La "puntata riparatrice" voluta dalla Rai dopo le polemiche seguìte alla precedente
Attacco al quotidiano: "Difendete la satira quando vi pare". Giordano: "Una sfida"
Santoro al Giornale: "Poveretti"
Vauro non c'è, ma le vignette sì
In studio i disegni su "La via crucis del precario". L'Udc: "Indecenza vergognosa"
Sabina Guzzanti indossa la toga: "Non è il momento di ridere. E non lo sarà più"
di ALESSANDRA VITALI
Santoro al Giornale: "Poveretti" Vauro non c'è, ma le vignette sì
Michele Santoro
ROMA - "Comunque la pensiate, benvenuti". Michele Santoro saluta gli spettatori, ringrazia la redazione del Tg2 per la solidarietà, attacca Il Giornale ("poveretti i lettori, ogni giorno quattro pagine su di me") per ricordare "le battaglie memorabili" del quotidiano "in nome della libertà di satira, come per le vignette su Maometto", mentre "ora se la prende con Vauro e Annozero, ma su Vauro sbagliate - dice - come sbaglia Aldo Grasso (il critico tv del Corriere della sera, ndr) che parla di televisione come Bruno Vespa parla di cavalli. Fate come Fede, ha capito che se non ci fosse Annozero Berlusconi non vincerebbe. Noi siamo un Tg4 fatto bene. Lasciateci lavorare: Vauro tornerà, Berlusconi vincerà e tutti saremo contenti". Vauro però è già tornato. Le vignette le porta Francesca, finta disegnatrice. "La via crucis del precario", quattordici tavole, un co.co.co. che porta la croce. Si infuria l'Udc: "Blasfemo e indecente". Intanto se la prende anche il direttore del Giornale, Mario Giordano. Parla di "sfida, attacco e rilancio". Domani, annuncia, dedicherà a Santoro la prima pagina e altre quattro del quotidiano.
Parte pochi minuti dopo le 21 la puntata "riparatrice" di Annozero. Quella fortemente voluta dai vertici Rai dopo le polemiche seguìte alla precedente, sul terremoto, giudicata tanto faziosa da chiedere al giornalista "il necessario riequilibrio dell'informazione", e da far sospendere Vauro per quelle sue vignette "offensive per vittime e congiunti". Santoro si toglie subito qualche sassolino dalla scarpa. Col sarcasmo e l'ironia, senza Bella ciao o altri colpi di teatro. C'è Vauro, sotto forma di disegni, coraggiosi visto il tema (a quattro giorni dalla Pasqua), la "Passione del precario", battute feroci sul lavoro che è una croce. E' una sfida al dg Rai Mauro Masi. Che Vauro l'ha sospeso. E che invece, uscito dalla porta, gli è rientrato dalla finestra.
Si infuria Luca Volontè (Udc): "Non potendosela prendere, per ragioni di stipendio, con Berlusconi, Santoro con le vignette blafeme di Vauro se la prende con Gesù e la sua Passione. Un'indecenza vergognosa". Chiede al cda "le decisioni del caso" perché "Santoro e compagnia non rispettano né il servizio pubblico né la religione cristiana". Perfino Ghedini, poco prima, aveva preso le difese del vignettista e le distanze da Masi: "Non condivido quel tipo di satira ma Vauro non doveva essere sospeso", aveva detto. Una curiosità: dopo Annozero, Vauro "si sposta" a Parla con me, su RaiTre. Nel programma condotto da Serena Dandini è Dario Vergassola a mostrare alcune vignette (ironicamente firmate Dauro) del disegnatore.
La puntata, per il resto, ha la la cifra consueta. Prologo di Marco Travaglio, che ricorda gli attacchi di Giornale e opposizione contro i provvedimenti di Romano Prodi presidente del Consiglio ai tempi del sisma di Umbria e Marche, 1997, e i commenti lusinghieri dei giornalisti all'operato del premier. Sandro Ruotolo in collegamento dall'Aquila, in studio Niccolò Ghedini (Pdl), Antonio Di Pietro (Idv), Mariano Maugeri (Sole24Ore) e Titti Postiglione, capo della Sala Italia della Protezione civile. Preceduta da una lettera che Guido Bertolaso ha pubblicato sul sito del Dipartimento per ringraziare Annozero dell'invito.
Scaramucce fra Ghedini e di Pietro. L'inchiesta, gli ospiti in studio, i collegamenti, le testimonianze. Come e perché le case sono venute giù. Qualche "vizio" nei materiali di costruzione, la tenuta delle strutture. Le verifiche. I parenti delle vittime che chiedono chiarezza. I genitori dei ragazzi morti nella Casa dello studente. "A me risulta che è stato il custode a verificare le crepe al quarto piano - racconta il padre di Luca - e ha detto che non c'era pericolo".
A Sabina Guzzanti è affidata la chiusura della puntata, lo spazio di solito occupato da Vauro. Una toga indosso, un magistrato dal marcato accento meridionale che fa un processo al vignettista, "colpevole di turbativa della commozione" ("te la prendi con chi ha costruito quelle case o con chi si mette a fare quei disegni? Te la prendi con Vauro") ma, più in generale, ai malcostumi dell'Italia e al governo. Massima conclusiva: "Se la tv di Stato ha imparato gli italiani a parlare, le tv di Berlusconi hanno imparato gli italiani a stare zitti".
(16 aprile 2009)
IL COMMENTO
La beffa di Santoro
di ANTONIO DIPOLLINA
Ironia, parecchia, risposte puntuali, soluzioni sarcastiche, molte, per Michele Santoro e la sua band. Una sorta di gioco fin troppo agevole in certi punti, vista la pochezza degli attacchi avversari. Ecco la "puntata riparatoria" di Annozero, ieri sera, dopo quella contestata della scorsa settimana.
Le vignette di Vauro vengono presentate comunque senza Vauro, Sabina Guzzanti vi aggiunge il carico da undici, Santoro&Travaglio sceneggiano a puntino le repliche contro tutto e tutti, con un certo gusto per teatralità e colpi ad effetto. La controparte è Niccolò Ghedini, il più battagliero e spregiudicato di tutto il Pdl, in teoria: ma a un certo punto entra quasi anche lui nel gioco e si limita alla parte, non brillantissima né forse ce n'era bisogno. Passa anche una fantastica intervista di Ruotolo al vescovo de L'Aquila che giorni addietro aveva emesso un comunicato di indignazione, dalle sue risposte si evince che non solo il prelato, come ammette, non ha visto la famosa puntata ma gliene hanno anche raccontato probabilmente un'altra.
E insomma, alla fine, il gioco televisivo è quello, quasi da far passare sotto traccia l'episodio e richiederne a gran voce un altro migliore per la prossima puntata, ché questo ha un po' stufato. Il guaio è che invece sul terreno, tramortita, resta parecchia della credibilità residua di molti attori in gioco. Ora tocca restare col fiato sospeso ad aspettare cosa si inventeranno davvero i vertici Rai e in particolare il nuovo direttore generale per uscire in modo appena dignitoso da tutto questo: la censura a Vauro, anche dopo aver guardato per la centesima volta la vignetta incriminata a caccia di qualcosa di impresentabile - che deve pur esserci, no? - fa tornare indietro il paese a tempi impensabili, lo sbalordimento rimane assoluto. L'indagine interna della Rai non potrà mai essere una cosa seria, né se si conclude nel nulla né, appunto, se dovesse dare spunto a provvedimenti punitivi che in un caso simile, se ci mettessimo a spiegarlo con esattezza oltre le frontiere, farebbe ridere il mondo intero. Tutto assurdo, con tutti che a un certo punto non hanno creduto vero che ci fosse questa possibilità succosa e mediaticamente lucrabile di mettersi a recitare una parte purchessia.
E poi lo strano sorgere della vicenda, che un giorno forse si potrà ricostruire ammesso che a qualcuno interessi ancora, e ci sono poche probabilità in tal senso. La denuncia quasi violenta di quanto successo nella puntata della scorsa settimana: arrivano insieme, Fini&Berlusconi, quasi un giorno e mezzo dopo la puntata in onda. Una indignazione a crescita lentissima. L'altro giorno è intervenuto a Repubblica Tv Guido Crosetto, Pdl e ospite libero e parlante della puntata incriminata: ha sostenuto con molta convinzione che quella puntata "non era affatto piaciuta ai telespettatori". Perché ne era convinto? Viene il dubbio che in quelle ore vuote, quelle che passano tra Vauro e le cannonate dei vertici del Governo, siano corsi sondaggi appositi, di quelli veloci che si usano oggi, e a tavolino si sia deciso di sparare alzo zero innescando un can can che dev'essere stato giudicato comunque come produttivo per un episodio che senza quelle cannonate sarebbe rimasto circoscritto al suo posto, ovvero tra persone che presentano una proposta televisiva e il pubblico che li giudica.
Il salto indietro poi sulla questione Rai, servizio pubblico e contenuti e modi dei programmi che si occupano di politica è impressionante. Si è di nuovo sentita la teoria della tv - in quanto pagata da tutti - che deve diventare uno scaffale immobile con allineati i prodotti-opinione e davanti al quale lo spettatore passa osservando, muto e compunto, rimirando tutte le marche esposte. Una grammatica desolante che si pensava, poveri illusi che non siamo altro, abbandonata da tempo. Perfino opinionisti avveduti nell'area centrodestra hanno detto: mettiamo anche un Santoro di destra da qualche parte e chiudiamola qui. Purtroppo un Santoro di destra lo cercano da lustri e non lo trovano. O magari non lo cercano davvero. Viene il dubbio che sia più produttivo nonché più divertente una santorata ogni tanto, in cui tutti trovano spazio per una piccola sarabanda che poi passa. Infine, forse non vuol dire nulla, ma chissà: le due polemiche più forti di stagione , per Annozero, in due puntate come quella su Gaza e quella sul terremoto. La cifra delle grandi tragedie porta a questo, ci sarà un motivo ma in realtà non dovrebbe esserci mai, in casi simili.
(17 aprile 2009)
la repubblica
più quello che ho postato ieri qui:
http://www.forum-calcio.com/viewtopic.php?t=55606
penso che in italia ci sia un regime.
poltico e sulla stampa.
non dimentichiamoci che LUI ha 80% dei media in italia....
e si lamenta pure
talmente che convoca pure i giornalisti stranieri cattivi e che distorcono la realtà dell'Italia.
e la censura continua per chi non la pensa come lui é lampante...neanche il peggior andreotti é arrivato a tanto.....
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