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Eluana, eseguita l'autopsia Il padre: «Finita una violenza terapeutica»
Pg Trieste: denunce farneticanti, Paese di azzeccagarbugli L'Ordine medici di Udine avvia procedimento disciplinare
UDINE (10 febbraio) - La procura della Repubblica di Udine andrà fino in fondo per fare chiarezza totale sulla morte di Eluana Englaro. E qualora non fosse sufficiente l'autopsia, eseguita in serata a Udine, a fugare «qualsivoglia dubbio sulle cause e sui mezzi» che hanno causato la morte di Eluana, il Procuratore della Repubblica del capoluogo friulano, Antonio Biancardi, è pronto a disporre quelli che, per il momento, ha indicato come «ulteriori accertamenti».
Una prima relazione sull'autopsia sarà consegnata mercoledì mattina al Procuratore della
Repubblica, Antonio Biancardi. A quel punto il pm deciderà se rilasciare subito il nulla osta per il trasferimento di Eluana a Paluzza (Udine), dove sarà sepolta, o se invece prendere qualche momento di riflessione. Al momento, il corpo di Eluana si trova nell'obitorio dell'ospedale di Udine, sorvegliato da guardie private.
E' piombato il silenzio intanto oggi sulla casa di cura "La Quiete" di Udine, dove lunedì sera si è spenta Eluana al termine di un lungo calvario che l'ha vista in stato vegetativo permanente per 17 anni. Stamattina, davanti all'ingresso della casa di cura - fino a ieri affollato di manifestanti a sostegno della battaglia della famiglia Englaro e, sul fronte opposto, dei facenti parte dei comitati "pro-vita" - restavano solo candele accese, cartelli e palloncini bianchi in memoria di Eluana. Dopo la veglia di preghiera, accompagnata dalla luce di decine di candele e piccole fiaccole e protrattasi fino a notte fonda, l'ingresso della casa di cura è oggi sgombro: carabinieri e polizia presidiano la zona e hanno transennato la strada davanti all'ingresso della clinica.
Pg Trieste: nessun reato. «Per ora non abbiamo notizia della commissione di alcun reato - ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda - Sarà rigorosamente seguita la prassi che costantemente si usa in questi casi per accertare le cause della morte. Al momento mi sembra che siamo nell'ambito della routine di un decesso seguito a un ricovero». In relazione all'esecuzione dell'autopsia sarà seguita la prassi ordinaria. Non essendo stata finora ravvisata alcuna ipotesi di reato, la Procura della Repubblica di Udine non ha, infatti, emesso alcuna informazione di garanzia. La procura ha anche detto che saranno fatti «ulteriori accertamenti» se, dopo l'autopsia, dovesse sorgere «qualsivoglia dubbio» sulle cause della morte di Eluana.
Denunce farneticanti. «Tutte le scelte della Procura della Repubblica di Udine sono state prese in totale accordo e sintonia con il Procuratore Generale di Trieste che le ha totalmente condivise», ha poi affermato, in serata, lo stesso Deidda, interpellato dall'agenzia Ansa sulle numerose denunce presentate a Polizia, Carabinieri e varie Procure d'Italia sulla vicenda di Eluana. «In questo Paese di azzeccagarbugli, come dimostrano le denunce più o meno farneticanti - ha concluso Deidda - resta un punto di orgoglio dei magistrati: aver rispettato fino in fondo i principi dello Stato di diritto».
«Quella di Eluana è stata una morte serena»: lo ha detto, interpellato dall'agenzia Ansa, il neurologo Carlo Alberto Defanti che ha avuto in cura Eluana Englaro fin dall'inizio del suo stato vegetativo. «Mi risulta - ha aggiunto Defanti - che Eluana non abbia sofferto. L'autopsia potrà eventualmente rilevare sofferenze cerebrali dovute ai danni determinati dall'incidente stradale che Eluana ebbe nel 1992».
L'addio a Eluana. Beppino Englaro ha visto oggi sua figlia all'obitorio dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Questa mattina Englaro e sua moglie hanno lasciato Lecco per raggiungere, «scortati» dalla Digos, Udine e per dare l'ultima carezza alla figlia. Nella cappella dell'ospedale Civile si è recato però solo Beppino: una decina di minuti per salutare quella sua «creatura» che ha sempre definito «un purosangue della liberta». Englaro è entrato da un accesso secondario e si è intrattenuto per una decina di minuti.
«Chiedo il silenzio, non perdono la mancanza di rispetto». «Chiedo il silenzio, nient'altro». Così si è espresso poi il Englaro in un'intervista al Tgr della Rai del Friuli Venezia Giulia. «Non parlo più - ha aggiunto Englaro - non voglio più parlare. L'ho fatto tutti questi anni per Eluana che era e resta il primo pensiero mio e di mia moglie». Beppino Englaro tiene però a dire di non perdonare «la mancanza di rispetto» nei riguardi di Eluana e della sua famiglia.
«Non perdono - dice Englaro - la mancanza di rispetto per lei e per la mia famiglia subita tutti questi anni. Ora Eluana riposa in pace e io posso tacere. Fra me e lei c'era un tacito accordo di sangue. Voglio essere lasciato in pace, solo con me stesso. Eluana ha finito non un accanimento terapeutico, ma una violenza terapeutica. Non voleva che nessuno la mettesse le mani addosso e lo hanno fatto continuamente, per 17 anni».
Ordine medici Udine avvia procedimento disciplinare. L'Ordine dei medici di Udine ha avviato la procedura istruttoria del procedimento disciplinare nei riguardi dei medici che hanno assistito Eluana Englaro. Il Presidente dello stesso Ordine, Luigi Conte, ha convocato l'anestesista Amato De Monte per ascoltarlo giovedì prossimo, a Udine. La convocazione è stata fatta con un telegramma inviato oggi.
Giornalista Rai: era irriconoscibile. Eluana era «irriconoscibile» rispetto alle foto che tutti conoscono e vederla nel letto della casa di riposo La Quiete di Udine «è stato devastante»: è la testimonianza della giornalista della Rai Marinella Chirico, che domenica pomeriggio ha visitato la donna. «Eluana era esattamente così come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono. Una donna completamente immobile, che gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostare ogni dure ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l'unica parte che non si poteva tutelare era questa. Era una situazione devastante, emotivamente molto forte l'impatto».
Visita chiesta dalla famiglia. «Mi è stato chiesto di vedere Eluana - ha raccontato Marinella Chirico - perché c'erano delle critiche ferocissime e crudeli che mettevano in dubbio lo stato reale di Eluana. Questa polemica continuava a crescere e Beppino era profondamente ferito e angosciato dal fatto di non essere creduto quando diceva che la figlia era veramente in condizioni disperate. Mi hanno chiesto se volevo vedere Eluana perché volevano che un professionista dell'informazione, ma anche una persona di fiducia entrasse in questa stanza. Domenica pomeriggio, accompagnato dal dottor De Monte, sono entrata nella cameretta di Eluana. Siamo rimasti lì quasi tre ore. Ci sono state le cure, e c'è stata anche la visita di un ispettore, come previsto dal protocollo».
Curatrice: vergognoso gettare ombre. «È una vergogna che qualcuno voglia gettare ombre su questa drammatica vicenda». È il commento dell'avvocato Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana alle affermazioni di chi ha sostenuto che ci sia stata una qualche irregolarità nell'applicazione del protocollo. «Non c'è limite al peggio. Il protocollo è stato seguito alla lettera ed è anche stato consegnato».
Campeis: protocollo seguito alla lettera. «Il protocollo steso sulla base del decreto della Corte di Appello di Milano è stato seguito alla lettera in collaborazione con i due consulenti nominati dalla Procura»: lo ha detto oggi l'avvocato Giuseppe Campeis che ha assistito la famiglia Englaro. «Sotto questo profilo - ha spiegato - siamo assolutamente tranquilli. Non c'è stato, nè ci poteva essere - ha concluso - alcuna difformità».
Sacerdoti lavoratori sposati disposti a celebrare i funerali. «Eluana riposi, finalmente, in pace dichiara la redazione dei sacerdoti lavoratori sposati che, nell'esprimere «solidarietà piena alla famiglia», si rende disponibile, come per i funerali di Welby, per la celebrazione del rito. L'associazione dei sacerdoti lavoratori sposati denuncia «l'arroganza e cattiveria di molti uomini e movimenti di Chiesa che, con le loro intrusioni, hanno provocato un conflitto istituzionale alla faccia dei rapporti Stato-Chiesa e della laicità dello stato».
Non ci sarà funerale, ma solo benedizione. Non ci sarà alcun funerale per Eluana ma solo una benedizione al cimitero di Paluzza (Udine) dove verrà sepolta accanto al nonno Giobatta. Nella Carnia che tanto amava. Non è stato ancora deciso se la cerimonia si svolgerà domani o giovedì. La volontà di papà Beppino è quella di far cremare la figlia e, prima della sepoltura nel cimitero del paese di cui è originario, di farla benedire. Una funzione molto semplice in forma privatissima solo con i parenti e gli amici più cari.
Englaro in serata con la moglie Saturna è andato a casa del fratello Armando a Paluzza. E proprio da lì, dopo una giornata che è stata per lui ancora una volta «una dura prova», chiede ,«per quanto sia possibile», che tutto rientri nel privato, «in una sfera che è anche umana», perché ora per lui è
arrivato il momento, dopo anni di battaglie pubbliche, di «vivere il suo immenso dolore da solo».
L'ultimo viaggio di Eluana sarà silenzioso, come ha chiesto la famiglia. In mezzo alla neve che in questi giorni copre le tombe, piccole e ordinate, in mezzo alle cappelle, bianche, con i portici e tanti fiori. Eluana riposerà lontano dai clamori nei quali ha dovuto «sopravvivere» in questi 17 anni. In una tomba di famiglia discreta, non dissimile dalle altre, che sono dei Primus, dei Muser, dei Puntel, dei Plozner. «Aspetto che qualcuno mi telefoni - ha detto oggi don Tarcisio Puntel, parroco di Paluzza - da parte mia c'è la massima disponibilità».
Papà Beppino (mamma Saturna, malata da tempo, non l'ha seguito), dopo aver dato un ultimo bacio alla "piccola Eluana", nell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, è salito a Paluzza, dal fratello, Armando. «Era già tutto programmato - ha detto Armando, ancora gli occhi lucidi - Insieme piangeremo, rifletteremo su tutta questa vicenda. Poi lui e mia cognata decideranno».
il messagero
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