bartoli ha scritto:
Resistere un annetto e poi tornare finalmente a fare ciò che si faceva prima. Non è tanto difficile
E' questo che è discutibile, tra le altre cose. Siamo già a 10 mesi dall'inizio dell'emergenza e siamo tutti d'accordo che quella che stiamo conducendo ora non è vita, non è accettabile a lungo termine, per me non è accettabile già ora. D'altronde l'hai detto anche tu che ad esempio per i baristi i ristori sono abbastanza per
sopravvivere. E al di là del piano economico, sopravvivere è il termine giusto, in questo periodo che comincia ad essere piuttosto prolungato stiamo sopravvivendo, non vivendo una vita piena.
Cosa ti faceva credere che i sacrifici dureranno "solo" 1 anno? All'inizio ci han detto 2 o 3 mesi, poi durante l'estate ci siamo illusi (eppure c'è chi dice che dovevamo stare in lockdown anche d'estate), poi a ottobre bisognava fare dei sacrifici per salvare il Natale, poi a Natale sacrifici per evitare la terza ondata. Poi dopo il 6 gennaio ci sarà il 7 gennaio, e tutto gennaio e febbraio, e chi ci dice che la terza ondata non potrà cominciare in quel periodo? Quindi ci sarà un prolungamento del lockdown con modalità simili a quelle di novembre, si ritornerà a parlare almeno di zone rosse o arancioni, e così via fino all'estate.
Al picco della seconda ondata credo avessimo circa 450 casi al giorno per 100.000 abitanti e le zone rosse dovevano ridurre quel numero a una situazione
gestibile a livello sanitario. Quello era l'obiettivo. Ora siamo a 150 casi per 100.000 abitanti e la situazione mi sembra sia gestibile, ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva calano da tempo. L'unica eccezione sembra essere il Veneto.
Però sono bastate le foto degli assembramenti per shopping natalizio per far cambiare idea completamente al governo, e siamo tornati in lockdown per evitare la terza ondata. Ora Speranza se ne esce che bisogna arrivare a 50 casi per 100.000 abitanti. Ma chi l'aveva mai detto prima? L'obiettivo non era mai stato quello! Dov'è la logica in tutto ciò? Semplicemente non c'è.
E se il vaccino ci avesse messo 1 o 2 anni in più ad arrivare, come sembrava dovese essere? Posto che anche così, con più vaccini già pronti, si dovrà arrivare almeno a primavera inoltrata per vedere davvero gli effetti del vaccino stesso, ma a primavera inoltrata sappiamo che anche il caldo farà il suo effetto. E dopo? Per quanto durerà l'immunità data dal vaccino? Sappiamo che dovrebbe durare per 8-9 mesi (e non parliamo di immunità al 100% chiaramente, ma circa 95%, quindi nel frattempo sempre mascherina ovunque, distanziamento e magari anche misure demenziali come non poter uscire dal comune), ma abbiamo certezza su cosa accadrà dopo? Non mi pare, quindi cosa ti fa pensare che fra 6 mesi o fra 1 anno saremo liberi completamente o anche solo "liberi" parzialmente (tipo di non mettere la mascherina all'aperto)? Niente, è solo fede. L'unica speranza è data dal fatto che il vaccino è arrivato prima del previsto, tutto il resto è fede allo stato puro. Altrimenti con la lungimiranza di queste restrizioni continueremmo a sopravvivere (e non vivere) per chissà quanto tempo, altro che 1 anno. E anche col vaccino chissà.
Nel frattempo è grave, non certamente una tragedia ma comunque una cosa molto discutibile, che per limitare i danni di un virus che si propaga
prevalentemente (sia ben chiaro, prevalentemente, non sempre, ma nella stragrande maggioranza dei casi) nei luoghi chiusi e che uccide
prevalentemente over 60, si ritenga giusto o doveroso ridurre enormemente le libertà di tutti, anche dei 20enni e 30enni, anche all'aperto e a tempo indeterminato. Non è proporzionato alla situazione, non c'è logica. E non si parla di stare in 10 in un tavolo di un ristorante ad alitarsi in faccia, ma una cosa normale con tavoli al massimo da 4 persone, perchè no? Dov'è il collegamento tra impedire a quattro 20enni che vanno insieme fuori a cena o al cinema o anche semplicemente a fare una passeggiata, e contenere i danni di un virus che ha ucciso 73.000 italiani, di cui più di 72.000 over 50? Non è che non ci sia, ma è evidentemente molto labile.