Rasoio di Occam: se il Paese sanzionato e i suoi fanboy (pakati o semplicemente scemi col botto, è uguale) frignano tutto il tempo per le sanzioni, vuol dire che le stesse in realtà mordono e sono efficaci.
Poi se uno si aspetta che si iniziano a mettere sanzioni (sforzo graduale e complicatissimo per la quantità di Paesi e di interessi spesso in contrasto tra loro che la cossa va a toccare) e il giorno dopo il Paese sanzionato cessa lo sforzo bellico... beh, o è in malafede, o ha la lingua troppo impegnata a detergere gli orifizi dei peggio dittatori fascisti criminali, nascondendosi dietro bandierine variopinte di comodo, o ancora non ha raggiunto (cerebralemente) l'età adulta.

Edit: aggiungo questo post di Luca Lovisolo, uno dei pochissimi che aveva previsto anni fa la situa attuale, mentre in giro l'opinione comune è che Putin fosse un bravo ragazzo, quindi tenderei a dargli retta (le analisi professionali dettagliate sull'impatto delle sanzioni le ho già messe in precedenza nel thread, se si cerca).
Luca Lovisolo
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[Sanzioni, gas, noi] – Si leggono analisi che sostengono l’inutilità delle sanzioni contro la Russia. L’economia di Mosca non ne sarebbe danneggiata, le sanzioni non inducono la fine della guerra ma causano l’aumento dei prezzi del gas. È una narrazione destinata a farsi più sonora con l’avvicinarsi delle elezioni italiane. Alcuni elementi di valutazione.
1. Affermare che le sanzioni non danneggiano l’economia russa è falso. I dati riportati da chi lo sostiene possono essere esatti se presi isolatamente. Contestualizzati in modo corretto, rivelano tutto il contrario. Chi afferma che le sanzioni sono inefficaci deve essere in grado di smentire le ormai numerose analisi professionali in materia, e ciò richiede competenza. Il fatto che i cittadini russi non avvertano l’effetto delle sanzioni è vero solo in parte. Se anche lo fosse del tutto, sarebbe comunque un elemento di valutazione marginale.
2. Le sanzioni possono indurre la fine della guerra, ma non è questo il loro scopo primario. Spiego l’obiettivo delle sanzioni sul mio blog LucaLovisolo .ch, nell’analisi «Guerra in Ucraina, quando finirà?» insieme ad altri elementi relativi al punto 1.
3. L’aumento del prezzo delle energie non dipende solo dalla guerra. I fattori che lo influenzano sono molti e il suo andamento dipende sempre meno dalle decisioni della Russia. Su questo punto è necessario affidarsi ad analisti esperti di mercati energetici. Sono pochissimi e anch’essi talvolta in difficoltà, in una situazione inedita per tutti.
4. Secondo gli analisti professionali: a) non è detto che i prezzi debbano aumentare ancora; b) i razionamenti ai consumi in autunno sono possibili ma non certi. I fattori influenti sono molti e gli effetti delle misure prese dall'Ue non sono ancora misurabili. La prudenza è necessaria, ma alimentare paure è esagerato.
5. La Russia minaccia tagli e ha chiuso il gasdotto Nord Stream 1. Le ragioni sono pretestuose, lo confermano più fonti, tra le quali l’impresa tedesca costruttrice dell’impianto. La Russia brandisce queste minacce per accendere lo scontro sociale in Europa. Ciò vale in particolare per l’Italia, dove la Russia tenta di alimentare lo scontento per favorire i partiti filorussi. Che tali partiti abbiano indotto la caduta del governo prima dell’estate potenzia al massimo l’arma psicologica usata da Mosca sul piano energetico, in vista dell’autunno.
Le sanzioni, per quanto criticate, sono l’unico mezzo non militare con il quale l’Occidente può opporsi alla prepotenza del Cremlino. Se la Russia non viene sconfitta in Ucraina, è certo – lo sottolineo: è cosa certa – che aggredirà nel medio termine altri Stati dell’Europa orientale e allargherà la sua pretesa di controllo politico su tutto il continente. Senza lo strumento giuridico delle sanzioni economiche, saremmo già tutti in guerra contro la Russia con mezzi militari. Ricordiamolo.