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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: lun 31 ott 2022, 13:24 
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Tra l'altro quella foto è del 2019, quindi tutto sommato a inizio della sua presidenza.


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: lun 31 ott 2022, 13:55 
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Ma perché perdere tempo a replicare all'ineffabile SistemaDiFrenata? :asd Tanto è acclarato che chiunque osi contraddire il suo Verbo verrà di default etichettato - di volta di volta - come fanboy grillino/leccacùlo di Putin/terrapiattista ecc. ecc.

Per restare al tema specifico, lui sicuramente - essendo uno di quelli studiati - alle scorse Politiche avrà votato il partito mejo figo der bigoncio :sisi (ah, se solo ci rivelasse quale :cry).


Ultima modifica di Lollo11 il lun 31 ott 2022, 17:00, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: lun 31 ott 2022, 14:50 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Governo Meloni, i primi atti mi suscitano serie preoccupazioni

I primi atti del governo Meloni suscitano serie preoccupazioni per la nostra democrazia. Nella piena contraddizione con la Costituzione e con le norme consuetudinarie del diritto internazionale è stato vietato l’approdo a Lampedusa di due navi delle Ong cariche di migranti, dimenticando che la Costituzione, all’articolo 2, afferma che: “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (cioè di qualsiasi uomo)… e richiede l’adempimento di doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Sembra evidente che questo sia il primo atto con il quale la Meloni va incontro alle aspettative dei suoi elettori, che si erano sentiti traditi per la sua subordinazione totale all’Europa e agli Stati Uniti. A questo provvedimento ha fatto seguito lo scioglimento di una manifestazione di ragazzi universitari che pacificamente dimostravano all’interno dell’Università di Roma La Sapienza con il pretesto che la riunione non era autorizzata.

A parte la considerazione che, ai sensi dell’articolo 17 della Costituzione: “i cittadini hanno il diritto di riunirsi pacificamente e senza armi…”, bisogna ricordare che esiste una consuetudine secondo la quale all’interno delle università le riunioni sono sempre state considerate legittime, se svolte pacificamente.

Oltre a questi atti compiuti preoccupano le voci che circolano in ordine ai provvedimenti che dovrebbero essere presi dal Consiglio dei ministri. Si tratta in particolare di quelli relativi alla gestione della pandemia Covid, quelli che riguardano l’ergastolo ostativo e l’entrata in vigore della riforma della giustizia della Cartabia e quelli relativi al reddito di cittadinanza.

Quanto al Covid sembra certo che saranno riammessi in servizio i sanitari che hanno rinunciato a farsi vaccinare, il che (ed è stato già notato) è come inviare dei vigili del fuoco che accendono il fuoco anziché spegnerlo, e l’eliminazione della sanzione penale prevista nei confronti di coloro che si sono sottratti all’obbligo vaccinale, anche qui si tratta di un evidente dono della Meloni alle aspettative dei suoi elettori no vax.

Quanto alla giustizia si deve riconoscere che la Meloni ha pienamente ragione nel voler mantenere la distinzione tra ergastolo comune e ergastolo ostativo.

Il fatto cioè che l’ergastolo comminato a causa di reati gravissimi, come quelli di mafia e terrorismo, ostano alla concessione dei cosiddetti benefici (riduzione di pena, permessi ecc.), infatti è sfuggito alla Corte costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’ergastolo ostativo, il fatto che la concessione dei benefici limitata solo agli ergastoli comuni risponde a un principio di ragionevolezza, poiché è estremamente ragionevole ritenere che taluni orrendi reati possono consentire anche la concessione di premi, a meno che chi ha commesso detti reati, considerato che la pena deve mirare alla rieducazione del condannato, non collabori con la giustizia, dimostrando in tal modo il suo reale pentimento.

Non esiste dunque nessuna violazione del principio dell’eguaglianza nel trattamento, poiché si tratta di situazioni diseguali che vanno disciplinate in modo diverso. È da notare inoltre che se si toglie al giudice la possibilità di avere collaboratori di giustizia, si viola un altro principio fondamentale della Costituzione, cioè si viola la tutela dei diritti di tutti i cittadini a una vita ordinata e civile, alla quale hanno il dovere di provvedere le apposite istituzioni.

Quanto alla riforma Cartabia si parla di un rinvio della sua entrata in vigore ai fini di un suo riesame e potrò quindi dare un giudizio solo in ordine alle soluzioni che saranno adottate.

Per quello che riguarda il reddito di cittadinanza devo ricordare che esso ha conseguito il fine importantissimo di salvare dalla povertà assoluta oltre un milione di persone e che il suo restringimento soltanto agli inabili al lavoro presuppone l’esistenza di posti di lavoro da occupare. Posti di lavoro che non esistono a causa dell’affermazione del sistema economico predatorio neoliberista, che ha prodotto la privatizzazione del demanio pubblico e ha eliminato l’intervento dello Stato nell’economia, con le relative possibilità di occupazione.

Ed è inoltre puramente illogico pensare che le imprese private possano risolvere questo problema, poiché, come si è visto con il Quantitative Easing di Draghi, queste ultime pur avendo la possibilità di avere crediti dalle banche a tasso zero, non hanno investito in attività produttive, creatrici di posti di lavoro, ma in prodotti finanziari, il cui fine è spostare la ricchezza da un soggetto a un altro senza nulla produrre per la collettività.

Per cui, a mio avviso, chi non riesce a trovare lavoro, a causa delle distonie del sistema, si trova certamente in una situazione che legittima per loro qualche forma di sostentamento.

In sostanza sembra che più che uno stato sociale la Meloni abbia in mente uno stato completamente subordinato allo strapotere dei più ricchi, non importa se italiani o stranieri, senza accorgersi che in tal modo non si tutela affatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini come prescrive l’articolo 3 della Costituzione.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/1 ... i/6857388/


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: lun 31 ott 2022, 15:12 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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esser ha scritto:
In sostanza sembra che più che uno stato sociale la Meloni abbia in mente uno stato completamente subordinato allo strapotere dei più ricchi, non importa se italiani o stranieri, senza accorgersi che in tal modo non si tutela affatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini come prescrive l’articolo 3 della Costituzione.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/1 ... i/6857388/


In teoria il partito di Giorgia Meloni verrebbe dalla tradizione della cosiddetta "destra sociale" (seppur chiaramente seguendo una certa evoluzione dal 1994 in poi) e quindi dovrebbe avere a cuore anche una certa idea di Stato sociale. Ma che nei fatti sarà un governo "dalla parte dei ricchi" non c'era il ben che minimo dubbio (almeno io non l'ho mai avuto 'sto dubbio). Ma come era tale anche il governo Draghi eh. Il fatto che in alcuni ministeri ci sia una sorta di continuità (vedi al MEF) è lì a dimostrarlo.
La lotta all'immigrazione irregolare e la sicurezza sono diventati temi popolari e sentiti (anche per colpa di chi ha governato in passato, evidentemente) ma concretamente quelli che veramente dovrebbero contare e spostare in ottica del benessere delle masse dovrebbero essere i temi legati al fisco, al lavoro e alla politica industriale e appunto in generale dello Stato sociale.

Comunque sia, previsioni a parte, vediamo nei fatti cosa faranno...


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: lun 31 ott 2022, 16:18 
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Reg. il: mer 25 lug 2012
Alle ore: 16:51
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Località: Isola di Diego Garcia.
Lollo11 ha scritto:
Ma perché perdere tempo a replicare all'ineffabile SistemaDiFrenata? :asd Tanto è acclarato che chiunque osi contraddire il suo Verbo verrà di default etichettato - di volta di volta - come fanboy grillino/leccacùlo di Putin/terrapiattista ecc. ecc.

Per restare al tema specifico, lui sicuramente - essendo uno di quelli studiati - alle scorse Politiche avrà sicuramente votato il partito mejo figo der bigoncio :sisi (ah, se solo ci rivelasse quale :cry).


Ma io spesso sono anche d'accordo con lui.

Però, ecco, essere contro il governo e prendersela con il principale oppositore del governo stesso è indice di una certa confusione.


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: lun 31 ott 2022, 23:19 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
Alle ore: 9:23
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Dal Cdm ok a decreto unico su Covid e rave. Meloni: "Sul Covid no ad un approccio ideologico"

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto unico sulle misure per il Covid, i rave party e il carcere ostativo.

Tra le misure decise nel decreto c'è anche il rinvio al 30 dicembre dell'attuazione della riforma Cartabia.

E' stata inoltre approvata la nomina dei 31 sottosegretari e degli 8 viceministri. Stop all'obbligo vaccinale anti-Covid per medici e professioni sanitarie. Resta, invece, l'obbligo di mascherina negli ospedali e nelle Rsa.

In serata il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto. Via libera dal Capo dello Stato anche alla nomina dei nuovi sottosegretari con un Dpr.

E' "fiera" dell'intervento sull'ergastolo ostativo. Assicura che non ci sarà più "un approccio ideologico" nella gestione Covid. E dà il segnale che "in Italia non si può venire a delinquere" con l'organizzazione dei rave party che diventa reato. Aveva promesso "discontinuità", Giorgia Meloni aveva promesso "discontinuità" e la rivendica con orgoglio al primo consiglio dei ministri davvero operativo, che ha anche completato la squadra di governo con la nomina di 39 nuovi sottosegretari (8 diventeranno viceministri). Garantisce, come fanno anche i ministri, che non ci per ora non ci sono "problemi", che la squadra, a una settimana dall'insediamento dell'esecutivo, lavora "con compattezza ed entusiasmo" nonostante il centrodestra a guida Fdi sia arrivato a governare il Paese "nel momento più difficile per la nazione".

"Non ci sono problemi per ora. Mi aspetto dalla mia squadra compattezza e lealtà e le sto riscontrando". Un decreto che il presidente della Repubblica valuterà, come sempre, con la massima attenzione senza anticipare giudizi, si ricorda in ambienti parlamentari. Anche se la forumula omnibus viene attaccata da alcuni settori del Parlamento. Rinvio della riforma della giustizia penale, stop all'obbligo di vaccini per i sanitari e la stretta contro i raduni illegali vengono presentati in un unico provvedimento. Che fa salire subito sulle barricate le opposizioni, Pd in testa. Il primo Cdm "tradisce le aspettative elettorali" vanno all'attacco i Dem, con il segretario Enrico Letta che punta il dito contro un "esordio" che "ha premiato i no vax". Mentre Giuseppe Conte stigmatizza la "tolleranza zero" contro i rave di un governo che invece "chiude tutti e due gli occhi" su "camicie nere di Predappio ed evasori". Ma il raduno nella città natale di Mussolini, minimizza il ministro Matteo Piantedosi "si tiene da anni" ed è caso "diverso" da quello di Modena. In ogni caso, taglia corto la premier sollecitata da un cronista a margine della conferenza stampa, si tratta di un evento "politicamente distante da me in modo significativo".

Respinge insomma le polemiche su fascismo e anti-fascismo, alimentate negli ultimi giorni anche dal caso sul 25 aprile. E dopo un'ora con i ministri a spiegare il provvedimento, torna a Palazzo Chigi per aprire la partita vera, quella su cui si giocherà la credibilità anche con Bruxelles, quella dei conti pubblici. Meloni si chiude nella sede del governo e con Giancarlo Giorgetti, lo staff del Mef (e il vicepremier Matteo Salvini), inizia a rivedere le tabelle della Nadef che, conferma, sarà aggiornata nel prossimo Consiglio dei ministri di venerdì. C'è da fare, ne è consapevole, "una corsa contro il tempo", ma la speranza è quella di portare già a fine settimana le prime misure contro il caro-bollette, che saranno completate poi con la manovra.

Certo la premier e il titolare del Mef avranno tirato un sospiro di sollievo davanti a un dato del Pil del terzo trimestre che doveva essere negativo e invece è cresciuto di mezzo punto. Lo scenario, insomma, potrebbe rivelarsi meno fosco di quanto le previsioni fino a ieri indicavano. E rafforzare la dote del 'tesoretto' da quasi 10 miliardi lasciato in eredità dalla gestione di Mario Draghi e Daniele Franco.

Per il momento da rivendicare c'è il primo atto anche "simbolico" sull'ergastolo ostativo, di cui aveva parlato anche nella relazione sulla fiducia, che conferma che "la lotta alla criminalità organizzata" è "un obiettivo" del governo e che contro la mafia "non si faranno passi indietro". Intanto, scherza, "ho tolto il bavaglio al ministro Nordio", mostrandosi attenta lettrice delle critiche che le vengono riservate. E che smentisce con forza, comprese quelle che vedono un rischio sui target del Pnrr con il rinvio della riforma Cartabia. "Ci prendiamo due mesi" per dare il tempo agli uffici di organizzarsi, ma "non c'è alcun rischio", garantisce, che il Piano "venga compromesso". Così come non ci sono stati dissidi nella formazione della squadra. Sottosegretari e viceministri (solo Salvini ne avrà due, uno leghista e uno di Fdi), assicura anche a deputati e senatori nella chat interna di Fratelli d'Italia, sono stati scelti sulla base "dell'esperienza parlamentare oltre che nel settore specifico". Certo ci sono state "mediazioni", perché c'era, conferma, "il tema della rappresentanza femminile" e quella "territoriale". Ma "avevamo promesso di essere veloci e lo siamo stati". Perché ora c'è da correre davvero.


https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/10/31/dal-cdm-ok-a-decreto-unico-su-covid-e-rave.-meloni-sul-covid-no-ad-un-approccio-ideologico_5e962845-b46a-4e9d-8be0-290a435610f2.html


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: gio 3 nov 2022, 8:29 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Omicidio Boiocchi, davanti all’episodio di San Siro serve tolleranza zero. Altro che rave party

La presidente Giorgia Meloni ha un problema molto più grave dei rave party e quello che è successo sabato a San Siro è soltanto la punta dell’iceberg. Scioglierlo o cavalcarlo? Questo è il dilemma politico.

I fatti sono noti, ma rischiano di scivolare fuori scena: sabato sera a Milano è stato assassinato tal Vittorio Boiocchi, pluripregiudicato e leader storico della tifoseria ultras dell’Inter. Pace all’anima sua. I capi ultras della curva nord hanno deciso di rendere omaggio al morto abbandonando lo stadio dopo il primo tempo di Inter-Sampdoria. Fatti loro. Ma – e qui sta il punto – volendo dare all’ossequio il giusto rilievo, hanno imposto a tutti coloro che occupavano quello spicchio di stadio di fare altrettanto: le testimonianze raccolte parlano di minacce, pugni, spintoni indiscriminatamente distribuiti a chiunque opponesse resistenza. Violenze tanto efficaci e indisturbate da ottenere il risultato desiderato: spalti vuoti.

La Digos indaga, l’Inter ha preso le distanze ribadendo i valori di fratellanza e antidiscriminazione cui si ispira la società e garantendo il doveroso sostegno agli investigatori. E ci mancherebbe!

Questo episodio pone almeno due questioni molto serie.

La prima: è purtroppo un dato acquisito quello di una certa attitudine criminale di talune tifoserie organizzate. Una attitudine che si traduce spesso in modalità che richiamano quelle mafiose, sia quando i mafiosi in senso stretto sono proprio tra i protagonisti delle vicende (come diversi processi hanno ormai stabilito), sia quando di mafiosi “patentati” pare non essercene, ma mafioso è senz’altro il metodo evidentemente fondato sulla forza di intimidazione del vincolo associativo, cioè in altre parole sulla capacità di queste organizzazioni di fare paura e di ottenere obbedienza. Il tutto per finalità che non si distinguono da quelle tradizionali delle associazioni mafiose più “blasonate”: soldi e potere.

Per affrontare questa questione ci vuole “tolleranza zero”, nessuna compiacenza, nessuna sottovalutazione, chi si comporta in questo modo non è un ragazzaccio che gioca a fare la faccia dura, uno che può essere sopportato quando non addirittura blandito e addomesticato perché utile allo spettacolo (e non soltanto), no: è un criminale e come tale va affrontato. Per questo auspico che qualora fossero confermate dalle indagini le condotte violente di cui sopra, la Procura di Milano voglia procedere per sequestro di persona e non soltanto per violenza privata. L’art. 605 del nostro Codice Penale è molto chiaro: chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni, pene aumentate se in danno di un minore. Il concetto di “privazione della libertà personale” è ampio e riguarda generalmente la restrizione volontaria della libertà fisica della persona, insomma: è sequestro quando impedisci a qualcuno di muoversi, ma anche quando obblighi qualcuno a farlo.

Ma la seconda questione è, se possibile, più grave della prima e attiene alla caratura ideologica di molte di queste tifoserie criminali. Organizzazioni non soltanto capaci di comportarsi come clan mafiosi, ma anche come braccio violento di questa o quella bandiera politica, tanto di estrema destra quanto di estrema sinistra. Il ministero dell’Interno si è dotato da tempo di un Osservatorio dedicato alle manifestazioni sportive che da anni monitora il fenomeno e i dati sono impressionanti. Nessuna forza politica democratica dovrebbe dare anche soltanto l’impressione di flirtare con queste organizzazioni per lucrare qualche rendita sul piano del posizionamento, del radicamento sociale e, finalmente, del consenso elettorale.

Tutto ciò posto, sarebbe significativo che la presidente del Consiglio Meloni, che ha già voluto mostrare i denti contro i mafiosi, facesse altrettanto con queste organizzazioni, incaricandosi di rappresentare la posizione dell’intero suo governo su entrambe le questioni. L’auspicio non vuole essere una retorica provocazione adesso che ci sono i nostalgici del Duce ai vertici delle istituzioni del Paese, ma una modestissima e preoccupata richiesta di attenzione, tanto più necessaria ricordando certe affettuose frequentazioni dell’allora, 2018, ministro dell’Interno Matteo Salvini, che non aveva avuto di meglio da dire a chi gliene chiedeva conto, che si era trovato “indagato tra indagati”. Certo oggi Salvini non è più ministro dell’Interno, ma lo è diventato il suo capo di gabinetto di allora.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/1 ... y/6859117/

toh qualcun'altro che la pensa esattamente come me...


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: sab 5 nov 2022, 6:52 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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Mi sa che 'sta cosa del "Il" e "La" sta un po' sfuggendo di mano :asd
Non è fake eh, basta spulciare nei canali ufficiali della presidenza del Consiglio dei ministri.

Comunque dopo una settimana passata a parlare di come vietare i rave party (alla faccia delle priorità) il governo batte un colpo su altre questioni un filino più importanti.

Meloni: 'Con la Nadef 30 miliardi per il caro energia fino al 2023'

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/11/04/meloni-con-la-nadef-30-miliardi-per-il-caro-energia-fino-al-2023_6d720e03-decb-460c-a38f-528e8d3b072b.html

Staremo a vedere concretamente di cosa si tratta.


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: sab 5 nov 2022, 8:49 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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ma soprattutto capire da dove li tirera fuori 'sti 30 miliardi...


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: lun 7 nov 2022, 23:43 
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Pace fatta?Come è andato il debutto europeo di Giorgia Meloni

Guerra, energia e migrazioni al centro degli incontri: sintonia e toni morbidi con le istituzioni comunitarie, completamente abbandonata la retorica sovranista

Un tour a tappe serrate: prima l’ambasciata italiana, poi il Parlamento, la Commissione e il Consiglio, per sette ore complessive di colloqui bilaterali, un pranzo e una cena di lavoro, strette di mano e sorrisi con i fotografi davanti e le bandiere dietro. Il primo viaggio internazionale di Giorgia Meloni da presidente del Consiglio l’ha portata a Bruxelles, nei palazzi di quelle istituzioni europee così spesso criticate in passato.

Ora però i toni sono diversi e nella nuova veste istituzionale con quelli che definiva «euroburocrati» è meglio andare d’accordo.

«L’Italia vuole partecipare, collaborare, difendere il proprio interesse nazionale all’interno della dimensione europea», dice la presidente nei quattro minuti, senza domande, dedicati ai cronisti. «Non siamo dei marziani, ma persone in carne ed ossa che spiegano le loro ragioni».

E infatti la trasferta belga si è svolta all’insegna della concordia, della disponibilità e della collaborazione, come si addice del resto al primo incontro fra i vertici comunitari e la rappresentante di un nuovo governo.
I crucci del governo
Al di là di una visita conoscitiva e di convenevoli piuttosto scontati, il nuovo governo italiano ha una serie di dossier aperti su cui insistere.

Il primo riguarda sicuramente il prezzo dell’energia: in continuità con la linea di Mario Draghi, l’esecutivo di Meloni spingerà per ottenere un tetto al prezzo del gas importato nell’Unione, e come il suo predecessore si sconterà con lo scetticismo di Germania e Paesi Bassi, che causa la riluttanza della Commissione a procedere in questa direzione.

La presidente italiana ha citato i «passi avanti» fatti a livello comunitario sul tema, ma per il primo test concreto servirà aspettare il 24 novembre, quando il ministro Gilberto Pichetto Fratin siederà insieme ai suoi omologhi nel Consiglio energia, gustoso antipasto del Consiglio europeo del 15-16 dicembre, l’ultimo dell’anno e il primo di Giorgia Meloni.

L’altra preoccupazione impellente di Palazzo Chigi riguarda l’ampio tema del debito pubblico e delle regole fiscali comunitarie. Forse per questo Meloni ha trovato il tempo per un pranzo con il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, durante il quale sono state affrontate tutte le emergenze del momento, come filtra dallo staff presidenziale.

Considerati ruolo e competenze di Gentiloni, è probabile che si sia parlato soprattutto di Pnrr e Patto di stabilità e crescita. La gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza potrebbe costituire un punto di attrito tra Roma e Bruxelles: Meloni ha garantito che verranno rispettate le tabelle di marcia comunitarie, ma insistendo sulla necessità di effettuare alcune modifiche dati i cambiamenti intercorsi nel panorama economico europeo dal momento dell’approvazione.

Qualche correttivo si può fare, sostiene la Commissione, ma con un raggio d’azione limitato e cioè sempre nell’ambito del regolamento che istituisce il fondo per la ripresa e la resilienza. Che all’articolo 21 specifica come ogni Stato membro possa in teoria, «a causa di circostanze oggettive», rielaborare il proprio piano. Alla Commissione spetta il compito di valutarlo e, se lo ritiene conforme, proporlo agli altri Stati membri per l’approvazione.

Sul secondo punto, non è un mistero la volontà italiana di cambiare le regole del Patto di stabilità e crescita: il rapporto entro il tre per cento fra deficit e prodotto interno lordo e il taglio obbligatorio annuo di un ventesimo della quota eccedente il sessanta per cento del proprio debito pubblico sono considerate troppo costrittive per l’economia nazionale.

Ma anche per quella europea, visto che la settimana prossima verrà presentata dalla Commissione una proposta di riforma che dovrebbe essere gradita ai governi dei Paesi più indebitati: secondo le ultime indiscrezioni, l’idea è quella che ogni Paese stabilisca con la Commissione un «piano personalizzato» di rientro dal debito, da seguire pena una procedura d’infrazione europea.

come una nazionalista radicale alla guida di un partito post-fascista: il modo cioè in cui era percepita prima delle elezioni.

«Parlare direttamente con le persone può aiutare a smontare una narrativa che è stata fatta spesso sulla sottoscritta e sul governo italiano» ha detto nel suo punto stampa Giorgia Meloni, che da qualche tempo sottolinea l’esigenza di trovare «soluzioni europee» ai problemi nazionali. Difficile, per chi rappresenta l’Unione europea, non annuire.


https://www.linkiesta.it/2022/11/giorgia-meloni-debutto-europa-ue/


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