Sandro ha scritto:
Siamo sempre lì: si possono adottare tutte le misure restrittive possibili ed immaginabili, ma il presupposto fondamentale rimane la collaborazione della popolazione. Se la gente non rispetta le regole, saremo sempre punto e daccapo.
E se volevi ottenere la collaborazione delle persone dovevi mettere regole sensate, basate su criteri più o meno precisi, e proporzionate alle varie situazioni di pericolo. Se non nella prima ondata, in cui era comprensibile farsi cogliere alla sprovvista e non sapere come reagire, perlomeno in quelle successive.
Inoltre la comunicazione è stata completamente inadeguata, ha portato a una desensibilizzazione da parte della gente (e per forza, aggiungo io, da un anno ci ripetono la conta giornaliera dei morti senza approfondire un minimo l'analisi....ormai per molte persone quei numeri sono appunto numeri e basta, e si preferisce correre qualche rischio pur di continuare a vivere; anche perchè come dici tu c'è chi ha perso parenti o amici per Covid, ma nel frattempo c'è anche chi ha perso il lavoro, chi ha perso la vita per malattie trascurate*, chi non vede prospettive verso il futuro, e cosa ancor più sconfortante, ancora oggi non vede una classe politica che cerca di trovare un bilanciamento tra tutte queste esigenze, quindi non si vede una via d'uscita).
Continuando il discorso di oggi, alla fine avrete visto che l'eccesso di mortalità rispetto alla media degli anni 2015-2019 è stato ancora più alto di come immaginavo a fine novembre (qui pensavo potesse essere tra il 10 e il 15%:
viewtopic.php?f=8&t=99057&p=3162402&hilit=eccesso+mortalit%C3%A0#p3162402).
Invece è stato un po' superiore al 15%.
https://www.ilpost.it/2021/03/06/morti- ... alia-2020/Su quello della Svezia (per quanto il paragone sia improprio) non ho trovato dati precisi ma calcolato su questi numeri (
https://www.statista.com/statistics/525 ... of-deaths/) risulta un eccesso di circa il 7.5%.
Poi certo, la Svezia andrebbe messa a paragone con Paesi vicini, però anche questo è vero fino a un certo punto per due motivi:
1) se la discriminante è la densità di popolazione, c'è una bella differenza di densità di popolazione tra le principali città svedesi e le principali città finlandesi, norvegesi ecc..

2) leggevo (purtroppo non riesco più a trovare l'articolo...quindi prendetelo con le pinze

) che anche in altre epidemie del passato come l'asiatica in Svezia e Danimarca ci furono più morti che in Norvegia, Finlandia e Islanda, forse perchè appunto hanno i centri urbani principali che sono più simili al resto d'Europa che al resto della Scandinavia.
*Infatti attenzione, i morti in eccesso che ci sono stati in Italia sono stati dovuti prevalentemente a Covid ma non solo.
https://www.rainews.it/dl/rainews/artic ... e495e.htmlPer esempio in quest'articolo (
https://www.lse.ac.uk/News/Latest-news- ... 20by%20LSE.) si fa riferimento a un paper e si dice che:
"
The paper, published in the European Journal of Clinical Oncology, states that around three million people in the UK missed cancer diagnostics due to the lockdown."
Per questo (e non ho nemmeno parlato di economia) dico che nel piatto della bilancia bisogna mettere anche tutto questo.
E sommando tutto non so se alla fine dei conti avrà fatto più danni il virus o (alla lunga, perchè la crisi economica e sociale potrà avere ripercussioni per diversi anni) un certo modo di affrontare il virus.