Logan ha scritto:
A) Il governo dovrebbe chiudere alcuni luoghi, porre vincoli che non ha messo ed eseguire controlli più severi e frequenti. Allo stesso tempo però credo che anche le persone dovrebbero essere in grado di capire cosa è saggio fare e cosa non lo è, indipendentemente dalle restrizioni. Esempio davvero banale: il quindici ottobre potevi andare a mangiarti una pizza in dieci persone, però non l'avrei mai fatto. Secondo me una persona con un minimo di sale in zucca non lo avrebbe dovuto fare (se gli fosse importato qualcosa della situazione pandemica). Eccetera eccetera.
Tutto sommato quoto, infatti come dicevo qualche giorno fa anch'io nel mio piccolo ho sempre cercato di seguire 3 regole base (igienizzazione delle mani, mascherine al chiuso ed evitare assembramenti).
Logan ha scritto:
B) E chiaro che la soluzione non sia a chiudere tutto per l'eternità, almeno per quanto mi riguarda. Allo stesso tempo però credo che Sia indiscutibile che più restrizioni si mettano più scende l'Rt. Ogni restrizione ha un certo impatto sull'andamento epidemico ( ovvio che alcune restrizioni sono quasi inutili sotto quel punto di vista) però tutte compongono il mosaico dove il massimo è appunto il Lock Down con tutti a casa più o meno come a Marzo. Secondo me qualunque stato che metta delle restrizioni in più vede una diminuzione dei contagi. Per la Florida non sappiamo esattamente i motivi di quell'andamento epidemico, ma se avesse misure restrittive più importanti si può supporre che avrebbe avuto un numero di morti ben più piccolo di quello cha ha attualmente. Tutto questo fuori dal paragone in sé con l'Italia.
Insomma in qualunque stato meno restrizioni metti peggio va a livello pandemico. Pieno di studi di questo tipo, mi ricordo Enrico Bucci che su Facebook aveva messo un grafico dove veniva mostrato l'impatto di ogni attività sul contagio. La soluzione non è meno restrizioni e speriamo, ma ovviamente trovare un match tra economia e pandemia.
Più restrizioni (sensate, chè non tutte avevano e hanno una logica

) si prendono, più scende l'Rt. Bene (anche se è solo una parte della storia), ma bisognerebbe quantificare. Difficile farlo con precisione, ma almeno una stima così da capire cosa chiudere e cosa no, quali restrizioni sono utili e cosa no, aspetto su cui insistevo molto in questo topic a settembre. Altrimenti fai analisi costi-benefici a sentimento. Altrimenti chiudi a #@*§ di cane ed entri in quel circolo vizioso per cui siccome dai tutto il merito alle chiusure (ignorando addirittura il clima, elemento fondamentale nella diffusione di tutti i virus respiratori di questo mondo

), dopo devi richiudere di nuovo per evitare le ondate successive e non se ne esce più.
Dicevo, è comunque solo una parte della storia: se hai studiato modelli logistici (si parla spesso di curva di Gompertz, o modelli predatore-preda) saprai come è l'andamento consueto delle epidemie. L'Rt a un certo punto (e visto che non parliamo della peste bubbonica ma di un virus che ha una letalità attorno allo 0,5% questo punto critico non dovrebbe essere altissimo in termini di morti, anche se ce ne strafregassimo, cosa che ovviamente non sto consigliando... semmai lo è in termini di ricoveri) scende autonomamente.
Nella seconda metà novembre l'Rt è sceso ovunque, nelle regioni rosse, arancioni e gialle. A dispetto (fino a un certo punto ovviamente, ed è appunto questo il nodo della questione) delle misure, anzi se vogliamo essere precisi in quasi tutta Italia l'Rt ha raggiunto un massimo tra fine ottobre e inizio novembre, prima ancora dell'istituzione delle zone colorate. Oltretutto l'Rt di fine ottobre o inizio novembre (il massimo di questa secondata) è calcolato sulle 2 settimane precedenti. Quindi? Illuminami nuovamente.
Ripeto, le restrizioni servono, fin lì ci arriva anche Speranza. Anzi è tipo l'unica cosa che ha capito.

Ma restrizioni come chiudere i cinema (con mascherine e accessi limitati) incidono per più dello 0,005% sul tasso dei contagi? E che costo hanno invece?
Chiudere tutti i bar per 2 mesi quanto incide sui contagi e sui decessi? (Ripeto, con le dovute differenze ma l'Rt e le curve dei contagi, ospedalizzazioni e decessi sono in calo quasi ovunque da novembre o poco dopo, in regioni gialle, arancioni e rosse, in regioni con bar aperti e chiusi) E che costi ha per lo Stato invece chiudere tutti i bar per 2 mesi per poi doverli risarcire? Non sarebbe più intelligente e lungimirante investire le risorse in un altro modo? Per me sì, indubbiamente. Non vedo benefici
significativi nella chiusura dei bar. Se hai altri dati in merito citali pure.
Anche l'esempio della Florida, per quanto solo un esempio, è un caso interessante. Quello della Svizzera pure. Quelli del Lazio, Liguria, Sicilia, Sardegna e altri ancora (restando in Italia) pure.
Sul fatto che in qualunque Stato meno restrizioni prendi e peggio va, ne dubito fortemente. Messa su questo piano, è una spiegazione troppo semplicistica. Come dicevamo ci sono tanti altri fattori che incidono anche moolto di più delle restrizioni prese. Già il fatto che in Italia sia andata come è andata a livello di restrizioni e di decessi direi che è un controesempio (uno tra i tanti possibili) molto efficace.
Logan ha scritto:
Il Mister diceva che per lui sarebbe stato meglio chiudere tutto subito pesantemente già a Ottobre e poi ritornare a una vita simil normale. Non è stato possibile perché ci sono spinte diverse dalla confindustria a qualunque organizzazione di altro tipo per cui il governo davvero non può farlo. Addirittura l'opposizione considerava criminogeno prorogare lo stato di Emergenza il 7 Ottobre. Non siamo mica una dittatura, benché se ne parli a sproposito soprattutto da parte di fan del capitano, della georgia ameni personaggi simili.
Perfetto. Cito ciò che avevo scritto qualche giorno fa.
carl ha scritto:
Certo che riducendo i contatti riduci i contagi, o meglio riduci la probabilità dei contagi, ma per mandare avanti una società in uno Stato intero, anche durante un lockdown, non puoi mica bloccare al 100% la circolazione delle persone, la puoi solo ridurre di una percentuale che non si avvicina nemmeno al 100%.
Non so se l'hai notato ma se a marzo ordinavi una pizza a domicilio, c'era chi te la portava, quindi c'era anche chi la preparava e andava al lavoro per questo. Se andavi a fare la spesa trovavi il supermercato aperto, con molti prodotti sugli scaffali, quindi c'era chi andava in fabbrica a lavorare, le industrie che producevano "beni essenziali" (definizione che già a inizio aprile è stata molto ampliata) sono sempre rimaste aperte. Gli infermieri, medici, operatori sanitari sono sempre dovuti andare al lavoro ovviamente, e queste persone lavorano per forza di cose a stretto contatto con i pazienti (cioè le persone più fragili). Per consentire a tutte queste persone di andare al lavoro i mezzi pubblici (treni, autobus, tram ecc...) dovevano essere in funzione, non al 100% ma neanche, che so, al 20%. E così via.
https://www.ilsole24ore.com/art/coronav ... ud-AD0j9EK"Il 55,7% degli addetti di industria e servizi privati (credito escluso) sta andando al lavoro." (aprile 2020, in pieno lockdown)
https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/A ... final3.pdfIn questa analisi dell'INPS si scrive che "i lavoratori nei settori essenziali sono il 51,5%".
Anche questo è un concetto già espresso qua dentro: il lockdown vero, duro e puro, come lo descrivi tu, c'è stato davvero solo per gli improduttivi (pensionati, studenti, disoccupati) e per coloro che sono stati messi in smart working, che a quanto pare sono una percentuale non maggioritaria dei lavoratori.
Per tutti gli altri il lockdown è stato solo parziale, quindi non potevi assolutamente puntare all'eradicazione del virus, se non in tempi lunghissimi. Che d'altra parte è più o meno quello che avresti fatto tu, restrizioni a oltranza (anche per anni) in attesa del vaccino.
Con questi costi economici:
https://www.linkiesta.it/2020/06/istat- ... ile-covid/Che ovviamente, a lungo andare si ripercuotono in problemi sociali e di salute.
Più di così evidentemente era difficile se non impossibile fare, a livello di chiusure per un Paese intero, e se lo era allora figuriamoci adesso.
Quindi bisogna trovare match tra sanità e altre esigenze. Le abbiamo trovate? Prolungando le zone rosse o arancioni lo troviamo quest'equilibrio? Per me no.