il Mister ha scritto:
Scusa ma questa roba è esattamente quello che fa la sinistra, ormai. Non sei come noi? Fascista!
Gli appelli a votare contro i "fascisti" invece che per votare per l'opposizione, idem.
Prevaricazione sul più debole: in cosa potrebbe consistere?
E le altre robette?
Servono esempi veri, verosimili, sennò è un 'al lupo, al lupo' e basta.
Intolleranza, paura del diverso, etc. Secondo me ognuno nel privato è libero di odiare e non sopportare chi vuole, andare a fare le ronde è un'altra cosa. E non lo fa nessuno, per fortuna. D'altra parte le nostre città non sono come erano 20 o 30 anni fa, c'è poco da dire, inutile nasconderlo. Non vedo grossi vantaggi nell'aver interi quartieri degradati pieni persone che MAI si integreranno anche perché - è bene tenerlo a mente - l'integrazione (a patto di capire cosa sia davvero) è una cosa complicatissima che bisogna volere in due.
Questa cosa cosa del "chi la pensa diversamente da noi è fascista" sbandierata dalla sinistra sinceramente non la vedo. Che la sinistra italiana talvolta esageri nel richiamare al fascismo ok, ci sta e posso anche concordare. Ma che sia uno spauracchio immaginario non sono d'accordo (e basta ampliare la propria prospettiva anche al di là delle stazioni ferroviarie o dei luoghi del degrado). Mi ripeto, non sto dicendo che tornerà un regime fascista (e mi pare di essere stato chiaro sul fatto che la Meloni non è un problema in sé). Ma che ci sia una mentalità fascista (in diverse forme) in rapida espansione mi sembra purtroppo evidente.
Poi ovvio che se uno è fascista o non si fa problemi nel legittimare (anche solo come "collaborazionista") questa ideologia allora ci sta che non si percepisca nessun pericolo (anzi, per questi invece il ritorno del fascismo è una speranza o un vero e proprio desiderio).
Prevaricazione del più debole in cosa potrebbe consistere? Ogni tanto non capisco se trolli o se fai sul serio.
L'esempio fin troppo lampante è quello che è successo a Latina in questi giorni (e che, in maniera magari meno grave, accade da anni in quelle zone e non solo). Ma se ne possono fare a decine se non centinaia, nella vita di tutti i giorni o in dinamiche (purtroppo) consolidate da anni e arcinote a tutti. Se vi è chi ha paura del buonismo, io ho paura del cattivismo.
Le altre robette ad esempio legittimare la violenza come strumento di lotta politica, per citarne una (e di aggressioni politiche purtroppo se ne iniziano a vedere e sentire sempre di più). Di esempi di violenza politica se ne possono fare a iosa, purtroppo.
Posso anche concordare sul fatto che nel suo privato uno abbia il diritto di odiare o non sopportare altre persone. Ci sta.
Ma ecco è assai raro che l'intolleranza quando raggiunge certi livelli poi resti un concetto relegato alle "segrete stanze" e non vada ad incidere in maniera tossica sulle relazioni sociali e quindi di conseguenza "a cascata" sulla società stessa.
A me una società dove la facciano da padrone odio e intolleranza (ma anche violenza) tende a non piacermi. Tutto qui.