Intervista del generale Chiapperini sul costo reale del riarmo.
Cita:
In questi giorni abbiamo sentito di tutto al riguardo. Ad esempio l’editoriale di un noto quotidiano nazionale riporta che stiamo per sprecare 100 mld l’anno e ne spenderemo 400 in più in 10 anni per “comprare cannoni” pur in presenza di altri settori in sofferenza, in particolare il welfare. Mi lasci dire che tutto questo è una mistificazione dei fatti, si tratta di dati errati. In realtà, parlando di spesa per la difesa, stiamo attualmente spendendo pressappoco 40 mld l’anno che costituiscono circa il 2% del Pil. Giungere gradualmente, in 10 anni, al 3,5% significa spendere lo 0,15% aggiuntivi, circa 2 - 3 mld in più l’anno. Si tratterà tra l’altro di un incremento annuale tendenziale e non obbligatorio verso quell’obiettivo. A queste spese vanno aggiunte quelle relative alla sicurezza pari ad un ulteriore 0,15% del Pil, quindi altri 2-3 miliardi l’anno. In totale si spenderà in più ogni anno tra lo 0,2 e lo 0,3% di Pil in presenza di un suo incremento annuale che si prevede tra lo 0,6 e lo 0,8%. Da qui la sua sostenibilità. È importante sottolineare, inoltre, che molte di queste spese sono già programmate da altri dicasteri mentre ora potranno entrare nel computo di quelle destinate al raggiungimento del 5% di Pil per le dette esigenze. Solo per citarne alcune, potrebbe trattarsi di fondi per la Guardia Costiera, delle pensioni per il personale militare in congedo assoluto erogate dall’INPS, di alcune infrastrutture strategiche attestate sul bilancio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In sintesi, alcune spese, con il nuovo meccanismo contabile, porteranno da subito la percentuale dedicata alla difesa e alla sicurezza al di sopra del 2% ufficiale attuale con ancora minori oneri futuri rispetto alla previsione sopra riportata. Insomma, già ora stiamo spendendo ben oltre 2% del Pil, probabilmente il 2,5. Ritengo pertanto che l’impegno preso dal Paese a l’Aia sia attualmente sostenibile fermo restando che dovrà essere rivalutato periodicamente sulla base della situazione contingente.
Direi possiamo chiuderla qui con i sensazionalismi.