Jules ha scritto:
Meno contatti hai meno probabile è il contagio. Mi sembra la correlazione più banale del mondo, ed è dimostrata anche dai fatti. Guarda quei Paesi dove hanno minimizzato il tutto, come USA o inizialmente, fino a che non hanno compreso, UK e Brasile.
Certo, ma bisognerebbe anche considerare il prezzo da pagare.
Le misure di marzo/aprile sono state prese (esattamente come in questa seconda ondata) quando la curva dei morti si stava già impennando. A quel punto non puoi farci più niente, puoi solo sperare che il sistema sanitario regga (e non ha retto). In 16 regioni in particolare fu praticamente tutta scena, dettata dall'improvvisazione e dal caos. Di scienza ce n'era meno di zero e tanti scienziati ormai sono concordi su questo.
Non proprio, come dici tu le misure servono per ridurre i contatti e dunque i contagi. Quindi o le prendi per prevenire
in anticipo i contagi o per ridurli
appena questi si alzano (tempestivamente dunque); se le prendi dopo, quando si sta già impennando la curva dei morti, a quel punto è tutta scena.
Perchè le epidemie, per loro stessa natura, non crescono esponenzialmente (se non in una prima fase di ogni ondata), arrivati a un certo punto in cui la gente si autoregola (resto dell'idea che bastino davvero poche misure soft, ma che vadano applicate per tempo) e di gente da infettare ce n'è meno (tra il fatto che non tutti ma comunque molti si autoregolano; alcuni, in particolar modo i più deboli, sono già morti o hanno il virus in quel momento; e tanti altri che hanno avuto il virus recentemente ora hanno gli anticorpi) si raggiunge un punto di equilibrio e la velocità di diffusione del virus rallenta da sola (l'Rt cresce ancora ma più lentamente di prima, poi cala, per poi finalmente scendere sotto a 1).
Seguimi, apri questo link alla slide 6.
https://public.flourish.studio/story/43 ... 0pAuc2OQkUL'Rt sono i pallini rossi. Non quelli viola, quelli rossi.
Come vedi a fine settembre (non durante la pazza gioia estiva, ma a fine settembre) comincia a crescere, dapprima lentamente, poi fino al 23 ottobre c'è quella crescita di tipo "esponenziale" (dal 15 al 23 ottobre, in una settimana, l'Rt passa da 1.17 a 1.5). Nella settimana successiva, l'ultima di ottobre (dal 23 al 30), l'Rt cresce ancora, da 1.5 a 1.7, quindi è già una crescita più lenta. Ok?
Dal 30 ottobre al 9 novembre l'Rt raggiunge il suo picco (cresce appena da 1.7 a 1.72, praticamente ha raggiunto il famoso plateau). Dal 9 novembre in poi l'Rt cala costantemente. Le zone rosse sono state istituite il 6 novembre. Come possono avere inciso in 3 giorni, se l'efficacia di ogni misura restrittiva si vede dopo 10/15 giorni?
Ma soprattutto l'Rt stava rallentando la sua corsa già a partire dall'ultima settimana di ottobre. Vuol dire che già prima si stava raggiungendo l'equilibrio di cui parlavo. Le misure successive sono state semplicemente tardive/inutili, infatti i morti che abbiamo ora sono gli stessi che nella prima ondata.
Come si vede dal grafico, l'andamento della curva viola ha la capacità di "predire" o prevedere piuttosto bene quello dell'Rt (è molto simile, solo che quella viola è traslata indietro nel tempo). Quindi già nella seconda metà di ottobre, guardando la curva viola, si poteva intuire che l'Rt sarebbe calato presto senza bisogno di ulteriori misure, cosa che poi è accaduta a partire dal 9 novembre. E tra il 10 e il 17 novembre infatti c'è stato il picco dei contagi. Ma le zone rosse non c'entrano nulla,
al massimo possono aver inciso dopo, accelerando quel trend, che però era già in atto da prima! Oltretutto che l'Rt di una certa data viene calcolato sul periodo appena precedente a quella data.
Se guardi la slide 17 (che rappresenta la curva dei decessi) e
in alto selezioni "tutte le date" lo vedi da un altro punto di vista.
Guarda com'era la curva dei decessi al 6 novembre (data in cui sono state istituite le zone rosse). Si stava impennando già da un po'. A quel punto, lo ripeto ancora, è troppo tardi. La curva dei morti continuerà (e ha continuato imperterrita infatti) ad alzarsi, fregandosene della gente che faceva penitenza a casa o che, ligia ai DPCM, non valicava le sacre barriere comunali.
PS: gli USA non sono certamente da prendere a modello. Detto questo, l'Italia, che si è autoproclamata molto più "responsabile" ha una mortalità da Covid più alta in rapporto alla popolazione, pur avendo prese misure più rigide. Bisognerebbe interrogarsi sui motivi.
Jules ha scritto:
Purtroppo piaccia o no (e sottolineo che a nessuno ovviamente piacciono queste misure, ma sono le uniche che abbiamo insieme all'uso della mascherina per limitare la diffusione fin quando non uscirà questo benedetto vaccino) queste sono le misure che tutto il mondo sta prendendo. Chi più, chi meno, ma tutti queste.
Per quanto ancora bisognerà ripeterlo? So che fa piacere credere di essere stati un modello o che tutti si comportino al nostro stesso modo ma non è così.
Non sono le stesse misure, in alcuni casi la differenza è enorme.
C'è l'indice di Oxford di cui parlavo prima, e non è mica una differenza piccola tra Stringency index 50 (vedi la Svizzera) o 80 (Italia)! Vuol dire che in Svizzera i bar sono aperti, i ristoranti sono aperti, le scuole sono aperte, le mascherine non sono obbligatorie ovunque all'aperto, la gente può uscire e vedersi fino a gruppi di 10 persone e non è bloccata nel proprio comune (roba da Medioevo).
E questo solo per fare alcuni esempi. Cambia tantissimo!
E in tutto ciò la Svizzera ha una mortalità per popolazione inferiore alla nostra, e in questa seconda ondata ha raggiunto il picco dei contagi...tra il 2 e l'8 novembre! Praticamente come noi...