arres82 ha scritto:
termopiliano ha scritto:
arres82 ha scritto:
Ripropongo la mia ipotesi: a dicembre si fa una "tana libera (quasi) tutti" fino a capodanno, poi visto il nuovo aumento di ricoveri a gennaio si riparte con le chiusure.
I provvedimenti di adesso invece hanno rallentato la criticità, per cui un'efficacia l'hanno avuta (anche se mi aspetto un miglioramento dei dati molto più rallentato rispetto ad aprile).
Sul resto concordo con te, sulla frase evidenziata concordo solo in parte, o meglio bisognerebbe capire a quali provvedimenti si fa riferimento, tenendo conto che ci vogliono almeno 10-15 giorni per vedere gli effetti di una misura restrittiva.
Vorrei condividere questa analisi. A questo link si possono vedere vari grafici sull'epidemia in Italia, aggiornati ieri:
https://public.flourish.studio/story/43 ... 0pAuc2OQkUAlla slide 3 si vede la curva dei contagi nelle singole regioni (nel grafico vengono anche mostrati in sequenza i giorni in cui sono stati presi i provvedimenti, tra cui l'ultima misura, che assegna un colore alle regioni).
Siccome i numeri giornalieri possono presentare molte oscillazioni come ben sappiamo (anche solo per il numero dei tamponi fatti che può variare molto), bisognerebbe guardare il dato della variazione della media mobile sui 7 giorni, ossia la media dei contagi negli ultimi 7 giorni rispetto ai 7 giorni precedenti. Scorrendo sul grafico potete vedere quel dato (in percentuale per ogni giorno) in rosso.
Si può facilmente notare (prendendo come esempio la Lombardia, ma vale per tante regioni) come a inizio ottobre il dato della variazione fosse molto alto, anche oltre il 100% (in Lombardia in alcuni giorni anche oltre il 200%!), poi ha cominciato gradualmente a scendere. Nel caso della Lombardia, il dato comincia a scendere dal 16 ottobre (è passato dal 213.8% al 194.2%, e poi via via sempre più basso). Quindi già da quel giorno il dato è sempre sceso, la curva si è sempre gradualmente abbassata.
La zona rossa in Lombardia è stata introdotta il 6 novembre (a quel punto l'incremento era del 30%, quindi si era già abbassato notevolmente).
Domanda: è stata
decisiva la zona rossa? La risposta probabilmente è: no, semmai può aver accelerato un trend che era già in atto da un po', da circa 20 giorni per l'esattezza.
Si potrebbe obiettare che senza la zona rossa (o perlomeno arancione) la curva non sarebbe scesa così velocemente, e in parte è vero.
Si prenda il caso del Veneto: lì dopo varie oscillazioni l'incremento massimo c'è stato il 27 ottobre, del 124.2%, poi c'è stata la flessione graduale. Il giorno in cui il Veneto è stato inserito in zona gialla l'incremento era del 36%, quindi il trend era già in calo, ed è continuato il calo dei contagi, come previsto. Certo, è stato un calo meno brusco e la curva si è sostanzialmente stabilizzata, più che abbassarsi.
Per fare un paragone il dato di ieri della Lombardia dice -32.6%, quindi un abbassamento della curva, mentre quello del Veneto dice -4.1%, quindi anche lì si è raggiunto il picco, e ora si vede una leggerissima diminuzione dei contagi.
Ma il punto è che una zona rossa non è una misura sostenibile a lungo termine. Perciò con l'allentamento delle misure ci sarà quasi certamente un nuovo rialzo della curva, per poi iniziare il solito scaricabarile su chi se ne dovrà assumere la responsabilità e si introdurranno nuove misure restrittive per riabbassare la curva.
Ma l'obiettivo dovrebbe essere quello di trovare un nuovo equilibrio, possibilmente sostenibile a medio termine, per qualche mese perlomeno, non di fare un ciclo continuo di apri-chiudi con relativo su e giù della curva. In una espressione l'obiettivo è quello di "flatten the curve" (e il Veneto, come secondo me avrebbero fatto anche altre regioni, ci è riuscito senza misure troppo forti).
Tutto ciò per sopravvivere all'inverno, e potersi poi rilassare d'estate, quando si è capito che il virus "colpisce meno".
Chiaramente, la curva deve stabilizzarsi ad un'altezza tale per cui il carico che grava sul sistema sanitario sia tollerabile, e questo si è riuscito a farlo in molte regioni. Ci sono stati troppi morti, ma che io sappia le terapie intensive non erano sature, quindi non è dipeso tanto da quello.
Insomma, a mio parere sarebbero bastate le misure prese nelle zone gialle per tutta Italia, con qualche sparuta zona arancione nei casi più critici (ma ben localizzata). La zona rossa non ha molta ragion d'essere da un punto di vista scientifico, infatti misure del genere praticamente non esistono altrove in Europa.