O Futeboleiro ha scritto:
In compenso ci sono anche le centinaia di milioni spese ogni anno dallo Stato in missioni militari all'estero, quando forse sarebbe più opportuno investirle meglio per la sicurezza delle nostre città...
In Somalia mi pare ci siano circa 600 soldati italiani impegnati in missioni europee e multilaterali.
Non più tardi di qualche mese fa quelli di Al Shabaab attaccarono un convoglio di soldati italiani, per fortuna senza provocare vittime. Ma di attentati ne fanno talmente tanti che molti nemmeno arrivano nei tg italiani, per dire.
Comunque se uno volesse informarsi sull'operato di Al Shabaab il mondo del web fornisce spunti molto interessanti (qualche settimana fa su rai2 fecero un documentario che ne parlava, ma non saprei come ripescarlo).
Anche se per una maggiore veridicità e realismo dei racconti rinnovo l'invito ad intervistare qualche ragazzo somalo che si trova in Italia, giusto per darsi un'idea.
Romeo ha scritto:
Si fotta inoltre la sua libertà personale, questa in Somalia non ci deve più tornare.
Sono d'accordo.
Andrebbe trattata e considerata a tutti gli effetti come una "richiedente protezione internazionale", benché sia cittadina italiana.
Il cosiddetto richiedente asilo se prova a tornare o rientra anche solo temporaneamente nel paese da cui dice di essere fuggito perde lo status di rifugiato. Stessa concetto andrebbe applicato per questa ragazza.