Silvio Berlusconi n'en rate pas une. Alors que sa femme vient de déclarer à la presse qu'elle demandait le divorce en raison des frasques de son mari, voilà qu'il fait encore parler de lui. La scène, tournée par une télévision locale, démontre à nouveau la finesse légendaire de l'homme politique italien. L'incident s'est déroulé le 25 avril, lors d'une visite dans l'Aquila, zone dévastée par le tremblement de terre.
Alors que les pompiers et les autorités locales prennent place pour la photo officielle, on peut voir le président du Conseil italien se placer derrière une femme en lui mettant la main sur les épaules. Il lui demande alors: «Posso palpare un pò la signora?», ce qui signifie: "Je peux tâter un peu madame?" Les caméras présentes sur les lieux n'ont pas manqué de capter ces paroles, prononcées distinctement. La rencontre s'est termninée par des poignées de main et des remerciements aux volontaires de la protection civile.
La femme en question est Lia Beltrani, élue de la province de Trento. Le média local Trentino explique que sur le moment, l'élue ne voulait pas croire avoir réellement entendu ces paroles. Elle a par la suite confirmé: "Berlusconi a tenu ces propos". Elle aurait demandé une certaine discrétion sur cet épisode gênant pour ne pas placer au second plan le travail des volontaires, et pour que cet incident ne soit pas instrumentalisé lors des élections municipales qui devaient suivre quelques jours plus tard. Les images ont été diffusées à la télévision mardi soir.
http://www.tdg.ch/actu/monde/berlusconi-tater
Le pays a commencé, hier, a enterré les victimes du tremblement de terre. Après le fort séisme ressenti mardi en début de soirée, le Milan des morts s'est encore alourdi: 267 cadavres, dont ceux de 16 enfants, ont été retirés des décombres par les secouristes. Plus de 100 blessés sont encore dans un état grave. Près de 10000 maisons ont été endommagées par les secousses.
Bien que les recherches aient été prolongées jusqu'à dimanche, les chances de retrouver des survivants sont faibles. Dans la ville ravagée de L'Aquila, des proches de disparus continuent à fouiller les gravats sans vraiment y croire.
Pour les 17000 sans-abri stationnés dans les 3000 tentes mises en place, l'attente devient pénible. Les rescapés se débrouillent avec les moyens du bord: on se lave dans les ruisseaux, on va aux toilettes derrière des arbres, on cuisine au feu de bois...
La catastrophe incite également certains à profiter de la situation: deux «vautours» ont été arrêtés, hier, dans le village d'Onna, proche d'Aquila, avec un butin d'une valeur de 120000 francs.
Mais, dans ces scènes de désolation, c'est surtout l'attitude de Silvio Berlusconi qui laisse dubitatif: il passe dans les rues en plaisantant, comme si de rien n'était. Si certaines personnes trouvent dans le comportement de l'homme politique un certain réconfort, d'autres ne goûtent vraiment pas à son «humour»: le chef du gouvernement a conseillé, aux rescapés hébergés dans les camps de toile, de «prendre ça comme un week-end en camping»!
http://www.lematin.ch/actu/monde/show-b ... nes-107752
Pinocchio Berlusconi
C'est quand même extraordinaire, un homme politique. Jamais déboussolé, jamais en reste quand il s'agit de s'enthousiasmer et de promettre monts et merveilles, quand il s'agit de faire son auto-promotion. Prenez Silvio Berlusconi, élu italien récent. Il vient de s'engager, dans son discours de politique générale, à "relever" l'Italie, qui "n'a plus de temps à perdre", dont il faut guérir la croissance "pour affirmer la présence [de l'Italie] sur le plan mondial"...
Ce n'étaient pas les mêmes promesses, il y a quelques années, quand il avait déjà dirigé le gouvernement? Et il les avait tenues?
C'est toujours la même chose dans ces gouvernements d'alternance où on revoit passer des figures qui ont déjà été aux commandes, puis qui ont perdu les élections pour manque de résultats, puis qui reviennent avec de nouvelles promesses et qui sont réélues. Une histoire sans fin?
http://salelangue.blog.24heures.ch/arch ... sconi.html
I giornali ticinesi invece risentono della presenza tra le loro fila di giornalisti italiani assoldati da Silvio. Esplicativo questo articolo sul corriere del Ticino.
i ANDREA ALBERTINI - «Macché «new town». È un «new Berlusconi», quello che il terremoto ha regalato agli abruzzesi e agli italiani». Nata quasi come sfottò quando il presidente del Consiglio ha lanciato l’idea di tante città nuove sul modello di «Milano 2», «Milano 3» e via di seguito, la battuta appare ogni giorno più profetica. Il terremoto, accanto al suo bilancio di tragedie (294 morti, almeno 12 miliardi di euro di danni) sta mostrando che sta prendendo forma nella Penisola un nuovo rapporto tra Silvio Berlusconi e la gente, con il capo del Governo che ridà credibilità al ruolo dei politici (lontani anni luce dalle accuse che Sandro Pertini rivolse all’esecutivo dopo il terremoto del 1982 in Irpinia) e gli italiani, anche molti di quelli che non lo votano, che gli manifestano fiducia. Un «Presidente costruttore» che, pur presente ogni giorno nelle tendopoli a parlare, scherzare con gli sfollati, e a risolvere di persona ostacoli altrimenti insuperabili, è riuscito a giocare e a vincere una difficilissima partita politica con l’unico avversario – visto lo stato di coma politico della sinistra – di cui deve tener conto nelle elezioni di giugno: quell’Umberto Bossi che gli è amico e alleato ma che ha ormai un obiettivo visibile e preciso, fare della Lega il primo partito del Nord per poter condizionare il Partito della libertà, il «partito dei moderati».
«Lo Stato c’è. E una cosa è certa: nessuno sarà lasciato solo. Prima dell’inverno nessuno sarà più nelle tende. Ci saranno case su base in cemento che diventeranno poi la nuova città universitaria». Questi gli impegni presi da Berlusconi, che giovedì prossimo riunirà il Consiglio dei ministri all’Aquila per annunciare il piano della ricostruzione, il quale ha annunciato che, nonostante la difficile crisi economica che colpisce anche l’Italia, non ci saranno tasse aggiuntive di sorta. Plaude Berlusconi persino «Die Zeit», da sempre uno dei grandi settimanali stranieri più severi con il premier italiano, per il quale «questa volta il premier italiano è riuscito nel difficile esercizio di essere un rappresentante credibile dello Stato. Con una novità: ha un cuore grande e le sue lacrime erano autentiche». Giudizio condiviso dagli italiani. Il già alto livello di fiducia di cui Berlusconi godeva è salito ulteriormente, con un indice di gradimento del 73,5% (e non soltanto nel centrodestra: anche il 33% del centrosinistra dà un giudizio positivo). Al punto che il sondaggista Renato Mannheimer, nel suo «Osservatorio» sul Corriere della Sera di ieri, ha messo in risalto «un aumento della percentuale di intenzioni di voto per il Pdl che oltrepassano oggi il 45% e, secondo alcuni, si avvicinano al 50%».
E ora è possibilissimo che il Pdl raggiunga nelle europee del 6 e 7 giugno il 51%, a fronte di un ulteriore crollo del Partito democratico. Oltre che per le europee, si voterà anche in 4.200 Comuni e 64 Province. Queste ultime sono unanimemente definite «carrozzoni» inutili; ma sono molto importanti per le clientele elettorali dei partiti. Delle 64 Province, 10 sono governate dal centrodestra e le restanti 54 dal centrosinistra, e secondo il responsabile degli enti locali del Pd, Paolo Fontanelli, «se gli elettori si comportassero come nelle politiche dello scorso anno, e dal punto di vista del partito democratico c’è da temere che si comportino molto peggio, per il Pd sarebbe un disastro: delle 54 province gliene resterebbero 15».
Fuori gioco il centrosinistra, il solo avversario di Berlusconi sarà l’«amico» Bossi. Ma la legittima concorrenza tra Pdl e Lega si è quasi trasformata in una crisi di Governo, all’improvviso, quando l’opposizione ha chiesto una «eccezione» alla legge in modo da far celebrare il 7 giugno anche il referendum per l’abolizione del sistema elettorale oggi in vigore: una «porcata», secondo il leghista Roberto Calderoli, che pure l’aveva elaborato. Motivo ufficiale, risparmiare 400 milioni di euro da destinare alla ricostruzione in Abruzzo; motivo vero, trasformare amministrative ed europee in un traino per il referendum, dato che quando questo si celebra da solo non ottiene quasi mai il 51% dei voti necessari. La Lega si è opposta, in quanto la legge derivante dal referendum darebbe vita ad un sostanziale bipartitismo (con appena 25% o poco più dei voti un partito, grazie al premio di maggioranza, potrebbe conquistare il 55% dei seggi) che le toglierebbe ogni «potere di ricatto» sul partito alleato del Pdl. Di fronte alla minaccia di una crisi di Governo, Berlusconi ha ceduto parzialmente al ricatto di Bossi: è quasi certo che il referendum si celebrerà domenica 21 giugno, quando sono in programma i ballottaggi delle amministrative per i quali si prevede però una partecipazione non decisiva per il quorum del referendum; e questo permetterà di risparmiare una cinquantina di miliardi di euro. Una scelta «di buon senso» secondo i primi sondaggi apprezzata dagli italiani.
Del resto Berlusconi, dicono i suoi collaboratori, ha confessato in questi giorni «di sentirsi per la prima volta non il capo di Governo di un partito ma il presidente di tutti gli italiani». Al punto che la settimana prossima potrebbe addirittura partecipare per la prima volta alle celebrazioni del 25 aprile finora monopolizzate dalla sinistra in nome della Resistenza. Perché, ha affermato, «nelle grandi democrazie c’è contrasto politico ma sui grandi temi ci si unisce. E sarei arcicontento che questo avvenisse anche in Italia».
Andrea Albertini
http://www.cdt.ch/commenti-cdt/commento ... sconi.html
la televisione ticinese non ne pare invece infettata.