bartoli ha scritto:
A me non piacciono le mezze misure. Per me bisognava stare a casa da settembre.
Non per tornare sui soliti temi, ma come ti ha detto Termopiliano, ti rendi conto che è una soluzione assolutamente insostenibile, vero? Ma proprio al 200%.
Tu avresti tenuto tutti a casa da settembre a maggio (e forse anche durante l'estate, visto ciò che hai scritto in altri post; quindi avresti tenuto tutti a casa per 9 mesi su 12, e anche negli altri 3 mesi avresti posto restrizioni non trascurabili) fino all'arrivo del vaccino (che come già detto, poteva benissimo metterci 1 anno in più per essere pronto, senza contare che anche così ci vogliono mesi per poterne vedere gli effetti, e non credo che ci siano certezze riguardo alla durata dell'immunità oltre i 6-8 mesi)?
Ci si rende conto dei costi clamorosamente alti a livello economico, sociale, psicologico, di una "soluzione" del genere?
Non siamo in un videogioco o in un film dove puoi congelare il tempo, vai in stato di ibernazione per 2 anni come nei film di fantascienza e ne esci fresco come una rosa.

La vita è un tantino più complicata di così, e i piani di cui si parla (economico, sociale, sanitario) sono tutti intrecciati tra loro e hanno conseguenze che si protraggono nel tempo.
Come si dice spesso in questo periodo, se hai un problema di salute esteso a livello nazionale, ne subisci comunque le conseguenze sul piano economico. Vero, ma è vero anche il contrario: se hai un problema economico e sociale che si ingrandisce sempre più, presto avrai anche un problema più generalizzato di salute.
Bisognerebbe tenerlo sempre a mente: non esistono quasi mai risposte facili a problemi complessi. Tenere tutti a casa, esattamente come riaprire tutto e fare finta di niente, sono risposte facili. Con la differenza che riaprire tutto (o anche solo qualcosa) viene considerata una visione egoista della situazione, mentre chiudere o tenere a casa le persone viene considerata una risposta "altruista" all'emergenza.
La realtà è che entrambe sono risposte facili che ignorano una marea di problematiche assolutamente non secondarie.