedicenti critici.

Guarda, mi sento più musicista che critico, sebbene di questi tempi mi trovi più spesso a scrivere di musica che a suonarla.

Grazie per l'interessante scambio di opinioni (era questo che mi premeva, non fare un'inutile provocazione e/o affermazione di superiorità).


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