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:asd


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Fraintesa la frase del premier

La battuta, durante la conferenza stampa con il presidente francese Sarkozy al termine del vertice Italia-Francia della scorsa settimana, ha fatto il giro del mondo, innescato polemiche sull'esuberanza linguistica del presidente del Consiglio e fatto piovere su Berlusconi accuse di machismo, al punto che due eurodeputate del Pd (Anna Paola Concia e Donata Gottardi) hanno portato il caso alla Corte europea di Strasburgo, con l'accusa di offesa ripetuta alla dignità delle donne. Ma se si riascolta più volte la registrazione, separando le parole con l'aiuto dei tecnici del suono, la frase effettivamente detta da Berlusconi a Sarkozy, in lingua francese e un po' distante dal microfono, risulta in tutta evidenza un'altra: «Tu sais que j'ai etudiè à la Sorbonne» (tu sai che ho studiato alla Sorbona), come del resto aveva subito precisato l'ufficio stampa di Palazzo Chigi, smentendo la trasmissione di Canal Plus che ha colto l'occasione della battutaccia per eleggere in diretta Berlusconi il «relou de l'année», definizione idiomatica di difficile traduzione, che starebbe per «uomo più greve dell'anno». Il corrispondente del Corriere della Sera è stato invitato ieri a riascoltare la registrazione e a darne un'interpretazione. La domanda fondamentale è: la parola «donna» può essere scambiata per Sorbona? Dato che in francese il nome della famosa università parigina si scrive con due enne, per il gioco degli accenti può suonare effettivamente come «donna». L'intento di Yann Barthes, il giornalista autore della trasmissione, era (ed è ancora, anche se il programma è stato rinviato) di confermare l'interpretazione iniziale, ritornando così sulla polemica con maggiori supporti tecnici e linguistici. Ma l'«accanimento sonoro» conforta l'impressione che la registrazione non possa dare adito a ulteriori equivoci.

corriere.it


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MessaggioInviato: mer 4 mar 2009, 15:28 
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Reg. il: lun 26 apr 2004
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E ora chi si offre volontario per la Centrale Nucleare vicino casa?

E non tanto per l'eventuale esplosione, che coinvolgerebbe tutti (chi più chi meno), ma per i quotidiani problemi di "piccole" perdite che capitano un pò in tutte le centrali del mondo e che spesso passano nell'anonimato.


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MessaggioInviato: mer 4 mar 2009, 15:35 
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Reg. il: mar 18 gen 2005
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Molleggiato ha scritto:
Fraintesa la frase del premier

Dev'essere il titolo più frequente delle notizie riferite a Berlusconi... :grin

(E forse è la prima volta che lo fraintendono davvero... :asd)


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MessaggioInviato: lun 16 mar 2009, 23:14 
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Reg. il: mer 28 lug 2004
Alle ore: 8:38
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L'italia NON é più capace di gestire il nucleare.
Quind isarete obbligati ad avere ingeneri, logistica, studi etc fatti dai mangia ranocchie :asd

ed inoltre é una tecnologia obsoleta.
La Francia stessa si dibatte per la conversione.


I leaders dell'eolico sono la danimarca, la germania, la finlandia.
l'italia come al solito é lontana.


Il vero schifo italiano, é un'altro: pagare la bolletta sopra la media a l'eni che doveva finaziare ricerca e alternative.
Non é stato fatto grazie ad un cavillo creato ad arte dai nostri bravi politici.

Mi raccomando ascoltate le #@*§ del berlusca e suoi consimili.


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MessaggioInviato: mar 17 mar 2009, 10:18 
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Reg. il: gio 6 mar 2003,
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Molleggiato ha scritto:
Fraintesa la frase del premier

La battuta, durante la conferenza stampa con il presidente francese Sarkozy al termine del vertice Italia-Francia della scorsa settimana, ha fatto il giro del mondo, innescato polemiche sull'esuberanza linguistica del presidente del Consiglio e fatto piovere su Berlusconi accuse di machismo, al punto che due eurodeputate del Pd (Anna Paola Concia e Donata Gottardi) hanno portato il caso alla Corte europea di Strasburgo, con l'accusa di offesa ripetuta alla dignità delle donne. Ma se si riascolta più volte la registrazione, separando le parole con l'aiuto dei tecnici del suono, la frase effettivamente detta da Berlusconi a Sarkozy, in lingua francese e un po' distante dal microfono, risulta in tutta evidenza un'altra: «Tu sais que j'ai etudiè à la Sorbonne» (tu sai che ho studiato alla Sorbona), come del resto aveva subito precisato l'ufficio stampa di Palazzo Chigi, smentendo la trasmissione di Canal Plus che ha colto l'occasione della battutaccia per eleggere in diretta Berlusconi il «relou de l'année», definizione idiomatica di difficile traduzione, che starebbe per «uomo più greve dell'anno». Il corrispondente del Corriere della Sera è stato invitato ieri a riascoltare la registrazione e a darne un'interpretazione. La domanda fondamentale è: la parola «donna» può essere scambiata per Sorbona? Dato che in francese il nome della famosa università parigina si scrive con due enne, per il gioco degli accenti può suonare effettivamente come «donna». L'intento di Yann Barthes, il giornalista autore della trasmissione, era (ed è ancora, anche se il programma è stato rinviato) di confermare l'interpretazione iniziale, ritornando così sulla polemica con maggiori supporti tecnici e linguistici. Ma l'«accanimento sonoro» conforta l'impressione che la registrazione non possa dare adito a ulteriori equivoci.

corriere.it


Ma Berlusconi ha mai studiato alla Sorbona ? :asd

Byez


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MessaggioInviato: mar 17 mar 2009, 10:49 
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Reg. il: mer 28 lug 2004
Alle ore: 8:38
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Cita:
Berlusconi il «relou de l'année»

:rofl :rofl :rofl


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MessaggioInviato: mar 17 mar 2009, 12:23 
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Reg. il: mer 8 giu 2005,
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Janacek ha scritto:
L'italia NON é più capace di gestire il nucleare.
Quind isarete obbligati ad avere ingeneri, logistica, studi etc fatti dai mangia ranocchie :asd


E' vero dal punto di vista amministrativo (non oso pensare alle collusioni con la Ndrangheta, la Camorra e Cosa Nostra... brr), ma non dal punto di vista tecnico.

[quote è
ed inoltre é una tecnologia obsoleta.
La Francia stessa si dibatte per la conversione.
[/quote]
Hai ragione. Abbiamo un premio nobel cacciato dalla commissione perchè in contrasto con Berlusconi, che continua a spingere per la tecnologia degli specchi convessi (credo si chiami così...), ma figurati se in Italia ci interessa approfondire un settore in cui saremmo leader mondiali... meglio lasciare certi compiti alla Spagna :asd

Cita:
Il vero schifo italiano, é un'altro: pagare la bolletta sopra la media a l'eni che doveva finaziare ricerca e alternative.
Non é stato fatto grazie ad un cavillo creato ad arte dai nostri bravi politici.

Mi raccomando ascoltate le #@*§ del berlusca e suoi consimili.


L'Eni, come molte altre compagnie di settore, brucia miliardi in speculazioni. Ora mi dicono che le bollette dovrebbero diminuire grazie al taglio del costo del greggio, poi si scopre che il rapporto tra diminuzione del costo del greggio e diminuzione tra costo della bolletta non è coerente, e che anzi il costo fisso della bolletta aumenta. Chissà com'è, chissà perchè.
Fino a quando non ci sarà una VERA liberalizzazione di elettricità e gas (e non questa sorta di farsa, simile a quella per la telefonia), Enel ed Eni continueranno a fare sostanzialmente come loro pare.


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MessaggioInviato: mar 17 mar 2009, 12:26 
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Reg. il: mer 28 lug 2004
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Cita:
E' vero dal punto di vista amministrativo (non oso pensare alle collusioni con la Ndrangheta, la Camorra e Cosa Nostra... brr), ma non dal punto di vista tecnico.

no insisto
anche dal punto di vista tecnico
l'italia no nha più le capacità tecniche e non ha più gli ingegneri per il nucleare di oggi.
lo so perché ho mio cognato che lavora nei quadri ad AREVA.
e lui é italiano ;)

oggi come oggi l'italia deve recuperare parecchie cose. non é più in grado di farlo da sola.


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MessaggioInviato: mar 17 mar 2009, 12:29 
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Reg. il: mer 8 giu 2005,
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noodles ha scritto:
Non sono sufficientemente informato per avere un'opinione definitiva. Diciamo che, in sostanza, per noi non dovrebbe cambiare molto avere un disastro nucleare in Francia o direttamente sul suolo italico...sempre morti siamo :asd


Parla per te! Se scoppia un bordello in Normandia io forse a Roma il #@*§ ancora me lo paro :asd

Cita:
L'unica cosa che posso dire con certezza è che, in questo genere di questioni, è sempre difficile distinguere il confine tra convenienza di molti (i cittadini) e convenienza di pochi (quelli che, dopo il via libera al nucleare, faranno palate di soldi). E questo, sia chiaro, vale anche per chi sponsorizza le fonti "pulite" - dall'eolico al fotovoltaico, ai biocarburanti.


Nud fidati, quella nucleare è una tecnologia non più al passo dei tempi. Il problema in Italia è strutturale. Pur avendo tutta l'opportunità di una gestione automa dell'energia nazionale, qui preferiamo importare. Non perchè non ci siano i piano di sviluppo o le tecniche di produzione di energia, ma semplicemente perchè conviene importare. E' un mero calcolo economico.
Lo stesso calcolo economico che spinge ora ad una riapertura del nucleare in Italia.
Intendiamoci, il nucleare NON E' necessariamente il male, ma è il processo che porterà al nucleare ad essere malato, e non contingentato con esigenze di sviluppo economico del territorio, ma solo - e come sempre - connesso ai classici malaffari della vita politica ed imprenditoriale dei quartieri alti di Milano, Roma e Torino.


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