Enri ha scritto:
fuzz77 ha scritto:
Enri ha scritto:
No, significa fare il concorso vecchia maniera, dove basta la laurea per accedervi.
L'esame di avvocatura è giusto tenerlo ma renderlo accessibile anch'esso con la sola laurea senza ulteriori ostacoli di sorta... Un'idea può essere inserire il praticantato (magari 6 mesi invece che 18) nell'ultimo anno di studi...
Eh, anche oggi che io sappia basta la laurea in legge per fare il concorso in magistratura
No no, ci vuole almeno uno tra master, avvocatura, praticantato, scuola magistratura, nonché ovviamente esercitare già altre professioni analoghe..
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Quindi sono rimasto totalmente all'oscuro degli ultimi sviluppi del concorso in magistratura, praticamente sono fermo al 2007 quando mi frequentavo con una tipa che lo stava provando.

JC ha scritto:
Ma semplicemente se uno si laurea in giurisprudenza non è avvocato
Un laureato in giurisprudenza è dottore in legge, quindi conosce il diritto in senso ampio
Di li fare l'avvocato è il percorso più ovvio ma non l'unico
Diciamo che è una laurea che offre possibilità di fare l'operatore giuridico a vari gradi e livelli.
E' anche vero che presa a sé stante dice poco, nel senso che va necessariamente proiettata in un impiego, pubblico o privato, che porterà ad applicarne i principi.
Per quanto riguarda la professione di avvocato, posso dire che la conoscenza meramente accademica dei principi giuridici entra in disordine una volta incontrato il riscontro fattuale.
Soprattutto le procedure, civile e penale, assumono un significato molto più pregnante di quello astratto compreso in sede di preparazione degli esami.