il nik ha scritto:
Ma sicuramente su questo bisogna discutere, certamente però NON partendo da articoli farlocchi come quello citato!
Riguardo i numeri di positivi: l'indicatore principe dello stato dell'epidemia è il numero di ricoverati in terapia intensiva. Tutto il resto si basa su variabili molto poco controllabili, specie su larga scala. Quello che non capisco dei negazionisti, incluse le persone che danno credito all'articolo di don chisciotte, è come fanno a negare il fatto che gli ospedali abbiano dovuto sia questa primavera che adesso dotarsi di posti letto in più rispetto agli altri anni per tenere in vita le persone...bah.
Si ovvio, l'intasamento degli ospedali e delle terapie intensive è evidente. Non nel senso che sono arrivati sempre al collasso (in questa seconda ondata no, almeno a livello nazionale) ma si sono riempite molto velocemente.
Concordo con te, su cosa sia giusto fare bisogna confrontarsi e chi di dovere deve mantenersi molto flessibile, cosa molto difficile da fare.
Io resto convinto che chiudere la gente in casa a tempo indeterminato (la zona rossa alla fine è questo di nuovo, con qualche eccezione) non sia il metodo migliore per gestire la situazione.
Come resto convinto anche empiricamente che l'obbligo di mascherina all'aperto ovunque a meno che uno non si trovi in centro a Milano sia pressoché inutile.
Pigio_ ha scritto:
In estate ho visto di tutto in giro, assembramenti (veri, non quelli delle foto tattiche e poche o zero mascherine ) vari ma contagi pochissimi e non si può neanche dire che era per via dei pochi tamponi perché è oggettivo che non c'era nessun problema ospedaliero e una mortalità assolutamente normale, quindi chiediamoci quanto abbia inciso che sia arrivato in Italia il clima di maggio giugno luglio agosto e non lo stare reclusi in casa per due mesi in quel modo.
Esatto, il virus girava anche d'estate ma in quel momento probabilmente la stragrande maggioranza degli infetti non sapeva neanche di esserlo.(*)
Il problema è sorto successivamente, quando in teoria dovevamo essere preparati (a livello istituzionale!) a gestire una seconda ondata.
Solo che bisogna sempre ricercare i colpevoli, è nella natura umana sopravvalutare il proprio ruolo e sottovalutare altri fattori, come il clima.
E si è imposta la narrazione moralizzante che vuole che la seconda ondata sia stata colpa della "follia estiva", di "quelli che si sono divertiti d'estate".
Però le ospedalizzazioni si sono rialzate a settembre...
Poi uno può dire che se avessimo continuato a limitare gli spostamenti anche per tutta l'estate la seconda ondata non ci sarebbe stata in tutta Italia ed è vero, ma a che prezzo? L'economia sarebbe andata ancora più a picco, il turismo sarebbe stato azzerato.
Se una persona accetta forti limitazioni di movimento (per quanto possibile) per 2 anni probabilmente non si contagia nè contagia altri, ma che vita è quella? E soprattutto chi glielo assicura che 2 anni basteranno per uscire dall'emergenza?
Il vaccino sembrava dovesse arrivare dopo anni...poi per fortuna è arrivato presto, e nonostante tutto c'è chi dice che l'emergenza durerà un altro anno (quindi da marzo 2020 a fine 2021, quasi 2 anni...e teoricamente potevano/potranno benissimo essere di più).
(*) su questo andrebbe aperta una parentesi, nel senso che alcuni scienziati non credono che sia solo il clima a influenzare l'andamento del contagio, anche se il caldo certamente aiuta.
Sembra che possa dipendere ancora di più dal fatto che col caldo la gente tende a stare molto di più all'aperto, dove ci si infetta molto meno, piuttosto che al chiuso, quindi ne consegue che bisognerebbe incentivare la gente a stare all'aria aperta il più possibile!
E invece accade il contrario.
In tutto ciò, è assurdo che in zona rossa uno possa uscire di casa solo in rare occasioni, che venga criminalizzata la gente che passeggia all'aperto, e che da domani nonostante la zona rossa nazionale si potrà andare a trovare un amico o parente all'interno della regione ma solo nella sua abitazione e non restando all'aperto...
Anche da ció deriva la mia forte perplessità sull'obbligo di mascherina all'aperto ovunque.