Oggi è sab 21 mar 2026, 17:59

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 155 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1 ... 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16  Prossimo
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: sab 22 lug 2017, 20:24 
Non connesso
Raccattapalle
Raccattapalle

Reg. il: sab 25 feb 2012
Alle ore: 1:46
Messaggi: 1517
Socrate ha scritto:
Diventano dannose e colpevoli solo in quello stato mostruoso di guerra tutti contro tutti che è il mercato.

La guerra presuppone la violenza, il mercato invece è basato su scambi mutualmente vantaggiosi e volontari.

Cita:
Boh io non vedo proprio un problema di questo mondo che non sia riconducibile all'imperversare dei mercati e davvero non vedo come la soluzione sia quello di lasciargli ancor più carta bianca.

Esempi?

Cita:
La sperequazione nel possedimento dei beni è la idiosincrasia atavica ed ineliminabile della storia dell'umanità

Ineliminabile è proprio la parola giusta.

Cita:
In un sistema di mercato l'unico ente che può arginare le nefandezze del mercato è lo Stato,

Il problema infatti è quello di arginare le nefandezze dello stato che sono inarrivabili per qualità e quantità per qualsiasi capitalista o criminale privato.

Cita:
in ogni caso ci vuole una rivoluzione dei valori perché i valori che imperano al momento sono i valori vigenti nel mercato e sono valori fondamentalmente egoistici e superficiali,

Il mercato riguarda solo la sfera economica, non impone alcun tipo di valore. Tutti facciamo parte del mercato e tutti abbiamo valori diversi.
Le rivoluzioni dei valori le lascio ai preti del totalitarismo come Fusaro.


Share on FacebookShare on TwitterShare on Google+
Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: sab 22 lug 2017, 23:34 
Non connesso
Tifoso
Tifoso

Reg. il: lun 18 mar 2013
Alle ore: 1:26
Messaggi: 528
Ma siccome l'economia è l'ossatura del vivere civile e sociale, marxianamente ma pure non marxianamente, dire che il mercato o il tipo di economia vigente, qualsiasi tipo di economia, assolva solo a funzioni prettamente economicistiche è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra. Il mercato, come qualsiasi tipo di economia, è improntato a diversi e distinguibili valori. Alcuni dei quali, come lo spirito di sacrificio o la fiducia nelle proprie capacità o la voglia di essere artefice del proprio destino non sono per nulla disprezzabili. Anzi. Ma non devo insegnarlo io che il capitalismo non è solo il sacrificio, l'abnegazione e lo spirito di intrapresa del commerciante o del piccolo imprenditore che in tanti casi è probabile che tenga al proprio progetto di lavoro con grandi ideali ed agli stessi suoi dipendenti quasi come dei figli.
Lo spirito di competizione che diventa egoismo, la corsa all'accaparramento privato delle risorse, gli spiriti animaleschi che non conoscono freni ai loro appetiti nella corsa al profitto causano un uso sconsiderato delle risorse naturali.
Si parla tanto degli sconvolgimenti climatici e delle cause antropiche. Se non interviene un ente regolatore capace di moderare con la forza i consumi sconsiderati di una civiltà che sembra non poter più sopravvivere senza il ricorso a comodità che sono del tutto accessorie e superflue ma che implicano consumi ulteriori di energia oltre a quella strettamente necessaria, davvero qualcuno crede che lo possa fare la mano invisibile di Smith? Il lassismo ed il buonismo hanno portato il pianeta Terra sull'orlo del precipizio. E chiudo la parentesi.
Ripeto, i valori di base cui facevo riferimento e che portano le persone ad aprire un'attività economica sono assolutamente condivisibili in un'etica borghese e non solo in quella. Ed è assolutamente mistificatorio attribuire al pensiero di Fusaro, fra l'altro, un disprezzo verso di essi.

La cosa che va invece sottolineata è che tutti parliamo di economia. Lo facciamo anche se non so se ci sono economisti qui. Ma chi sarebbe che non lo fa nella società? E pensiamo ancora di più ai politici. Ce n'è qualcuno che si esime dal farlo, anche se gli economisti di professione sono una piccola minoranza fra di loro? Certo si informano, non parlano a "sproposito", pur essendo le loro dichiarazioni tutte attribuibili e leggibili alla luce della loro appartenenza partitica. Ma ognuno di noi si informa a suo modo, ha letto e studiato, ha ponderato prima di pronunciarsi.
Ma certamente nessuno si è mai sognato di dire a qualcun altro "tu di politica non puoi parlare perché sei un filosofo o un professore di italiano o un medico o un vigile urbano". Siccome l'economia innerva totalmente il nostro vivere sociale, e siccome ogni persona è un filosofo, come diceva Gramsci, sarebbe veramente assurdo pretendere che una persona debba astenersi da giudizi di carattere economico, e quindi sulla società, per il solo fatto di non essere un economista. Nessuno obbliga nessuno a dare credito a un filosofo che parla di economia ma la conseguenza quale sarebbe di questo discorso? Che dovremmo avere 60 milioni di italiani che per partorire un pensiero economico devono prima chiedere il permesso a Mario Monti o a Visco o a Quintino Sella?
E questo si collega ad un'altra riflessione che ritengo personalmente definitiva su questa discussione.
Si esprimono punti di vista che sono sempre ed inevitabilmente il risultato dei propri ideali, della propria formazione, del proprio percorso individuale. Si fa politica forse solo se si è economisti di professione? La facciamo perché abbiamo degli ideali, e non esiste che qualcuno possa venire a chiederci conto di "giustificare" i nostri ideali.

La visione del mondo c'è l'abbiamo dentro in maniera genetica, è fatta dai valori con cui siamo stati allevati, dalle persone o dagli ambienti che abbiamo frequentato fin da piccoli.
Si potrebbe dire anzi che la visione della società, il pensiero su di essa è la cosa più fideistica ed ideologica che ci sia.
Vale per tutti e non c'è niente di anormale in questo. Dubitare dell'autenticità e della sincerità di un pensiero, invece, si presta quantomeno ad accettare che anche l'autenticità del proprio pensiero possa essere in dubbio dagli altri. Cosa che io non farei mai, perché è normalissimo e consequenziale che, ad esempio, chi non è d'accordo con Fusaro non veda poi nell'evoluzione del calcio esattamente tutte le storture e le aberrazioni che vede invece in esso un pensiero che con Fusaro sia d'accordo sul giudizio sull'attuale fase storica.

Proprio alla luce della centralità totale dell'economia nel vivere sociale e delle sue dirette conseguenze su tutto ciò che è sovrastruttura, come fa un pensiero globalmente critico a non occuparsi di essa?

Voglio concludere con una segnalazione libraria: Seeing Red, l'universo non si espande.
Io non sono un astronomo di professione, solo un grandissimo appassionato. Non ho quindi mezzi per esprimere un parere da un punto di vista strettamente tecnico. Posso però documentarmi e farmi un'idea appropriata, come faccio da anni.
Halton Arp, grande cosmologo americano venuto a mancare nel 2013, ha da sempre messo in dubbio la teoria dell'espansione dell'universo basata su di un dato che il modello standard considera incontrovertibile: il redshift, cioè lo spostamento verso il rosso degli oggetti astronomici, tanto più intenso quanto più quell'oggetto si trova lontano. Arp ha sempre sostenuto, portando ovviamente esempi osservativi, che lo spostamento verso il rosso è intrinseco agli oggetti, per ragioni di carattere fisico e che non è invece una funzione della distanza dalla Terra dell'oggetto osservato.
Ecco, Halton Arp avrebbe certamente meritato una citazione nel Pensare Altrimenti e la sua figura di combattente ostracizzato da quasi tutta la comunità mondiale degli astronomi, onorerà eternamente il genere umano, anche se un giorno si dimostrerà che avesse torto.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: dom 23 lug 2017, 16:32 
Non connesso
Leggenda del Calcio
Leggenda del Calcio

Reg. il: ven 22 mag 2015
Alle ore: 20:02
Messaggi: 12159
Fusaro non pensa altrimenti, cerca semplicemente di fomentare un consenso facile e largamente condiviso.
Guarda un po' il pensiero unico è quello degli altri e poi persino qui siete praticamente tutti d'accordo con lui: è semplicissimo accorgersi che Fusaro ci prende tutti in giro, compie un'operazione facilissima e ruffiana.

La sua è propaganda reazionaria che non ha nulla di nuovo: già negli anni '60 e '70 si parlava di filiazione del socialismo avversa alle sue basi fondamentali, l'internazionalismo (che significa non differenziare gli uomini in base alla nazione e alla razza, ciò che invece lui e fa che fanno tutti i suoi fedeli: ma appunto, si parla di un pensatore nella sostanza fascista, non a caso affine a Casapound come posizioni) e il materialismo (lui prende solo l'analisi idealistica banalizzandola, ma l'analisi materiale della storia e delle sue relazioni è infinitamente più complessa e sfaccettata, lui ha un nemico astratto e porta avanti una battaglia banalissima).

Questo è il dato cruciale: coloro che sbraitano, anche qui, contro LGBT, omosessuali etc.. fanno il gioco di chi li comanda.
Si asseconda gli aspetti più feroci e cruenti del capitalismo - su tutti il nazionalismo che in quanto tale è alieno a ogni visione marxista a gramsciana della storia, checché ne dicano Fusaro e la sua incoerenza totale, e checché ne dicano gli utenti di questo forum, del tutto impreparati sul punto - e combatte i cambiamenti culturali che certo sono indotti anche dal capitalismo e che sono un passo avanti per l'umanità.

Il capitalismo ha consentito di superare in parte la schiavitù, ha favorito progressi enormi nella medicina, nel campo giuridico, nell'ingegneria. Ha anche consentito alle donne di emanciparsi dal ruolo di schiave in cui Fusaro e tutti i suoi fedeli vorrebbero riportarle (senza affermarlo a chiare lettere naturalmente: Fusaro è un ipocrita che dice "Non sono contro i diritti dei gay, MA." Se uno dice ma è contro, non giriamoci intorno).
Il capitalismo è molte cose, alcune positive e altre negative.

Fusaro nasconde dietro un incoerente idealismo quelle più negative e combatte i cambiamenti positivi che i cambiamenti degli ultimi due secoli hanno indotto, in Italia in particolare nel dopoguerra. D'altra parte, cerca di arginare i cambiamenti positivi formulando una critica reazionaria.

È meglio tornare a una società oppressiva, è meglio confinarsi nel tracciato disegnato da modelli che non hanno nulla di naturale e di immutabile, anziché affrontare i cambiamenti. In sostanza, è meglio nascondersi dietro un comodo conformismo e conservativismo (il 90% delle persone la vede esattamente come Fusaro, e questo si presenta come intellettuale dissidente: una pena sconfinata, uno schifo subumano), rassicurare tutti i polli che lo seguono con aria professorale e importante, non mettere in discussione nulla nella sostanza, farsi portavoce di una borghesia nazionale violenta e reazionaria contro il potere di una borghesia europea più forte. Non c'è nulla di vagamente di sinistra nel suo pensiero, lui e i suoi seguaci sono nemici dei lavoratori perché fomentano divisioni fondate su concetti diversi dalle condizioni materiali (religione, patria e tutto il corredo fascista), indi sono nemici da combattere per chiunque abbia a cuore il concetto di difesa delle classi più deboli, difesa che è possibile solo se internazionalista e duramente contraria a ogni forma, anche solo vaga, di nazionalismo, di clericalismo, di dogmatismo sociale (la famiglia tradizionale, il ruolo naturale etc).


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Diego Fusaro
MessaggioInviato: dom 23 lug 2017, 16:44 
Non connesso
Leggenda del Calcio
Leggenda del Calcio

Reg. il: ven 22 mag 2015
Alle ore: 20:02
Messaggi: 12159
La società che invocano Fusaro e i suoi è infinitamente peggiore di quella attuale: lui evoca una società patriarcale, repressiva, molto più violenta. Una società in cui pochissimi avevano tutto e la stragrande maggioranza delle persone era analfabeta, priva di assistenza sanitaria.
Una società in cui se avevi la sfortuna di nascere donna eri una persona di serie C e se nascevi gay o lesbica meritavi ogni tipo di sopruso e di discriminazione. Una società in cui non potevi sottrarti dal giogo di una tradizione cattolica e della sua pesante oppressione, una società in cui eri molto più manipolabile di oggi perché non avevi il benché minimo strumento culturale o economico per difenderti.

Intendiamoci, oggi affrontiamo problemi gravissimi forme di discriminazione gravissime, una retrocessione pesante in materia di diritti del lavoro, pericolose retromarce in materia di distinzioni razziali e sessuali.

Quello che bisogna fare è combattere questa retromarcia laddove i Fusaro soffiano nelle sue trombe per accelerarla contro la storia.

Dobbiamo combattere i difetti gravi dell'attuale sistema: politica totalmente asservita al potere bancario ed economico sia a destra che a sinistra, ingiustizia sociale etc.. Non certo tornando a un sistema molto più pericoloso e violento, ma incrementando le conquiste, riportandole avanti, rafforzandole.

Fusaro rimpiange un mondo ideale che non è mai esistito e che era molto peggiore dell'attuale - abbiamo detto tutto, visto come siamo messi oggi. La sua critica reazionaria - che tutela però gli interessi maggiori del capitalismo, specie su scala nazionale, vedendoli sopraffatti da poteri internazionali più forti - è il peggior nemico, o almeno è da accostare al filobanchismo europeo di PD, PDL e amici.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Diego Fusaro
MessaggioInviato: dom 23 lug 2017, 17:05 
Non connesso
Campione Olimpico
Campione Olimpico
Avatar utente

Reg. il: ven 23 nov 2012
Alle ore: 11:00
Messaggi: 7439
Vedo che hai calato finalmente la maschera, dodici pagine a parlare di sinistra di qua e di là e poi mi vieni a dire che il capitalismo ha degli aspetti positivi, pensiero del tutto in linea con ambienti come Rifondazione e bertinottiani vari (gente che ha rimosso l'effige di Lenin per quella di Gandhi, personaggio tra l'altro di apertissime simpatie fascistoiodi ma questo è un dettaglio) quando io ne vedo solo negativi in quanto il capitale è una forza che mira a distruggere tutto quello che gli si trova dinnanzi (sì anche i legami comunitari come la famiglia, la propria comunità di riferimento, la nazione, eccetera, tutto deve essere ridotto a pura merce). Il capitalismo è simile ad un fiume in piena che può essere arginato solo da forti correttivi da parte dello stato, altrimenti è pura legge della giungla, una volta fallito il compromesso keynesiano bisogna per forza tornare a recuperare piena sovranità, è la ruota della storia che gira e non gira sempre verso avanti (anche se il progresso in tutte le attività umane c'è e si vede)

Comunque i cambiamenti positivi che hai citati non sono dovuti ad una intrinseca bontà del capitalismo ma piuttosto alla flessibilità del capitalismo manageriale di tipo americano (completamente diverso da quello si stampo padronale vigente ai tempi di Marx) ha dimostrato di avere. Il Partito Democratico, che negli USA era il più strenuo sostenitore della causa schiavista, oggi ha eletto un afroamericano (diciamo così) alla Casa Bianca, questo è puro trasformismo ed abilità del potere a capire ed intuire da che parte tira il vento. Anche la svolta pro diritti degli Anni Sessanta è stata dovuta solo a congiuntura: agli USa prudeva molto che le minoranze interne avessero come modello di riferimento l'Unione Sovietica (si veda ancora Malcolm X) e quindi si adeguarono al caso. Ovviamente le aperture in piano interno furono compensate da una bella dose di bombardate in campo estero ma questo per il radical chic con la puzza sotto il naso (per il quale il problema è il conflitto d'interesse berlusconiano ma nulla sa di quelle che sono le dinamiche del Medio oriente) sono dettagli da poco.

Quindi tutta questa bontà del capitalismo puro io non la vedo, vedo solo un grande machiavellismo delle elite al potere che ha saputo gestire alla grande il fenomeno capitalistico.

L'anti-autoritarismo poi non c'entra proprio nulla con Marx e Gramsci, esso è un puro specchietto per le allodole per alcuni feticci (la famiglia patriarcale, il cattivone autoritario di turno che sia Mussolini, Craxi e Berlusconi è lo stesso, gruppuscoli neofascisti che prendono meno voti del partito della Boldrini) e non si muove, come già scritto, nell'ottica di una intelligente, sistematica critica al capitalismo inteso come fenomeno olistico e unitario. Questi individui non hanno nulla a che spartire con il mondo socialista/comunista ma con il campo liberale, sono quindi azionisti, figli di una cultura individualista e liberal (di derivazione massonica) che in passato ha strizzato l'occhio al marxismo e che era pure molto vicina all'anarchismo (basta vedere la collaborazione tra l'anarchico Berneri e l'azionista Rosselli, Togliatti gli azionisti li ha sempre presi a calci nel deretano). L'eresia libertaria, il trotzkismo, eccetera non sfamano una nazione e non aiutano proprio nessuno a superare il capitalismo: Stalin, Castro e Mao ci hanno provato (fallendo a dire il vero), Toni Negri oltre che non aver fatto un tubo in vita sua si è solo arricchito le sue tasche.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: dom 23 lug 2017, 17:32 
Non connesso
Leggenda del Calcio
Leggenda del Calcio
Avatar utente

Reg. il: lun 20 feb 2012
Alle ore: 18:19
Messaggi: 16963
infatti dalla rivoluzione francese ad oggi il mondo è solo peggiorato , bisogna tornare indietro a cosa?

e nessuno dice che il capitalismo sia buono da sè , ma poi di cosa parliamo per capitalismo?ricerca della massima produzione dei beni? lo fanno pure gli stati totalitari , l'unica alternativa a questo concetto di capitalismo è la povertà ( e per carità se volete andare a vivere nella giungla fate pure) , se non se ne fa una questione solo economica( e allora bisogna parlare di liberismo e statalismo) ma anche etica e politica sarebbe meglio parlare di liberalismo , e il liberalismo non sarà buono ma prevede la libertà , la concessione dei diritti civili ( che non risale certo agli anni 60, anche se in quel periodo ha avuto un'ulteriore avanzata) e la libera competizione che ha consentito innumerevoli progressi tecnici
e non prevede affatto necessariamente la violenza o l'illegalità , in realtà anche la sovranità della legge , che scompare negli stati totalitari , è un concetto liberale , inoltre le guerre da sempre se le fanno gli stati , e non mi risulta che gli stati totalitari siano stati pacifisti (in periodo di guerra gli stati liberisti statalizzano l'economia , ma la guerra sarebbe liberista...)
nè prevede la dissoluzione dell'identità comunitaria o personale , magari le mercifica ma non le distrugge e non obbliga nessuno
distruzione della religione , distruzione delle tradizioni , distruzione di svariate identità nazionali , distruzioni di qualsiasi peculiarità individuale messa al servizio della "collettività" (cioè del partito dominante)
parliamo di uno stato liberale dove ogni heritage o tradizione può essere liberissimamente tutelata individualmente o anche associativamente(libertà di associazione , altro assente nello stato totalitario , eh ma l'individualismo...) o dell'urss?
se siete poveri moralmente prendetevela con voi stessi , se volete conservare le vostre tradizioni fatelo , se vi sentite spiritualmente vuoti cercatevi una religione
non venite qua a parlare di tradizione con lo stile di quelli che si lamentano di chi non vuole il presepe e poi dichiarano tranquillamente di non farlo e di ritenerlo quasi una cosa da rincoglioniti

tu rinunceresti a questo per cosa? per una società accentratrice e totalitaria , improduttiva economicamente e oppressiva eticamente ?

e notate un piccolissimo dettaglio finale , l'unico motivo per cui potete stare su forum-calcio a lamentarvi di quello che vi pare , persino di quanto sia libera la società (quando dovrebbe esserlo molto di più) è solo perchè fortunatamente ancora esiste qualche istanza liberale


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: dom 23 lug 2017, 18:19 
Non connesso
Leggenda del Calcio
Leggenda del Calcio

Reg. il: ven 22 mag 2015
Alle ore: 20:02
Messaggi: 12159
Il Marx con cui Fusaro si riempie la bocca a sproposito non era contrario al capitalismo come progresso economico e scientifico.
Anzi, era consapevole (e come lui studiosi che hanno approfondito, modernizzato, ampliato la sua visione) del fatto che lo sviluppo industriale era una fase cruciale della storia. Perché aveva capito - qui sta la sua unica, vera, gigantesca intuizione geniale, il resto è quasi sempre discutibile - che le forze materiali ed economiche sono il motore della storia.
L'ideologia, le nazioni, le religioni etc.. sono il prodotto contingente dei rapporti di forza economici.
Non certo in modo deterministico e invariabile, ma legato a mille variabili culturali, sociali, storiche, personali etc...

Fusaro si iscrive nella cerchia dei finti rivoluzionari: quelli che predicano l'abbattimento generico del capitalismo (come se oggi fosse possibile, peraltro) senza aver compreso il suddetto meccanismo materiale. Quelli che invocano un regresso anziché la lotta contro i problemi e le contraddizioni del capitalismo.

Fusaro, come Preve (che aveva altra sostanza, ma era sulla stessa linea) cade in questa aporia irrisolvibile e antistorica che lo porta all'irrilevanza pratica e anche filosofica.

Non capisce che le strutture di cui pretende la tutela e il ritorno - detto che il 90% delle persone è d'accordo con lui, indi non è in minoranza - sono il prodotto delle relazioni materiali e non un dato preesistente e "naturale". La nazione non è un concetto naturale, l'Italia esiste dal 1870, praticamente nella storia non esiste, la lingua italiana si parla dal secondo dopoguerra. Di cosa stiamo parlando, di quale tradizione?

Fusaro non capisce che i cambiamenti della storia portano alla creazione di stati più grandi perché devono competere sul mercato, e che questo non è un bene o un male: l'Italia è il frutto di questo processo, la religione cattolica imposta idem, l'UE è il suo perfezionamento su larga scala.

Fusaro non predica contro le storture del capitalismo, ma solo contro i soprusi di un potere finanziario di dimensione europea e nella sostanza tedesco e francese che tarpa le ali al capitalismo italiano, contro cui infatti non pronuncia una singola parola di critica. Abbiamo un sistema corrotto, una PA inqualificabile, una classe dirigente pubblico-privata che è responsabile di gran parte dei disastri cui assistiamo e con cui si arricchisce, ma Fusaro non proferisce verbo contro questa gente. Il suo odio è rivolto verso chi sta sopra queste categorie ed è ancora più forte: ma si tratta di una battaglia di natura puramente reazionaria che nulla ha a che vedere con il socialismo, con Marx, con Gramsci.
Se notate, Fusaro non parla mai di conflitto interno al sistema italiano, quando questo è il primo conflitto di cui dovrebbe rendersi conto, perché è concreto, reale, materiale. Ma parla di piccola borghesia italiana schiacciata dal capitale mondiale: niente di più antimarxista.

Sul piano culturale Fusaro incorre nello stesso gravissimo errore - ovvero invoca strutture ancora più coercitive e opprimenti, non capendo che sono il prodotto di un mondo ancor più opprimente - e anche questo lo condanna alla trasparenza totale, all'irrilevanza, al cretinismo. Foucault aveva scritto testi interessantissimi sul ruolo della sessualità nella società e sulla stretta correlazione dei ruoli tradizionali con la società capitalista, che però creava al proprio interno anche gli anticorpi tesi a superare questo regime oppressivo.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Diego Fusaro
MessaggioInviato: dom 23 lug 2017, 18:25 
Non connesso
Leggenda del Calcio
Leggenda del Calcio
Avatar utente

Reg. il: mar 20 mag 2014
Alle ore: 20:50
Messaggi: 17625
Ma io in Fusaro la regressione ad uno stato autoritario e violento privato dei diritti civili fondamentali non la vedo proprio

Cita:
La società che invocano Fusaro e i suoi è infinitamente peggiore di quella attuale: lui evoca una società patriarcale, repressiva, molto più violenta. Una società in cui pochissimi avevano tutto e la stragrande maggioranza delle persone era analfabeta, priva di assistenza sanitaria.


Ma che stracàzzo dici? :asd

Cita:
Fusaro non pensa altrimenti, cerca semplicemente di fomentare un consenso facile e largamente condiviso.
Guarda un po' il pensiero unico è quello degli altri e poi persino qui siete praticamente tutti d'accordo con lui


Delirio puro ed uno degli esempi più fulgidi di "Argomentum ad Francescum" :rofl

In ogni caso Fusaro potrebbe sparare un mare di #@*§ ma la pochezza intellettuale di Francesco si evince bene da questi post.
Francesco è l'uomo-massa incanalato e prevenuto che si sente in dovere di mettere la propria su qualsiasi questione inoltre in maniera estremamente orgogliosa ed aggressiva, incapace di riflettere seriamente al di là di schemi convenzionali cosa che invece a mio parere Fusaro è in grado di fare (e Francesco denuncia sempre gli altri di non esserne in grado a differenza sua).
Io non vedo alcuna regressione in Fusaro a società reazionarie ed aggressive e se l'equazione "statalismo"=autoritarismo risulta automatica non è certo per colpa di Fusaro, anche l'equazione capitalismo=egoismo non dovrebbe esserlo come non dovrebbe esserlo l'equazione "prima i lavoratori"="si fottano i gay" (argomento s-comodo per screditare e travisare le tesi ben più particolareggiate di qualcuno), se poi bisogna inseguire la chimera del comunismo utopista considerando una regressione storica qualunque eventuale intermezzo contestuale allora si guarda la realtà in maniera fideistica ed acritica non considerandone le migliaia di sfaccettature.

Cita:
difesa che è possibile solo se internazionalista e duramente contraria a ogni forma, anche solo vaga, di nazionalismo


Ma queste sono #@*§ di chi sa solo ripetere e perseguire a pappagallo dottrine di altri ma non sa coglierne la profondità, né delle dottrine né della realtà. Per quale ragione la difesa del lavoratore e degli oppressi non può partire su scala nazionale? Perché "patria=fascismo"? La logica va oltre le contingenze storiche ma chi ragiona solamente dossograficamente non lo può capire, chi usa ragionare facendo conseguire dal nulla un infinità di implicazioni negative non può capire, tradisce un sapere inautentico che non vuole tradursi nella realtà ma solo nella manifestazione di questo sapere (insomma, il tuo sapere di cui usi vantarti tanto).

Cita:
Dobbiamo combattere i difetti gravi dell'attuale sistema: politica totalmente asservita al potere bancario ed economico sia a destra che a sinistra, ingiustizia sociale etc.. Non certo tornando a un sistema molto più pericoloso e violento, ma incrementando le conquiste, riportandole avanti, rafforzandole.


E queste qui sono tutte cose che possono benissimo essere combattute pure in un sistema statale ed il combatterle così non implicherebbe alcuna contraddizione logica.

In pratica Francé: tu non hai capito un #@*§ di quello che dice Fusaro perché riesci a riflettere solamente tramite schemi pregressi, antiquati e ben definiti con i quali decodifichi tutta la realtà semplificandola in maniera abominevole, da buon uomo-massa ti senti in dovere di dire la tua opinione sugli argomenti più in voga ed impegnati e da buon pseudo-intellettuale ti senti in dovere di dare giudizi su intellettuali o pseudo-tali probabilmente contrastanti, in questo caso contrastanti in quanto titolare di un sapere inautentico (in questo caso fideismo marxista, fideista come tutte le tue posizioni) che si traduce in implicazioni necessarie che nel mondo della realtà non esistono ma solo al limite nel mondo del pensiero che non conosci, quindi un paio di opinioni contestuali e contestualizzate di Fusaro squalificano automaticamente tutto il suo pensiero in assoluto.
Come vedi le persone sono complicate ma chi ragiona per schemi è molto più semplice da schematizzare e forse Francesco tu sei il più schematizzabile in assoluto :asd

Cita:
A me, dispiace dirlo, Fusaro sembra solo l'ennesima conferma del completo fallimento delle nostre istituzioni accademiche (che sono la negazione di ogni forma di coraggio e di meritocrazia), ma più che altro anche la morte della filosofia.

Se notate, ogni suo discorso ruota intorno a poche formule ripetute all'infinito e che semplificano all'inverosimile l'analisi del reale: di regola, si tratta di frasi e principi rubati a Hegel e Marx (spesso del tutto fuori contesto) e poi applicati per giungere a conseguenze ontologicamente incompatibili con le premesse.


Hai ASSOLUTAMENTE ragione Francesco, ma per l'ENNESIMA volta sei tu il mostro che vuoi combattere ;)
Che tu decreti la morte della filosofia è come se io decretassi la morte di un pianeta della galassia di Andromeda, la morte di un qualcosa che non conosco minimamente e che mi è distantissimo.
La filosofia non è una dottrina e non è una formulazione di dottrine e non è un perseguire una dottrina, ma figurarsi se tu potrai mai capire qualcosa di simile.

Ovviamente io per questo post verrò decodificato come fascista reazionario perché ovviamente schematizzare ed oggettivare chiunque abbia posizioni differenti in maniera più o meno marcata non è semplificare all'inverosimile l'analisi del reale :asd

Sia ben chiaro che pur relativizzando enormemente l'utilità dell'etichette in realtà l'etichetta di comunista utopista mi starebbe benissimo, ma ovviamente non filtro la realtà sulla lente di quest'etichetta.


Ultima modifica di Socrate il dom 23 lug 2017, 18:30, modificato 2 volte in totale.

Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Diego Fusaro
MessaggioInviato: dom 23 lug 2017, 18:27 
Non connesso
Leggenda del Calcio
Leggenda del Calcio

Reg. il: ven 22 mag 2015
Alle ore: 20:02
Messaggi: 12159
In sostanza, posto davanti agli enormi problemi della contemporaneità, Fusaro non dice: comprendiamoli e affrontiamoli.
Dice: è colpa di un capitalismo apolide e senza radici (boiata senza senso, spero per lui che se ne renda conto), per proteggerci contro questo mondialismo cattivo e virtuale dobbiamo bacchettare ogni sua istanza culturale e fare dieci passi indietro.

Asseconda una visione diffusa a macchia d'olio, quasi totalmente predominante: ostile all'immigrazione e incapace di ragionare sulle ragioni dell'immigrazione (con vantaggi e svantaggi che si avvertono su scala globale), chiusa a cerchio in un retronazionalismo che non può esistere (scambiamo con tutto il mondo, davvero possiamo pensare di chiuderci a riccio?), culturalmente reazionaria ai limiti della violenza e discriminatoria nei confronti delle categorie più deboli. Non passa giorno che non incontri persone che la pensano esattamente come lui, non si parla di un pensiero dominante: di più, si parla dell'impronta culturale chiave di questa fase storica, a livello popolare.

Per me la questione è piuttosto semplice: Fusaro è il portavoce della borghesia italiana, che sbraita contro i poteri superiori al suo (non certo perché ingiusti, ma perché superiori) e che poi se la prende con le categorie più facili da colpire.

Non accusa gli sprechi della classe dirigente italiana - del resto, ne è portavoce - ma addita il rifugiato che intasca due euro al giorno. Di fatto, sta solo cercando di proteggere una posizione privilegiata.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Diego Fusaro
MessaggioInviato: dom 23 lug 2017, 18:35 
Non connesso
Campione Olimpico
Campione Olimpico
Avatar utente

Reg. il: ven 23 nov 2012
Alle ore: 11:00
Messaggi: 7439
Ma questo è puro determinismo positivistico, cioè il grande tallone d'Achille del pensiero di Marx:
1) La classe operaia non si è rivelata una classe rivoluzionaria come previsto da Marx, questo è innegabile. Gli unici paesi in cui sopravvivono scaturigini di socialismo reale (Cina, Corea del Nord, Cuba) gli operai hanno giocato una minimissima parte. In Urss sappiamo come è finita.
2) La storia non prosegue a carattere rettilineo e determinista ma a cicli, il progresso c'è nelle attività ma sempre a "balzi" non segue una linea rettilinea
3) Il capitalismo (specialmente quello di matrice americana) si è rivelata un'arma molto più flessibile ed adattabile alla realtà dell'utopia comunista

Questi sono tre fattori inequivocabili e dicono che Marx era molto più bravo nell'analisi che nelle previsioni


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 155 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1 ... 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16  Prossimo

Risposta Rapida
Titolo:
Messaggio:
 

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: O Futeboleiro e 8 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
Powered by phpBB® Forum Software © phpBB Group
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010