Sandro ha scritto:
il Mister ha scritto:
Ok, quindi per risolvere i "disagi" dell'immigrazione, dobbiamo costruire più carceri. La soluzione è questa, giusto?
No. Il sistema carcerario interviene dopo che il problema si è già manifestato.
La vera chiave è la gestione, non la reclusione. Una soluzione strutturale richiede un mix di:
1) Canali di ingresso legali e flessibili legati al mercato del lavoro;
2) Politiche di integrazione concrete: apprendimento della lingua, inserimento lavorativo, soluzioni abitative. In tal senso lo slogan "prima gli italiani" strombazzato da diversi partiti politici di estrema destra non aiuta, perché favorisce l'esclusione anziché inclusione, incentiva il lavoro nero, agevola il caporalato.
3) Controlli efficaci e accordi internazionali per rimpatri rapidi ed equi di chi delinque o non ha diritto alla protezione;
Concordo e sottoscrivo tutti e tre i punti.
Aggiungo che il principio di base debba essere quello secondo cui chi viene per delinquere (o dimostra di voler fare solo quello) viene represso duramente mentre chi viene per lavorare e vive onestamente va tutelato e difeso (non a parole ma concretamente e con azioni dirette). Nella narrazione che corre sui social gli immigrati non pagano nulla, hanno tutto gratis e percepiscono tutti i sussidi pubblici immaginabili (e a volte anche quelli non immaginabili).
Poi è ovvio che anche attuando pedissequamente questi principi ci sarà sempre una parte di immigrati che delinquono e che sfuggono da logiche di legalità (direi che è fisiologico e non solo per gli immigrati). Però di certo chi ha meno interesse di tutti a gestirlo il problema è la destra.
Tenerlo sempre in uno stato di perenne emergenza torna utile a livello elettorale. Chi glielo fa fare a gestirlo il fenomeno quando puoi sfruttarlo per restare al governo e fare i #@*§ tuoi?
Anche perché è lo stesso ministro dell'Interno a dire che non siamo in uno stato di emergenza.