SANTIIIIISSSSSSSSIIIIIMOOOOOOOOOOO SSSSSSILVVVVVIIOOOOOO DA ARCOOOOOOOOOOOREEEEEEEEEE
PREEEEEEEGAAAAA PER NOOOOOOOOOOOIIIIIIIIIIIIII!!!!!!
Ecco una lettera appena apparsa dul corriere della sera di Deborah Bergamini.....
NON C'È LIMITE AL PEGGIO.
http://www.corriere.it/politica/09_giug ... aabc.shtml
Caro direttore, salvare Catilina, salvare la Repubblica. Roma, I secolo A. C.: Lucio Sergio Catilina è un patrizio romano, uomo coraggioso e di parola. In breve tempo percorre con inaspettato successo tutta la carriera politica, coltivando idee di giustizia sociale e libertà. Per tre volte tenta di raggiungere la carica di console, massima autorità repubblicana, spinto da un consenso popolare straordinario frutto di posizioni anticonformiste, progetti di riforma e profondo senso della Patria.
Per tre volte i poteri forti del tempo utilizzano tutti i mezzi, leciti ed illeciti, per combatterlo e sconfiggerlo. Nella Roma del 50 a.C. esisteva una norma molto lontana dall'attuale concezione del diritto, che alcune moderne marionette del giustizialismo italico vorrebbero applicare anche alla nostra democrazia: ai cittadini romani anche solo inquisiti veniva impedito l'accesso ad ogni carica pubblica. Ed è sulla base di questa norma che Lucio Sergio Catilina viene per due volte accusato di nefandezze a pochi giorni dalle elezioni, interdetto e poi assolto dopo il voto. Ma a chi vede in Catilina e nel suo partito un pericolo troppo grande per i propri interessi, l'esclusione anche solo temporanea del «rivoluzionario conservatore» non può bastare: occorre distruggerne il consenso per intero. Il compito viene affidato al più famoso e abile avvocato del tempo, Marco Tullio Cicerone, alla sua spregiudicatezza e alla sua straordinaria capacità di falsificare i fatti. Cicerone trasforma Catilina in un hostis, un nemico della Patria, servendosi dei più efficaci strumenti dell'epoca: dalle accuse basate su lettere anonime, ai brogli elettorali, ai discorsi retorici tesi a costruire l'immagine più degenerata del suo avversario, fino alle palesi violazioni della legge romana. Tra le accuse più infamanti, Cicerone imputa a Catilina di aver corrotto una giovane vestale, vergine e consacrata alla dea del focolare.
Ci spostiamo di oltre 2000 anni. Al famoso avvocato pensano di sostituirsi procure politicizzate e redazioni di giornali. Al posto delle orazioni di Cicerone, si ascoltano i teoremi mediatici e giudiziari, si assiste all'uso spesso indecente di foto, video e intercettazioni. La tentazione è sempre la stessa: demonizzare il «rivoluzionario conservatore» di oggi. Gli optimates di ieri che armarono le azioni di Cicerone erano i rappresentanti di una classe senatoriale gelosa custode di privilegi politici ed economici; gli optimates che violentano le regole di oggi sono potentati senza patria, politici mediocri e polverosi intellettuali. Il potere non accetta gli imprevisti e spesso i grandi riformatori, gli uomini in grado di cambiare la storia, si presentano all'appuntamento senza bussare. Questo li rende inaccettabili.
Ma la storia maledice il suo ritorno. Il suo tragico fugge davanti alla farsa in cui si trasforma. E così accade che oggi, per distruggere l'uomo che sta cambiando l'Italia, si è persino disposti a distruggere l'Italia stessa. Minando la fiducia nelle istituzioni che quell'uomo rappresenta, il valore di una democrazia fondata sul consenso popolare, l'immagine di una nazione all'estero e la percezione che il Paese ha di se stesso. Si è disposti a far precipitare la dignità nazionale dentro il buco di una serratura. Un'opera di demolizione che non dovrebbe giovare a nessuno. O forse sì. Quando l'avversario politico viene trasformato per forza in un nemico della patria, quando diviene normale distruggerne il nome, la famiglia, gli amici, i collaboratori, la vita stessa, quando trionfano coloro che accusano per mestiere, con illazioni e teoremi, dietro il velo di un'informazione che è spesso solo fango, allora il diritto scompare, le Repubbliche cadono, le libertà civili si spezzano e i Cesari, quelli veri, arrivano di lì a poco.
Chi è Deborah Bergamini? Fa parte del popolo delle Libertà ed ha un licenziamento dalla rai alle spalle.
http://www.corriere.it/cronache/07_nove ... c53b.shtml
ROMA - Non si placa la bufera dopo la pubblicazione delle intercettazioni che avrebbero rivelato un presunto accordo tra Rai e Mediaset. La Rai ha temporaneamente sospeso dal suo incarico Deborah Bergamini, la dirigente coinvolta nello scandalo.
LA VICENDA - Dalle intercettazioni sono emerse telefonate tra la Bergamini, ex assistente personale di Silvio Berlusconi, e Niccolò Querci, anche lui ex assistente del leader di Forza Italia e all'epoca dei fatti numero tre delle televisioni Mediaset. Secondo numerose intercettazioni - allegate all'inchiesta sul fallimento della "Hdc" e pubblicate da Repubblica - negli anni del governo Berlusconi Rai e Mediaset si sarebbero scambiate informazioni sui palinsesti e avrebbero concordato le strategie informative nel caso dei grandi eventi di cronaca e orchestrato i resoconti della politica.
LE REAZIONI - Bergamini - che nei giorni scorsi ha detto in una nota di non essere sorpresa di quanto sta accadendo - è stata difesa da Berlusconi. Il direttore generale della Rai Claudio Cappon la settimana scorsa aveva promesso che l'azienda sarebbe stata determinata nel caso fossero emerse responsabilità di singoli all'interno dell'azienda.. La lettera dell'azienda è giá stata consegnata all'attuale direttore del Marketing Strategico di Viale Mazzini.
«SOSPENDERE TUTTI» - Dura e ironica la presa di posizione della Lega, che attraverso il suo capogruppo nella commissione parlamentare di Vigilanza ha esortato la Rai a «completare il lavoro» e a sospendere «tutti i giornalisti che sono stati assunti senza rispondere ad un annuncio sul Corriere della Sera. Poi passi a sospendere tutti gli alti dirigenti, per i quali valga la stessa cosa». Amara la conclusione: «E poi, finalmente, chiuda del tutto l’ente pubblico televisivo che a quel punto sara’ rimasto senza personale».
Ecco il suo curriculum sul suo sito personale....
http://www.deborahbergamini.com/cv.html
Curriculum
Sono nata a Viareggio quaranta anni fa, sono giornalista professionista dal 1999 ed esperta di comunicazione e televisione. Dopo la maturità classica e la laurea con lode in lingue all'Università di Firenze, nel 1992 volo negli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio vinta presso lo Smith College in Northampton in Massachusetts, dove mi specializzo in American Studies con focus sul marketing politico. Intraprendo la carriera giornalistica nel 1993. Inizio a lavorare presso due emittenti televisive toscane, Italia 7 e Rete 37, e come cronista di nera e giudiziaria al quotidiano La Nazione, una palestra per la professione e per la vita. Mi sposto poi a Parigi dove l'editore francese Analyses et Synthèses mi offre l'incarico di caporedattrice fino al 1997, anno in cui approdo a Londra, dove sono giornalista televisiva per l'emittente americana Bloomberg. E' lavorando lì che conosco Silvio Berlusconi in occasione di un'intervista. Nel 1999 divento sua consulente per la comunicazione e lo seguo a Palazzo Chigi nel 2001.
Nel 2002 torno a lavorare nel settore televisivo, ma stavolta nel servizio pubblico. Vengo assunta in Rai come Vice Direttore del Marketing Strategico, con deleghe allo sviluppo di business e marketing internazionale. Nel 2003 vengo nominata Consigliere di Amministrazione di Rai International e successivamente di Rai Trade. Partecipo in rappresentanza di Rai al consorzio Italia Digitale, per lo sviluppo del digitale terrestre in Italia. Sempre nel 2003 vengo nominata componente del comitato di consulenti del Ministro dei Beni e delle Attività culturali.
Nel 2004 divento Direttore Marketing della Rai, ruolo che ricopro fino al gennaio 2008. Nel marzo 2008 vengo candidata al Parlamento per il Popolo della Libertà e sono eletta nel collegio della Toscana nella XVI Legislatura della Repubblica Italiana.
Deborahhhhhh perchè non ci racconti come mai non ricopri più quel ruolo in rai?
