il Mister ha scritto:
Ma infatti, tanto è stato fatto e le cose miglioreranno. Non è che chi uccide non sappia che è sbagliato: lo sa, eppure lo fa lo stesso. Quindi non è che ci sia bisogno di spiegare che picchiare, stuprare o ammazzare una donna è sbagliato. Sinceramenente sono molto stanco di questa storia del patriarcato, che si porta dietro con sé boiate come il pay gap.
Non c'è bisogno di spiegare che stuprare è sbagliato, ma poi quando succede c'è sempre il tentativo di scaricare la colpa sulla vittima: era ubriaca? Com'era vestita? Cosa ci faceva da sola?
Per non parlare delle frasi tipo "se l'è andata a cercare", "se non ha opposto resistenza allora le piaceva", "faceva finta che no volesse ma si capiva che voleva" e altre amenità del genere.
Ogni volta che qualcuno sminuisce una violenza, si dà più forza ai volenti e la si toglie alle vittime.
E il problema di questo paese è che sono i massimi rappresentanti delle istituzioni a farlo.
Siamo in un paese in cui per qualsiasi reato si parte con la corsa colpevolista verso il presunto reo... tranne che nel caso di una vittima di violenza sessuale, in quel caso si va ad analizzare il comportamento della vittima per trovare scusanti (a meno che lo stupratore non sia un extracomunitario di serie B, in quel caso allora è anche colpa sua).